mercoledì, Giugno 19, 2024
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IL COLUMNIST di Luca Russo / QUESTIONE DI RANKING

(Luca Russo) – Nove squadre di cadetteria qualificate ai sedicesimi, praticamente il doppio rispetto a quelle della passata stagione. Di queste, cinque hanno eliminato formazioni di massima serie. È la Coppa Italia delle sorprese, finora. E non è escluso che possa riservarne di altre da qui ai turni successivi. Una Coppa Italia così sorprendente suscita riflessioni e considerazioni dello stesso segno: “Ben 9 squadre di B passano il turno, ben 5 ne eliminano altrettante di A. Ora facciamo inversione campi ai prossimi turni?”, la proposta al limite tra il serio ed il faceto è stata lanciata, a mezzo social network, da Mauro Balata, presidente della lega di B. Una proposta che, se non si trattasse di cambiare format e regole in corsa, sarebbe molto più che condivisibile. Il perché è presto detto e ce lo spiega il percorso potenziale che una squadra di B potrebbe essere chiamata ad affrontare in caso di avanzamento nella manifestazione, che prevede turni ad eliminazione diretta ad eccezione delle semifinali, per le quali sono previste gare di andata e ritorno. Questione di ranking, per intenderci: chi si presenta con un “posizionamento” migliore ha il diritto di giocare in casa il turno ad eliminazione diretta. Prendiamo, in tal senso, il caso del Parma. I Ducali hanno esordito in trasferta contro la Salernitana perché zavorrati da un ranking più alto di quello che accompagnava i granata. Col Bari giocheranno al Tardini per lo stesso motivo: ranking migliore rispetto ai pugliesi. Ma se invece dei galletti fosse passato il Verona, avremmo dovuto affrontare la trasferta del Bentegodi. E così alla stessa maniera in caso di passaggio del turno e sfida all’Inter negli ottavi e all’Atalanta nei quarti. Per farla breve, una formazione di cadetteria che fa percorso netto fino alle semifinali, salvo imprevisti nella parte di tabellone di propria pertinenza, non gioca in casa neanche una gara di Coppa Italia a meno che non riesca a spingersi fino al penultimo atto. Un’impresa non da poco, proibitiva più di quanto si possa immaginare considerando che generalmente le formazioni meno attrezzate fanno turnover nel momento in cui il calendario gli impone di scendere in campo per questa manifestazione. E allora la proposta del presidente di Lega B Mauro Balata, pur non essendo evidentemente ricevibile perché implicherebbe un cambio delle regole in corsa, dovrebbe quantomeno aprire un dibattito a proposito dell’appeal agonistico, commerciale e mediatico della competizione. Un appeal di livello medio-basso dai turni eliminatori agli ottavi, nonostante l’ingresso in scena delle cosiddette teste di serie. Ma che aumenta di consistenza quando il torneo si addentra nell’avvincente terreno di quarti, semifinali e finale. Invertire i campi dei turni ad eliminazione diretta può essere una soluzione valida a che la coppa si avvicini, in termini di fascino, alla capacità attrattiva di altre manifestazioni simili a livello continentale? Si, ma a mio avviso sarebbe ancor più efficace ripristinare la formula di una delle edizioni degli anni novanta, e segnatamente quella del 1991/1992 che vide trionfare proprio il Parma. Allora le partecipanti erano 48, contro le 44 dell’edizione in corso, e le big venivano lanciate nella mischia già dal secondo turno in poi, l’equivalente degli attuali sedicesimi, a differenza di oggi quando si affacciano nella rassegna solo dagli ottavi in avanti. Ma con una differenza sostanziale rispetto al formato vigente: tutti i turni si articolavano su gare di andata e ritorno. E in questo modo tutte le squadre che vi prendevano parte avevano la possibilità di disputare almeno una gara tra le mura amiche. Invertire i campi potrebbe essere una strategia valida per restituire un po’ di bellezza alla Coppa Italia, ma per renderla nuovamente interessante e meno elitaria basterebbe forse aggiungere un campo in più, quello delle formazioni che sulla carta non sono teste di serie, mentre in campo potrebbero rivelarsi le sorprese che non sbandano e fanno invece sbandare le grandi. Luca Russo

11 pensieri riguardo “IL COLUMNIST di Luca Russo / QUESTIONE DI RANKING

  • Chi è lo sponsor? Si sa o anche li tocca a Pedersoli e quindi c’è ancora tempo. Ah no forse dal Bagno Piero di Forte, scampati al suv che aveva invaso il prestigioso arenile, gli indistrialotti upini stanno litigando a suon di rilanci e di milioni su chi metterà il nome di un confindustriale del Territorio sulla maglia crociata. Sarà un tomaccaro? Un soffiatore di bottiglie in pet? Un buslotaro? I catarrai fronte autostrada? Un parsutaro? O magari dopo Federer….chissà aspettiamo e vediamo!

    • basta che non sia un cazzaro… dai su Davide, disprezzi la relativa ricchezza di Parma che ti consente di girare in BMW o Audi….
      Puoi sempore comunque trasferirsti in altre contrade italiane dove non ci sono taomaccari, soffiatori, buslotari, catarrai (ma chi sono questi?), parsutai. E neanche muratori o brembatori frenatori di Bergamo. Neppure scopatori di Mantova (nel senso di Tonkita e simili).
      Nelle zone depresse ti sentriesti più a tuo agio, zone che spesso hanno squadre più forti del Parma……

      • Amico mio aspettiamo lo sponsor…magari qualche soffiatore che non ha crisi perché il Coviddi anche se toglie il gusto in Algeria continuano a bere gazzosa ci fa una sorpresa..o i catarrai tra un Parma io ci sto, una piantumazione di un olmo e un aerosol…. Io non sono al Forte se qualcuno è la e bazzica tra il Piero e il Roma o l’Italia magari sa qualcosa di più…anche se il fascino povero e con le pezze nel culo delle povere strisciate nostrane ha sempre il suo perché per l’industrIalotto upino. Ho notato che il prete falso novello santone pelato del Milan ha molto “appil” tra i nostri. Perché a Palazzo Soragna chi spende poco piace sempre.

  • Ranking a parte, questa è la dimostrazione lampante di come si sia livellato verso il basso il calcio italiano, anni fa l’eliminazione di una squadra di A da parte di una di B, sarebbe stato un evento.

  • Basterebbe togliere le teste di serie come nel resto d’Europa. Le big possono affrontarsi subito.

  • Che tristezza cyprien al Sion in prestito gratuito in cui paghi quasi sicuramente mezzo o tre quarti ingaggio.
    Del resto una squadra che ha un valore di stimato di 16 milioni, con 4,5 di cyprien fa capire lo spessore della stessa. In Francia nessuno lo ha voluto evidentemente.
    Mi chiedo chi abbia voluto e comprato cyprien, quando era reduce da due infortuni pesanti. E ha pure un contratto fino al 2025.

    • Citofonare Carli. Ma che fine ha fatto il Ds toscano assunto da Carra perché era l’unico che veniva per quattro spicci e senza soldi per la campagna acquisti?E’ in trattativa col Liverpul?

  • Condivido le perplessità di Davide su Cyprien da estendere sugli altri incauti acquisti che purtroppo zavorrano il bilancio del Parma e costringono il Presidente ha esborsi esosi in termini di ingaggi, stipendi, mediazioni e così via tali da dover fare cessioni a condizioni stracciate (vedi anche Lanini). Purtroppo gli errori si pagano salati e si traducono in perdite in conto capitale e riduzione di risorse per fare campagne acquisti efficaci per il prossimo/i campionato, pur necessitando la squadra di almeno tre innesti di titolari per raggiungere il livello delle pretendenti alla promozione.
    Forza Parma

    • Aggiungo che anche Hainaut sta diventando un nuovo pensionato del Parma. Un mese di allenamenti e già due infortuni e di fatto ha lavorato forse dieci giorni complessivi.
      Chapeau a chi lo ha scelto e preso dalla D francese.
      PS sarebbe da capire anche quali siano i problemi di Buffon e Osorio. Sono sempre fuori. Quelli di schiattarella dovrebbero essere solo la cessione

      • Schiattarella e Hinault (il ciclista?) hanno il mal d’Inglese. Schiattarella (nomen omen) è infortunato da Parma Benevento di agosto scorso, Hinault è il nouveau Cyprien

  • Caro Russo, la tua proposta è carina ma anacronistica. Le due partite di andata e ritorno sono state tolte per tre motivi:
    – calendario troppo fitto di impegni
    – calendario degli altri troppo pieno (tradotto se gioca la champions pensi che guardano Lazio-Avellino di Coppa Italia?)
    – se giochi con una di B infrasettimanale allo stadio sono in 50, in TV meno (vedi sopra)
    E con due partite col piffero che una di B passa il turno con così tante probabilità.

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