PAROLE CROCIATE, di Luca Ampollini / UN PARMA TANTO BELLO QUANTO POCO CONCRETO

(Luca Ampollini) – Vi dirò la verità: sarei stato sorpreso se ieri sera non avessi visto un Parma particolarmente convincente dopo il brillante precampionato. E infatti la prestazione è arrivata. E che prestazione! Non vi tedierò col personale concetto, più volte ribadito, che la squadra dell’anno passato, con un tecnico realmente attendibile, stia mostrando finalmente il suo reale valore, ma i progressi sul piano del gioco, della compattezza e dell’organizzazione, gara dopo gara, sono davvero evidenti. E allora perché, direte voi, se si è giocato così bene non è arrivata la vittoria? Semplicemente, credo io, per poca fortuna (nel calcio esiste come in qualsiasi contesto della vita) o per la scarsa concretezza nel non trasformare le innumerevoli opportunità da rete costruite, davvero copiose, che mi hanno fatto esternare alla fine del primo tempo la battuta (fino lì…) che in tutto lo scorso campionato non avevamo prodotto tutte le occasioni costruite nei primi tambureggianti 45 minuti. E allora in molti hanno già cominciato ad ipotizzare il possibile poco equilibrio in mediana e la presunta difficoltà a supportare Man, Vazquez, Mihaila e una prima punta. Come sempre, però, gli episodi determinano in modo non sempre realistico le valutazioni: sarebbe bastato che i Crociati avessero realizzato la metà delle clamorose occasioni costruite e adesso parleremmo di una brillante vittoria e di un esordio esaltante. In più va sottolineato come il Bari ha costruito le sue reti: un rigore, ripetuto, e vedremo a tal proposito se ci sarà uniformità di giudizio in futuro per questa decisione estremamente fiscale, generato da un’ingenuità piuttosto clamorosa di Estevez e un gol realizzato da un tiro fenomenale, ma assai raro a vedersi, del pur bravissimo Folorunsho. Io preferisco pensare che i problemi dovranno averli gli avversari nel cercare di arginare un attacco formato da giocatori cosi talentuosi come quelli a disposizione di Pecchia. Controllare contemporaneamente le invenzioni di Man, Mihaila, Vazquez e di una prima punta più brillante dell’attuale Inglese o del volenteroso, ma perennemente acerbo Benedyczak, non sarebbe semplice nemmeno in serie A. E la risposta di Pecchia alla mia domanda circa questo specifico concetto è stata assai confortante: “ Bisogna migliorare la condizione, senza dimenticare il lavoro degli esterni e di Vazquez senza palla, MA PREFERISCO SEMPRE AVERE LA QUALITA’ IN CAMPO”, e come dargli torto…

A proposito di qualità ieri sera abbiamo ammirato un Man (migliore in campo) davvero ispirato: riportato con continuità nel suo ruolo (finalmente!) sta dimostrando, in una SQUADRA VERA, di essere tecnicamente fuori categoria: il gol è stato meraviglioso, ma anche alcune giocate in tandem con Mihaila e Vazquez o suggerimenti in verticale a liberare l’uomo davanti al portiere, confermano i suoi oggettivi e purissimi requisiti nonostante una condizione ancora approssimativa, per la lunga sosta, smentendo così il concetto di qualche addetto ai lavori che lo aveva precipitosamente definito un “mezzo giocatore”, probabilmente perché non lo aveva mai visto giocare prima del suo approdo a Parma. In realtà, a prescindere dai disastrosi contesti in cui è stato catapultato negli ultimi 2 anni, ci vogliono 30 secondi con la palla che danza ai suoi piedi per capire che ha una tecnica non semplice da vedere nemmeno in serie A. E parlando dei continui progressi accennati all’inizio va sottolineata la prova super convincente dell’ ex oggetto misterioso Oosterwolde e anche di un Valenti che, sebbene sia sempre troppo inutilmente nervoso, ha risolto, soprattutto nel secondo tempo, alcune situazioni di gioco dietro non semplicissime. Ci sono aspetti da migliorare, ovviamente, Estevez prima e Juric poi non hanno fatto bene, devono crescere, e ciò ha inciso probabilmente su quella presunta mancanza di equilibrio in alcuni frangenti del match. Ma siamo solo all’inizio: lungi da me dall’esaltarmi per queste prime convincenti prove, ma giudico unicamente ciò che vedo e non quello che sarà e la squadra, attualmente, sottolineo attualmente, è una bella realtà, da completare, certo, ma rimane una realtà oggettivamente convincente. In sintesi, se dovesse sempre giocare così, considerando anche il fisiologico calo del secondo tempo, dopo una prima frazione giocata a 1000 all’ora, uscirebbe poche volte dal campo senza i 3 punti in tasca, non siete d’accordo? Luca Ampollini

Luca Ampollini

Luca Ampollini, classe 1973, giornalista pubblicista dal 2005, ha cominciato a Radio Onda Emilia nel 1998, prima con il commento delle azioni più importanti delle partite di campionato sulle radiocronache di Gianluigi Calestani, poi con la conduzione della trasmissione post partita “Diretta Stadio”. Passa successivamente alla Tv, su Teleducato, commentando il posticipo della domenica sera di serie A a Calcio e Calcio, condotto da Fulvio Collovati. Passa, quindi, alla neonata Teleducato Piacenza come telecronista delle partite del Fiorenzuola in serie C2 e nel 2000-01 commenta, sempre per Teleducato Piacenza, le partite del Piacenza Primavera. L’anno successivo torna a Parma e diventa il telecronista del Parma calcio fino al 2008. Partecipa a Calcio e Calcio, prima come opinionista poi come conduttore in 3 edizioni dal 2005 al 2008. Nella stagione 2004-05 conduce Calcio e Calcio Speciale Coppe e i collegamenti esterni nell’edizione di Calcio e Calcio condotto da Fulvio Collovati. Dal 2005 al 2008, è responsabile della redazione sportiva di Teleducato e, oltre a Calcio e Calcio, conduce Calcio d’Estate prima di passare a Tv Parma dove partecipa come opinionista a Pronto chi Parma e come conduttore, con Carlo Chiesa, delle due trasmissioni “A tutta A“ e “A tutta B”. Dopo alcuni anni in cui collabora come opinionista fisso anche a "Bar Sport" torna a Teleducato dove partecipa come opinion leader a Calcio e Calcio fino al 2018. Con la fusione delle due televisioni continua la sua collaborazione, tuttora in corso, con 12 TV Parma e con Calcio e Calcio. Oltre alle centinaia di telecronache e conduzioni ha collaborato, commentando alcune partite del Parma con le emittenti radiofoniche Radio Bruno (Coppe Europee) e Lattemiele (Campionato). E’ lo speaker ufficiale del Parma calcio allo Stadio Tardini dal 2015

10 pensieri riguardo “PAROLE CROCIATE, di Luca Ampollini / UN PARMA TANTO BELLO QUANTO POCO CONCRETO

  • 13 Agosto 2022 in 09:03
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    Man migliore in campo?
    Il Bari non è uno squadrone e pressarlo alto lo abbiamo favorito con difensori vecchi e lenti forse bisognava arretrare il baricentro e prenderli d infilata si sono messi in dieci dietro e se non hai Xavi o Iniesta diventa difficile trovare l imbucata.almeno io la penso così abbiamo perso una miriade di palloni nel cercare gli uno due in area

  • 13 Agosto 2022 in 10:00
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    Condivido tutto l’articolo e lo sottoscrivo. Prima della partita ero particolarmente preoccupato dal fatto che andavamo ad affrontare una squadra superorganizzata, che aveva stravinto il campionato e non aveva cambiato di una virgola, avremmo affrontato una difesa chiusa che non ci avrebbe dato la possibilità di colpirla in contropiede noi che attuiamo il nostro gioco da un mese, beh a difesa schierata abbiamo creato tante di quelle occasioni da gol da perdere il conto e da stropicciarsi gli occhi, dominando in lungo e in largo per larghi tratti, di contro ricordo da parte di Chichi una sola parata su tiro di Cheddira centrale. Mi sono divertito come non mi divertivo da anni, è evidente che certi meccanismi difensivi si devono ancora perfezionare, ma le ingenuità e i tiri della domenica fanno parte dell’imponderabile del calcio, l’impressione finale noi superiori due spanne. Per quanto riguarda il discorso centravanti, con relative dichiarazioni della settimana, non vorrei che finiamo per aspettare Godot.

    • 13 Agosto 2022 in 10:11
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      Se si guarda il campionato di Pecchia l’anno scorso, si vede che la Cremonese ha sempre fatto fatica contro le squadre che giocano chiuse e per strappare il pareggio, che contro le squadre predisposte a fare la partita.
      Non credo sia possibile giocare tutte le partite come il primo tempo di ieri perchè durante la stagione ci sono le giornate no, gli infortuni, le squalifiche e per questo sono convinto che ieri si siano persi due punti, contro una squadra di medio bassa classifica.
      Ripeto e ribadisco, serve gente con anima e cuore, gente non di nome ma che si faccia il culo per vincere.
      Serve un mediano, e servono due esterni offensivi che sostituiscano i rumeni alla bisogna.
      Il resto può starci, tenendo conto che Vazquez spesso farà il centravanti e Oosterwolde ha mezzi fisici impressionanti ( i piedi e la cognizione però…).

  • 13 Agosto 2022 in 10:01
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    D’accordo con Ampollini. Il vero problema ieri, più che la punta che comunque serve, è il poco equilibrio che la coppia Bernabè-Estevez ha dato. In questo momento Juric è imprescindibile.

  • 13 Agosto 2022 in 10:19
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    Non credo sia imprescindibile Juric, penso sia impossibile avere un centrocampo con un solo interdittore e 5 giocatori offensivi.
    Su questo, la soluzione Vazquez prima punta potrebbe essere interessante, in modo da consentire a Bernabè di giocare a tutto campo, libero da compiti difensivi prefissati.
    Non a caso Pecchia ha inserito Sohm per Inglese e ha subito dato equilibrio alla squadra.
    Mi piace avere un allenatore che resta lucido e vede la partita. Senza esagerare, credo sia dai tempi di Guidolin che non abbiamo un allenatore così

    • 13 Agosto 2022 in 10:55
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      Egregio, penso che Pecchia già nelle dichiarazioni del postpartita abbia risposto al tuo quesito, la squadra deve ancora trovare determinati equilibri e la condizione e lui non vuole rinunciare alla qualità in mezzo al campo. Per quanto riguarda Oosterwolde ha un piede sicuramente migliore di Del Prato per crossare e ha appena cominciato a fare vedere le sue potenzialità, i pericoli per la nostra difesa sono venuti da destra.

    • 13 Agosto 2022 in 10:56
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      O magari anche dai tempi di Donadoni.

  • 13 Agosto 2022 in 10:45
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    Tutti scienziati qui dentro

  • 13 Agosto 2022 in 16:22
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    Il Parma ieri ha giocato bene, come da tempo non si vedeva.
    La partita si poteva benissimo vincere, evitando di regalare letteralmente un rigore e con un po’ più di freddezza al momento di finalizzare le tante occasioni avute.
    La squadra è molto più equilibrata dell’anno scorso, a me è sembrato che il giocatore che più di tutti debba ancora adeguarsi al gioco di Pecchia sia Vazquez.
    Dopo avere visto la partita credo che tutti si stiano chiedendo per quale arcana ragione si sia pressoché regalato Cheddira al Bari.
    È proprio il tipo di attaccante che si integrerebbe bene nel gioco di Pecchia, chiunque sia stato a decidere di non puntare su di lui ha toppato di brutto

  • 13 Agosto 2022 in 22:58
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    Il Parma è schiavo di inglese da 3 anni. Ieri aveva contro due difensori di 39 anni e non l’ha mai presa.
    L’ingaggio che ha, lo rende invendibile e averlo in rosa , obbliga a schierarlo.
    Purtroppo è così. Tra l’altro non è mai, stato un attaccante da più di dieci gol l’anno, nemmeno quando stava bene.
    Poi, per i miracoli, si è sempre disponibili.
    Per me benedyczak è anche peggio di inglese.
    Spero in una sua cessione per prendere un attaccante di valore.

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