CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / QUANDO CAMBIARE MODULO (SIC) NON SERVE A NIENTE

(Gianni Barone) – E’ tutta la settimana che non si sentiva parlare d’altro: Pecchia deve cambiare modulo (sic), non può fare altrimenti per sopperire agli infortuni e per dare un po’ di equilibrio ad una squadra troppo sbilanciata in avanti. Tutti d’accordo che la ricetta ideale sarebbe stata cambiare assetto tattico al punto di riuscire (o almeno cercare) a convincere Pecchia a mutare il suo sistema di gioco (sistema si dice, sistema non modulo, ignoranti tattici che non siete altro, voi seguaci della Rosea, della Rai, e persino di chi dirige giornali locali o nazionali o di allenatori poco inclini alla precisione) il 4-2-3-1, per tentare di venire fuori dall’ impasse post sconfitta, bruciante, contro la Ternana condita di errori ed omissioni, difensive, sia individuali che collettive. Invece, il buon Fabio, mister accorto ed arguto (tatticamente parlando), quando parlava di vertici alti e bassi da alternare, sorprende tutti e non cambia un bel niente dal punto di vista dello schema, anche se qualcuno, telecronista di Helbiz, in testa, impiega venti minuti per capirlo, cambia solo le pedine, gli uomini a sua disposizione ed ottiene una vittoria importante in trasferta certificando che i numeri del sistema (modulo, secondo la vulgata meno avveduta, meno esatta e precisa in tema di divulgazione, sempre troppo carente, ahinoi) contano poco o niente nella dinamica delle varie partite da condurre, da sbloccare, da invertire, fino ad assumere un valore puramente formale e niente affatto sostanziale e sostanzioso in altri termini che sfuggono ai falsamente disattenti che si nutrono di leziosi esercizi di stile non richiesti. Fuori Circati, appena promosso azzurro Under 21, per riproporre Valenti rivalutato, fuori Man per far posto all’adattamento di Camara in un ruolo non suo al pari di Tutino dentro per sopperire all’assenza forzata di Mihaila, e la magia sembra compiuta con una squadra trasformata per approccio e per atteggiamento che si avvale del rilancio continuato di Inglese, ancora una volta a segno per smentire i suoi imperterriti detrattori che non sanno più cosa dire e chi criticare, arrivati a questo punto da loro non previsto nella maniera più assoluta. Questo, Signori, è calcio che tutti, a torto, credono di aver capito, senza averlo, non dico studiato, ma nemmeno intuito. Se il passato è la memoria e il futuro è la speranza o la paura, a seconda dei gradi di ottimismo o pessimismo che ognuno crede di meritarsi, il presente, come quello visto ad Ascoli è da considerarsi solo frutto dell’intuizione e nulla più. Intuizioni felici e fortunate, si potrebbe anche azzardare di dire, ma di sicuro azzeccate al punto e al momento giusto al cospetto di un Ascoli decisamente inferiore al Parma, sotto diversi aspetti, e non solo in quello puramente tecnico. E allora, se bastava solo quello. perché andare a strologare cambiamenti e stravolgimenti sistematicamente inopportuni, stando a quando visto e offerto dalle prestazioni dei Crociati, al Del Duca, finalmente convincenti anche per equilibrio difensivo e per propositività di gioco offensivo. Una sorta di uovo di Colombo, quello di proporre Man come cambio in corso d’opera, che sovverte dinamiche ed equilibri per qualità e motivazioni ritrovate, in cambio dell’inezia di una esclusione dall’undici iniziale sicuramente bene augurante, se non propedeutica in chiave di rilancio emotivo e situazionale del singolo, considerato teoricamente talento ancora da esprimere con pienezza. Inoltre, ciò che cambia e ciò che serve non è il modulo, che essendo quello a zona da decenni, in luogo di quello a uomo (repetita iuvant) è la sensazione e la propensione ad essere e a sentirsi dietro o davanti alla linea della palla quando è ora o quando è utile e di conseguenza opportuno, come diceva Zeman ai suoi giocatori, che dovevano attaccare quasi sempre con metodo e convinzione, proprio lui che non dava a nessuno l’alibi del sistema o del modulo da praticare, visto che in vita sua non lo ha cambiato per nessuna ragione al mondo, ritenendolo unico e immutabile dal momento in cui si era iniziato a praticare quello a zona (inizio anni 90 in Italia, anno più, anno meno) inizialmente sviluppato con soli due sistemi di gioco (4-4-2 di matrice sacchiana o 4-3-3 caro a Liedholm e allo stesso Zeman appunto). Quindi non ci resta che constatare che, ancora una volta, Pecchia è riuscito nell’impresa di ridimensionare gli scettici, coloro i quali lo avevo accostato, per prestazioni e risultati, a suoi predecessori, anche illustri, che avevano da noi deluso non poco. Di certo i giocatori hanno dimostrato compattezza e disponibilità assoluta nell’intento di invertire un trend che molti ritenevano irreversibile. Invece tutto viene smentito e per qualche settimana gli argomenti di discussione collaudati per i passanti e i critici di professione o di avversione, vengono meno e si dissolvono fino ai prossimi inciampi, che molti o pochi, non so, sperano che siano il meno frequente possibile e più lontani nel tempo. La coperta corta che tutti temevano ci fosse nei ruoli di centrocampo e sugli esterni, si è allungata d’incanto ed è riuscita a coprire o a mascherare (chissà?) tutto in una gara condotta anche ricorrendo al sacrificio e alla sofferenza di tutti che, di solito, non guasta mai. E allora tutto va bene madama la marchesa e il re non è più nudo? Solo grazie a qualche aggiustamento? O il raggiungimento di un’identità di squadra e di gioco si sta veramente compiendo grazie ad un tecnico che lavora per questo e su questo, tenendo in considerazione l’apporto di tutti i componenti la Rosa, non trascurando nessuno. Sarà, ma se tutto va bene quel che finisce bene, nell’ambito di una partita, occorre evitare di disunirsi in futuro per non rischiare più di tanto, anche se, se si vuole volare, occorre prima imparare a cadere. Però si spera che ciò avvenga solo di rado. O no? Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

7 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / QUANDO CAMBIARE MODULO (SIC) NON SERVE A NIENTE

  • 18 Settembre 2022 in 12:37
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    Abbiamo perso (Ternana) prendendo 3 reti da una squadra ampiamente rimaneggiata per infortuni e squalifiche, nel secondo tempo dalle riserve delle riserve. Non abbiamo concesso assolutamente niente per 75 minuti all’Ascoli, squadra davanti a noi in classifica ora giudicata balorda, abbiamo sofferto solo negli ultimi 15 minuti e Buffon gol a parte ha dovuto fare una sola vera parata su tentativo di autogol, leggo tra i commenti di cambi improvvisi e propedeutici di sistema da parte di Pecchia, o io ho le traveggole o qualcuno ha preso un grosso abbaglio o altro. Penso che questa squadra ancora alla ricerca dei giusti equilibri, purtroppo fisiologicamente ha ancora dei cali di tensione che portano a soffrire oltre misura in certi momenti della partita e a prendere gol stupidi. Punto.

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  • 18 Settembre 2022 in 16:43
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    Certo che Zanimacchia e lo squadrone messo su dal Cav. Arvedi stanno facendo un vero figurone

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  • 18 Settembre 2022 in 18:26
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    Tutto giusto, tranne che sui cambi: si vede la differenza quando entra Sohm (in negativo).

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  • 18 Settembre 2022 in 20:51
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    Articolo condivisibile in toto, chi scrive di calcio, conoscendo la materia, si legge sempre con piacere.
    Pecchia ha accettato una sfida non semplice, ma ha valutato la rosa a disposizione reputandola idonea per la serie B con pochi innesti. Il tecnico sta lavorando molto bene, sta rivalutando giocatori dati per non idonei, da molti, valorizzando (cosa non secondaria) il capitale della società.
    Dimostra chiaramente che tutti, con il lavoro possono guadagnarsi spazio e la squadra lo sta seguendo.
    Il lavoro è ancora tanto, c’è da crescere ancora per essere competitivi fino alla fine, ma si può essere ottimisti.

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    • 18 Settembre 2022 in 22:39
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      Lasciamo Tonino Guerra alla Rudarola e a Brugnoli. La realtà è che la così detta A2 è dominata da due squadracce infime, a testimonianza che ripeto con un mercato minimamente decente questo campionato si poteva stravincere. Ho visto oggi registrata la partita del Cagliari di Liverani che sicuramente ci asfalterà e se quella è la corazzata, la pedemontana con gli industrialotti che fanno le soffiatrici per bottiglie in pet è la “Silicon vallei”.

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  • 19 Settembre 2022 in 20:07
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    certo se va in A la reggina con gli scarti del parma calcio 1913 c è da ridere ! ho visto la partita con il cittadella gagliolo segna uno dei suoi goal hernani domina e colombi perfetto e sicuro da tranquillità al reparto ( o possibile che a reggio calabria sta benissimo colombi mai un infortunio ! e fa gran partite che sia l aria di collecchio )

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  • 19 Settembre 2022 in 22:09
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    Intanto Inglese ha fatto i goal che hanno fatto insieme Coda, Lapadula e Forte, senza rigori!

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