mercoledì, Giugno 12, 2024
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PAROLE CROCIATE, di Luca Ampollini / MA C’ERA QUALCUNO IN SALA VAR?

(Luca Ampollini) – Vi dirò la verità: avrei accolto con molta più soddisfazione il pareggio di Genova se non ci fossero stati i tanti episodi determinanti, valutati in maniera errata, dall’arbitro e dai suoi scadenti collaboratori, in campo e al Var. Eh sì, perché il Parma ha dimostrato ancora che l’incerta, sconclusionata e poco competitiva squadra dell’anno scorso è solo un lontano e sfumato ricordo: l’approccio al match del Marassi, contro quella che da molti è stata designata come la favorita N.1 del campionato, ha fugato definitivamente ogni perplessità sulla reale forza di questa squadra: le brillanti uscite della prima parte di stagione non sono state episodiche, ma sono un segnale tangibile che, a prescindere da ciò che si otterrà quest’anno, finalmente possiamo contare una squadra con gioco e carattere, in sintesi autorevole. Il primo tempo è stato giocato, in fase di possesso, in modo brillante, fluido, con veloci scambi di palla a terra per una frazione che assomigliava, per intensità e approccio, al primo tempo col Bari. Il Genoa è apparso disorientato dall’organizzazione dei Crociati e, solo grazie al primo regalo dei direttori di gara rei di non aver visto un fallo evidente ai danni di Vazquez (ma come si fa?!?), passa in vantaggio nella prima occasione da rete, partita da sinistra, nella zona di campo dove la squadra di Pecchia, in fase di non possesso, ha sofferto decisamente di più. Nel bel primo tempo dei gialloblù, rimane la “macchia” della difficoltà ad arginare nella zona destra Crociata, sinistra rossoblù, le incursioni di Gudmundsson, tanto ficcante, quanto troppo spesso dimenticato da un Coulibaly che troppo spesso ha sbagliato sistematicamente i tempi di uscita lasciando colpevolmente sguarnita la sua zona, dove l’esterno di Blessin ha creato davvero tanti problemi. Il Genoa, nel primo tempo, ha attaccato solo da quella parte, e sebbene la sua manovra non fosse così imprevedibile, risultava sovente pericoloso per la troppa libertà concessa a Gudmundsson sul quale, viste le tante distrazioni di Coulibaly, doveva uscire spesso Circati che lasciava pertanto poco presidiata la zona centrale. Ciò nonostante “l’uno due” di Inglese e Mihaila confermava la bontà della manovra dei Crociati, ma soprattutto il temperamento e il carattere di una squadra poco disposta a piegarsi ai padroni di casa. La pirotecnica prima frazione si esauriva con l’inaspettato errore in uscita di Chichizola che rimetteva in corsa un Genoa molto fisico, ma superato nel gioco dai Crociati. Nella ripresa l’ennesima uscita in avanti sbagliata di Coulibaly, dopo 5 minuti, lascia un’autostrada a Gudmundsson affrontato in disperato recupero da Bernabè, secondo il disastroso direttore di gara in modo falloso, benché rimangano molti dubbi a riguardo. Il gol su rigore di un evanescente e quasi invisibile Coda riporta in vantaggio i padroni di casa che nella ripresa prendono in mano le redini del gioco al cospetto di un Parma in deciso e abbastanza inspiegabile calo. I numerosi cambi di Pecchia non danno l’impulso sperato, ma la squadra di quest’anno, oltre ad essere concreta sul piano del gioco, sa sfruttare al meglio le palle inattive quando è in difficoltà. Come domenica scorsa col Cosenza il gol arriva da calcio d’angolo, con la bella deviazione volante di Estevez che quasi al 90’ regala il 3-3 ai Crociati. C’è spazio ancora per l’ennesima topica di chi ha diretto come peggio non avrebbe potuto l’incontro: nel recupero, un traversone in mezzo, viene deviato in modo scomposto da Dragusin in area col braccio, un intervento tanto plateale quanto ingenuo, che però non viene incredibilmente valutato falloso dall’arbitro e dai suoi collaboratori, e a tal proposito concedetemi il dubbio che in sala Var ci fosse realmente qualcuno oggi…

Il pareggio è comunque un risultato importante, conseguito grazie ad un gran primo tempo e al carattere emerso nella ripresa, ottenuto contro una squadra di grande qualità e per questo motivo ancor più prestigioso. Sarebbe stato interessante capire che risultato il Parma avrebbe potuto ottenere con un arbitraggio semplicemente normale, benché la direzione assai infelice di Camplone non debba comunque celare ciò che oggi, in una giornata comunque positiva, non è andato: di Coulibaly e della sua colpevole e quasi perenne assenza nella sua zona di competenza a destra in difesa ho già parlato. Vazquez e Man, ovvero i due più talentuosi giocatori tra i Crociati, oggi si sono visti poco o nulla: l’argentino non si è mai acceso e ha perso una miriade di palloni, il rumeno che ha pagato anche lo svolgersi del gioco spesso nella zona opposta dove stazionava Mihaila, non ha comunque brillato, sebbene abbia messo Vazquez, con due verticalizzazioni, “a tu per tu” col portiere avversario. Il Parma ha bisogno di ritrovare velocemente i suoi elementi con maggior tasso tecnico, ma oggi, nonostante la loro giornata non felicissima, non ne ha risentito e ha giocato con personalità e organizzazione in casa della favorita per la vittoria finale. Anche questo è un chiaro segnale che forse è una stagione in cui ci divertiremo, e intanto siamo ancora imbattuti, bene così… Luca Ampollini

Luca Ampollini

Luca Ampollini, classe 1973, giornalista pubblicista dal 2005, ha cominciato a Radio Onda Emilia nel 1998, prima con il commento delle azioni più importanti delle partite di campionato sulle radiocronache di Gianluigi Calestani, poi con la conduzione della trasmissione post partita “Diretta Stadio”. Passa successivamente alla Tv, su Teleducato, commentando il posticipo della domenica sera di serie A a Calcio e Calcio, condotto da Fulvio Collovati. Passa, quindi, alla neonata Teleducato Piacenza come telecronista delle partite del Fiorenzuola in serie C2 e nel 2000-01 commenta, sempre per Teleducato Piacenza, le partite del Piacenza Primavera. L’anno successivo torna a Parma e diventa il telecronista del Parma calcio fino al 2008. Partecipa a Calcio e Calcio, prima come opinionista poi come conduttore in 3 edizioni dal 2005 al 2008. Nella stagione 2004-05 conduce Calcio e Calcio Speciale Coppe e i collegamenti esterni nell’edizione di Calcio e Calcio condotto da Fulvio Collovati. Dal 2005 al 2008, è responsabile della redazione sportiva di Teleducato e, oltre a Calcio e Calcio, conduce Calcio d’Estate prima di passare a Tv Parma dove partecipa come opinionista a Pronto chi Parma e come conduttore, con Carlo Chiesa, delle due trasmissioni “A tutta A“ e “A tutta B”. Dopo alcuni anni in cui collabora come opinionista fisso anche a "Bar Sport" torna a Teleducato dove partecipa come opinion leader a Calcio e Calcio fino al 2018. Con la fusione delle due televisioni continua la sua collaborazione, tuttora in corso, con 12 TV Parma e con Calcio e Calcio. Oltre alle centinaia di telecronache e conduzioni ha collaborato, commentando alcune partite del Parma con le emittenti radiofoniche Radio Bruno (Coppe Europee) e Lattemiele (Campionato). E’ lo speaker ufficiale del Parma calcio allo Stadio Tardini dal 2015

17 pensieri riguardo “PAROLE CROCIATE, di Luca Ampollini / MA C’ERA QUALCUNO IN SALA VAR?

  • A me quello che ha stupito è il non essere andati almeno alla VAR a rivedere gli episodi, una cosa mai vista da quando c’è l’aiuto elettronico.

  • Ho già scritto dell’arbitraggio pessimo, mi soffermo sul tema portiere, Chichizola è sicuramente bravo ma è ora di rimettere titolare SuperMan Gigi, probabilmente ieri almeno un gol nasce da un mezzo errore del portiere e anche il rigore tirato maluccio da Coda si poteva parare. In generale la cosa più positiva è la prestazione di Inglese ed il secondo gol su azione. Il ragazzo sta crescendo tanto anche in autostima. I destini di questo campionato passeranno molto da Inglese

    • Luca Russo

      Non sono d’accordo sul “panchinare” Chichizola al primo mezzo errore. Nel calcio nessuno ne è immune, compreso il numero uno dei numeri uno che noi tutti vorremmo rivedere titolare tra i pali. Ma con questo Chichizola, è meglio tenersi l’argentino titolare e SuperGigi pronto a subentrare solo se e quando l’ex estremo difensore del Perugia dovesse manifestare un evidente calo di rendimento. “Panchinarlo” al primo errore vorrebbe dire “perderlo” sul piano della tenuta nervosa e contestualmente lanciare nella mischia un Buffon che potrebbe aver smarrito il ritmo partita. In materia di portieri, e di atleti in genere, credo si debba guardare il loro andamento/rendimento nel complesso, fatto ovviamente dalla somma delle singole prestazioni, non limitarsi alla singola partita e giudicarlo di conseguenza. Al momento il trend di Chichizola è da ritenersi soddisfacente, ma se il mezzo errore di Genova (che per me sono addirittura due, lo considero corresponsabile anche in occasione dell’1-0 rossoblu) dovesse replicarsi nelle sfide a venire è ovvio che la valutazione andrebbe rivista al ribasso.

      • Anche qui preferisco chichizola sempre e comunque titolare.
        Buffon ha già ora un ruolo diverso dal portiere titolare.
        E credo che questo nuovo ruolo si confaccia a tutte le parti.
        Chichizola è il titolare, Buffon la riserva di ultra lusso.
        L’errore di ieri è uguale a quello commesso qualche partita fa (forse era il Cosenza ma non sono sicuro) . In entrambe le occasioni è uscito male sulla testa di un compagno. Sembra quasi un problema di comunicazione più che un errore vero e proprio.

        • Questione di opinioni, personalmente preferisco Buffon anche zoppo, perché ancora oggi è tra i primi 10 portieri più forti al mondo. Detto questo Pecchia in conferenza stampa mi sembra abbia detto che il titolare è Buffon quindi penso sia solo una questione di tempo. Secondo me con la Ternana vedremo Buffon semplicemente perché è ancora il meglio. Vedremo le scelte del mister

          • Siberianhusky

            Buffon, se sta bene, non si discute. Senza di lui a salvare diverse partite, la scorsa stagione, da brutta sarebbe potuta diventare un disastro totale

          • Riccardo

            Ma dabo’ Buffon è stato il miglior portiere al mondo ma adesso non ce la fa più

  • Sul presunto fallo su Vazquez in occasione del primo gol, si deve dire che : 1) il var ha riguardato, 2) gli arbitri quei tipi di contatti, quest’anno, tendono a non sanzionarli per avvicinare il calcio italiano a quello europeo, 3) la lentezza esasperante e la debolezza fisica di Vazquez lo portano sempre e sistematicamente a buttarsi a terra per ogni minimo contatto , col risultato di indispettita gli arbitri.
    Il giorno che pecchia riuscirà a trasformarlo in giocatore solo per gli ultimi 25 minuti di partita, quando gli spazi si fanno più ampi e lui può avere quei dieci minuti necessari per stoppare, alzare la testa e fare la giocata, il Parma beneficerà e le vittorie arriveranno con maggiore frequenza. Dopo di che sul rigore non dato al Parma mi viene solo da pensare a profonda mala fede della squadra arbitrale.
    Ma qui, mi si permetta, c’è molta responsabilità della inesistente società Parma calcio. Se si vuole vincere e avere rispetto nel calcio italiano, si deve avere qualche dirigente inserito nelle posizioni apicali. Una società come il Parma che spende più di tutti, non ha un solo esponente nel direttivo della Lega B.
    Mi viene da dire che il Presidente o non capisce niente o ci fa.
    Il rigore clamorosamente non dato ieri è figlio anche di questo errore prospettico perché il Parma non conta niente a livello federale per colpa delle scelte fatte. Se si vuole vincere, si deve contare qualcosa.

    • Luca Russo

      Sul punto due mi permetto di dissentire, nel senso che la squadra arbitrale arbitra all’inglese quando le fa comodo e all’italiana nelle restanti circostanze. Non credo che quel fallo su Vazquez non sarebbe stato sanzionato se si fosse verificato nel derby di Milano, per fare un esempio. Ma tant’è: abbiamo gli arbitri migliori del mondo (cit.) e ce li dobbiamo tenere cosi.

      • Si che possano esserci due pesi e due misure anche nel valutare quei falli, lo condivido.
        Ma anche qui, si finisce col ricadere nella mancanza assoluta del peso societario a livello di Lega.
        Secondo me, un personaggio di spessore all’interno della società, serve anche a questo. Se Krause non può o non conosce le dinamiche, nomina un suo delegato e comincia a comportarsi da Presidente di società italiana.
        Potrebbe benissimo farlo fare a qualcuno dei soci di minoranza che già hanno, esperienza in questo senso.

        • Quoto in pieno il commento.
          E’ brutto dirlo, ma certe cose capitano solo a chi non conta un piffero. E’ GARANTITO che a parti invertite il rigore contro ce lo davano.
          Mi tengo stretto il 3-3 e non andrò avanti giorni e giorni con sta’ storia, tanto non serve, ma vorrei tirare le somme a fine campionato su questo argomento.
          Fra l’altro la gestione delle ammonizioni a mio parere non è equa: per noi è giallo immediato, gli altri randellano e forse il primo giallo lo pigliano nel secondo tempo.
          Andatevi a vedere l’ammonizione a Vasquez nel primo tempo: incommentabile.

        • Vox Colliculi

          Aldo, mi sento di escludere il coinvolgimento di qualunque esterno. La gestione di Krause, abituato da generazioni al controllo al 100% dei suoi business, è più vicina ad una monarchia assoluta che a modelli plurali. Dal primo giorno di insediamento, non c’è mai stato alcuno spazio non solo per un coinvolgimento operativo, ma nemmeno di ascolto di qualche consiglio da parte dei soci di minoranza, che di fatto non sono tali, ma totalmente estranei a questa società. La rappresentanza in Lega e l’onere di interfacciarsi con le istituzioni calcistiche – incluso l’arrabbiarsi quando e’ necessario – dovrebbe essere a breve affidata a Luca Martines, nuovo amministratore delegato dell’area corporate. Se è vero che non ha esperienze calcistica pregresse, è altrettanto vero che la vox colliculi lo rappresenta come un ragazzo sveglio e un manager dalla spiccata personalità. Sarà suo compito riportare la voce del Parma – effettivamente assente nell’ultimo periodo – nelle stanze istituzionali e difenderne gli interessi.

  • L’anno scorso un girone mezzo senza rigori. Contro in quantità industriale. Quest’anno già due contro in 4 partite. Se ci fosse qualcuno in società sarebbe ora di farsi sentire.

  • Alessandra

    Non guardiamo ora gli errori arbitrali come alibi perché si sa che ci saranno sempre e saranno pochi a nostro favore e tantissimi contro. Non trovo corretto infierire su una prestazione appena sotto tono di Chichizzola nella sua prima partita no, che vista nell’insieme non era solo lui da mettere in negativo ma nessuno dice niente per le varie giornate no di Koulibaly o di Inglese. Ora se il Bobby era in posizione fortuita e si è trovato la palla in testa era suo compito buttarla dentro è pagato per farlo. Se vogliamo essere corretti stesso metro e stesse misure di valutazione per tutti. O facciamo come il discorso arbitri – Var.

    • Nessun accanimento contro Chichi, ma solo che per mia opinione personale Buffon è meglio perché è un campione (dimostrato ampiamente sul campo anche l’anno scorso) e come tale se fossi l’allenatore non avrei dubbi su chi scegliere. In campo ti da anche un peso specifico diverso in termini di personalità e guida della squadra.

  • il rigore su vasquez io non l ho visto neppure quando l hanno fatto rivedere , se dai quello ne dai 100 vasquez va sempre a terra dopo aver perso palla …..poi il var l avrà rivisto ! ecco mi sembra più interessante che fosse giudicato il mani all ultimo minuto li andrebbe interpretato era scomposto sicuramente il difensore lo si poteva dare

  • Simone T.

    Analisi totalmente condivisibile. Aggiungo solo che Vazquez in queste condizioni è un uomo in meno.
    Rallenta il gioco il maniera palese e perde una miriade di palloni come giustamente fatto notare da Ampollini. In conclusione, in queste condizioni non lo farei giocare. Quando recupererà la condizione è un altro discorso.
    Ultima cosa, al di là degli episodi contro, la squadra nel secondo tempo non mi è piaciuta per niente. Non so se per merito del Genoa che sicuramente è una squadra forte o per demerito nostro, ma sicuramente nel secondo tempo siamo andati in grande difficoltà. Tenuta atletica? Potrebbe, ma è giusto notarlo. Sicuramente il merito è stato quello di rimanere in partita fino alla fine, il che ti ha permesso di pareggiare. L’anno scorso avremmo sicuramente alzato bandiera bianca sul 3 a 2.

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