PAROLE CROCIATE, di Luca Ampollini / PECCHIA BATTE REGGINA 2-0

(Luca Ampollini) – Confesso che rimango sempre piuttosto basito quando sento chi sostiene che l’allenatore di una squadra di calcio incida al massimo per un 10-15%. Ma a prescindere da ciò che pensa il sottoscritto, credo che questa tesi sia clamorosamente smentita dalla straordinaria impronta che Pecchia sta dando al suo Parma. La vittoria odierna è l’ennesima conferma di come fosse stata giudicata davvero troppo precipitosamente la squadra dell’anno passato, che aveva solo un difetto molto evidente: non aveva in Maresca e Iachini la guida autorevole di un tecnico di purissima qualità come Pecchia. Sì, perché oggi, nonostante le 8 pesantissime assenze, la squadra ha saputo interpretare, come meglio non avrebbe potuto, un match ad alto coefficiente di difficoltà. Tutti a chiederci chi, il tecnico laziale, avrebbe inserito nei due di centrocampo a fianco di Estevez quando ecco, all’improvviso, la magia estratta dal cilindro: un 4-4-2 compattissimo con Vazquez a centrocampo, Hainaut e Coulibaly sugli esterni pronti ad avanzare sulla linea dei due attaccanti Benedyczak e Inglese, in fase di possesso. Una scelta sorprendente, ma quanto mai azzeccata: la squadra era disegnata in campo con reparti strettissimi a coprire tutti gli spazi, per limitare le opportunità al miglior attacco del campionato, proteggendo, al contempo, il debuttante giovanissimo e parmigianissimo Edoardo Corvi tra i pali. Con tante e pesanti defezioni è stata la miglior strategia possibile, sovente cambiata in corsa, come quando verso la mezz’ora il camaleontico 4-4-2 si è trasformato in un 4-2-3-1 con Coulibaly, Hainaut, Benedyczak alle spalle di Inglese, ma che non ha mai minato le certezze di una squadra sempre perfettamente sicura sul da farsi. L’attacco della Reggina non ha mai creato problemi e nella ripresa, dopo gli abituali cambi di fine primo tempo, Pecchia, da abile prestigiatore, presenta davanti all’intoccabile coppia di mediana Estevez-Vazquez, Ansaldi, Bonny e Zagaritis alle spalle di Inglese. Il Parma non ha alcun scompenso, rimane attento e determinato, cominciando ad approfittare del calo di lucidità degli avversari, come in occasione del primo super gol di Oosterwolde, protagonista di un coast to coast che ha evocato ricordi più o meno sfumati di imprese simili compiute da Asprilla e Gervinho. Pecchia non sbaglia un colpo: sfrutta le possibilità che ha nei 5 cambi mantenendo sempre alti i ritmi grazie all’ingresso di continue forze fresche. A tal proposito dopo una magia di Vazquez, perfezionata dal nuovo entrato Tutino, arriva la rete di Valenti che regala tranquillità. Già, Oosterwolde e Valenti, ovvero due simboli del Parma indecifrabile dell’anno passato, entrambi insufficienti e mal inseriti nella squadra affidata prima a Maresca e poi a Iachini, ed ora divenuti splendidi e insostituibili protagonisti, a conferma di come un allenatore capace riesca a valorizzare i talenti a disposizione. Il punto è esattamente questo: qual è il compito di un buon tecnico? Esaltare al meglio le qualità dei giocatori che ha, affinché possa ottenere i migliori risultati degli stessi e della squadra. E il Parma attuale è valorizzato al meglio: i risultati arrivano e, contemporaneamente, le prestazioni dei protagonisti in campo. Ma soprattutto, ed è questo il merito più evidente di Pecchia, va segnalata la capacità della squadra, fino a questo momento, di calarsi ed interpretare al meglio i match che affronta: ci sono state partite dove servivano fantasia, intraprendenza e qualità  nel palleggio come in casa col Bari o a Genova; gare “sporche” dove servivano carattere, temperamento e agonismo come contro il Cosenza, o altre dove, senza fronzoli, erano indispensabili assoluta compattezza, concentrazione ed estrema lucidità come oggi contro la Reggina. Tanti Parma al prezzo di uno, con un grande demiurgo al comando. Speriamo solo che il buon Pecchia non debba inventarsi sempre qualcosa di speciale: basterebbe che questa incredibile, annosa e irrisolta vicenda legata ai tanti infortuni terminasse, il lavoro del nostro splendido allenatore sarebbe più agevole, ma intanto teniamoci stretto il buon Fabio e fidiamoci di lui, ci toglieremo belle soddisfazioni. Luca Ampollini

Luca Ampollini

Luca Ampollini, classe 1973, giornalista pubblicista dal 2005, ha cominciato a Radio Onda Emilia nel 1998, prima con il commento delle azioni più importanti delle partite di campionato sulle radiocronache di Gianluigi Calestani, poi con la conduzione della trasmissione post partita “Diretta Stadio”. Passa successivamente alla Tv, su Teleducato, commentando il posticipo della domenica sera di serie A a Calcio e Calcio, condotto da Fulvio Collovati. Passa, quindi, alla neonata Teleducato Piacenza come telecronista delle partite del Fiorenzuola in serie C2 e nel 2000-01 commenta, sempre per Teleducato Piacenza, le partite del Piacenza Primavera. L’anno successivo torna a Parma e diventa il telecronista del Parma calcio fino al 2008. Partecipa a Calcio e Calcio, prima come opinionista poi come conduttore in 3 edizioni dal 2005 al 2008. Nella stagione 2004-05 conduce Calcio e Calcio Speciale Coppe e i collegamenti esterni nell’edizione di Calcio e Calcio condotto da Fulvio Collovati. Dal 2005 al 2008, è responsabile della redazione sportiva di Teleducato e, oltre a Calcio e Calcio, conduce Calcio d’Estate prima di passare a Tv Parma dove partecipa come opinionista a Pronto chi Parma e come conduttore, con Carlo Chiesa, delle due trasmissioni “A tutta A“ e “A tutta B”. Dopo alcuni anni in cui collabora come opinionista fisso anche a "Bar Sport" torna a Teleducato dove partecipa come opinion leader a Calcio e Calcio fino al 2018. Con la fusione delle due televisioni continua la sua collaborazione, tuttora in corso, con 12 TV Parma e con Calcio e Calcio. Oltre alle centinaia di telecronache e conduzioni ha collaborato, commentando alcune partite del Parma con le emittenti radiofoniche Radio Bruno (Coppe Europee) e Lattemiele (Campionato). E’ lo speaker ufficiale del Parma calcio allo Stadio Tardini dal 2015

5 pensieri riguardo “PAROLE CROCIATE, di Luca Ampollini / PECCHIA BATTE REGGINA 2-0

  • 16 Ottobre 2022 in 00:15
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    Oggi è stato il capolavoro tattico e motivazionale di Pecchia: con 9 giocatori fuori non ha praticamente mai concesso un tiro/occasione da gol alla capolista Reggina, inventandosi addirittura Vazquez medianaccio di rottura e posizione.

  • 16 Ottobre 2022 in 08:29
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    Diciamo in sintesi che quest’anno la dea bendata ci sta guardando. Continuerà a guardare questo gruppo di campionissimi, orfani di allenatori all’altezza, per lungo tempo?. Non so dare una risposta.

    saluti

  • 16 Ottobre 2022 in 09:58
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    Come ho sempre affermato fin dall’inizio, grandissima fiducia nel nostro Mister, che sta facendo crescere caratterialmente e tecnicamente un squadra giovane, che ieri ha sopperito a tante defezioni con la forza del gruppo che si è calato nella mentalità di B, una difesa che da tre partite non prende gol e concede pochissimo e alcune individualità che stimolate da Pecchia, stanno cominciando a fare vedere la cifra tecnica di cui sono in possesso, non è un caso se certe partite come quella di ieri si portano a casa, le doti morali del gruppo ne sono una prova inconfutabile.

  • 16 Ottobre 2022 in 16:11
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    Perché si continua a dire che siamo fortunati? Perdi 5, 6, 7, 8 titolari e siamo fortunati? Magari il mister fa giocare Vasquez in una posizione che altri, neppure con il fucile puntato, sarebbero riusciti a fare, solamente facendo capire quanto sia lui importante. Se una partita così tattica l’avesse fatta Inzaghi, oggi, i soliti disfattisti, avrebbero esaltato il Pippo e denigrato il nostro. Poi rispetto ogni opinione ma fortunati in questo periodo mi sembra alquanto improbabile. Buona giornata.

    • 16 Ottobre 2022 in 19:54
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      D’accordo con te

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