CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / SO DI NON SAPERE IL RISULTATO O COME ANDRA’ A FINIRE

(Gianni Barone) – E’ bello, anzi è bellissimo seguire talk show (spettacoli parlati meglio, scusate lo sciovinismo) sportivi, locali e nazionali, all’interno dei quali si vende ciò che sul calcio, conta, ossia la maieutica socratica applicata al pallone per tirare fuori, attraverso il dialogo, dall’anima (non de li mortacci, però…) dei tifosi e non solo, la verità, quella verità vera, che però a volte, troppo spesso cambia, oscilla, fluttua, a seconda dei risultati.
Un dialogo dotto, forbito, grammaticalmente evoluto, secondo principi tecnico tattici che tutti credono di conoscere alla perfezione, che impegna professionisti dell’opinione, sempre pronti a sciarade verbali o, guccinianamente, “a sparare cazzate”, con stile però, avvelenato, sin che si vuole, ma pur sempre qualcosa che impressiona come non mai. I quali, professionisti (di che cosa non saprei fate voi) non sbagliano mai, anche quando si contraddicono o cambiano idea o parere, effettuando giravolte sconvolgenti tra una puntata e l’altra, tra un turno e l’altro, che nessuna osa loro imputare.
Ecco: a loro manca la continuità che viene richiesta a chi gioca e a chi va in campo, però nella logica poco socratica, de “l’hanno vista così”, troppo spesso s’indugia su ciò che fa veramente comodo a scapito di quella verità di cui sopra, che scarseggia sempre più tra un “secondo il mio parere” e “io ho visto bene il tale e non benissimo il tal altro”, che condiscono il dialogo tra sordi che impera e prende il volo senza senso e senza costrutto alcuno.
Ed ecco che, scendendo o salendo, a secondo dei casi o delle visuali, Vazquez diventa per tutti un grande mediano (incredibile, ma vero per un talento come lui) visto che non segna più e manco tira in porta più, ed Inglese, da grande centravanti che era, assurge al ruolo che, a giudizio di molti, gli si attaglia bene, ovviamente, di grande ispiratore o assist man (e si presume anche del rientrante Man) che dir si voglia.
Adesso il Parma plasmato da Pecchia convince, quando finora lo aveva fatto solo a turni alterni, con picchi negativi o positivi a seconda del luogo (casa o trasferta) in cui era chiamato a mostrare le proprie armi di tecnica, tattica, approccio, applicazione e soprattutto temperamento.
Il dialogo verte sul recupero di chi non c’era o non c’è stato, sempre finora, abbastanza: quindi si desume, sempre se esistesse davvero in materia uno straccio di logica, che si trattava solo di questione di assenze o presenze mancate, se i risultati (la verità supposta Uniplus), non arrivavano con la continuità pretesa o dovuta. O no?
Lo chiedo a chi, beato lui, con verità sempre pronte ad essere estratte dalle saccocce dei propri talk, non nutre mai dubbi in materia, rispetto a chi deve essere impiegato ora largo, ora stretto, ora lungo, ora corto, o ora “sotto punta”, come suggeritogli da qualche allenatore che ora non è più qui, ma sverna altrove, tra alterigia e speranza di rientrare presto.
Potere non dell’immaginazione o dell’ironia (intesa come finzione), ma dalla certezza di essere sempre nel giusto nell’impresa di individuare quella verità rappresentata non solo da criteri oggettivi (tipo i risultati. I quali, tuttavia, influenzando pareri, fanno scaturire quell’orda di opinioni, di cui occorre nutrirsi per dispensarli a getto continuo in favore di telecamere.
Chi invece rimane in sfavore di tenebre e nel cono d’ombra di una camera spenta, ripensa a ciò che non sa, cioè il risultato finale, per emettere giudizi che non siano, non dico infondati, ma non influenzati dal risultato che tutto crea, tutto distrugge e tutto distorce, lasciando spazio all’incertezza e al disagio di non capirci mai abbastanza per essere all’altezza o saperne più degli altri.
Come suggeriva quel l’ex giocatore della Parmense, con un fugace passato in A con il Lecco del mitico Angelillo (quello del record dei gol pre-Higuain): per giudicare oggettivamente le partite e di conseguenza le prestazioni dei giocatori in campo, occorre vederle (le partite, s’intende) senza sapere il risultato né prima, né dopo, tagliando nelle sintesi, tutti gli episodi relativi ai goal segnati onde evitare condizionamenti determinanti. Una visione originale, per quanto bizzarra, forse capace di restituire quella verità di opinione da ricercare sempre e comunque, che mette tutti nella condizione libera di sapere di non sapere, per riuscire, finalmente a capire qualcosa, senza essere assolutisti, come gli Sconcerti o i Franco Ordine di turno, che ormai, con buona pace loro, hanno fatto il loro tempo e non dovrebbero incidere più neanche a livello di opinione.
Adesso, tornando al Parma, da “lè tutto sbagliato le tutto da rifare”, di bartaliana memoria che non tramonta mai, si è passati al più comodo, facile e piacevole “Tutto va bene madama la marchesa”, con estrema semplicistica faciloneria, pensando che una volta recuperati tutti o quasi i presunti titolari, tutto sarà in discesa e procederà al meglio in vista dei decisivo girone di ritorno. In un campionato in cui, Frosinone a parte, fin che durerà, non ci sono avversari impossibili e superiori, e a volte neanche tanto inferiori, non sulla carta (rosa, bianca o verde che sia), ma sul campo dove non esistono, per fortuna, corazzate o squadre materasso, ma che occorre mettere nelle contese quel temperamento che dovrebbe fare, e molte volte fa la differenza, al di là dei valori tecnici, su cui, tutti, con vacuità ed imperfezione, disquisiscono, facendo sfoggio di competenza e sapienza fini a se stesse, buone solo per i salotti che a volte stufano anche chi, come il sottoscritto, talvolta vi partecipa. Sarebbe bello avere meno filtri e sentire ogni tanto qualcosa di preciso ed originale (tipo la differenza fra modulo e sistema di gioco che molti continuano ad ignorare quasi per capriccio) aldilà dei luoghi comuni e della banalità che imperano, per nutrire qualche dubbio in più e qualche certezza in meno. Perché alla fine anche chi crede di avere ragione, troppo spesso finisce, nell’oblio delle parole, per avere torto e di constatare di avere emesso pronostici sbagliati su come andrà veramente a finire. Se solo si avesse un po’ più di onestà nell’ammettere gli errori di valutazione espressi, saremmo, sarete, saranno, tutti “maieuticamente”, migliori, tirando fuori veramente qualcosa che conta che resta. Altro che talk! (pardon: parole). Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

2 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / SO DI NON SAPERE IL RISULTATO O COME ANDRA’ A FINIRE

  • 15 Novembre 2022 in 19:53
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    I miglioramenti con Pecchia sono stati netti e chi lo nega è in malafede. La discontinuità dipende solo semplicemente da una rosa corta falcidiata dagli infortuni.

  • 15 Novembre 2022 in 20:10
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    Ma dov’è, Gabriele, il premio sport e civiltà, su Stadiotardini.it? Me ne sono ricordato ieri sera alle 20, quando era tardi, per partire da Reggio. Niente resoconto, qui?

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