IL COLUMNIST di Luca Russo / QUANDO IL VANTAGGIO DIVENTA UNO SVANTAGGIO

(Luca Russo) – Col campionato al giro di boa, e fermo in attesa della ripresa fissata a metà gennaio, un bilancio in rapporto a quanto s’è visto fin qui, si può fare. Se si dovesse dare un titolo al girone d’andata del Parma, la frase, tra le altre, che lo sintetizzerebbe in modo abbastanza realistico potrebbe essere: quando il vantaggio diventa uno svantaggio. Un’affermazione che illustra fedelmente uno dei principali difetti espressi dai Crociati dal primo turno giocato in agosto, Parma-Bari 2-2, al diciannovesimo andato in scena a Santo Stefano, Venezia-Parma 2-2: la frequente incapacità di preservare una situazione di vantaggio. Un limite che ai ragazzi di Pecchia è costato ben undici punti in classifica, mica un dettaglio, il secondo posto a quota trentotto e la possibilità di rappresentare la prima alternativa al Frosinone capolista, ruolo che spetta invece alla sorprendente Reggina di Inzaghi, la quale non a caso finora è riuscita laddove i Ducali hanno mostrato crepe e lacune evidenti, ovvero vincere le cosiddette partite “sporche”, quelle in cui non giochi benissimo e l’avversario, per la verità, meriterebbe qualcosina in più delle classiche pacche sulla spalla o del più beffardo pugno di mosche.
Un assaggio del punto debole appena descritto lo si è avuto già in occasione della gara inaugurale della cadetteria, quando Parma e Bari non sono andate oltre il 2-2: gialloblu avanti con Man, la rimonta dei pugliesi firmata da Antenucci e Folorunsho e poi la rete del pareggio firmata da Mihaila. La storia si ripete a Genova, sia pure con qualche variante sul tema. A Marassi sono i rossoblu liguri a passare in vantaggio, il Parma rimonta e supera i padroni di casa con Inglese e Mihaila prima che Hefti, Coda ed Estevez fissino il punteggio sul 3-3 finale. Contro la Ternana va anche peggio visto che i Crociati non riescono a preservare né l’1-0 di Delprato né il 2-1 di Inglese e addirittura subiscono il ritorno delle Fere che grazie a Coulibaly, Donnarumma e Corrado si impongono per 3-2 e sbancano inaspettatamente il Tardini. Tra Cagliari e Venezia, poi, i ragazzi di Pecchia dilapidano le fughe in avanti griffate Camara e Vazquez, ripresi rispettivamente da Pavoletti e da Pohjanpalo e Pierini. Per un totale, appunto, di undici punti buttati via dopo aver messo il proprio muso davanti a quello dei rivali. Undici punti che sarebbero diventati venti se i Ducali in casa al cospetto di Modena, Benevento e Spal, formazioni si di tutto rispetto ma non fuori portata, avessero fatto perlomeno il minimo sindale.
Come si spiegano la frequente incapacità di salvaguardare situazioni di vantaggio e in genere certe tendenze che hanno determinato la graduatoria che conosciamo? Ai gialloblu mancano il furore agonistico, la solidità psicologica, la voglia di battersi costi quel che costi e tutti quegli ingredienti indispensabili per affrontare con profitto le insidie della Serie B. Un mix di elementi in grado di rendere il Parma estremamente vulnerabile e, nello specifico, una squadra che non sa conservare situazioni di vantaggio, che non sa riaprire partite solo apparentemente chiuse e che non sa chiudere quelle che invece lascia aperte per troppo tempo. In altre parole, una squadra che va in tilt alla prima difficoltà. Aspetti sui quali dovranno intervenire con gli opportuni correttivi Pecchia e tutta l’area tecnica, nonché Krause e i suoi collaboratori riservando a ciò che accade in campo le stesse attenzioni che stanno destinando ai progetti extracalcistici. È questo l’unico modo per continuare a restare aggrappati al sogno promozione. Luca Russo

9 pensieri riguardo “IL COLUMNIST di Luca Russo / QUANDO IL VANTAGGIO DIVENTA UNO SVANTAGGIO

  • 29 Dicembre 2022 in 20:16
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    Ma con pardon quali dovrebbero essere i progetti extracalcistici (che tengono così impegnato il direttore del circo) di una società che è una squadra di calcio? Vendendo al tema, il problema della rimonte e dell’incapacità di ribaltare i risultati dipende da una cosa molto semplice. Il gruppo è composto da 20 piploni molli come la sciolta della mattina di un dopo ciocca, senza palle, perennemente fermi per dolorini e doloretti che uno con un minimo di garra salterebbe i fossi per il lungo e con lo sguardo bovino invece che lo sguardo della tigre. Ben rappresentati dal Mudo, l’argentino più molle (insieme a Pastore) dal rio della Plata a Ushuaia. Il problema è solo questo, oltre alla mancanza dei tre pilastri di una squadra dagli 10 ad oggi. Portiere, mediano e centravanti. Noi abbiamo Chichi sola, Sohm e Inglese/Sciarpentié/Bonny/Polacco.

  • 29 Dicembre 2022 in 21:53
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    E’ tutto vero, ma manca un pezzo. Il fatto che se andiamo sotto non la recuperi praticamente mai, contro chiunque. Mica poco.
    Da quel che vedo la Società non sembra si stia dannando più di tanto per operare correttivi, al solito aspettiamo le 23:59 del 31 gennaio, visto che solitamente noi gli acquisti li facciamo verso quell’ora lì, ma ribadisco il concetto: se chi deve mettere la toppa sono gli stessi che han creato il buco non è che c’è da essere molto ottimisti.

    • 29 Dicembre 2022 in 22:56
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      Far fare il mercato di riparazione al sior Pedersoli è come mandare Schettino a salvare Titanic che sta affondando. Arriveranno due giovani africani di 18 anni e se siamo fortunati un polacco di 19.

  • 30 Dicembre 2022 in 02:00
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    Krause non tira fuori un euro 💶 e non acquista nessuno

    • 30 Dicembre 2022 in 09:27
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      Un paio di africani under 18 arriveranno

      • 30 Dicembre 2022 in 13:28
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        … in barca?

  • 30 Dicembre 2022 in 14:14
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    Se non hai un ambiente poco competitivo e non parlo solo della società, è chiaro che ogni passo falso è accolto con la pacca sulle spalle.

    Non dico che bisognerebbe fare come a Napoli e Roma, però sicuramente serve mettere più pepe al culo.

    • 30 Dicembre 2022 in 15:43
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      Basterebbe fare come a Terni

  • 30 Dicembre 2022 in 19:33
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    Intanto Craus annuncia due “colpi” per il femminile. Si sa la prima squadra maschile è fortissima così, grazie Craus.

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