martedì, Maggio 28, 2024
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IL COLUMNIST di Luca Russo / SOSTENIBILITA’

(Luca Russo) – Di solito le giornate che precedono il Natale sono quelle in cui si tira giù una riga e si tracciano bilanci più o meno parziali a seconda di ciò che si va a “rendicontare”. Nel calcio moderno, che vive delle cosiddette gare ogni tre giorni e di competizioni che si danno il cambio ad una frequenza tambureggiante, questo esercizio in questo determinato momento dell’anno ha una valenza relativa visto che l’incedere degli eventi agonistici e delle notizie a corredo segue un ritmo che mal si concilia coi tempi che richiede un’analisi lucida e ragionata della situazione e di ciò che è stato. Proprio perché il calendario pone a stretto giro sulla strada del Parma la sfida del Penzo, che lo vedrà affrontare un Venezia non esattamente impeccabile tra le proprie mura (al netto dei due recenti successi consecutivi contro Ternana e Cosenza) e che i Crociati vorranno superare per riscattarsi dopo l’inatteso passo falso casalingo al cospetto della Spal, più che stilare un bilancio, si può approfittare della vigilia per scrivere una letterina. Indirizzata al Presidente Krause. Una letterina breve e diretta come devono essere, e come in realtà poi sono, le letterine che circolano durante il periodo natalizio.
Caro Presidente le chiedo semplicemente sostenibilità. Per la precisione, un Parma sostenibile. Un Parma sostenibile sul piano economico. Un Parma sostenibile sul piano delle ambizioni. Per quanto concerne gli aspetti strettamente economici, il motivo è presto spiegato: considerate le dimensioni fisiche e commerciali della piazza di Parma, la sostenibilità è uno dei pochi elementi in grado di assicurarle la “sopravvivenza” calcistica e talvolta anche qualche successo (vedi le gestioni Ceresini e il primo Tanzi).
In tal senso, la sostenibilità che auspico non si traduce nello smontare la “megastruttura” che l’attuale reggenza sta allestendo per assecondare e portare avanti, legittimamente, i propri progetti e che, però, al momento sta producendo ben poco rispetto ai volumi di spesa. La sostenibilità che intendo la vorrei percepire nel monte ingaggi del gruppo squadra. Preferirei un parco calciatori dai costi un attimino più contenuti e dal rendimento migliore rispetto a quanto prodotto dall’attuale rosa Crociata. Attenzione, Presidente: non pretendo la botte piena e la moglie ubriaca, ci mancherebbe, risulta tuttavia poco comprensibile che l’equipaggio col monte salariale più alto della categoria, direi quasi da Serie A, non abbia una resa che ne sia all’altezza. Certo, in campo non ci vanno gli stipendi, però proprio per questo varrebbe la pena evitare di farsi tentare dal nome altisonante e dare la precedenza alla sostanza. Quanto alla sostenibilità delle ambizioni, il discorso è ugualmente semplice. Sarebbe opportuno che ai nastri di partenza della stagione venissero manifestate ambizioni allineate alle proprie possibilità senza temere il disappunto e i mugugni dei sostenitori. Del resto, prima delle epoche d’oro griffate Ceresini e Tanzi, i tifosi del Parma erano abituati a barcamenarsi tra Serie B, C e D, hanno dovuto giocoforza riprendere confidenza coi tornei cosiddetti “minori” dopo il fallimento del 2015, e in nessun caso hanno fatto mancare il loro apporto e il loro contributo in termini di passione e tifo. Cosa che succederebbe pure se in estate si dicesse apertamente che l’obiettivo dei Ducali non è il più alto tra quelli in palio. Aggiungo: in questo caso il popolo gialloblu apprezzerebbe l’onestà e la trasparenza dei propositi espressi e probabilmente finirebbe col riempire il Tardini del calore vero e dei numeri di spessore che negli ultimi due anni raramente si sono visti. Ci pensi, caro Presidente: Parma in materia calcistica sembra esigente, e per certi versi lo è, ma non soffre di impazienza. Faccia tesoro di questo “capitale” più unico che raro e ci regali una squadra combattiva e determinata nella quale i tifosi possano identificarsi con orgoglio. Luca Russo

3 pensieri riguardo “IL COLUMNIST di Luca Russo / SOSTENIBILITA’

  • Penso che insieme a “Inglese se sta bene in B fa la differenza”, “per il calcio di Maresca serve tempo” e “Vazquez è un lusso per la categoria” questa sia una della più grosse scemenze che ho letto negli ultimi infausti anni. A parte che Craus sono due giri di giostra che non tira fuori un pio, la cosa che dovrebbe fare non è abbassare un’asticella che più bassa di così c’è la cantina ma semplicemente prendere un DS vero e capace e tirare fuori i soldi per fare una rosa vincente per la B. Non per la Champions. Per la B ci siamo capiti? Qui parliamo di non dichiarare ambizioni in B ma siamo pazzi? In B….se questo è il main stream del pensiero degli addetti ai lavori locali il Ponte Caprazzucca e i suoi capi se la rideranno a vederci smerdati da Craus per i prossimi lustri.

    • Skaramacai

      Kalma un anno e po’ più fa, quando fece la campagna abbonamenti impresentabile,disse che si consideravano una società da metà serie A.se finiamo ancora a metà serie B c è qualcosa che non quadra e anche in società bisognerebbe arrabbiarsi e agire in maniera tale che non succeda,questa estate s è si preso un profilo d allenatore giusto per la promozione,ma per il resto pare si perseveri a dire vogliamo salire,ma non sia così

  • Caro presidente Krause, perchè non la smette di comportarsi da bambino viziato e lascia guiare il Parma a chi ne capisce di calcio? Questa è la mia lettera natalizia allo yankee.

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