giovedì, Maggio 30, 2024
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CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / MI HANNO RUBATO L’IDEA!

(Gianni Barone) – Ciò che stupisce, all’indomani dell’indegna sconfitta del Parma maturata sul campo della squadra ultima in classifica, è che non si sia fatto, in termini di approccio, atteggiamento e mentalità ciò che si era fatto, con successo, nella gara precedente col Perugia e, come ha suggerito il tecnico Pecchia – ora non più per tutti infallibile o bravo tout court – l’idea avrebbe dovuto essere quella di un calcio verticale e di attesa, ricorrendo, all’occorrenza, anche ai famigerati lanci lunghi per le spizzate di Inglese (o di chi per lui), su cui “pedalare”, come si soleva dire in gergo, per arrivare pericolosamente, e velocemente verso la porta avversaria.
E se ben andiamo ad analizzare, i primi quattro minuti di gara, prima del goal di Florenzi, questo atteggiamento “vertical” del Parma sembrava dovesse essere la tattica ricorrente, il leit motiv, su cui impostare il gioco per tutta la durata dell’incontro.
Poi é successo, non tanto l’impondérable, quanto l’inevitable, con tanto di verticalizzazione avversaria, sul fronte destro sull’asse Rispoli-Marras, che va a buon fine e che pesca in area la veloce intuizione del rapido e scaltro Florenzi, il quale, beffando i giovani centrali crociati (sotto accusa non tanto la loro giovane età e relativa inesperienza, quanto il fatto di schierarli simultaneamente), ha fatto bingo cambiando per sempre l’inerzia e la dinamica della gara.
In effetti da quel momento l’idea vertical iniziale di cui sopra che Pecchia aveva coltivato, gli veniva di colpo scippata dall’avversario, il Cosenza, che di conseguenza, poteva agire di rimessa su spazi larghi, a fronte della necessaria pressione operata dai gialloblù per riacciuffare il pareggio. Della serie «Mi hanno rubato l’idea», a temi invertiti, come ai tempi del Petisso (al secolo Bruno Pesaola) che prima di ogni partita predicava, per la sua squadra, un gioco d’attacco, salvo poi, subire sul campo, la costante pressione avversaria, che a sua dire, si era impossessato (con abile furto d’intenzione), della sua mirabile idea.
Viali, tecnico del Cosenza piuttosto a mal partito nelle ultime gare, con una vittoria che gli mancava, da ottobre, si è visto recapitare il regalo di poter controllare la partita, disponendo della mirabile arma della «ripartenza», che se ben congeniata, crea – checché se ne pensi e se ne dica – sempre difficoltà a chi ne subisce gli effetti.
Furto o regalo non importa: sta di fatto, che se il Parma non riesce a riproporre il modello di gioco che ha vinto col Perugia, di sicuro, non riesce, giocando di squadra, col palleggio sterile, a cavare il classico ragno dal buco. Una manovra sempre troppo lenta, sempre troppo prevedibile, che non ha sbocchi sugli esterni, e che non riesce, manco per niente, ad attaccare la profondità, una volta che sia una, e che finisce per regalare a chi gli sta di fronte la possibilità di controllare agevolmente le offensive, peraltro poco convinte, vista l’évanescence degli avanti, anche in inferiorità numerica per diversi minuti nel finale. Attaccare a testa bassa, con pochi spazi, e pochissima lucidità derivata dall’ansia d’inseguire, fa poi il resto per riuscire a costruire quel poco che si è creato e che è risultato alla fine, per la sorte o per abilità del portiere (con cui occorre sempre fare i conti e da cui non si riesce mai a non prescindere) del tutto insufficiente al fine del risultato positivo e della prestazione convincente.
Sempre troppo poco in termini, di squadra, di spirito, di anima e di abnegazione quelli che il Parma, poco operaio, riesce a produrre quando è chiamato a lottare, a reagire a inseguire. Poco il peso offensivo delle punte o di chi dovrebbe riempire o affollare l’area al fine di creare pericoli sotto porta. Scarsa la convinzione nella riconquista della palla, nella riagressione rapida tra le due fasi, e minima la cattiveria sulle cosiddette seconde palle su cui avventarsi, rispetto a quasi tutti gli avversari che s’incontrano.
La famosa idea che tutti hanno – o sulla quale cercano di far convergere le proprie azioni – troppo spesso sfugge alla compagine di cui dispone Pecchia, il quale, secondo alcuni potrà anche andare in confusione prima nella scelta dell’undici titolare e poi nella gestione dei cambi, ma su cui non si possono far cadere tutte le responsabilità per la scarsa cattiveria e la determinazione alquanto modesta con cui vengono affrontate le ultime o le presunte piccole.
Chi è arrivato dal mercato non potrà certo, da solo, salvare la patria, o semplicemente capra e cavoli: serve un qualcosa in più e di diverso in termini anche di umiltà e di velocità di gamba e soprattutto di pensiero nel mondo delle idee, del calcio di serie B, e dintorni, da difendere a denti stretti, per non correre, l’ulteriore, rischio, di farsele «rubare», ancora e con tanta, troppa, facilità come successo a Cosenza. Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

22 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / MI HANNO RUBATO L’IDEA!

  • Già “affidarsi” e “Inglese” nella stessa frase non stanno affatto bene 😀

  • In attesa dalla “sconfitta onorevole” col Genoa (dico già ora che i nostri piploni molli come il catarro faranno una “buona partita”, qualche sgommata in stile Inter per poi naturalmente perdere non avendo le palle) e della chiusura di un indegno mercato governato dalle parole del pelato che ha preferito Charpetnier a Cheddira e Coda (siamo a posto così, abbiamo fiducia nei nostri giovani, l’attaccante è un falso problematici manca solo “qualche punto”) è ormai ora di fare un sondaggi, in contemporanea con gli Oscar.
    Tra i nostri piploni senza palle, molli come la sciolta di cane che ha mangiato l’erba medica e con la garra di una lumaca chi è il Pipolone d’oro?Il Piplone numero 1, quello a cui assegnare il pitale d’oro per poter comodamente orinare stando a letto per via dei dolorino muscolari. Ovviamente era dura fare le nomination, a parte Estevez e “Biuffon” che escludo per rispetto all’età da pensiò e Balogh perchè è semplicemente inadeguato per la serie B, manco è colpa sua tutti meriterebbero un bel pitale e un girello. Andiamo con le nomination:
    – Man (il fantasista del risentimento)
    -Mihalia (si strappa a emettere un peto o uno starnuto)
    – Bernabè
    – Benepippa (forse il piplone più completo in piploneria cendolando anche per il campo in modo evidente anche a mia nonna)
    – Camara (confesso che è tra i miei favoriti al titolo per la varietà di pseudo infortuni)
    – El Mudo (l’unico argentino senza voce e senza palle)
    – Bonny (top il tiro a colpire Benepippa e l’andatura cheracollante da vasca al sabato pomeriggio oltre alla totale inadeguatezza tecnico/tattica)
    – Inglese (la super star, rotto dal dicembre 2018 e ormai a livelli che faticherebbe nel Salsomaggiore ultimo in D)
    – Charpentier (la chicca del pelato, scelto e acquistato con contratto al 2026 preferendolo e Cheddira e Coda nonostante né il Frosinone primo, né il Genoa secondo lo volessero manco nel Tide essendo rotto da due anni e risaputo anche dal mio cane, infatti le visite medice dell’ex giocatore erano durate tre giorni)
    – Sohm (gioiello del Re Sfiga americano, primo nelle statistiche della plei)
    Attendo i voti

  • Viste le sacrosante reazioni della tifoserie giallo rossa nei confronti di Zaniolo mi stavo chiedendo quanto durerebbe o meglio sarebbe durato il Re Sfiga americano sulla piazza romana (o laziale). E mi stavo anche chiedendo se il pelato che ha preferito Sciarpentié invece di Cheddira (già suo) e Coda, oltre a vedere un Vicenza forte da promozione avrebbe quella sicumera e arroganza di rilasciare le dichiarazioni parculanti nei confronti della tifoseria che propina da maggio (quando disse che il campionato scorso non era stato fallimentare).

  • Io voto inglese

  • I due rumeni vincono per distacco. Camara si segnala nella categoria giovani promesse.

  • Intanto stiamo prendendo un polacco del 2005 dalla serie C polacca, così a giugno aggiorneremo le nomination. Evidentemente a Craus, il re Sfiga, non basta mai la discesa, essere a sei punti dalla serie C non gli basta per cambiare, anzi rilancia e aspettiamoci qualche giovane africano dal Belgio o dalla Francia da qui a domani sera.

  • Non vedo l’ora di vedere BAR SPORT dove andrà tutto bene e che vinciamo la prossima…

  • Io Piplone dell’anno metto Juric, che purtroppo non compare nella lista di Davide. Un centrocampista da schermo a 52 pollici, lo vedi passare in direzione opposta alla palla, di nuovo sfrecciare in controsenso, sempre saltato come un birillo, a volte gironzola a centrocampo ecc … nella lista scelgo Bonny e Benepippa, due sconclusionati da oscar.

    • Hai ragione sul fatto che fa vomitare. Non l’ho inserito solo perché rispetto ai piploni di cui sopra qualche partita (male) la gioca. Tutto qui per il resto fa vomitare un cinghiale

  • Simone T.

    Credo che sciarpentiè sia il top delle campagne acquisti degli ultimi anni

    • Anche Traoré e Buiaya Kiala e Hainault non sono male

    • Simone t carpentier fra i primi tre diciamo ti ricordi Pandev e simic l anno scorso un accoppiata invidiabile uno a smesso l altro finirà in c se va bene ….

  • Nessun acquisto. Io ho davvero paura della C.

  • Non prendono nessuno, al massimo se sono sull’orlo della c cambiano allenatore

    • Giusto così d’altra parte il pelato che ha scelto Sciarpentié avendo in mano Cheddira e Coda ha detto che siamo a posto così e che “hanno fiducia nei nostri giovani”. Vorrei tanto vederli a Roma questi soggetti…

  • Si è liberato gattuso

    • Uranio impoverito (dopo aver visto il Parma giocare)

      Ma che Gattuso, qui bisogna liberare i dobermann e farli correre dietro ai nostri invalidi… Ma dobermann affamati davvero!!!

  • continuano a vendere !!! via romagnoli l unica acquisto serio così giochiamo con centrali balogh e compagnia bella ! se non altro si è chiarito che romagnoli non era infortunato ( gli altri non comperano gente infortunata mica sono scemi ) romagnoli si era rotto di giocare in una squadraccia senza arte né parte , non ci sono più dubbi che non fosse infortunato ecco perché non dicevano nulla

    • Mercato di gennaio che la dice lunga sulla volontà della proprietà. Aridatece Ghirardi e Leonardi. Amen.

  • Romagnoli si trasferisce va al mare a mangiare pesce. Il culatello gli aveva fatto venire l’imbastigo. Ha lasciato pure la flebo il pitale e robe varie, prontamente raccolti da Zanimacchia.

    • il girello e il deambulatore. Domenica a Lecce è già prontissimo per giocare e alla grande

  • A questo punto rischiamo seriamente la serie c

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