mercoledì, Aprile 17, 2024
Cattivo CittadinoNews

CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / QUANDO SIETE (CALCISTICAMENTE) FELICI, FATECI CASO!

(Gianni Barone) – A furia di essere relativisti hsiamo arrivati a credere che per cambiare basta poco, e non servono tante rivoluzioni tattiche o giri di parole, basta pensare un po’, neanche con tanta ostinazione che il moderno o presunto tale possa essere sostituito con qualcosa di post o pist che richiami alla traduzione la nostra, la vostra, la loro, non importa, ma che riporti a quell’essenziale, che pare, nel calcio, non debba e non possa tramontare mai. E’ stata questa la settimana in cui, in salsa parmigiana, il revisionismo, ha preso piede con facilità e con estrema fermezza, al punto di voler affermare, o far affermare, a molti, o a quasi tutti, che si può anche non giocare “bene”, secondo i canoni prestabiliti da un’estetica non sempre fondante o assoluta, e riuscire, sfangando, anche se non al limite dell’orrido, per portare a casa quel risultato che contro le cosiddette piccole, brutte, catenacciare e cattive squadre, non lo si era quasi mai ottenuto forse per noia, per spocchia o ipocrisia o chissà cosa. O forse perché scendere sul loro piano cartesiano di gioco, non era consono al blasone, al valore, e alla ricchezza di una rosa reputata, ormai da anni, fuori categoria, verso l’alto, ovviamente. Oppure perché il progetto, quello di cui ormai non parla più nessuno, non prevedeva passi indietro nella dinamica e nella storia di chi voleva rinverdire la “grandeur”, tipica di una capitale di provincia nel calcio dei tempi, non che furono tanto lontani, ma dal 90 in su.
Invece il campionato in cui si milita risulta essere, quando i risultati non arrivano attraverso il cosiddetto gioco migliore o propositivo che dir si voglia, sempre il più sporco e inospitale possibile. Ora è la B, campionato cadetto per antonomasia che non prevede e non include, ormai se non sono convinti anche il più incalliti esteti della pelota nostrana, nessuno spazio per ricami e ghirigori stilistici, a dettare i tempi i gli spazi di manovra, anche dialettici, arrivati a questo punto della contesa, che ci si augura, non diventi morto o irreversibile sul piano degli obiettivi minimi da perseguire.
In poche o in altre parole, l’umiltà suggerisce di intraprendere altre meno rischiose e perigliose strade per tentare, per lo meno di saltarci fuori. E così facendo ecco che all’alba della prima plusvalenza – non farlocca ma autentica – dell’era KK, si scopre che si possiede sulla sinistra in fatto di garra e determinazione, l’alternativa giusta di matrice argentina (senza sconfinare in fanatismi deleteri alla Lele Adani per carità), che non possa far rimpiangere la partenza di Oosterwolde (se e quando avverrà), le cui prestazioni non sempre, nelle due fasi, hanno prodotto, a dire il vero, risultati pratici indimenticabili. Però, al tramonto del mercato, che dura un mese, ma che potrebbe durare una settimana, visto l’affollarsi delle trattative tutte verso la fine, potrebbe anche esserci l’innesto di qualche giocatore di cui tutti conoscono il nome, ma non la storia, in quanto di lui hanno solo sentito parlare nei salotti Tv o nei Tg, senza averlo mai ammirato in una partita intera. Ma tant’è: potere dei media, che tutto creano e poco distraggono, in termini di opinioni che ondeggiano, si mimetizzano e poi scompaiono d’incanto, per lasciare spazio all’opposto o al contrario di tutto o di quello che si sostenuto con forza e vanità. Tutto si evolve in natura, ma torna anche indietro secondo la teoria del post moderno applicato anche al calcio e cioè: post moderno è ciò che è incline al recupero dei valori del passato.
Superamento dei modelli formali del cosiddetto «movimento moderno». Questo per dire che per battere il catenacciarismo di Castori e del suo Perugia, sia bastato, da solo, scendere sul suo stesso piano e non permettergli di fare muro e di trovare alternative credibili o vincenti, come capitato nel passato più recente fatto di sconfitte a fronte di superiorità territoriale evidente ed accettata dai numeri di un possesso palla, che finalmente si è capito, non conti un tubo per non dire di peggio.
Adesso si affronta l’ultima in classifica e gli illustri analisti da prima pagina sportiva ci assicurano che la lezione che è stata assimilata e ha dato buoni frutti, sarà ripetuta sicuramente. E come non dar loro credito, dopo che su queste colonne, lo si è ripetuto, per mesi, fino allo sfinimento, a costo di apparire ripetitivi, oltre che involuti o livorosi come è risultato, lecito, eccepire da parte di qualcuno. Si tratta solo, arrivati a questo punto, di farci caso, e ammetterlo come quando ci si accorge, che basta così poco per essere, finalmente e calcisticamente, felici. Proprio come tutti quelli che, con grandi dosi di ipocrisia esponenziale, per il compleanno dello Special One, Josè Mourinho, ne hanno tessuto le lodi personali e professionali, salvo averlo definito in passato, non troppo recente, un catenacciaro e basta. Ogni tanto basta solo farci caso come quanto si è felici e non si ha il coraggio di ammetterlo o di accorgersene semplicemente. Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

6 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / QUANDO SIETE (CALCISTICAMENTE) FELICI, FATECI CASO!

  • “Nel corso della trasmissione “SportItalia Mercato” gli operatori di mercato del programma hanno contattato il direttore sportivo del Cagliarti Nereo Bonato per domandargli quanto di vero ci fosse nelle indiscrezioni trapelate di recente riguardo un interesse per Roberto Inglese. Il dirigente del club sardo ha però categoricamente smentito il tutto, negando qualsiasi tipo di contatto in merito”

    Ci credo non sono mica matti da quelle parti li e non c’è l’uomo che ha preferito Chiarpentier a Cheddira e Coda al comando dell’area sportiva. Fosse stato vero glielo avrei portato a nuoto disteso su una barella galleggiante

    • Cogitoergo

      Posso dire una cosa: a me non me ne frega un cazzo che comprino delle cacciatrice x la serie femminile……. non .jninteressa……….voglio che loro comprino qlcnonñ x non andare in C

  • Inglese non lo vuole nessuno, non sono mica scemi, ce lo dobbiamo bere noi fino al 2024, se fosse onesto dovrebbe rescindere il contratto e svincolarsi 🤭

    • Potrebbe fare da cavia per la scuola di fisioterapisti e osteopati

  • Le regole basi del calcio: quando sei in un campionato scarso, ma combattivo devi metterti al livello del campionato perchè con fioretto e ricami vari vieni spazzato via.

  • Inglese è diventato un difensore centrale, proviamolo, peggio di Osorio non si può

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