GLI EREDI TARDINI ALLA GDP: “LO STADIO RESTI DOV’E’. HA 100 ANNI DI STORIA”

“L’impianto di Piazzale Risorgimento ha quasi cento anni di vita e le esigenze dello spettacolo e dello sport sono cambiate. Il rifacimento dello stadio, conservando la parte della porta d’ingresso sottoposta
ai vincoli della Soprintendenza delle Belle Arti, crediamo alla città di dotarsi di un impianto moderno, più funzionale e sostenibile, aggiornato alle attuali esigenze e maggiormente fruibile dalle famiglie, ma sempre strettamente legato alla sua storia. Sulle scelte di progetto non spetta a noi fare commenti, ma crediamo comunque sia giusto che lo stadio resti nella stessa zona dell’impianto di nostro nonno”. Parole di Mario e Maria Grazia (nipoti), oltre a Michele (pronipote), di Ennio Tardini, il fondatore dello stadio del Parma Calcio. Parole rilasciate in una lunga intervista alla Gazzetta di Parma e firmata dal giornalista Giuseppe Milano. Il tema dello stadio è di forte attualità e gli eredi del fondatore, Ennio Tardini, hanno voluto chiarire la posizione: “Lo stadio deve restare dov’è, ha 100 anni di storia”. La famiglia Tardini si schiera con il proponente e avverte i cittadini (pochi) contestatori: “Capiamo i problemi di chi risiede nell’area, anche parte della nostra famiglia vive attorno allo stadio, ma la situazione non è molto diversa da quella che rappresentano altre città italiane. In sede di riqualificazione, siamo certi che si ridurrà al massimo i disagi della popolazione, ma ripetiamo che lo stadio è giusto che rimanga dove è, a disposizione della città”.

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Stadio Tardini

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2 pensieri riguardo “GLI EREDI TARDINI ALLA GDP: “LO STADIO RESTI DOV’E’. HA 100 ANNI DI STORIA”

  • 15 Gennaio 2023 in 14:19
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    Sinceramente basta! Lo stadio è l’abili di Craus per rimanere a Parma a fare danni. Se non si fa almeno se ne va.

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  • 15 Gennaio 2023 in 16:13
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    Potremmo proporre all’alta borghesia pariolina residente in zona cittadella e ai pensionati con sistema retributivo residenti in zona stadio al fine di limitaterne i disagi derivanti dal futuribile cantiere uno scambio casa. Con generosi volontari di Via Trento, San Leonardo, Doberdó, Verdi, Mentana e Corso Corsi che si rendono disponibili a sacrificarsi andando a vivere in Cittadella.

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