IL COLUMNIST di Luca Russo / MAI PIU’ UN “CASO PARMA”. E LA SAMP?

(Luca Russo) – Gli appassionati a tutto tondo del soccer britannico dovrebbero avere sufficiente dimestichezza col cosiddetto director’s test. Si tratta di una sorta di esame cui vengono sottoposti proprietari e presidenti delle società di calcio britanniche con l’obiettivo di evitare che finiscano nelle mani di imprenditori inaffidabili. Questa prova, istituita nel 2004 su richiesta della Premier League, della Football League, della Football Conference e della Scottish Premier League, viene riservata a chi subentra nella gestione di un club, a chi ne ha già uno o a chi ne possiede almeno il 30% delle quote, e consiste nel valutare e verificare se l’imprenditore interessato all’acquisizione di questo o quel sodalizio: ha potere o influenza su un altro club, detiene una partecipazione rilevante in un altro club, la legge gli vieta di acquistarne uno, è stato presidente o proprietario di un club mentre ha subito due o più eventi non connessi di insolvenza, è stato amministratore di due o più club che, mentre ne era il proprietario, hanno subito un evento di insolvenza.
Di questo test in Italia si è iniziato a parlarne solo nel febbraio del 2015 e, segnatamente, alla deflagrazione del cosiddetto caso Parma, che di lì a poco sarebbe stato dichiarato fallito dal Tribunale di Parma e posto in esercizio provvisorio. L’allora presidente della Lega Serie A, Maurizio Beretta, al fine di evitare che si ripetesse una situazione del genere, si mostrò disponibile a recepire in Italia una regolamentazione simile a quella britannica: “È un tema all’ordine del giorno, è molto probabile che a livello federale si pensi ad una modifica sul modello Premier League. I criteri sono ad esempio quelli di onorabilità e di solidità patrimoniale”. Queste parole, pronunziate in un momento in cui la Lega avrebbe voluto scongiurare con ogni strumento possibile l’eventualità che le sventure del Parma potessero far saltare il banco del calcio nostrano e danneggiarne ulteriormente la già parecchio ammaccata immagine, sono cadute nel vuoto e adesso, otto anni dopo il fallimento della società Crociata, c’è un altro club, la Sampdoria, i cui guai rischiano di condizionare il campionato e mettere a soqquadro Lega e Federazione.
Il declino del sodalizio blucerchiato è cominciato nove anni fa, ovvero da quando Massimo Ferrero ha rilevato di fatto a titolo gratuito la società da Edoardo Garrone, è proseguito successivamente a causa di un bilancio quasi mai in ordine e si è acuito nel dicembre del 2021, in concomitanza dell’arresto del produttore cinematografico per bancarotta fraudolenta e reati societari, comunque non connessi alla gestione del club, a seguito dei quali l’imprenditore romano originario di Testaccio si è dimesso dalla carica di presidente del sodalizio ligure. Rimasto senza una società e alla frenetica ricerca di un acquirente che tarda ad arrivare, il club ha accumulato debiti di una certa entità e ora sta cercando – come sostiene Sporitalia – di reperire in tempi brevi le risorse sufficienti per pagare gli stipendi e le trasferte, e quindi per portare a termine la stagione. Non dovesse accadere, la Sampdoria andrebbe incontro all’esclusione dal campionato e la Serie A dovrebbe riscrivere la propria graduatoria. Un pasticcio in piena regola che certifica le condizioni disastrose in cui versa il calcio italiano. Eppure otto anni fa ci era stato detto “mai più un caso Parma”. Difficile stabilire se si trattasse di un pronostico o di un augurio: la certezza è che sono ormai maturi i tempi affinché l’Italia apra le porte al director’s testLuca Russo

3 pensieri riguardo “IL COLUMNIST di Luca Russo / MAI PIU’ UN “CASO PARMA”. E LA SAMP?

  • 2 Gennaio 2023 in 12:05
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    A Genova sponda Scansdoria, come alle nostre latitudini un ricco e potente industrialone (nel suo caso one non otto) ha smollato il baraccone a un circense con il plauso della stampa locale cammellata e dei poteri forti portuali. Ora che i nodi sono venuti al pettine ovviamente la preoccupazione della Rudarola locale è evitare che il popolino associ Ferrero a Garrone. Come da noi Craus a Barilla. Purtroppo i film nel nastro schifo di Italietta sono sempre gli stessi.

  • 2 Gennaio 2023 in 13:05
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    Ma tanto non glieli ha prestati ora il governo? Che problema c’è!? Per salvare il malandato calcio italiano c’è sempre spazio.

  • 2 Gennaio 2023 in 21:42
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    Intanto se ci fosse una società è un DS “Oservolde” andrebbe mandato a catar su delle tomacche a calci altro che mi guardo intorno. Un bidone, un cesso di giocatore che dovrebbe baciare la terra di Collecchio perché gioca.

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