NUOVO TARDINI / IL CTS NON SPOSTA PIU’ L’ENNIO: “LO STADIO C’E’ E SI PUO’ METTERE A POSTO”

(Andrea Belletti) – Sono state un fulmine a ciel sereno le parole della presidente del CTS durante la sua oratoria nel primo incontro dell’11 gennaio 2023, quello riservato alle associazioni di categoria, associazioni ambientaliste e assimilate. Kauber, infatti, per la prima volta, ha fatto retromarcia sulla delocalizzazione, ammettendo che lo “stadio c’è e può essere messo a posto”. Basta delocalizzare, basta Strada dei Mercati o Baganzola (queste non sono parole sue, ma di persone che sono intervenute agli incontri), basta spostare il Tardini da dove è. Una posizione forte e in netta contrapposizione con la filosofia che il CTS aveva sostenuto fino ad oggi.
Nel suo lungo intervento, rivolto alla platea (prima) e agli amministratori comunali (poi), la presidente del CTS ha fatto presente anche che i “problemi di viabilità resteranno e non saranno risolti”, ma il tema centrale è proprio l’ammissione di un riammodernamento e riqualificazione dello stadio in essere, senza spostamenti o traslochi.

E’ la prima volta che questo avviene, a significare che forse qualcosa di buono, all’interno del percorso partecipativo
 – che su queste colonne avevamo auspicato divenisse un centro d’ascolto – è stato fatto. Oltre alla grande maleducazione che è stata mostrata nei video e che non rappresenta la nostra città, qualcosa si è mosso all’interno di un percorso molto difficile e tortuoso.

Il CTS da sempre contrario allo stadio nella sua posizione attuale, ha cambiato rotta e ha valutato per una riqualificazione dello stadio in essere con l’aggiunta che così, anche i cittadini “torneranno ad amare le partite”.

Nella chiusura finale del suo discorso, di cui riportiamo fedelmente il testo (“Lo stadio c’è, può essere messo a posto, si può poi vedere come risolvere la viabilità, ben sapendo che non è risolvibile se no
l’avrebbero già risolta. Che le leggi antiterrorismo continueranno giustamente ad essere, e vi prego, amministratori, non andate a forzare questore e prefetto con l’idea di un alleggerimento. Non baratteremo mai la nostra sicurezza per favorire un impianto sportivo, o per cercare di giustificare. Preferiamo che queste persone facciano il loro dovere. Chiedo a tutti di riflettere su questa cosa. Torniamo alle cose essenziali, siamo in una congiuntura climatica, economica, teniamoci il nostro stadio, mettiamolo a posto, e le partite torneranno ad essere amate”), fa eco alle parole degli eredi di Ennio Tardini, i suoi nipoti e pronipoti, che avevano parlato di 100 anni di storia sempre nello stesso posto. E che hanno ribadito la loro volontà: “Lo stadio non si muove da lì”. Ora il CTS sembra andare nella stessa direzione, per la prima volta l’ammissione di un rifacimento senza delocalizzazione. Anche questa, viste le premesse del percorso partecipativo, è storia. Andrea Belletti

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3 pensieri riguardo “NUOVO TARDINI / IL CTS NON SPOSTA PIU’ L’ENNIO: “LO STADIO C’E’ E SI PUO’ METTERE A POSTO”

  • 16 Gennaio 2023 in 20:15
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    Ma si trovi un lavoro serio

  • 17 Gennaio 2023 in 09:00
    Permalink

    Un calcio in culo e via insieme a Pederzoli

  • 20 Gennaio 2023 in 16:28
    Permalink

    C’è uno stadio da spostare….. questo stadio qui devi metterlo là a, quello stadio là devi metterlo qua a

I commenti sono chiusi.