mercoledì, Ottobre 14, 2026
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CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / LA RICERCA DEI PUNTI IN LUOGO DELLA RICERCA DEL GIOCO

(Gianni Barone) – «Gli atteggiamenti propositivi si sono smarriti da tempo, la ricerca del gioco è stata soppiantata dalla ricerca del punto», scrive sulla rosea l’esperto della categoria, Nicola Binda. E come si fa dagli torto, alla luce di quanto si è visto nell’ultima giornata di un campionato che, come non mai, distrugge lo spirito modernista di molti allenatori che abiurano il passato e si offendono se viene accostata loro la tradizione, e addirittura alcuni dei quali, molto illustri per passato pedatorio iridato, vengono sacrificati, dai loro dirigenti, nel nome supremo della «concretezza» – ahiloro, ahinoi – tristemente e amaramente perduta.
Ed infatti a Terni erano di fronte due tecnici, storicamente ed eticamente, votati al gioco, al bel gioco, che hanno dovuto, obtorto collo, virare verso altri lidi, verso altre «confessioni calcistiche», non propriamente consone o condivise dal loro dotto e piacevole pensiero tattico.
Entrambi, infatti hanno giocato, reciprocamente, a nascondino, cercando di celare la loro tendenza a fare la partita e condurre il gioco, in luogo del più bieco tentativo di ricorre al cosiddetto (male per i discorsi di cui sopra) atteggiamento di rimessa, leggi in controluce «contropiede» ovvero quanto di più disdicevole si possa desiderare in sostituzione della loro mirabile ontologia di atteggiamento di gioco.
Tempi duri, per i troppo buoni e per i troppi belli, verrebbe da dire, per chi predica un calcio meno sporco e meno bello che purtroppo, per loro e per tutti quelli che ci credono, sembra non volere albergare, nelle stanze di terz’ordine, esteticamente parlando, di questa «abbietta», serie B.
Occorre che tutti diventino «apostati» di loro stessi e delle loro religioni, coltivate in segreto e nelle teorie di lavagna tattica di spogliatoio, per non dire di emergere, ma perlomeno di sopravvivere al clima generale del torneo. I brutti, sporchi e cattivi, che praticano altre strade, senza onta o vergogna, sembrano compiacersi del cambiamento, salutando, con soddisfazione, l’arrivo nelle loro schiere, di cotanto nobili condottieri, un tempo loro avversi per censo e per dottrina.
Pecchia, che pur non ammettendolo, parla di ricerca dello spirito vincente, in luogo di rinuncia a sacri principi propositivi di manovra e Andreazzoli che, da scudiero del prode e ora vincente in categoria superiore, che si converte al gioco verticale più che mai, sfruttando le doti di regia volante, dedita al no look nei lanci profondi, del suo miglior uomo in organico vale a dire Palumbo, il quale si cimenta nell’alimentare, con pari maestria, i due tipi di attacchi schierati all’inizio dei due tempi.
Subito impostati sulla fisicità aerea e di base del granatiere Favilli, con al fianco la vivacità terrena di Falletti, per poi correggere il tiro, dopo i cambi forzati, con una prima linea da «banda bassotti», con Partipilo, questa volta al fianco di Falletti, a far vedere i sorci verdi, con palla a terra, a tutta la retroguardia Crociata.
Per quanto riguarda il Parma, fermo restando che gettare la croce addosso all’evanescenza di Inglese sia diventato l’esercizio preferito da pubblico e critica per giustificare mancate vittorie, c’è da dire che i continui spostamenti di posizione e compiti del duo fantasia a Terni, non al potere come era occorso contro Genoa, non ha portato a nulla di concreto e di positivo, gol di Bernabè a parte, e nonostante il concreto apporto di Zanimacchia in fase di strappi e progressioni, il quale evidenzia quanto, pur essendo arrivato da poco, che della fumosa abilità tecnica di Man, si possa benissimo fare a meno.
Quel che manca sono i movimenti che anche il calcio di rimessa dovrebbe richiedere, movimenti con palla in gioco, e non spostamenti, a cui i fantastisti di cui sopra sembrano non ancora in grado di poter produrre. E infatti la prevedibilità di affidare la palla al Mudo per difenderla e reinventare, finisce per diventare facile approdo salvifico per la fase difensiva avversaria che ha il tempo per raddoppiare o triplicare controllo e marcatura.
Il ruolo di Bernabè, di continuo cambiato, da limite dovrebbe diventare risorsa, se abbinato a corse e incroci senza palla, da far girare la testa a chi si oppone. L’imprevedibilità diventa merce rara di questi tempi un po’ per tutti, quindi occorre mettere sempre in preventivo che gli altri abbiano sempre la meglio in fase di preparazione delle sfide.
Sotto accusa, oltre alla continuità che é mancata nei turni passati, ora arriva anche svagatezza degli approcci che portano a gol o generano azioni pericolose da parte degli avversari, culminati con segnature cancellate, come a Terni, dall’occhio vigile del Var che hanno scatenato, le proteste da parte umbra, per la mancata uniformità di ricorso al mezzo tecnologico non sempre esente da critiche.
Si diceva dell’approccio che fa scivolare la squadra Crociata verso derive di normalità o peggio mediocrità, come predicato, sette giorni prima, nelle inedite vesti di «santone » o «mental c… » (fate vobis) Buffon, al quale non si riesce a porre rimedio nonostante il pacchetto arretrato, dopo le risultanze del mercato, dovrebbe ragionare sempre più da reparto per supplire a défaillance individuali che possono sempre costare caro. Ma in questo caso il sano italianismo dello «sparecchiare l’area» in momenti critici, in luogo di arditi tentativi di controllo o conduzione, potrebbe essere di ausilio al fine di evitare sfracelli deleteri.
La ricerca del punto, o dei punti, diventa necessaria, arrivati a questo punto, (scusate la ripetizione che ci vuole per rendere al meglio l’idea) per il gioco e per le idee, si fa sempre in tempo a rimandarle a data da destinarsi. Si spera sempre più in là. Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

12 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / LA RICERCA DEI PUNTI IN LUOGO DELLA RICERCA DEL GIOCO”

  • Qualche eroe ha guardato l’ammiraglia delle trasmissioni sportive su TelePalazzoSoragna?

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  • I primi 5 minuti.
    Dopo che il conduttore ha parlato di passi avanti, continuità di risultati, classifica play off e secondo posto raggiungibile, ho cambiato canale e guardato “alieni nuove esternazioni”

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  • Anche schianchi si è ammorbidito, l’unico che è ancora un po’ critico è romenghi

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    • La longa manu dell’UPI e di Barilla ammorbidisce tutto. Intanto la Reggiana si prepara a distruggerci l’anno prossimo. Sono già terrorizzato all’idea dei nostri piploni claudicanti molli come la sciolta di cane che ha mangiato l’erba medica affrontare il derby al Mapei. Magari con ancora l’ex giocatore Inglese “punta”, coi romeni (se saranno disponibili prima di rompersi dopo 10 minuti), magari con Bonny, Sohm e il mitico Drissa Camara, col Mudo dallo sguardo bovino e Benepippa. Qualcuno ci liberi di Craus prima che si avveri questo incubo

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      • Fischo per fiaschi

        Tu Davide vivi in un mondo che non esiste più, come se l’UPI fosse quella di Orlandini. Se c’è uno che non regge Krause, quello è proprio Guido Barilla. Chi lo lecca sono i soliti: gli upini di contorno, gli upini gazzettari, gli upini pipicini. Tutta gente che era in servizio pieno ed effettivo con Ghirardi e Leonardi, che è stata tenuta in panchina quando c’erano gli imprenditori di Parma veri e che si è riaffacciata a fare “il territorio” con l’avvento di Kraus. Ma che te lo dico a fare…

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        • quindi quello che ha portato Craus non lo regge? Come Garrone che non regge Ferrero?

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  • Schianchi ha comunque spiegato bene le cose. “abbiamo fatto ridere in difesa” non è una cosa leggera e nemmeno dire che Kk ha sbagliato e che lui ne ha visto di calcio molto di più… poi si è giustificato dicendo che non poteva calcare la mano altrimenti sarebbe stato criticato. L’unica cosa storta è che nessuno ha puntato il dito sul portiere che mi sembra in una fase di grande insicurezza e lentezza, pur chiamandosi Buffon. Il gol preso ne ha dell’incredibile, centrale, lento … solo che il portiere era fuori posizione. Per il resto una leccata generale stando attenti a non dire … a parte Romenghi che dice quello che deve dire senza peli sulla lingua.

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    • Difatti quando parla romenghi chiesa sta un po’ sulle spine, per usare un eufemismo….

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  • In tutte le nostre analisi ci dimentichiamo di un particolare non di poco conto: per vincere le partite bisogna buttarla dentro. Noi chi abbiamo in avanti per farlo?

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    • L’attaccante è un falso problema. Abbiamo Inglese che se sta bene in B fa la differenza, Sciarpentié che è così forte da essere stato preferito a Cheddira, Coda e Forte e Benepippa, giovane straniero di belle speranze che tutta Europa vuole, oltre al fenomeno Bonny, uno Mappe in erba.
      Mio padre, tifoso crociato sfegatato, in trasferta dagli anni 70 quando entra Bonny o Zagaridis spegne la televisione e va a fumare un sigallo all’anice. Non serve aggiungere altro.

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  • Sono sconvolto. Basito. Incredulo. Leggo che i tomaccari avrebbero “sponsorizzato” il centro tecnico di Collecchio. Ora sono arcisicuro che si parla di 4 borri buoni si e no per far ballare una scimmia però lo considero un primo timido successo della battaglia sputtanante contro la piocineria micragnosa degli industrialotti del Territorio che perseguo dal 2005.

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  • finirai per diventare ricco anche tu…

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