domenica, Giugno 16, 2024
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CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / INNANZITUTTO IL GIOCO, CON LAMPI DI CALCIO “ZEMANIANO”

(Gianni Barone) – Prosegue il dibattito sulla crisi italiana in tema di centravanti. Veri, bravi, capaci di sfondare e di assolvere al loro compito principale: quello di fare goal come un tempo avveniva normalmente e con semplicità. Dopo il pensiero del Responsabile Tecnico delle giovanili azzurre, Maurizio Viscidi, che ritiene che occorra una revisione delle metodologie di allenamento nei vivai che trascurano il gioco delle cosiddette punte, che si devono snaturare in nome della manovra, del palleggio, del fraseggio, arriva puntuale la replica di Filippo Galli ex responsabile dell’area metodologica del Parma Calcio che sostiene l’esatto contrario, affermando: “Non è questione di allenare a calciare in modo asettico: occorre insegnare ai ragazzi a calciare in un contesto di gioco di squadra ricreando le condizioni della partita”. Per l’ex compagno di reparto rossonero di Franco Baresi ai tempi di Righetto Sacchi, poi, “un attaccante deve imparare a fare tutto: calciare, triangolare, giocare di sponda (persino a difendere, secondo logiche sacchiane e non solo). Una punta non deve solo saper calciare in porta: è la manovra che determina il giocatore in varie situazioni”.
Sì, è vero tutto ciò, però quando gli stessi non riescono ad assolvere il loro compito, quello di calciare in porta bene e forte, sapere fare bene tutto il resto può essere utile fino ad un certo punto… Tutto ciò premesso va bene, però quello che va contro il pensiero espresso da Maurizio Viscidi, da noi in parte condiviso è quando Filippo Galli così prosegue: “Nei vivai gli allenatori hanno contratti annuali: quindi il primo pensiero è il cercare la conferma attraverso il risultato immediato, che ha come conseguenza l’affidarsi a un atteggiamento speculativo, che penalizza soprattutto gli attaccanti”. Ecco siamo arrivati al punto nodale: la colpa è di chi, volente o nolente, mantiene nella gestione delle squadre uno spirito poco propositivo e molto “catenacciaro”.
Per lui fondamentale risulta essere: “Comandare il gioco per essere più costruzionisti”. E in questo modo l’ex dirigente Crociato rimanda al mittente il luogo comune, cavalcato anche da noi, secondo il quale la famigerata costruzione dal basso è da considerare una vera e propria iattura, affermando inoltre: “Ma dove sarebbe tutto questo eccesso di costruzione dal basso? Il problema è stato creato da chi ha copiato in malo modo le idee di allenatori bravissimi (sic). In Italia pochi applicano, a livello giovanile, queste idee (quelle espresse da Sacchi a Guardiola) o quelle di De Zerbi. Così si fa confusione senza aiutare a comprendere”.
Quindi stop al caos che confonde le buone idee, ed è ora di finirla – sempre secondo Galli – con quella retorica del sudore e dello sputare sangue: il calcio è un gioco, ed è possibile emergere divertendosi (sdong), bisogna usare la tecnica in modo funzionale allo spazio e al tempo in modo sistemico (ancora sdong).
Quindi il nostro ricorrere a modelli antichi e strani, per lui, si deve andare a fare benedire, al pari della considerazione che Parma e Nazionale, si sono distinte per talento ed intuizione nel non considerare idonei e non all’altezza, per le loro missioni, attaccanti come Cheddira e Lapadula, scartati con leggerezza impressionante. Se poi aggiungiamo che il Parma si è privato anche di Brunori, la frittata è stata fatta al meglio, dimenticando che altri ex Crociati, nelle categorie inferiori, non stanno certo demeritando e ci riferiamo a Siligardi, Galuppini, e soprattutto Lescano che al Pescara sta usufruendo della cura Zeman ( che torna sempre di moda, potere infinito del coach boemo) molto utile con i suoi lampi di gioco offensivo che partendo da Foggia e proseguendo sempre con Pescara (primo atto) hanno permesso l’esplosione di attaccanti del calibro di Signori, Baiano, Insigne senior, Immobile. Della serie “innanzitutto il gioco, con lampi di calcio zemaniano”, slogan che non conosce l’oblio, a quanto pare. Ritrovare ciò che si perso, perché non si sono curati abbastanza alcuni particolari, rischia essere esercizio difficile e retorico, anche per chi se ne dovrebbe intendere, figuriamoci per noi che dalle serie inferiori (C e D) ci dibattiamo con cronache e cronachette, non curandoci delle idee di allenatori, considerati (senza sapere bene il perché) bravissimi, e di metodologie sempre meno chiare ed efficaci nei vivai e non solo. Gianni Barone

Stadio Tardini

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5 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / INNANZITUTTO IL GIOCO, CON LAMPI DI CALCIO “ZEMANIANO”

  • “ Ct Marocco: “Cheddira ricorda un po’ Schillaci a Italia ’90”

    Perder sola a lui Brunori e Coda ha preferito Sciarpentié che gli ricordava Ronaldo in Corea e Giappone 2002.

  • Si, ma il nostro problema è che i nostri attaccanti sono tutte delle pippe. Non c’entra non essere allenati a fare un certo tipo di gioco.

  • Ho per caso letto l’articolessa di Brugnoli sulla Rudarola e mi è venuto da vomitare. Siamo a un livello di servilismo al Ponte delle capre e di leccapomellismo da Pravda anni 60. Questi signori si sono resi conto che quelli che dovrebbero essere i loro lettori si sono devastati i maroni di Craus e sono incazzati neri?
    Si legge anche di un “managingdirector” belga. Se così fosse non c’è nemmeno più da commentare o da protestare. Significa semplicemente che la disgrazia monogiacca portato qui da Barilla scientemente sta distruggendo il Parma Calcio (parte sportiva ovvio). Che quindi resti lui e la sua marionetta Peder Sola nel 35 campi di Collecchio riempiti di giovani africani e polacchi. A noi tutto questo fa schifo

  • Ag. Bonny: “Se il Parma resta in B parleremo con il club: ha bisogno di giocare una 30ina di partite all’anno”
    Ci vuole del coraggio, io un piplone cendolante gramo come questo non l’avevo mai visto per fortuna in vita mia. Solo Craus e Perder sola potevano portare a Collecchio un bidone del genere.

    • voleva dire che se il parma retrocede in lega pro il suo assistito avrà più spazio in quanto la categoria è più adatta alle sue caratteristiche di pseudo attaccante piplone, anche se io lo vedrei meglio nel Felino o nel Marzolara

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