sabato, Febbraio 24, 2024
Cattivo CittadinoNews

CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / NEMESI PARMA

(Gianni Barone) – Con una prestazione sconclusionata, senza né capo né coda, il Parma, dopo l’abisso raggiunto con il rovescio di Bari, ha imboccato quel ramo del Lago Como che non volge a mezzogiorno, come recitava il poeta, ma va verso una sorta di nemesi storica del suo cammino, in questo campionato in cui la giustizia prima riparatrice del fato si trasforma in giudizio compensativo dei valori fin qui espressi.
Nel senso che, dopo un periodo relativamente positivo, non diciamo fortunato, coinciso con le brillanti vittorie contro Genoa, Frosinone e Reggina, si è giunti ad una situazione negativa, proprio come ieri a Como, e non solo, come atto predestinato dalla compensazione.
Quasi come quella nemesi storica occorsa a Napoleone, che dopo tante illustri vittorie, non ha potuto fare a meno di incappare, nella sua indimenticabile Waterloo, per cui il bene deve essere compensato dal male in egual misura.
E al Parma, in riva al lago, dire che sia andata male ogni cosa, sembra quasi usare il più classico degli eufemismi.
Infatti dalla formazione iniziale, contestata a posteriori un po’ da tutti, ma forse a priori quasi scontata se non obbligata, fino a tutto il resto, approccio e atteggiamento compresi, nella gara dei Crociati, stando alla fattualità, ha funzionato ben poco se non niente.
L’attacco ectoplasmatico del primo tempo e di gran parte della ripresa ha evidenziato la cronica sterilità di un reparto che se si sottrae alla prima linea: la presenza di Vazquez, come successo dal primo all’ultimo minuto, non riesce minimamente ad impensierire nemmeno le difese, come quella del Como, che a differenza di quella della settimana prima del SudTirol, non hanno bisogno nemmeno di fare le barricate.
Il Parma, con il suo possesso palla, il suo fraseggio, la sua identità tout court, di cui non si capisce come se ne possa andar fieri, non va da nessuna parte, e va a sbattere non solo contro i muri eretti dai meno dotati, sulla carta, avversari, ma anche contro l’aria, contro sé stessi, contro la propria ostinazione ad insistere a giocare sempre nello stesso, deficitario a conti fatti; modo, in definitiva, contro la propria presunzione ad insistere a percorrere la stessa strada fatta di tocchi, tocchetti, appoggi appoggetti, condotti a ritmo e andamento lento, se non lentissimo, che permettono al fato di cui sopra di compiere la propria missione compensatrice ed equilibratrice, proiettata verso il basso o il fondo del metaforico lago della B.
Al Como è bastato poco, per farcela: è bastato assistere al balletto sterile ed infruttuoso in salsa parmigiana, interpretato con scarsa voglia e bassa tensione tecnica e agonistica, e senza tanto strafare e senza fare tanti sussulti o tanto rumore stilistico, con una attenta difesa lunga a cinque e un centrocampo a tre asimmetrico che si è giovato dell’uscita di Fabregas (un lusso per la categoria di cui si può benissimo fare a meno) per irrobustire la linea, con l’ingresso decisivo del “tosto” Arrigoni, senza dimenticare il lavoro sporco di Cerri (ancora una volta letale per i suoi ex colori) e soprattutto all’aggressività su prime e seconde e a volte anche terze palle di quel Cutrone che qualche sessione di mercato fa era stato associato proprio al Parma.
Invece, oltre a Man, Zanimacchia – lo ripetiamo ancora una volta, bravi a saltare l’uomo solo in contropiede e non a difesa schierata – anche l’oggetto misterioso Charpentier, acclamato dalla critica locale più evoluta e popolare, non è riuscito a dare il suo contributo o a fare meglio dei soliti deludenti, e lo ribadiamo, “ectoplasmatici”, Beneck e Inglese.
Ma non è solo questione di uomini arrivati, a questo punto ci si chiede. E allora cos’è che non va più o che forse non è mai andato, se si eccettuano i positivi risultati ottenuti con le prime della classifica, di cui si accennava in precedenza a proposito di nemesi, e che cos’è che non quadra mai abbastanza nel gioco in cui l’allenatore dice di crederci sempre, ancora e comunque e ovunque?
Ciò che non va sfugge e ciò che sfugge “non va” come direbbe Sandro Piccinini, quando dobbiamo registrare il numero esiguo di azioni da goal costruite a fronte di un’enorme mole di gioco, inutile, praticata.
Questo è e sarà il Parma, che entra e esce dalla zona play off, con disinvoltura quasi disarmante e si spera non del tutto preoccupante. Constatare che poi il più incisivo (ovviamente si da per dire…) è risultato il tanto bistrattato Bonny, visto che la versione di Vazquez mezzala, in luogo di quella da trequarti o da falso nove, sembra essere la soluzione tecnica meno azzeccata di tutte, tenendo conto che in tale ruolo servono doti fisico atletiche che il Mudo, non ha mai posseduto in vita sua.
Quindi, in definitiva, il solito salto del buio al posto della tanto agognata svolta che non arrivando mai del famoso e fatidico “Godot”, che letterariamente tutti aspettavano se ne fa letteralmente un baffo, lasciandoci per l’eternità la sua attesa.
Ora la sosta: quella sì che arriva per mettere a posto i nervi e soprattutto le idee, quelle che in campo continuano a mancare e chissà fino a quando lo faranno ancora.
Più che una svolta urge una scossa positiva in nome della “nemesi”, di cui sopra. Al contrario però… Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

8 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / NEMESI PARMA

  • Come disse il sotto cuoco a Tognazzi in Amici miei, leggendo questa articolessa “…non ho capito un c….o”.

  • serve solo un repulisti non serve altro repulisti totale di tecnico giocatori e ds e presidente …….e come un cancro da 3 anni l unica cura estirparlo totalmente

  • Una vittoria e una sconfitta, poi un pari e una vittoria e un’altra sconfitta. Andamento da mediocri totali.

    • iinnutile disquisire di moduli o di formazioni errate ( inglese e circati in B non possono giocare come pure beneck ala ) la realtà è che non hanno spirito di squadra , giocano come se fossero in gita scolastica con una sufficienza e senza grinta l’ognuno fa il compitino per se ore e ore di passaggi i innutili a ritmo blando Fanno 2 min di pressing poi basta ! la cremonese lo faceva per 90 minuti e cambia tutto ……gli manca la voglia , lo spirito di sacrificio vanno cacciati via tutti compreso il presidente anzi a iniziare dal presidente

      • Cosa dico da due anni? Banda di piploni molli come la sciolta di cane, senza palle e grami come il rudo

    • Stopaj (little cork)

      Barone, la nemesi del fu parma calcio si chiama gruppo gentile srl, il resto sono sofismi, aspettiamo che ci scavi la fossa in piazzale risorgimento 1?

  • set’ ghe la nemesi fat curer, al mè ragas, at vedrè c’la t’pasa col curi cha ghe al giorno d’incò….

    • EH EDESE A VAG DA TO SORELE CL’AM CURE BE

I commenti sono chiusi.