lunedì, Febbraio 26, 2024
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CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / TUTTO SCORRE

(Gianni Barone) – Il divenire del Parma, passa attraverso una serie di episodi che, sommati l’uno all’altro, fanno scorrere il tutto fino ad arrivare ad una vittoria che, dopo il gol di Lapadula, sembrava quasi insperata se non impossibile.
Pecchia al cospetto di un altro “grande vecchio”, della panchina, questa volta non di serie B, tout court, come Tesser del Modena, ma di rango più internazionale come “Sir Ranieri”, se la “cavicchia” egregiamente, come avrebbe detto il Totò, del cult “I soliti ignoti”(si lavicchia ricordiamo), e riesce a trasformare, nella ripresa, con i suoi coraggiosi cambi, al limite del rischio, un “pareggio annunciato”, grazie al rigorino millimetrico fatto e procurato inconsciamente, da Vazquez, in una vittoria quasi squillante capace di sortire entusiasmi elevati, perché maturata al confronto di una “grande” (toh, che caso!) il Cagliari, per censo e non, questa volta, da considerare, presunta tale come in altri casi.
C’è casualità in tutto questo o si tratta dell’ennesima situazione in cui i veri valori affiorano solo in presenza di parità di forza tecnica e di spirito?
Optare per la prima o per la seconda ipotesi poco importa, arrivati a questo punto del torneo in cui ciò che serve, punti e goal, fa passare in secondo piano ogni altro tipo di giudizio o di giustificazione per ciò che si fa o che si dimostra di essere.
L’essere di questo Parma è un continuo divenire che disvela un volto nuovo, poco riflessivo e molto istintivo, che lo porta, nell’arco della gara, a toccare e farsi toccare, da situazioni estreme, che alla fine tendono a portare verso risultati e concretezza, inimmaginabili, fino a qualche tempo fa in cui il disincanto e la delusione per ciò che non si era e non si riusciva ad ottenere, erano la regola, il logos.
Ora in campo va quella spregiudicatezza, figlia di una gioventù di spirito, pur in presenza di esperienza e di mestiere individuali, che miscelata con le intuizioni, volontarie o involontarie, poco importa, del tecnico, a partita in corso, premia l’audacia e l’ardore agonistico.
In luogo di letture tecniche prescritte e preordinate, l’impiego part-time di alcuni elementi discussi anche se non discutibili, paga e mette sotto o in ambasce una squadra logica e quadrata come il Cagliari di Ranieri, che dopo il gol di quel centravanti vero, come Lapadula, che tanto manca al Parma, sembrava nel finale del primo tempo, poter avere la meglio in virtù di una maggiore compattezza dimostrata. Invece il “panta rei” Crociato d’inizio ripresa – e dopo il pareggio di rigore e su rigore – ha fatto il resto, cioè la differenza, infliggendo una sconfitta, a chi, a perdere, ormai, non era proprio più abituato. Dettaglio, quindi, di non poco conto, in vista dei play off, prossimi venturi, quasi virtualmente acquisiti, indipendentemente dalla posizione che sarà raggiunta, unito alla straordinaria novità, in salsa Crociata, come quella di aver ribaltato, per la prima volta, lo svantaggio, altro particolare, viste le avversità e le negatività, pregresse, tutt’altro che trascurabile.
Quindi dopo la prodezza di Man, da molti evocata ed auspicata e da pochi pronosticata, ben venga anche l’insensatezza di uno sciagurato cucchiaio, su rigore, di un Mihaila spavaldo oltre ogni limite e oltre ogni demerito. Ben venga fino ad un certo punto, qualcuno direbbe, in quanto in assenza di logos, nella maniera più autentica, a volte la presunzione dovrebbe essere accantonata, perlomeno, nei momenti delicati o topici del match. Ma tant’è.
Questo è il momento di rischiare e di non fare calcoli, quindi per aprire le porte verso gli obiettivi non dichiarati, ma sperati, si presuppone che intervenga una buona dose di coraggio supplementare per avvantaggiarsi o per essere di aiuto nella volata finale.
L’imprudenza e l’impudenza di chi si vuole e si deve guardare in faccia, per trovare la forza per la risoluzione dei problemi di continuità che fino a ieri assillavano e che sembravano impossibili da metabolizzare.
L’aver sconfitto un’altra grande, con le ultime quattro gare contro squadre non piccole, ma impegolate nel microcosmo della zona salvezza, dovrebbe allarmare in parte, o parzialmente a metà, ma che in vista degli spareggi, ormai ad un passo, darebbe quella consapevolezza utile per potercela fare, con forza ugualmente.
Sentimenti e sensazioni contrastanti che danno forza e vigore, per un divenire migliore, in cui con l’aiuto di tutti – bravi, meno bravi, in forma e meno in forma, ispirati e meno ispirati – il “tutto scorre” dovrebbe condurre nella direzione giusta.
Con scorno di tutte le sibille e le cassandre di turno, che vorrebbero evitare il disturbo o l’onta di doversi rimangiare tutto e chiedere, nel caso, anche scusa, perché sul carro dei vincitori c’è sempre posto per tutti, mentre gli spazi per chi perde sono sempre troppo angusti. O no? Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

4 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / TUTTO SCORRE

  • Ora arriva la prova del 9: ultime 4 contro formazioni in lotta per non retrocedere. Obiettivo quarto posto da prendere assolutamente.

    • Prendere 4 posto Luca …si o si ..
      There’s no turning back ..
      Forza Parma

  • certo se non arriviamo quarti per il punto di penalizzazione !!! il ragioniere del parma e meglio che si dia alla macchia perché cambia molto partire quarti o in una posizione inferiore . Possibile che solo il parma non conoscesse la data giusta ?

  • con la primavera anche pecchia esce dal letargo ! finalmente una mossa un po’ originale fuori dal suo solito ruolo per ruolo ……. mi è piaciuta la mossa del prato centrale che da più sicurezza che i due sbarbatelli ( perché non ci ha pensato prima ) e zanimacchia terzino che non sarà fortissimo a livello difensivo ma da una buona spinta in fase di attacco …… un idea che a mio avviso va seguita e perseverata . Stendò un velo pietoso su buffon che sia a modena che oggi ha mostrato evidenti cedimenti ………buono l accantonamento di inglese altro ex giocatore finalmente pecchia se ne accorto e di somh altro giocatore di scarso livello

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