mercoledì, Giugno 12, 2024
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CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / CERCARE DI VINCERE, SENZA VOLERLO

(Gianni Barone) – Il Parma con una gestione a dir poco “cervellotica” del doppio vantaggio, dimostra quanto sia facile gettare alle ortiche una vittoria, quando si fa tutto, il possibile, l’impossibile e anche l’improbabile, per non volere vincere ad ogni costo.
Quattro volte, quattro, a tu per tu con il portiere avversario, e altrettante situazioni gettate al vento (due Beneck, una Man, nel primo tempo e una Camara nella ripresa), evidenziano il modo “molle”, senza spirito, fuoco e cattiveria con cui sono state gestite le offensive che il Benevento, svagato in difesa fino all’inverosimile, aveva largamente concesso.
Un buon primo tempo, al netto degli errori sotto porta di cui sopra, e una ripresa, ancora una volta, irragionevole se non disastrosa, lasciano all’ultima della classe la possibilità di riprendersi, di rivitalizzassi (toh, che novità), e di cercare nel finale addirittura la vittoria.
Questa volta non c’entrano i cambi che non hanno funzionato, con buona pace di qualche opinionista, perché la squadra non si è solo seduta, forte del doppio vantaggio al riposo, ma si è completamente sdraiata, di fronte ad un Benevento, dapprima modesto, ma poi via via rinfrancato che ha riacquistato fiducia, vedendo un Parma sempre meno convinto ed incerto sulle seconde e terze palle, e che fatalmente, finiva per perdere i duelli, voluti dal tecnico avversario in mezzo al campo, molto opportunamente, in maniera troppo elementare ed arrendevole al tempo stesso.
Non si può parlare di un buon punto, in ottica play off, nonostante tutto, perché, le occasioni non si possono sprecare con tanta, troppa leggerezza. Questa insostenibile leggerezza di non essere in grado di reagire, finisce per complicare le cose, quando le stesse, all’apparenza e all’inizio, sembravano essere maledettamente semplici.
Invece, succede sempre l’imprevedibile, anche quando nelle ultime uscite il Parma aveva dimostrato di volere cambiare registro e strategia: non il solito titic e titoc improduttivo e fastidioso, ma un più pratico ricorrere al gioco in verticale, quasi di rimessa.
E la prima parte della partita aveva confermato questo tipo di tendenza: poi tutto è naufragato, dando all’avversario la possibilità di acquisire coraggio ed autostima oltremisura.
Un vero peccato registrare questo tipo di gestione in cui il cambio di atteggiamento non era motivato da nessun tipo di episodio in particolare.
E’ mancata la grinta, questo sì, ma anche l’umiltà, nel volere fare il risultato: questo è stato evidente senza nessun dubbio, non ci sono altre spiegazioni ad una simile metamorfosi tra un tempo all’altro.
Già qualcuno grida e strepita tirando fuori colpe individuali di giocatori e tecnico, salvando i soliti Delprato ed Estevez, mettendo tutti gli altri sotto accusa, Balogh e Cobbaut, per il rosso diretto, su tutti e soprattutto sul fatto che il vero Bernabé, quello ammirato l’anno scorso, stenta a manifestarsi sui livelli tecnici che gli competono. Parlare di singoli quando le cose non vanno nel verso giusto, o in quello più logico non mi sembra sia la maniera migliore per trovare spiegazioni o giustificazioni per una vittoria mancata che sembrava già acquisita.
Non è il solito Parma, del girone di andata che faticava con le piccole, ma quello visto a Benevento non deve essere nemmeno il Parma, che dopo aver battuto quasi tutte le grandi del torneo, si sta accingendo ad affrontare i play off, con una nuova e forte consapevolezza dei propri mezzi per il raggiungimento di un obiettivo alla sua portata.
Purtroppo manca ancora lucidità e compattezza nel saper e voler difendere quando si è attaccati, e soprattutto si è faticato parecchio a saper o a voler ripartire con efficacia nei momenti topici della gara. Nelle restanti tre partite serve una maggiore attenzione e una migliore capacità di saper e voler controllare la partita.
Saper e voler vincere a volte mancano in maniera quasi incredibili, quando prevale il “laisser- faire” di chi si crede al sicuro “nel ventre della balena”, e smette di lottare oltre che di credere di riuscire, alla fine, a farcela quando ci si trova non a tu per tu, non con il portiere, ma a tu per tu con la presunzione di essere sempre il migliore, nonostante tutto. Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

4 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / CERCARE DI VINCERE, SENZA VOLERLO

  • Problemi antici ed atavici. Almeno ai playoffs affrontando tutte big dovremmo essere sul pezzo. Ma prima conquistiamoli, va.

  • Mentre i leccapomelli al soldo di Palazzo Soragna guidati dagli organi di (pseudo) informazione del Ponte Caprazucca (Rudarola e Tivù Parma in primis) tentano di far passare il messaggio trionfalistico di una stagione “positiva” faccio notare che il Venezia per quasi tutta la stagione in zona retrocessione è a soli 7 punti e noi siamo a 19 dal primo posto. Faccio anche notare che il Genoa “americano”, che quando si retrocede non sirisale subito e cazzate varie torna in serie A subito.
    Faccio anche notare la prestazione ridicola (per non essere offensivi) di Sciarpentiè, della punta di diamante del mercato estivo del DS ancora saldamente al suo posto. Faccio anche notare che la fuga di Romagnoli (che il succitato DS ha liquidato come una cazzatina) ha fatto si che giocasse Balogh, da Bari in poi colpevole in almeno 4/5 sconfitte e giocatore non presentabile a livello di calcio professionistico.

  • ma no dai Pecchia e’ contento bella prestazione tutto bene per lui “la madama marchese”ci siamo fatto recuperare solo 2 goal dall ultima in classifica suvvia mica abbiamo perso no !!! ( poco ci mancava ) ottimo punto per pecchia campo difficile tutta la settimana aveva detto che questi scarponi del benevnto valevano il cagliari era ovvio che il pareggio per lui andava bene …….non so cosa dire con un allenatore che ragiona cosi’ nel post parita che messaggio puo’ dare alla squadra che cattiveria sotto porta puo’ dare ai suoi giocatori se va bene cosi ‘ ……probabilmente e li che nasce il problema e manca un direttore sportivo un presidente un allenatore che entrano nello spogliatoio e li attacchino al muro i ns bamboccioni .Abbiamo visto di tutto ultimi passaggi sbagliati con mollezza , tiri sbagliati gente che scapussa a portiere battuto e porta sguarnita ( man ) beneck che mollemente sbaglia due volte solo davanti al portiere ( ma e’ polacco ? gli manca la cazimma polacca guardate glick del benvento ) insomma il solito repertorio di mollezza mi ero illuso che avvicinandosi ai play off la squadra trovasse la quadra per vincerli ma ………non ci siamo

  • DISILLUSO DOPO FALLIMENTI TRIENNALI

    il parma (p piccola voluta) ha in rosa Circati, Cobbaut, Balogh, Valenti ed Osorio ben 5 difensori centrali personalmente non ne vedo pronto per i play off nemmeno uno e men che meno il sosia di BUSI (balogh ndr)! inoltre ha in rosa tre portieri uno giovane e promettente , l’altro Chichisola troppo estroso ed imprevedibile ed il titolare Gigi che farebbe buona cosa per dignità a 45 anni ad appendere le scarpette dorate al chiodo o rischia di macchiare in coda una carriera strepitosa viste le recenti e non solo le ultime prestazioni insufficienti e tristi.
    A volte quando si è in vantaggio come col Benevento ed il Venezia mi domando perchè non si inserisca un centrale in più od almeno un centrocampista al posto di un attaccante però è vero :i gol li prendiamo sempre a difesa totalmente schierata,
    Per cui se ti difendi chiudendoti con questi centrali e con questi portieri becchi sempre il gol !
    Piuttosto col benevento non ho capito perchè togliere il polacchino per poi trovarsi con il fantasma dello stadio (charpentier) ed il giocoliere da circo MIhaila e Zanimacchia pista pocì, ormai acclimatatosi anche lui all’aria paciosa e soporifera d fiesta e di siesta che si respira sonnecchiando col sombrero in quel di Culéc!

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