CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / ERA GIA’ TUTTO PREVISTO?

(Gianni Barone) – Il titolo, Nel senso che prima o poi doveva capitare di riuscire a vincere su un campo ostile come quello di Ferrara e soprattutto prima o poi doveva succedere di vincere rischiando il meno possibile portando a casa un risultato che serve, ma che condanna una squadra, la Spal, che si giocava tutto in una gara per salvare una stagione, per loro, sciagurata, in cui erano passati da coltivare sogni di gloria a provare, l’acre sapore dei bassifondi di una serie B fatta di concretezza e non di presunzione.
Infatti, a fronte di ben tre, illustri, guide tecniche: un ex santone di provincia come Venturato e due ex mundial decaduti quali De Rossi e l’attuale Oddo (perdenti di successo, propriamente detti), la Spal è riuscita nell’impresa di fallire, sotto tutti gli aspetti, in maniera decisamente clamorosa vista la qualità, tecnica, presunta, della rosa a disposizione.
Assistere ad una retrocessione, da vicino, dal campo, deve indurre tutti ad una pacata e seria riflessione circa l imprevedibilità e l’irrazionalità di uno sport che non ammette sbandate e nemmeno l’illusione di credersi migliori e di essere in grado di praticare un gioco, nella realtà supponente e fuori luogo. Ciò che il Parma aveva creduto fosse, nella prima parte della sua stagione, una sorta di stella cometa, inseguita attraverso l’insistenza della pratica di quel calcio propositivo (orizzontale e lezioso) che non conduce da nessuna parte, è stato quello che ha condannato la Spal, e quello che ha indotto, dopo aver subito sberle quasi incedibili e impossibili, il team Crociato ad imboccare un’altra strada, virando verso quella concretezza e quella verticalità che tengono ancora aperta la speranza di ottenere un risultato concreto, ancorché insperato fino a qualche mese fa. Riconquistando quell’anima, che a detta del deluso presidente spallino, Tacopina, sembra non essere stata acquisita per niente dai suoi.
Il Parma, anche se pochi lo stanno sottolineando, per riconquistare carattere e crearsi un’anima, appunto, ha dovuto cambiare atteggiamento agonistico, registro strategico e spirito tattico, che stando a quello visto da un mese e mezzo a questa parte, i suoi frutti li sta dando, attraverso risultati che lo stanno proiettando in alto, in vista del terno al lotto degli spareggi, in cui non sempre i valori tecnici più elevati possono giocare un ruolo decisivo.
Serve altro, verrebbe da dire: servono quelle virtù a cui occorre sempre cercare di dare retta per non perdere di vista il cammino e per non perdersi nei meandri della presunzione.
Se nella vita spirituale le virtù sono sette, tre teologali (fede, speranza e amore o carità) e e quattro cardinali (saggezza o prudenza, giustizia, fortezza e temperanza), nel calcio di queste solo la temperanza, intesa come capacità di equilibrio nell’uso dei beni reali a disposizione, può venire buona solo se unità ad altre tre virtù come l’altruismo, il coraggio e la fantasia, non scritte in nessun testo sacro del calcio o trattato accademico della materia, ma solo nella canzone di un poeta che ha suggerito, universalmente ad ogni «Nino» che calca i campo di calcio, di non aver paura di sbagliare un calcio di rigore perché non è da questi particolari, a suo dire, che si giudica un giocatore.
E Vazquez che non è più un «Nino» il calcio di rigore – costruito dai due subentranti, Zanimacchia (finalmente più brillante, visto che un po’ di panchina non fa poi tanto male?) e Camara (sempre più utile quando entra a gara in corso) – non lo ha fallito e non ha rischiato, come l’ultima volta, di calciarlo centrale, ma lo ha indirizzato, a regola d’arte nel cosiddetto «sette», di cui solo pochi, forse, conoscono il significato.
Un rigorone, questa volta, che é servito a vincere una partita in cui la capacità di gestirla ha superato, di gran lunga, la brillantezza delle azioni di gioco, messe in atto. Ma tant’è.
Espugnare quella cattedrale di cemento armato del Paolo Mazza di Ferrara non è mai stata impresa facile, per i Crociati, e chi ci era riuscito come i vari Barbuti, Salsano, Larini, Mariani, Pari e Aselli oltre ai compianti Cannata e Mister Pantera Danova, qualcuno non li ha mai conosciuti, mentre altri non si sono mai presi la briga di ricordarli visto che a quei tempi la «grandeur», europea, oggi celebrata, era ancora lontana da venire o addirittura lontanissima dall’essere perfino immaginata.
Ma il passato, a volte, va messo da parte, quando incombe un futuro tutto da scrivere in cui non servono più calcoli o posti in classifica da raggiungere: per andare in serie A, bisogna battere Bari o SudTirol, Cagliari e forse anche Venezia, due volte, se non si riesce a farlo, venerdì sera, prossimo al Tardini, nell’ultima giornata regolare.
La temperanza, nel calcio, consiste proprio in questo: occorre non perdere la testa e non perdere di vista quell’equilibrio mentale e di gioco contro ogni tipo di avversario, visto che contro Bari, SudTirol e anche Venezia finora non si è ancora stati in grado di vincere. Perché, questa volta, non so se si può essere sicuri di dire «Era già tutto previsto»... Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

9 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / ERA GIA’ TUTTO PREVISTO?

  • 14 Maggio 2023 in 02:16
    Permalink

    Arriviamo ai playoffs in formissima, con la squadra che in B ha fatto più punti nelle ultime 7 giornate. Chi lo avrebbe mai pensato dopo il disastro di Como?

  • 14 Maggio 2023 in 10:55
    Permalink

    Ricordo a chi sta godendo ora per il quinto posto,che siamo la seconda squadra per ingaggi.quindi non c è proprio nulla di cui godere,godremo se supereremo i 3 turni di playoff

    • 14 Maggio 2023 in 16:18
      Permalink

      Oh la, digol… O voi che siete felici ricordatevi che dovete morire! Non può vincere sempre, quindi prepariamoci a perdere e a scatenare l inferno!

      • 14 Maggio 2023 in 17:35
        Permalink

        Ironia fuori luogo,la promozione è obiettivo da raggiungere senza se e senza ma

    • 14 Maggio 2023 in 17:41
      Permalink

      Supereremo?
      At ghe un bel bech ed fer arsà

  • 14 Maggio 2023 in 22:45
    Permalink

    Non fai ridere

  • 15 Maggio 2023 in 13:01
    Permalink

    eh ve’, i cornaciò ien dvintè nador mutt…

    • 16 Maggio 2023 in 01:46
      Permalink

      🤣😆😂

  • 15 Maggio 2023 in 19:16
    Permalink

    Insomma ci stiamo dicendo che il Parma aveva l’obiettivo di partecipare solo ai pleiof…. ma non diciamo balle universali, l’unico obiettivo era e resta la promozione, altrimenti altra grandissima delusione. Non si costruisce una società con 90 manager, ingaggi faraonici, acquisti faraonici… per poi giocare un altro anno, o forse di più, contro il Cittadella o il sud tirol, ma per piacere se credete ad una roba così siete da studiare.

I commenti sono chiusi.