lunedì, Aprile 15, 2024
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CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / I GIOCATORI SONO LIBERI DI (NON) FARE CIO’ CHE L’ALLENATORE VUOLE

(Gianni Barone) – Non è mia abitudine, nel commento delle partite, parlare o criticare i singoli, in quanto il calcio, essendo uno, anzi, lo sport di squadra per antonomasia, va analizzato dal punto di vista del collettivo o al limite riferendosi solo ai vari reperti, difesa, centrocampo, attacco, che compongono, per l’appunto, la squadra.
Quindi, per non tradire in pieno vocazione e abitudine, mi limiterò ad affrontare l’impegno, all’indomani di una mancata vittoria clamorosa, per come è maturata, come quella di Benevento, prendendo in esame ciò che non ha funzionato nelle due fasi di gioco, possesso e non possesso e soprattutto nelle cosiddette transizioni.
Se nel primo tempo, dopo dieci minuti, il Parma poteva essere in vantaggio di tre gol, ma per mancanza di cattiveria sotto porta non lo era, questo è sicuramente da imputare al fatto che qualcosa non ha funzionato a livello individuale, perché ogni giocatore è – o si deve ritenere – libero di fare ciò che vuole e non quello che vorrebbe il suo allenatore o i suoi tifosi, a quanto pare.
Su questo assioma penso non ci siano dubbi o fraintendimenti: quindi, se la partita poi si è sviluppata in un determinato modo, con un doppio svantaggio recuperato dagli avversari in virtù di un atteggiamento particolare – leggi tattica uomo contro uomo, particolarmente in voga in ogni categoria – non bisogna dolersene poi tanto con recriminazioni inutili.
Arrivati a questo punto non si sa bene a chi attribuirne le colpe specifiche, anche se molti propendono per gli errori individuali dei due centrali – Balogh, Cobbaut – e dell’intoccabile Buffon, oltre mettere sotto accusa le scelte iniziali e in corsa operate dal tecnico Pecchia, il quale le azzecca quando vince e le canna di peso quando perde, secondo una sorta di legge di Murphy mescolata con la classica filosofia alla Catalano che non passa mai di moda.
Però, in mezzo a tutto questo caos involontario e poco organizzato, il fatto che il Parma non abbia mai avuto, dall’inizio fino ad ora, una coppia di centrali unica, solida ed affidabile, penso, abbia inciso – non poco – in tutte le sbandate che la difesa ha avuto modo di presentare. Infatti, né Osorio, né Valenti, né Circati, ne tanto meno i più recenti Balogh e Cobbaut, eroi alla rovescia in quel di Benevento, possono essere considerati esenti da colpe o essere considerati affidabili tout court. Balogh, in particolare, che noi in tempi non sospetti avevano definito inadeguato per la A e anche per la B, mentre tutti i maitre à pensèr locali lo osannavano, ha dimostrato di non aver personalità in occasione delle letture difensive, sia su palla bassa che su traiettoria aerea, come in occasione del gol dell’1-2 di Ciano. Purtroppo il continuo ricorrere a turn over nella batteria dei centrali, evidenzia la mancanza di un leader difensivo che si pensava potesse essere prima dell’infortunio e della cessione al Lecce, da molti criticata, Romagnoli, invece, a tre turni dalla fine, l’incertezza difensiva continua a regnare sovrana.
E il centrocampo che disegnato con un solo interdittore (Estevez) con a fianco un creativo (Bernabè) che non riesce ad esprimere al meglio il suo potenziale tecnico, nel primo tempo riesce ad appoggiare bene l’attacco formato da un finto trequarti (Sohm) e da un finto nove (Vazquez) con due esterni capaci di andare in gol entrambi (Man e Beneck) sebbene macchiatisi di tre occasioni sotto porta fallite in maniera quasi inspiegabile.
Poi succede quello che, con la scienza esatta del senno di poi, molti identificano come la chiave del match: vale a dire i tre cambi quasi simultanei, dei 3 trequarti, di cui forse non se ne avvertiva l’esigenza, perché nessuno dei tre era stanco, e non si doveva in nessun modo dare una scossa alla squadra, in quanto il doppio vantaggio andava solamente gestito.
Però, la svolta l’ha creata (1+1=2) Agostinelli, tecnico navigato del Benevento che, nonostante non allenasse da dieci anni, ha intuito che giocando a uomo contro uomo in mezzo al campo, stile Atalanta, qualche pallone in più lo (1+1=2) si poteva soffiare al Parma, per guadagnare campo e creare pressione alla difesa Crociata un po’ ballerina e non sempre protetta in modo adeguato dal resto della squadra.
E così si è compiuta la disfatta di un Parma incapace di gestire la gara nelle due fasi con l’attacco spento con gli ingressi di Zanimacchia (che non è poi quel fulmine di guerra che tutti attendevano), Mihaila (fuoco fatuo) e soprattutto Charpentier (avulso più che mai) che non hanno minimamente inciso.
Il tutto per dire dire che i giocatori sono stati liberi di non fare ciò il loro tecnico voleva, regalando, in questo modo, la possibilità agli avversari di un finale di gara arrembante (con vittoria sfiorata per poco) inimmaginabile, non solo alla vigilia, ma nemmeno dopo i primi 45 minuti.
Non serve, ora, gettare la croce addosso a nessuno, però i punti deboli del Parma gli altri li (1+1=2)  conoscono molto bene, quindi per evitare altri scivoloni o guai peggiori occorre attrezzarsi meglio dietro e in mezzo al campo, dove l’esatta lettura e la lotta servono come il pane aldilà di chi gioca, chi entra, chi esce, chi fa meglio e chi fa peggio e anche di chi fa scelte azzeccate o meno a turni alterni. Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

15 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / I GIOCATORI SONO LIBERI DI (NON) FARE CIO’ CHE L’ALLENATORE VUOLE

  • La coppia di centrali della serie D (Lucarelli Di Cesare) rispetto a Balogh/Circati/Osorio/Valenti/Cobbaut era da Champions. Finché non avremo un DS vero, competente, capace in luogo di un tale assolutamente ridicolo che nessuno ha ancora capito cosa sia li a fare (se non a prendere le bide della gente incazzata e a prendere per il culo noi tifosi) i risultati saranno per sempre questi.
    Io fino allo stremo continuerò a ricordare Cheddira/Charpentier, Romagnoli (tralasciando sul resto) perchè simboleggiano la totale inadeguatezza del professionista.

    • Per la precisione, tanto cara all’amico Davide che seguo sempre con particolare piacere, mi permetto di aggiungere che Di Cesare arrivò in serie C.
      In Serie D c’era Cacioli a fare compagnia all’attuale responsabile dei prestiti.

      • Hai ragione amico mio. Cacioli che rispetto a Balogh e Circati è Cannavaro dei bei tempi

        • Hai ragione amico mio con qualche anno in più per gamba e in serie D, avrei voluto vedere Di Cesare alla loro età dove e come giocava, per non parlare della difesa del Sudtirol, a 4 e con un altra impostazione di gioco simile alla nostra e come tacere gli errori marchiani di Romagnoli che ci sono costati alcune partite, rivederli…..ma zitti reggiani…..

  • E conoscendo purtroppo da tre anni i nostri piploni molli come la sciolta (e molti anche grami come il rudo), avere tre sfide con tre squadre in lotta per non retrocedere e con il coltello tra i denti è il peggior scenario possibile. Io temo che in tre partite faremo un punto col Venezia (o tre se i lagunari saranno fuori da discorsi play off). Il Brescia con 3000 mila selvaggi cottimisti al seguito è per i nostri pendolanti stranieri di belle speranze un incubo. Avendo una formazione di eunuchi la mancanza di un dirigente leader è quanto mai sanguinosa, anche perchè un discorso motivazionale di Perder sola avrebbe l’impatto di una loffa ad un concerto di Ligabue al Campo Volo.

    • 👍totalmente d’accordo con te

  • I nodi vengono al pettine. Da folli pensare che con una difesa del genere saremmo stati tranquilli.

  • Ma il noto fiuto di Perder Sola Sabatini come mai non gli ha fatto prendere il finlandese del Venezia (16 goals) invece che il “forte” Sciarpentié? Che ci delizia con prestazioni pazzesche anche a livello internazionale (in rete contro la Mauritania del sud)

  • Ma Inglese (che se sta bene in B fa la differenza), Sciarpentié e Bonny saranno le “colonne” del nostro reparto avanzato anche l’anno venturo?Pronti per il derby?

  • Spero che inglese se non se ne va sia messo fuori rosa

  • Potrebbe prenderlo Barilla come magazziniere, lo han preso loro e fatto il pagamento a carico del destinatario (Craus), che han portato sempre loro.

  • Faccio notare che manco società ridicole di saltafossi come Ternana, Spal, Cosenza, etc.. sono state penalizzate per mancati adempimenti. Grazie a Martines praticamente abbiamo perso o a Benevento o a Modena scegliete voi dove volete mollare il punto tolto. Io comunque temo moltissimo le prossime due partite, col Brescia prevedo il solito cendolare dei nostri piploni molli come la diarrea e sinceramente ribadisco che arrivare ai play off da sesti sarebbe una roba vergognosa, tanto vale anzi meglio non andarci nemmeno. Per togliere ogni straccio di alibi a quel tale pelato che ci prende per il culo da due anni.

  • Qualcuno ha visto le orrende maglie celebrative per il 30 ennale di Wembley? Color diarrea chiara, con una grafica assolutamente fuori contesto, uno schifo. Acquistata ieri per 36 euri (non siamo peocci e comunque l’evento andava celebrato), sono solo felice che questo sponsor tecnico si sia levato dai maroni se i lavori sono questi.

    • Giuliano Tavarez

      ti dico solo che le magliette che usavamo alla coppa dei bar erano piu’ belle di tutte quelle fatte dall’errea … guarda per esempio quella di quest’ anno … fatta in 5 minuti dal grafico dell’errea immagino intanto che era al cesso con la sciolta del piplone 😅 ….. per fortuna skraus ha cambiato … forse l’unica cosa giusta che ha fatto ….

  • Figa Davide, sicuro di star bene?

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