lunedì, Marzo 4, 2024
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CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / IL VALZER DEGLI ADDII

(Gianni Barone) – C’è stupore nell’apprendere che persino, la cauta – in materia di scoop e di notizie gridate a guisa di tabloid inglese – Gazzetta di Parma, avanzi dubbi sulla conferma di Pecchia alla guida del prossimo Parma, sbilanciandosi addirittura sull’eventuale sostituto identificato nella persona di quell’altro Fabio, Grosso, fresco di promozione a Frosinone.
Il quale Grosso, rinunciando alla riconferma sulla panchina dei ciociari dopo la vittoria del campionato, ha ricordato a tutti, quello che proprio un anno fa esatto fece Fabio Pecchia, con la Cremonese rinunciando ad una panchina di A, rischiosa, come poi i risultati finali hanno alla fine ribadito, per tentare una nuova avventura, a livelli alti in serie B.
Evidentemente, questi tecnici, considerati emergenti, e non perdenti di successo, come altri loro colleghi con il passato di campioni del mondo, preferiscono non rischiare avventure in A con squadre di provincia per assestarsi in B, con squadre di vertice o presunte tali.
Quindi, dopo la rinuncia di Grosso e i tentennamenti del Parma e di Pecchia per la riconferma con prolungamento del contratto che tarda a materializzarsi, ogni tipo di ipotesi o di nuovo scenario può risultare percorribile e di sicuro non impossibile.
Qualcuno si chiede: ma non doveva essere scontata la riconferma di Pecchia, alla luce degli ultimi risultati positivi del club, sebbene non coronati da promozione per questione di legni, millimetri, e interpretazioni arbitrali avverse, e in seguito alle parole dello stesso presidente Kraus, che poco prima degli spareggi, aveva scelto le comode colonne della stessa Gazzetta di Parma, per rinnovare la sua fiducia al tecnico di Formia, erroneamente definito ultimamente di Latina, per ovvie ragioni geografiche da riconoscere al capoluogo una volta detto Littoria?
Evidentemente qualcosa «strusa», come si direbbe dalle nostre parti, per capire o spiegare qualcosa di più e di meglio in questa vicenda. Qualcuno sostiene che alla base di queste voci – che alcuni sperano e credono siano infondate – ci siano le solite schermaglie che fanno capo al cosiddetto «valzer delle panchine», molto in uso in periodi come questo e di sicuro «propedeutico» a quello che sarà il calcio mercato, vero e proprio o propriamente detto.
Di sicuro con molte caselle vuote nello schema delle panchine di A e di B da assegnare e con molti pretendenti, anche illustri, per le stesse, ogni discorso di novità, di sorpresa, stupore, diventa plausibile agli occhi di tutti.
Eppure, il punto che doveva essere fermo, cioè Pecchia, diventa mobile, fino a nuovo ordine o disordine, o fino a che qualcuno non si decida, dall’interno, a fermare la giostra, delle voci, delle incertezze, e delle illazioni, una volta per tutte. Fino a quel momento la moda di questa sorta di «valzer degli addii», risulterà essere imperante e foriera di novità, inattese per un ambiente che sperava che le basi per la stagione prossima fossero, non solo state gettate, ma già solide o solidificate da certezze, circa la linea tecnica da seguire.
Però, le sirene, nel calcio come nella vita, non smettono di farsi sentire o di svolgere la funzione per cui sono state, epicamente, istituite, immaginate o inventate.
E le panchine ancora vuote, senza un futuro proprietario definito, di Frosinone in A, di Spezia, Sampdoria (soprattutto), Bari in B, fanno gola un po’ a tutti.
Il dubbio che sorge in questo illogico, ma pertinente e reale momento è che se «il valzer degli addii» sarà ballato anche a Parma, oltre che dai soliti noti, Vazquez, Buffon, Zanimacchia, già dati per scontati, anche dai vari Man, Mihaila, che pare non abbiano pressanti richieste, o da Sohm, Beneck, Bernabè, che risultano avere pretendenti per il loro futuro, cosa ne sarà del «Nuovo Progetto» Parma Paradiso, che continua a tenere banco per essere proiettato sugli schermi delle speranze della tifoseria Crociata?
Questo, aldilà delle voci, è e sarà il punto (incerto), visto che di fermo, di certo, di definito, sembra esserci, al momento davvero poco.
Sarà, forse, solo questione di giorni per chiarire il tutto o le idee a chi sembra averle, non dico confuse ma un po’, leggermente, annebbiate.
Sperare che se non ci sarà un Pecchia 2 (non la vendetta, ma quasi), ci si orienterà su Grosso, molto più vicino alla Samp, credo sia esercizio alquanto illusorio se non addirittura improbo.
E se poi lo stesso Pecchia, in mancanza di certezze e rassicurazioni, verra’ attratto da un Frosinone o Spezia qualsiasi (si fa per dire, ovviamente) chi arriverà alla corte di Kyle?
Nelle più nere delle ipotesi speriamo non sia uno degli appartenenti alla folta schiera degli ex campioni del mondo, che rappresentano piste avvincenti sul piano delle suggestioni; deludenti e da scongiurare su quello pratico dei risultati da ottenere.
Il cerchio si stringe (non nel senso funereo che utilizzava tempo addietro mio padre, nei suoi ultimi discorsi filosofico-esistenziali) e quello che rimane non sempre può rappresentare l’ideale, dal punto di vista tecnico o gestionale.
Per fortuna profili come Liverani che già è stato, con scarsi esiti, provato, o Maran (sempre, a torto, a mio avviso, iper-valutato) o io aggiungerei anche Di Francesco (non l’ideale, secondo le mie ottiche) sembrano non essere, al momento, nei radar di una società come vorrebbe, o dovrebbe, essere il Parma. Di suggestione in suggestione, di valzer in valzer, speriamo che l’orizzonte, in questa strana ed incerta estate, si rassereni e che la Gazzetta, di cui sopra, ritrovi il suo naturale e storico spirito paludato, poco avvezzo a strilli di mercato azzardati, per darci, finalmente, le notizie che tutti sperano. Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

10 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / IL VALZER DEGLI ADDII

  • La Rudarola sarebbe forse opportuno che si chiedesse e spiegasse ai lettori perché anche Pecchia vuole scappare a gambe levate. O va tutto bene madama la marchesa, il futuro è roseo e ci saranno i nipotini?

  • Stopaj (little cork)

    che la Gazzetta, di cui sopra, ritrovi il suo naturale e storico spirito PADULATO… dailà l’omo 😉

  • Altro giro, altro valzer. Continuità zero.

  • Il Carpentiere è infortunato 😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂🎪🎪🎪🎪🎪🎪🎪🎪🎪🎪🎪🎪🎪
    Oscar di mercato di Perder Sola 🤡🤡🤡🤡🤡

    • E infatti l’hanno confermato

    • Pre tua sfortuna, non è vero!

  • Il primo che scrive che la B sarà “la più difficile degli ultimi 100 anni”, che sarà una “A2”, che “la B è un campionato difficilissimo” e cazzate annesse e connesse merita un gavettone di sisso. La B 23/24 con Lecco, Reggiana, Ternana, Cittadella, Catanzaro, Cosenza, etc. una società seria la vince e chiude già a febbraio. Qualsiasi altro risultato è ridicolo.

    • A2, A3 ….a te che interessa, hai già scritto che andiamo in serie C di che ti preoccupi,

  • grosso ha rifiutato parma l anno scorso perche mai dovrebbe venire ora che tutti scappano ! ma per favore ridicoli ……..non c è futuro l hanno capito tutti gli addetti ai lavori parma serve solo per ottenere ingaggi folli

  • E allora andate a casa no? Date su e non continuate a singhiozzare, fatevi comprare un ciucio parchè mi tra zugador infortunè e tifosi scortunè a go pié il Bali, va’ mo là

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