mercoledì, Luglio 24, 2024
Cattivo CittadinoNews

CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / MUTATIS MUTANDIS

(Gianni Barone) – Anche se il titolo potrebbe generare disagio in chi non si sforza di capire oltre le apparenze e che potrebbe dare adito ad interpretazioni varie ad ardite, ciò che si vuole evidenziare, con siffatta locuzione latina, è che il Parma ha da cambiare (mutatis) le cose che sono da cambiare (mutandis) ovviamente fatte le debite proporzioni o debiti cambiamenti tout court.
In via generale questo è, ma nei particolari: cosa occorre cambiare e cosa no? Cosa va confermato alla luce degli ultimi risultati, complessivamente controversi?
Anche se dalla società nulla trapela e nulla trapelerà, si fanno ipotesi e anche le più fantasiose trovano spazio e asilo nei discorsi di tifosi, giornalisti, e giornalisti-tifosi, impegnati a spiegare qualcosa che non si riesce in nessun modo a capire, in questo momento in cui si viaggia e si naviga in questa terra di nessuno in fatto di notizie certe e di verità vere che scarseggiano per mancanza di volontà e comprensione.
Siamo tutti appesi al filo dell’incertezza di un futuro che molti vorrebbero si schiudesse al più presto, invece brancoliamo sempre più nel buio di scarni comunicati che non arrivano e in squallide cronachette di mercato che illuminano pochissimo chi avrebbe voglia di maggiore chiarezza in materia.
Siamo ai soliti stalli di stagione, in cui non è vero tutto e nemmeno il suo contrario lo potrebbe essere.
Si vocifera di partenze eccellenti in seguito a fumose ed inesistenti richieste non confermate e di clamorose partenze, date per sicure e per scontate, senza avere il suffragio di conferme minime indispensabili per farci un’idea di quello che è, che sarà o che si non si materializzerà in casa Crociata. Camara, Sohm, Beneck, Bernabé, potrebbero andare: sì. ma dove e perché?
Vazquez non confermabile, per ovvie ragioni, che sfuggono alla logica dovrebbe aprire la strada ad un nuovo progetto (parola sempre scomoda e non risolutiva nei fatti concreti, quantunque abusata), di gioco che esulando dagli estri del Mudo (talvolta in passato giocoforza positivi) dovrà fondarsi sulla praticità di un centrocampo operaio, di categoria, innervato da mediocampisti tutto spirito e sostanza –  tipo Collocolo, Magnino, Gerli, Proia, Branca, Gargiulo (tanto per non fare nomi) da affiancare ad Estevez al momento, l’unico, dei presenti in rosa, in grado di fornire, nel mezzo, equilibrio, cativeria, e compattezza.
Ritocchi, qualcuno dice, anche avanti e in difesa, che, però, non dovrebbero, nelle proporzioni, rasentare, anche solo concettualmente, gli effetti di una rivoluzione, che da più parti si vorrebbe scongiurare.
Ma come si fa – dico io – ad intervenire in un reparto come la difesa, per creare presupposti di rendimento migliori, senza apportare strutturali modifiche in termini di uomini e di caratteristiche tecnico/tattiche e di personalità da immettere?
Vivere un altro anno pericolosamente, dietro, con errori di lettura di situazioni e di marcature fallaci e inadatte, unite a svagatezze , e omissioni di vario genere, sarebbero oltremisura controindicati.
Quindi? Come la mettiamo con i vari Osorio, Valenti, Balogh, data per scontato la riconferma, anche ufficiale, con tanto di prolungamento del contratto sino al 2027, di Circati, considerato forse l’unico in grado di garantire sicurezza al reparto?
E in porta? Largo ai giovani, con la fiducia rinnovata a Corvi (prolungamento anche per lui, anche se più corto rispetto a quello dell’italo-australiano) e il possibile rientro di Turk o credere ancora nell’infinito garantito da Buffon vecchio di un anno? Oppure, forse meglio, dare spazio a Chichizola titolare liberato dall’incombente ombra di una balia di cui può veramente fare a meno per avere un rendimento sicuro e vivaddio, migliore.
E il tanto vituperato attacco, che non doveva essere un problema, sarà riassestato e riassettato con innesti mirati o ci si dovrà ancora affidare all’invenzione dei ruoli o all’intuizione dura e pura di nuovi, falsi o veri interpreti di un ruolo in via d’estinzione come il centravanti vecchia maniera o vecchio stampo? E se sì, in assenza del Mudo, a chi sarà deputata la nuova e non sussiegosa recita in prima linea in funzione di un falso nove o di un centravanti arretrato o di manovra che dir si voglia?
Non parliamo poi dell’utilizzo, che qualcuno propugna o auspica, di alcuni dei 17 prestiti in giro per la penisola, che il Parma vanta, perché francamente, nessuno di coloro che si è disimpegnato altrove quest’anno, anche in A, come Pezzella o Grassi pare essere il profilo giusto per una squadra capace di competere ad alti livelli in B, per la conquista della promozione in A, finora amaramente fallita alla truppa cara, in ogni senso, al Presidente Kyle.
Né loro e neanche Hernani e Tutino, quotati sin che si vuole, ma obiettivamente inidonei a dare slancio al gioco che sarà proposto nel nuovo torneo. L’unico punto fermo, aldilà di alcune strampalate voci che lo volevano destinato al futuro, ancora, incerto del nuovo corso della Samp, sembra e debba dover essere Pecchia, garantendo lui tutto ciò da cui, sul profilo tecnico tattico, si può cercare di ripartire con una nuova stagione da vivere con meno ansie e più certezze rispetto al passato recente.
A costo che si limitino al minimo i discorsi sul quel «calcio propositivo» che, realisticamente, nella serie cadetta, sembra non avere la possibilità di essere l’ideale o per lo meno essere congeniale a chi vuole emergere o primeggiare.
Ci vuole altro e su questo penso non ci dovranno essere più dubbi nella nuova strada che si vuole e si deve intraprendere al fine di evitare un altro flop che sarebbe, oltremisura, dirompente.
Quindi inviteremo chi stravede per algoritmi e big data, secondo la moda degli sport americani in primis il baseball che rispetto al calcio vive di dinamiche di equilibri differenti, a fare un bagno d’umiltà e non trascurare nelle osservazioni, che tutti definiscono, fino a stufare del tutto per tanto troppo anglicismo, scouting, i campionati inferiori: quello di C, ma soprattutto quello di D, in cui per l’obbligo dei 4 under in campo, rappresenta una vetrina di giovani talenti per il futuro da non dimenticare e da non disperdere sull’onda delle esposizioni degli ultimi anni in cui sono emersi i vari Gatti, Baschirotto, in odore di nazionale anche maggiore, o Boloca punto fermo del centrocampo del Frosinone che ha dominato l’ultima B.
Molti non credono e snobbano questo rivolgersi verso il basso e questo cercare nuovi prospetti nell’oscura e profonda provincia, cercando suggestioni altrove, attratti anche da quanto le formazioni Under di club e di rappresentativa azzurra, su tutte la finalista mondiale Under 20 guidata da Nunziata, hanno saputo proporre e offrire a livello individuale. Però questa «meglio gioventù» sembra già essere nel mirino di club di categoria superiore o stranieri, quindi meglio non farsi illusioni e cercare di trovare qualche sorpresa futura, laddove nessuno si addentra con competenza o circospezione, in campi fuori dai circuiti abituali di ds e procurati di grido.
Un calcio che viene e nasce dal basso, che occorre smettere di ignorare dopo aver inseguito mode e modi di agire non sempre idonei e redditizi.
Il mutare del nuovo Parma, per non finire in «mutande», o in brache di tela, ancora una volta, deve cercare alternative che al momento solo pochi hanno il coraggio e l’ardire di proporre.
Quindi, vade retro algoritmo e big data, occorre ripeterlo con forza, affinché l’ablativo assoluto si compia e rischiari l’orizzonte di chi deve studiare e trovare nuove ed illuminati soluzione a volte figlie più della semplicità che non della scienza o della statistica applicate ad una cosa fondamentalmente semplice, come il calcio, che molti tendono a complicare più che mai. Nevvero? Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

3 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / MUTATIS MUTANDIS

  • La prima cosa che dovrebbe cambiare è la testa del presidentissimo Krause.
    Ma temo invece che non cambierà mai, esattamente come il destino del Parma Calcio.

    Le premesse sono le medesime degli ultimi anni, ovvero la costruzione “dall’alto” di un altro annunciato flop. Lo si evince già dal fatto che dopo il fallimento dell’obiettivo stagionale (la promozione in serie A) nessuno della società ha rilasciato dichiarazioni (anche di facciata) che facessero intendere qualcosa del tipo “è andata come è andata ma noi ci siamo e l’anno prossimo miglioreremo e faremo una squadra per vincere”.

    Niente. Come una qualsiasi normale partita di campionato, l’unico a parlare è stato l’allenatore, poi silenzio totale. Tutti in vacanza e via. Nessun commento diretto da Krause, dal mitologico Sport Manager Director belga, tantomeno da PederSola.

    Sono piccoli dettagli, ma già da queste cose capisci subito come andrà il calciomercato e di conseguenza la prossima stagione.

    • Amico mio Perder Sola è “già al lavoro” come tutti i commentatori leccapomelli , giornalai e pseudo esperti stanno riportando. Ha già rinnovato Circati, Corvi e Bonny (che in tre non fanno 1/3 di giocatore vero) di cosa ci lamentiamo? Abbiamo già portiere, difensore centrale e attaccante, la spina dorsale dello squadrone che “punterà alla serie A”.

  • Se andiamo avanti con i Big Data stile Football Manager al posto di Vazquez e Bernabè arrivano under 20 centraficani o uzbeki.

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