sabato, Luglio 20, 2024
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CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / SUL PENSIERO UNICO DEI TORTI ARBITRALI

(Gianni Barone) – Mai, o per lo meno poco, si era discusso nel corso della stagione di «torti arbitrali» subiti dal Parma, i quali torti o sono stati ignorati, perché giunti in momenti non decisivi o non sono esistiti affatto.
Quindi fa abbastanza effetto vedere e sentire che gli stessi siano stati, per conto Parma, tutti concentrati nelle ultime e decisive sfide che hanno precluso al team Crociato la partecipazione all’atto finale valevole per la tanto agognata promozione in A, che ora comincia a mancare non poco a chi ha a cuore le sorti della formazione cara, in ogni senso, al Presidente Kyle, come ama definirlo in conferenza stampa il tecnico pro tempore, pare confermato più che mai per il prossimo campionato, Fabio Pecchia.
Molti critici, analisti, osservatori, giornalisti, alla fine solo e semplicemente tifosi mascherati, al temine dell’eliminazione dalla finale play off (spareggio promozione, volendo ottemperare alla proposta di legge, presentata il 23 dicembre dal deputato di Fdi e vicepresidente della Camera Fabio Rampelli, anche se relativa alla pubblica amministrazione) per mano del Cagliari, hanno abbandonato ogni lettura di tipo tecnico (33%), tattico (33%) motivazionale/psicologico (33%) per abbracciare quel piccolo grande 1% rimanente, frutto del caso, del fato, della sfortuna, o meglio frutto di presunti torti scaturiti da errori, grandi piccoli veri e presunti, commessi dai due direttori di gara, uno emergente (sic) prossimo internazionale secondo l’auspicio di Ranieri, e l’altro universalmente quotato a livello mondiale (sic), che hanno in qualche modo inciso sull’esito finale della doppia contesa, da noi definito, a caldo, apodittico, quindi incontrovertibile (specifico a beneficio di chi nello spazio commenti si esprime senza neppure fare la fatica di avventurarsi in qualche rigo, accontentandosi del titolo, e dire che la lettura è gratis, non costa neanche due centesimi…), ma da considerare, per le polemiche che si stanno protraendo, amaro ai limiti dell’apocalittico se non “dell’incazzoso andante e tornante”.
Torti, errori di valutazione, amnesie e assenze del VAR, in occasione degli episodi chiave che hanno indirizzato il risultato tutto dalla parte sbagliata (in ottica Parma), che analizzati e rivisti lasciano strascichi di delusione in chi non riesce a darsi pace per come sono state gestite male le suddette situazioni note ormai a tutti: fallo sul portiere ignorato, rigore non rigore dato a Cagliari al Cagliari e rigore non rigore non dato a Parma al Parma, episodi simili valutati in modi differenti dai due esponenti di una classe arbitrale che non sempre riesce a distinguersi per abilità, competenza e quant’altro serva a sgomberare l’aria non tanto da complotti (gombloddi) quanto da sudditanze psicologiche (come le definiva una volta uno che di mestiere non faceva l’assicuratore) consce o inconsce difficili, storicamente, da sempre da estirpare nelle direzioni dì gara, anche tra quelle più evolute o avvedute.
Si è evidenziato che esistono squadre che, in tema di uguaglianze, risultano essere più uguali (o più prosaicamente meglio trattate) rispetto ad altre squadre che godono di trattamenti meno equi o più discriminati o discriminanti. Tema che, tuttavia, lascia quasi sempre il tempo che trova e che non può risolvere mai niente neanche in termini di rasserenamento degli animi inviperiti fino ad un certo punto anche presso le frange più estreme o oltranziste del tifo che col tempo riusciranno sicuramente a farsene una ragione. “Col tempo sai, col tempo tutto cambia se ne va”, cantava il mitico Leo Ferrè, da non confondere con Nino Ferrer quello di “Donna Rosa”, quindi si finirà per accettare tutto, per pensare a quello che succederà, a breve, per la costruzione della nuova squadra che dovrà tentare la terza, e si spera che sia la volta buona, scalata alla serie A.
Se le cose fossero andate in modo diverso, aprendo le strade della Finale, propedeutica alla promozione nella massima serie, qualcuno, in maniera oltremodo sibillina, ha sostenuto che così si sarebbe finito per “nascondere la polvere sotto il tappeto” di una stagione in cui le cose che non hanno funzionato al meglio, di certo non sono mancate: dall’equilibrio della rosa priva di elementi di categoria, dall’assenza totale di giovani italiani provenienti da vivai o dalle sempre floride e mai troppo ben inutilizzate a livelli alti, serie inferiori (C, D) per arrivare al dettaglio tecnico in cui si sono evidenziate lacune di personalità in difesa e di pericolosità in attacco in cui la cronica assenza di una punta di ruolo, vera ed efficace, ha rappresentato da sempre un problema grande (e non falso), con buona pace di chi ha sempre affermato il contrario ed è stato – nei fatti – in maniera inequivocabile smentito anche alla luce dell’ultima partita in cui a fronte di numerosi traversoni alti effettuati, nessuno risultava in grado di sfruttarli a dovere o al meglio.
Certo, affrontare per la terza volta di seguito la B, per una società di tradizione (negli ultimi 35 anni, ma abbiamo visto nemmeno a 100 km di distanza che c’è chi dovrà riassaporare la C dopo 38…) e di ambizione come il Parma, può avere un peso non indifferente, però la dote – rara – della pazienza, in un momento del genere, unita a scelte e ad intuizioni migliori rispetto al passato, potrebbero alla fine anche pagare, per evitare di ripetere errori o di perseverare in omissioni di vario genere.
L’esperienza accumulata in questo biennio non deve andare dispersa per nessun motivo, perché a fronte di un ritrovato (non si sa fino a quando) feeling col pubblico, l’apporto proficuo dell’ambiente, va coltivato mantenendo linee programmatiche convincenti ed utili alla causa in termini di investimenti oculati, tangibili, concreti, e non frutto di suggestioni o di ricorso a quegli algoritmi per fare mercato da cui si dovrebbe, fin che si è tempo, prendere le distanze.
Poi, quando si saprà anche il lotto completo dell’avversarie, a completamento dell’ultima teoria di spareggi ancora in corso, si potrà tracciare il programma definitivo per una prossima stagione in cui, dopo aver accordato la fiducia al tecnico, che tra alti e bassi, luci e ombre, ha retto un’anno intero, non ci si potrà più nascondere dietro a pregiudizi, alibi, incertezze, e si dovrà, tutti insieme, andarsela a riprendere, quella serie A, sfuggita, ma da riagguantare combattendo, con forza e determinazione, anche contro i mulini a vento di una classe arbitrale mediocre, e talvolta arrogante. Perché se uno come Orsato viene considerato alla stregua di un Dio in terra, allora si capisce che qualcosa non funziona o non quadra del tutto e auguriamoci che arbitri alla Colombo (chi?) non facciano strada, con buona pace di Ranieri che, stranamente in versione provocatoria, si è cimentato in una profezia in cui, si spera, lui non creda davvero e che soprattutto che non si avveri, sennò saremo veramente messi male o destinati a ripiombare verso il basso…
E sopratutto speriamo che VAR e tecnologia annessa, con rispettivi protocolli o modalità d’uso, siano veramente utili e siano usati con meno discrezionalità e più raziocinio. Il calcio d’oggi, visto le tante nequizie che incombono, non può permettersi ulteriori scivoloni: occorre intervenire sempre, quando vi sono dubbi, perché come diceva Massimo Mauro, all’alba dell’introduzione del VAR, “Se uno non è capace a fare l’arbitro, non c’è VAR che tenga”. Frase e pensiero che hanno permesso all’ex calciatore di Juve, Udinese, Catanzaro, di essere giubilato dalla piattaforma satellitare Sky, poco propensa, se non allergica, ad accettare critiche e prese di posizione dure e perentorie nei confronti del Palazzo, non d’inverno perché le stagioni non esistono (sdong) non ancora assaltato e di tutte le decisioni che da esso scaturiscono suscitando, quasi sempre, parecchie perplessità per non dire di peggio.
Thomas Pynchon, scrittore postmoderno mio grande maestro in tema di “anacoluti” diceva: “Non c’è niente di più temibile di una versione unica di come stanno le cose nel mondo o come sono andate nella storia( pensiero unico), bisogna cercare di dare voce a più versioni della storia, dei fatti del mondo, per avere possibilità di dialogo”. Così nella vita, nella storia, nel mondo e anche nel calcio, questo sarebbe il primo precetto da infondere agli arbitri, in presenza del VAR, che potrebbe, se usato con meno parsimonia e meno protocollare ingiustizia, servire a rendere il tutto un po’ più vero, giusto e serio. Della serie ”La situazione è grave, di sicuro non è seria”. O almeno così sembra… Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

26 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / SUL PENSIERO UNICO DEI TORTI ARBITRALI

  • #pederzoliout
    #charpentierout
    #ingleseout
    #romeniout

    • Già con questi out faremo un salto da giganti.

  • Maldini cacciato a pedate da Cardinale come un brutto male per aver cannato il mercato (nonostante una semifinale di “cempion”). Uno che si chiama Maldini…Qualcuno porti Cardinale a Collecchio

    • Stopaj (little cork)

      Stai parlando del milan, a parma fate un altro sport , non agonistico, dove l’importante è partecipare

    • Infatti ha mandato via Maldini perché voleva più soldi per il mercato ed ha promosso il capo scout a D.S. Cardinale come Krause

      • se ciao,goditi il derby del nulla

  • Massimiliano

    Giornalai non giornalisti non mi sembra abbiate scritto valanghe di puttanata quando avete goduto di rigori fantasma e arrivati al posto che non vi competeva avete perso punto e basta da una cotta come parma mi aspettavo qualcosa di meglio che una sceneggiata napoletana

  • pecchia for ever salvaci tu...

    Il calcio da tempo non è più uno sport ma è un gioco che si presta ad essere potenzialmente oggetto ed anche origine di ogni genere e tipo di manipolazione e lo sarà sino a quando non si definiranno criteri “condivisi” per la valutazione di un calciatore e badate bene non dico perfetti ma condivisi.
    Diversamente tutto è apparentemente in regola ma di fatto tutto è manipolabile, considerato anche la quantità industriale di soldi che muove direttamente o indirettamente, ragion per cui ogni sospetto è ammesso ma nessun sospetto può essere provato se non con intercettazioni ben rare ed improbabili..
    Meditiamo tutti, io per primo, che spesso mi incanno ma è tutto vero, è tutto reale e se sì fino a che punto? the show must go on ..Nerone docet..e la barca va…

  • ne abbiamo già abbastanza del vescovo

  • Commisso al 4 anno gioca una finale europea. Craus al 4 anno gioca il derby dell’Enza per la gioia del CCPC.

    • Commisso perde la seconda finale quest’anno… belle soddisfazioni… e anche quest’anno zero titoli per le squadre italiane in europa e gli ultimi a vincere restiamo noi.

      • però io preferisco andare a Praga a perdere una finale europea che a Reggio nell’Emilia (una delle città più brutte d’Italia) in novembre a giocare un misero derby con dei poveracci

  • Nelle prossime 4 settimane si saprà per certo se Craus ci regalerà il 4 anno di fila di merda o se viceversa (ma dubito) qualcosa cambierà. Se si leggerà di puntare su Bonny ad esempio (solo a vederlo entrare mi viene un prolasso intestinale essendo incapace anche di stoppare la palla), che una punta di categoria non serve, di aspettarsi tanto dal carpentiere congolese, se non arriverà domani un centrale di difesa italiano di esperienza, oltre a un mediano e un terzino sinistro a fine giugno esattamente come l’anno scorso sapremo già che la stagione è finita ancora prima di iniziare.

    • Non cambierà niente come al solito, sarà un altro anno di merda

  • Intanto ovviamente altri sono già su Bisoli e Lucioni (che io andrei a prendere e porterei qui in braccio) mentre Perder sola si sta godendo la “crescita” di Bonny e le convocazioni dì Charpentier con la famosa nazionale del Congo Brazzaville, Botman Balogh e Circati.

  • Degustibus, la storia ricorda solo chi vince le coppe, i secondi valgono zero tanto quanto chi non ha neppure partecipato…

  • PersempreParmA

    Il Parma è arrivato al 4° posto malgrado evidenti lacune tecniche, manca un centrale di difesa esperto e capace, una punta degna di questo nome . Si vede che l’allenatore qualcosa di buono ha fatto oppure il resto della rosa così scarsa non è … Il finale di campionato ha mostrato due giovani in crescita (Bonny e Sohm) uno che finalmente sembra uscito dal limbo (Benedyczak) ed un gioco discreto . Mi da veramente fastidio questo lamento continuo, 3° anno in B, tanti soldi buttati, dove andremo a finire, non ci sono più le stagioni di una volta, i giovani non hanno voglia di lavorare … Non sta scritto da nessuna parte che il Parma debba giocare in A, ci sono città più importanti, più popolose e (forse) più appassionate, messe peggio di noi . Ho visto per anni il Parma in C che faceva fatica persino a mantenere la B in caso di promozione, tifo e tiferò la mia squadra in ogni categoria ma se avete i soldi compratevi la società e fatemi vincere la cempions .

    • …e 8 anni fa eravamo ad Arzignano. Comunque il Palermo è già su Lucioni, Bisoli e Coda. Una delle due promosse si sa già.

    • Sei stato perfetto fino alle ultime 3 righe,è proprio perché la squadra son 2 anni che costa tanti soldi che al pensiero di non salire mi arrabbio

    • Quoto

  • Oscar Washington Tabarez

    dopo questa notizia: “Charpentier ha rifiutato il Kasimpasa. L’attaccante vuole riscattarsi a Parma” …. cosi’ a naso … l’attacco titolare del prossimo camp sara’ Bonny-Charpentier 😂

    Nientepopodimeno che il Kasimpasa 😅

    • Bonny-Charpentier con Inglese pronto a “dare battaglia” nell’ultimo terzo di partita..
      quest’anno il nostro reparto “bomber” quante segnature ha fatto registrare? Ma si sa che l’espertissimo Perder Sola ha definito quello dell’attaccante un falso problema quindi fidiamoci del bresciano che vanta un cv di tutto rispetto e all’attivo numerosi campionati vinti.

  • Le palle stanno a zero, investito tot, guadagnato tot, vinto tot. Al momento il nuovo Parma è in minusvalenza (apparente) con zero titoli in bacheca … poi il tifoso può dire quello che vuole, e come qualcuno appena sopra ha detto che giocare una finale e perderla non vieni nemmeno ricordato dalla nonna, immagina arrivare quarto in serie B chi ti può ricordare. E’ pure vero che nessuno ti obbliga a giocare nella massima serie, ma quello stadio deserto che si è visto per quasi tutto l’anno dimostra che lo spettacolo organizzato dal nuovo Parma era poco attraente.

    • bravo ugo ,diglielo a multinick zalverman quello del fantastico mondo dei minipony

      mo pense ti che lavor

      • D’accordo con voi

  • pecchia for ever salvaci tu...

    Il bimbo strilla se gli dicono che il giocattolo è rotto!

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