sabato, Giugno 15, 2024
Il Gallo di CastioneNews

IL GALLO DI CASTIONE / COSA E’ MANCATO AL PARMA?

(Il Gallo di Castione) – Si può satirizzare su tutto, ma devi contestualizzare: se vai a una riunione di portatori di handicap e cominci a fare battute sulle carrozzine sei un coglione; come se guardate una partita del Parma e parlate della Romania… Son cose che non si fanno mica, veh!
Che poi siam nati e battezzati a nostra insaputa e ancora non abbiamo colto il confine fra “volere di Dio” e “libero arbitrio”, così non sappiamo se credere in un destino o ai peccati da espiare. Confusione. Come se in una partita di calcio ci restasse il dubbio se il risultato sportivo è frutto della partita o di una volontà superiore. Mah! Che se il Cagliari in serie A fosse una volontà di coloro che tutto possono, forse non avrebbero aspettato il 94° che si poteva complicare tutto… E anche se il tiro di Bonny, per questione di millimetri sul rimbalzo contro la traversa, fosse entrato dentro per centimetri anche prima, il risultato sarebbe stato diverso.
Che nelle due partite il Cagliari ha passato il turno per una serie incredibile di concomitanze, vedi le cagate difensive, gli errori arbitrali, i cambi inopportuni in Sardegna e le prodezze dei giocatori, oltre che una dose di culo degli isolani che definire mostruosa è riduttivo.
Ma gli errori difensivi erano ampiamente prevedibili, in quanto hanno costellato l’intero campionato: alcuni giocatori non sono stati per la prima volta avulsi al gioco e gli arbitri son tutti cornuti, dai tempi in cui hanno inventato il gioco del pallone.
Ma ne riparleremo dopo: prima farei un salto in casa altrui, dove un dirigente stimato che rappresenta anche la storia di un club come Maldini, è stato lanciato perché il calcio o il football (e non soccer) è gestito come tutti gli altri sport negli USA, con gli algoritmi e non col cuore. Storie già viste: anche Sabatini ci ha raccontato che il ruolo di direttore sportivo che si vuole anche occupare di scegliere i giocatori è un ruolo in via di estinzione, storia che ci è tristemente nota…

Ma veniamo all’epilogo di questo campionato con l’ultima partita tristemente pareggiata e l’esclusione dalla Finale, dove il Cagliari, dimostratosi non certo superiore al Parma, ha ottenuto la promozione.
In una partita in bilico, dove sarebbe bastato un episodio per cambiare le sorti della qualificazione, non posso criticare troppo le scelte dell’allenatore.
Posso chiedermi perché il principino spagnolo non ha azzeccato un passaggio, perché il rumeno di destra non abbia affatto giocato la partita anche se era in campo. Siamo ancora qui aspettando Godot (qualcuno aspettava il Mudo, non pervenuto) che per pochi centimetri non è arrivato, ma forse si doveva muovere la storia prima e meglio, la provvidenza divina (my god) non è bastata.

Bello vedere il pubblico che applaude a fine partita e i giocatori che si commuovono. In realtà abbiamo vinto anche nella sconfitta, la squadra c’è e questa è nuova rispetto agli scorsi anni. Poi guardando il portierone che piange (e piangerà poi dopo anche Rainieri per ben altri motivi) mi ci viene da pensare ciò che gli frullava in capo. Forse pensava che se avesse giocato lui i secondi 45 minuti di Cagliari i difensori non si sarebbero addormentati, forse li avrebbe tenuti svegli.
E poi cosa poteva dire all’arbitro che fischia il rigore dubbio dopo che di certo ci era il fallo sul portiere. Mica che ha un bidone dell’immondizia al posto del cuore. Forse gli avrebbe detto che ha una massa del sisso al posto del cerebro oppure che la storia delle corna non è mica vera, nonostante la voce che a Como la coniugata arbitro la dà via a 5 euro e dà anche il resto.
Orsato è nato vicino ad Arzignano (che per puro caso ci dice qualcosa), e tutti da quelle parti salutano la consorte della giacchetta nera, suscitando il sospetto e le domande delle loro legittime. E alla domanda sul motivo per cui salutano la signora Orsato, i mariti rispondono che la conoscono per motivi di lavoro. E le mogli: “il tuo lavoro o il suo ?”… Ma lasciamo le demagogie arbitro-centriche per chiederci che cosa è mancato a questo Parma, che partendo dalle due semifinali potremmo estendere al campionato tutto. La fortuna, che nel calcio non esiste, per le due traverse in fase finale, la difesa che è sempre stata “improvvisata” ci è mancata all’andata, e al ritorno uno che la buttasse dentro. Vedremo come andrà l’anno prossimo…

Termino di stretta attualità perché, per un paio d’ore, a tre reti unificate RAI, pure sulle tre Mediaset sino a La 7 e a Sky ovunque vi erano i funerali di Stato dopo quel lutto nazionale che francamente non è il mio, anche se di fronte alla morte ci si ferma sempre, anche se santificare un condannato mi sembra inopportuno e preoccupante. Non ho paura di Berlusconi in sé, ho paura del Berlusconi in me… Perché in quasi trent’anni di potere il Berlusca ci ha profondamente cambiato, i disastri che gli son riusciti a livello etico, culturale, sociale, politico e istituzionali mi hanno cambiato in peggio, tanto che se non avessi radici solide in un’epoca che non esiste più non saprei più i valori di onestà, ideologia e principi. Il disastro è che non muore un dittatore e voltiamo pagina, il Berlusconismo degenerante è al potere perché sono gli elettori che lo vogliono. Il furbo che vince anche con mezzi illeciti resta un vincente, gli sconfitti non sono martiri, ma pirla. Non se ne esce: ritorna il concetto che l’amore lo hanno inventato i comunisti per ciullare gratis, alla faccia dei poeti degli ultimi venti secoli… Il Gallo di Castione

Stadio Tardini

Stadio Tardini

6 pensieri riguardo “IL GALLO DI CASTIONE / COSA E’ MANCATO AL PARMA?

  • Avanti popolo alla riscossa!

  • Per rispondere alla domanda, cosa è mancato al Parma, direi fondamentalme che è mancata l’umiltà da parte della proprietà di servirsi di professionisti seri che avrebbero trasformato gli investimenti del presidente in risultati sportivi.
    Temo che la stessa domanda ce la porre o anche l’anno prossimo se non cambia la testa del sior patrun.

  • prima devi enunciare il concetto di Parma come societa’ sportiva di tamburello ? ,poi intavoliamo una trattativa in trattoria o se vuoi all’osteria numero uno ,dove non vince mai nessuno, dammela a me biondina dammela a me biondà

  • che te la dà da fare…su

  • Cosa ci è mancato? Al netto degli errori difensivi, senza uno che la buttasse dentro regolarmente non si sale mai.

    L’attaccante è un falso [cit.]

    • Cit. Perder Sola “vedo bene il Vicenza”.
      “Con Romgnoli nessun problema”

I commenti sono chiusi.