mercoledì, Luglio 24, 2024
Cattivo CittadinoNews

CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / PROATTIVI PIUTTOSTO CHE REATTIVI

(Gianni Barone) – Leggendo le due interviste, al Direttore area sportiva (scusate l’uso delle lingua italiana in luogo dell’inglese, anche se stiamo trattando di una squadra di calcio espressione di una multinazionale, una sulla rosea e l’altra sulla Gazzetta di Parma, noto non con piacere, ma con stupore, che le stesse differiscono solo in un passaggio in cui, Roel Vaeyens, pone l’accento sul metodo di lavoro che andrà ad adottare nel suo nuovo compito, dopo l’esperienza decennale maturata in Belgio, nello stesso club: il Bruges (Brugge alla fiamminga. Sulla Gazzetta dello Sport, infatti, si fa cenno a quello che sarà il metodo con cui il neo dirigente Crociato, intende operare: nello specifico si parla di lavoro che sarà strutturato con procedure e processi di carattere «proattivo», e non «reattivo». Al che ci si chiede  «ma che vor dì?».
Semplice, nel linguaggio aziendale degli ultimi tempi, il termine «proattivo», è stato usato per definire chi opera con il supporto di metodologie e strumenti utili a percepire anticipatamente i problemi, le tendenze o i cambiamenti futuri, al fine di prevedere e pianificare le azioni opportune in tempo. Cazzarola, chiaro, no?
Scendendo sul piano del parlare come si mangia, vorrebbe dire tutto il contrario di quello che si fa di solito, quando, in momenti critici o difficoltà, si tira in ballo l’adattabilità a contesti e scenari nuovi o inattesi, proprio quello che è successo o sta succedendo al Parma (ora ?) che a parole tiene in vita, un progetto sui giovani da valorizzare, che fa sempre molto «glamour», ed è molto chic esibirlo al pari del gioco «offensivo e dominante» da contrapporre alla filosofia plebea, conservatrice degli altri, ma che nei fatti si converte, quindi si adatta, a quella che è la dura realtà della B, che non prevede illusioni o svolazzi stilistici di sorta.
Però, si vede che la nuova linea intrapresa, in sede di strategie di mercato, consiste proprio nel prevedere ciò che potrebbe ostacolare il cammino per il prossimo campionato, in cui, stando proprio alla parole, del direttore di cui sopra, la squadra, la società non possono in nessun modo fallire l’obiettivo, che ora, a differenza di prima, viene esplicitamente dichiarato (ed è questa, in pratica, la più evidente novità, non a caso amplificata nei titoli dei quotidiani di cui sopra).
L’approccio proattivo oltre alle tante altre cose contenute nella dichiarazione programmatica – diffuse a mezzo stampa, mediante due interviste personalizzate, in luogo della classica conferenza – sarà la regola, sarà l’impegno di tutte le componenti la struttura societaria che sviluppano le 6 aree tecniche preposte, le quali dovranno  affrontare le problematiche con l’importanza del coraggio, della responsabilità individuale, la perseveranza e soprattutto la consapevolezza dell’esistenza di scelte, indipendentemente dalla situazione e dal contesto in cui si opera.
Una presa di coscienza importante che dovrebbe fugare dubbi e allontanare le incertezze del passato e per promuovere speranze, progressi in funzione di successi da raggiungere senza se e senza ma.
Un impegno gravoso, che i due precedenti dirigenti dell’area non erano stati in nessun modo in grado di sostenere e a questo punto potremo anche dire neppure di prevedere.
È ovvio che il lavoro non sarà facile e nemmeno semplice, anche perché, quando ci si assume la responsabilità della propria vita (sportiva) e della propria attività, non si può poi cercare le cause di un eventuale fallimento in circostanze esterne o nell’atteggiamento di altri soggetti coinvolti.
Questa lettura ci sembra che ci porti direttamente alle operazioni di mercato, che più delle parole e dei proclami, stanno a cuore agli sportivi e ai tifosi che seguono e accompagnano le voci e le spiegazioni delle strategie di mercato divulgate con perizia e acume, via social, via Tv da chi dice o crede di saperne un po’ di più della media e di chi sostiene, da sempre, d’intendersene più degli altri.
Noi che non apparteniamo a questa folta schiera di soloni e che come loro non abbiamo le tasche piene, ma solo i coglioni  come cantava il vecchio Guccini, crediamo sia giusto non lasciarsi coinvolgere o travolgere dall’entusiasmo, in quanto in presenza di scienze alquanto inesatte, come il calcio, oltre al beneficio o al maleficio, a seconda dei casi o dei gusti, del dubbio credo che occorra nutrire anche un po’ di diffidenza e sospetto anche quando ci si trova in presenza di conclamate professionalità che negli anni, all’estero, però con l’occhio vigile anche sull’Italia, come affermato nelle suindicate interviste, sono state in grado di garantire successi più o meno grandi, più o meno importanti in altre realtà sportive come quella belga, soprattutto nel tema della scoperta di talenti o presunti tali vedi il De Ketelaere venduto al Milan per 32 milioni e passa.
Ma la realtà ci porta a trattare elementi meno di valore, perché parlando di serie B, servono difensori affidabili, noi avevamo proposto Zaro del SudTirol, e la Gazzetta di Parma ci è venuta dietro chissà perché? Carta copiativa. Pero’, forse, il suddetto non è mai stato trattato o interessa l’area tecnica Crociata visto che sembra richiesto e diretto altrove.
Servono centrocampisti, ma serve soprattutto sapere se gli elementi richiesti in A o all’estero come Sohm e Beneck rimarranno oppure no.
Questo l’approccio «proattivo», lo dovrebbe svelare a breve, in vista del reperimento di eventuali sostituti all’altezza e già pronti per un ruolo di primo piano in una squadra che, nonostante si sia radunata proprio adesso, appare ancora con diversi punti interrogativi da cancellare.
Non basta il nome di Coda in avanti che mette d’accordo tutti (anche se le azioni sono oscillanti), o quelli di Barberis, Castagnetti, Maistro, in mezzo, che affascinano anche coloro i quali questi giocatori li avranno visto giocare una volta o due se non meno; ma cosa importa, a fronte della telenovela Buffon si, Buffon, no, questa si che affascina, prende e soprattutto riempie colonne di giornale, in attesa che le notizie vere arrivino e problemi veri, non quello falsi che infastidiscono, vengano finalmente risolti.
Tutto il resto è noia, non ho detto gioia, ma noia, in un’estate che si preannuncia dura e non di sogno, con buona pace di tutti gli inguaribili non ottimisti, ma romantici che questa volta paiono volerci credere davvero. E a noi “reattivi” della prima dell’ultima ora cosa resta? Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

5 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / PROATTIVI PIUTTOSTO CHE REATTIVI

  • L’attaccante non è un problema, gli attaccanti ci sono (cit.)

    • Almeno hanno fatto fuori Inglese per ora. Ora tocca a Charpentier.

      • Ma chi? L’acquisto top del 2022 del guru del mercato Perder sola?

  • Stopaj (little cork)

    Bambole non c’è una lira

  • sembra che facciano apposta a prendere chi conosce poco o nulla il calcio italiano e la serie b
    vedremo quanti giorni durerà

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