mercoledì, Giugno 19, 2024
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GIAN CARLO CECI L’HA VISTA COSI’: “PARTIPILO, BEGIC E COLAK DA RIVEDERE IN CONFRONTI MENO AMICHEVOLI”

(Gian Carlo Ceci) – Con una partita tipicamente amichevole, è iniziata la nuova stagione del Parma che, all’esordio, ha meritamente pareggiato 1-1 con la Fiorentina. Pecchia, contro i viola, ha presentato una squadra tornata n con uno schieramento tattico identico a quello visto nella prima parte dello scorso campionato, il 4-2-3-1 che prevedeva una prima punta, Inglese. Questa impostazione l’allenatore ha poi modificato dopo la metà del girone di ritorno “inventando” Vazquez finto centravanti e con il nuovo sistema di gioco i Crociati sono riusciti a terminare la prima parte della stagione in una posizione che la scorsa estate nemmeno il più ottimista avrebbe previsto: quarto posto che ha consentito alla squadra cara al presidente Krause di giocare i play off poi conclusi, purtroppo non felicemente, con molti rimpianti e tante polemiche. Utilizzando la stessa rosa della precedente annata, ma facendo crescere molti giovani e con un solo rinforzo, Estévez, rivelatosi importante, Pecchia è riuscito a disputare un campionato superiore alle aspettative (anche se non è stato esente da errori in particolare per scelte e sostituzioni non condivisibili e comprensibili) e quindi, giustamente, è stato confermato.
Nella nuova stagione il tecnico ha deciso di voltare pagina rinunciando al talentuoso argentino che condizionava, nel bene e nel male, il gioco della squadra (evidenziando stanchezza e limiti fisici Vazquez è mancato, purtroppo, nelle partite decisive) con l’intenzione di ritornare a proporre quel gioco molto offensivo e veloce che aveva annunciato all’inizio del passato campionato, ma che poi poco si è visto, anche perché non è stato possibile sapere se ha dovuto, o voluto, accettare individualità inadatte al suo gioco, in particolare a centrocampo, dove i lenti, prevedibili e poco mobili Juric e Sohm e in parte anche Bernabè, che nel ruolo utilizzato non ha ripetuto le prove del campionato precedente, ben poco si sono rivelati adatti alle idee del tecnico laziale ed è giusto chiedersi se lo sarà il reintegrato Hernani.
Intanto, come era logico attendersi, poco ha detto l’amichevole con la Fiorentina, confronto atteso soprattutto per osservare in azione i nuovi arrivi, in particolare Partipilo, Begic e il non veloce ma potente Colak: tutti da rivedere in confronti meno amichevoli e quando avranno maggiormente assimilato gli schemi di Pecchia.
Complessivamente nel primo tempo (le tante sostituzioni rendono non giudicabile la ripresa) si è visto un buon e ordinato Parma che ha giocato meglio dei viola: con la solita intelaiatura, ha mostrato di non aver dimenticato schemi e automatismi già visti e il migliore è stato un molto attivo Bonny, utilizzato in un ruolo inedito dietro la punta, l’ancora “misterioso” Charpentier che nei quarantacinque giocati poco è entrato nel vivo della manovra.
Ora si attendono nuove prove e indicazioni in attesa delle partite ufficiali che mostreranno il vero volto del Parma 23-24: le amichevoli servono solo per rodare la squadra, ma non per giudizi importanti perché, giusto ricordarlo, sempre si è detto che nulla è più falso del calcio d’agosto.  Gian Carlo Ceci

Stadio Tardini

Stadio Tardini

6 pensieri riguardo “GIAN CARLO CECI L’HA VISTA COSI’: “PARTIPILO, BEGIC E COLAK DA RIVEDERE IN CONFRONTI MENO AMICHEVOLI”

  • Senza El Mudo Bernabè deve assolutamente giocare più avanzato o veramente non abbiamo nessuno in attacco ad illuminarci.

  • Triple-sec

    Mi sembra che Pecchia abbia impiegato molte partite e compiuto diversi esperimenti, prima di capire che il sistema di gioco che aveva scelto non era il più adatto.. e penso che se si fosse corretto prima dell’ultimo terzo di campionato avremmo potuto ambire alla promozione diretta. Ma con i se non si parla di fatti e i fatti raccontano l’incapacità della squadra di mantenere una solidità (di gioco e agonistica) che è stata causa dei risultati sopraggiunti, perennemente altalenanti. Alcuni esempi di scelte inopportune hanno riguardato le posizioni in campo affidate a Tutino, Juric, al primo Sohm, allo stesso Vazquez, a Balogh, a Cobbaut. Oppure quelle non date a Circati, Bernabè impiegato con le gomme tassellate invece delle slick, Ansaldi lasciato in panchina anche quando arruolabile, e Man… che, in rampa di lancio dopo la cura Iachini si è ritrovato con l’arrivo di Pecchia ad elemosinare spezzoni di gara. Non capisco neanche quali siano stati i giovani valorizzati da Pecchia visto che non ha fatto esordire nessun Primavera, e che Bonny, Circati, Hainaut e anche Camarà (al netto degli infortuni) sono stati utilizzati omeopaticamente e Sits praticamente mai. L’unico giovane impiegato (fin troppo) è stato Benek che a giudicare dalle pagelle (dei tifosi) in 2/3 delle partite giocate non ha raggiunto la sufficienza. Per queste ragioni per me Pecchia non andava confermato. Spezzo anche volentieri un’altra lancia in favore di Vazquez, decollato da Pecchia.. ma paradossalmente.. il più utilizzato della nostra rosa, il più tartassato della serie B, il giocatore con più dribbling riusciti e il nostro miglior realizzatore (di gol e assist) e col 90% delle partite sopra la sufficienza. Temo che la lentezza del centrocampo non migliorerà con l’innesto di Hernani né la qualità dell’attacco con Colak che con l’avvocato dovrebbe finire presto ai margini. Il giovane Becic potrebbe invece in futuro forse entrare nelle rotazioni per un posto da titolare ma è giusto che sappia che il Parma di Pecchia non è “un paese” per giovani.

  • Il problema non è Pecchia. Ma chi NON fa il mercato da due anni. Perché assolutamente incapace e inetto rispetto al ruolo. Basta vedere Tutino regalato, Cheddira regalato, Brunori regalato, Grassi regalato e al contrario ogni tuo obiettivo non riesci MAI a prenderlo. Non riesci a prendere manco Zanimacchia che era già tuo. Finché ci saranno Pederzoli e Notari la squadra non sarà mai completata per ambire alla promozione. Di playoff spero non parli più nessuno

    • Triple-sec

      A Davide. Il fatto che ci sia un grosso problema coi dirigenti non significa che non ce ne possano essere anche altri. Per me Pecchia non ha dimostrato quella razionalità che sarebbe stata necessaria nella scelta del sistema di gioco, degli 11 da schierare e dei cambi da effettuare (e in aggiunta non mi pare che abbia valorizzato i giovani della nostra rosa). Difficilmente si è assunto pubblicamente le responsabilità degli insuccessi e ha chiuso l’annata decretando l’allontanamento di Vazquez, il giocatore da lui più utilizzato… e se non è un controsenso questo….. Ti seguo invece nella critica ai dirigenti che però sono stati scelti dal nostro presidente…che conferma coloro che lo assecondano e allontana i migliori. A tal proposito mi sembra di ricordare che nel 2019 il Parma prese Beppe Corti (a lungo fidatissimo di Percassi e dirigente del Palermo e soprattutto scopritore di talenti come Cavani e Kessie) ma venne presto affiliato alla Primavera e poi finì nell’oblio e di lui non si seppe più nulla. Analogamente venne assunto Galli (come metodologo…..) ma subì lo stesso destino. Cap. Lucarelli, invece non appena diventò DS fu neutralizzato per prestar più attenzione ai paradigmi di Oliver ora allo studio del contropressing con uno “svitato” francese… Mi sembra un bel caravanserraglio…

      • Hai ragione su tutto. Intendevo solo dire che Pecchia alla fine deve lavorare con una rosa sempre non di livello e incompleta per colpe di una dirigenza sportiva assolutamente inadeguata. Ormai anche i leccapomelli di tele Upi se ne sono accorti basta vedere calcio e calcio di giovedì sera col solo immarcescibile Ampollini a difendere Perder Sola sull’ “affare” Cheddira.

    • Stopaj (little cork)

      ha sctato carli,continua continua

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