mercoledì, Luglio 24, 2024
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CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / FINO ALLA FINE

(Gianni Barone) – Un Parma camaleontico che prima spinge, crea, realizza con forza e determinazione, poi subisce, regge e reagisce e riesce ad aver ragione di un Pisa che all’inizio balbetta, in difesa sbanda, ma quando rimane in 10 trova la forza e il coraggio di costruire e raggiunge il pareggio solo su rigore, anzi rigorino, mezzo se non mezzissimo che fa infuriare chi vorrebbe dagli arbitri più umiltà e meno presunzione.

Il Parma iniziale intuisce i limiti difensivi della squadra pisana e si dispone non a specchio come sarebbe stato, non dico logico, ma naturale che fosse: opta per un centrocampo a tre con Bernabè e Sohm mezzale, rinunciando al trequarti, in modo tale da creare superiorità, in mezzo, non dando ai due mediani avversari gli esperti e tignosi Marin e Veloso nessun riferimento. Ne consegue che gli inserimenti e i movimenti dei tre attaccanti (Bonny, Mihaila, Partipilo) creano imbarazzo, mandando spesso fuori linea i quattro difensori di Aquilani che vivono una prima mezz’ora da incubo sulle offensive del Parma, frutto di forza, aggressività, esibiti a buon ritmo con discreta qualità.

Il gol è una perla in quanto chi l’ha costruito (Sohm) e chi lo ha realizzato (Bonny) in coppia, nell’azione hanno saltato di slancio e di potenza ben sei giocatori del Pisa.

Sembrava tutto facile e che la strada fosse spianata per una sicura gestione della gara, invece il paradosso dell’espulsione di Leverbe, per fallo da ultimo uomo che l’arbitro ha sanzionato dopo l’ausilio del Var, ha permesso agli uomini di Aquiliani, fino a quel momento in balia degli avversari, mal disposti dietro e abulici davanti, di reagire in modo energico al punto di costringere all’indietro un Parma, diverso, rispetto all’approccio positivo iniziale. In questo modo è iniziata, per gli uomini di Pecchia, un secondo tipo di partita con sofferenze difensive e rinunce a fare il gioco nella metà campo avversaria. Questo fino alla fine del primo tempo e al momento della ripresa, in cui, dopo l’espulsione di Coulibaly e conseguente ristabilimento della parità numerica, gli assetti sono nuovamente mutati e gli atteggiamenti tattici strategici delle due formazioni in campo, pure.

Il Pisa, secondo l’indole giochista del suo tecnico anche con l’uomo in meno, aveva mantenuto fede al suo assetto iniziale, rinunciando ad un dei suoi due esterni d’attacco (Arena), ma mantenendo Valoti, a supporto della punta centrale Mlakar (impalpabile per tutta la partita), con D’Alessandro largo a sinistra, con il compito di far aprire la difesa avversaria.

Poi, dopo il rigore assegnato con troppa fretta ed eccessiva benevolenza, quando qualcuno già fremeva, ecco lo spirito della squadra di Pecchia, priva di solisti, ma compatta ed armonica nelle due fasi che è’ riuscito ancora una volta ad adattarsi alle situazioni e alla gestione dei momenti delicati.

Ho seguito la gara negli studi di 12 Tv Parma, per la diretta live/maratona, e devo dire che per un attimo ho intuito e credo anche di averlo chiaramente espresso, che nel momenti di maggiore sofferenza, quando dall’altra parte il potenziale offensivo aumentava grazie ai cambi, non occorreva da parte del Parma, difendere l’uno a uno, ma occorreva cercare lo spunto in avanti per colpire.

E così è stato: la mia profetica e anche banale affermazione, non condivisa da chi era al mio fianco in studio, ha sortito, involontariamente lo strappo di Begic che ha portato al gol di Colak, facendo esultare tutti e inducendo molti che seguivano da casa a dire: ecco cosa vuol dire avere una vera prima punta, in area, ecco a cosa serve.

E qualcuno ha suggerito, alla fine, il seguente titolo che esemplifica tutto il racconto della serata: “Grasso che Colak”.

Adesso il Parma non può nascondersi, deve continuare così ad alternare strategie e modi di esprimersi differenti, quasi ipostila, a seconda degli avversari e delle situazioni; non si deve più parlare di fare il gioco, ma come successo con Feralpisalò e Cittadella, accettare di subirlo talvolta, non si deve più parlare di identità propositiva perché inseguirla, per moda o per snobismo non porta nessun vantaggio pratico. Occorre vivere con meno apprensione e più lucidità i momenti di difficoltà per ritrovare la giocata giusta al momento opportuno, occorre “sporcarsi” e non credere mai di essere superiori a prescindere.

Con la spocchia non si fanno punti e non si va da nessuna parte e meno male che fra poco arriva il derby così tutti sono contenti, meno male che il mercato sta per finire, così fino alla fine, potremo pensare ad altro: ad essere consapevoli che la serie B, è tutto ciò, che negli ultimi due anni, ci si era scordati come fosse realmente. Senza esclusioni o bocciature a priori, per creare un’energia nuova, ragionando in verticale e in velocità, secondo principi semplici di adattamento ed umiltà mai da tralasciare. Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

20 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / FINO ALLA FINE

  • Vittoria che vale 9 punti per come è arrivata. Un messaggio pesantissimo al resto del campionato. Mitici ragazzi!

  • E Pedersola? E Benepippa? E i frugali? E il cineasta? E i tomaccari? E i buslottari? I parsuttari? E Boni va dal barber? E il prolasso anale? E Ciolak??? Davide ci manchi! Per favore torna a commentare e a dirci la tua nello spazio commenti… 😂😂😂

    • Che strano che la Cremerdese ha vinto con un gol di Coda al 90 esimo! Con il tridente costruito da Pederzoli Coda, Vazquez, Zanimacchia. Ma si a Bar Sport dicono che Coda è bollito, invece Charpentier è on fire come il parmigiano al 100% Pioli. Sembra che Arvedi se vanno in A abbia un premio per Pederzoli e Notari

      • IPSE DIXIT

        Su Begic:
        “giovane straniero di belle speranze, per il gioco dal basso…”

        • E per il terzino ibrido centrocampista con centravanti lo spazio

      • L’hai vista la partita? Ma hai visto che gol si è mangiato Coda nel secondo tempo da solo davanti al portiere? Ha fatto un gol da un metro dalla porta su un rimpallo durante il calcio d’angolo, forse lo segnavo anche io… E’ un giocatore ancora forte per la B ma è ampiamente a fine carriera, non torna mai, non copre, non ha più lo scatto, non lo scambierei mai con il nostro Bonny e nemmeno con Colak… Vogliamo parlare della vittoria contro una squadra che le ha perse tutte e che gli hanno smantellato la rosa, eppure hai visto quanti tiri ha fatto la Ternana? Per me questa Cremonese al massimo può correre per i play off… al momento mi fa molta più paura il Venezia

        • Meglio un ex giocatore come il Carpentiere o Coda da alternare a Ciolac?

          • Abbiamo Bonny, Benek e Colak come prime punte (oggi tutte meglio di Coda), oltre a Charpentier ed Inglese a libro paga, come si può pensare di prendere un 35enne con lo stipendio di Inglese che ti chiede magari un triennale… non ha senso… se vanno via Charpentier ed Inglese arriverà una quarta punta esperta che si accontenta di un anno di contratto (infatti guarda caso si fa il nome di Galabinov).
            Ma poi gli equilibri di spogliatoio visto che guadagnerebbe molto di più dei titolari.
            Ci vogliono delle logiche quando si costruisce una squadra non è una collezione di figurine.

      • Ha fatto più Begic in due mezze partite che Zanimacchia in un mezzo campionato. Quindi mi sento di dire che il tuo amico Pedersoli ha fatto molto bene. Ma tu continua pure a guardare a casa degli altri, a criticare solo per il mero gusto di farlo e a non goderti quello di bello che succede a casa nostra. Fai solo la figura del buffone. E non la fa il tuo amico Pedersoli. La fai tu.

        • Infatti La Rosa della Cremerdese l’ha messa su Pederzoli

      • Davide la cosa buffa e triste allo stesso tempo è che se Pederzoli avesse fatto a Parma l’attacco della Cremonese sarebbe stato da processo e tu saresti stato uno di quelli con il forcone in mano perché tanto a questo punto penso che tu proprio non ci arrivi o sei uno di quei poveretti che devono rompere le balle perché sennò hanno una vita miserabile. Comunque…
        Primo con quei tre lì davanti, anche quest’anno i nostri giovani vedono il campo l’anno prossimo. Ti piaccia o meno ma sui giovini bisogna puntarci.
        Secondo spendere un sacco di soldi per due contratti faraonici a due ultratrentenni che faranno ancora si e no due/tre stagioni buone (se non si rompono prima) darebbe da pensare. Si magari quest’anno vai in serie A. L’anno prossimo però si torna in serie B. Su Zanimacchia non mi esprimo perché come ho già scritto il riscatto fissato a 3 milioni era veramente un regalo alla Cremonese. Per quello che si è visto non vale neanche il 10% di quella cifra.
        Ultimo punto… Ma se uno dei tuoi pupilli si spacca? Fanno la fine del Carpentiere e di Inglese. E cosa scrivi tu di solito di questi giocatori? Che Pedersola non è capace di gestire… Fai un grosso favore a tutti. Pensa prima di scrivere. Ormai sei diventato patetico.

      • Siberianhusky

        La Cremonese non è che abbia dato spettacolo…Vazquez ha fatto qualche giocata delle sue, ma senza una super parata del suo portiere su una deviazione fortuita, non avrebbe vinto.
        Il Parma gioca meglio e il ritorno di Zanimacchia non è certo indispensabile.
        A noi serve come riserva un centravanti decente per la B disposto a non giocare sempre senza per questo fare polemiche.
        Avrebbe senso un elemento italiano sui 25 anni, pescato in Serie C, grintoso e con la voglia di migliorare tecnicamente

  • Partita non attendibile, Ternana 3 su 3 in negativo, la peggior squadra della B per distanza, rivedere il Mudo tirarsi dietro il c… per il campo, tentare dribbling nella sua metà campo e perdere il pallone regolarmente mi ha rallegrato (felice che lo hanno gli altri), per quanto riguarda pistapocce Zanimacchia da noi avrebbe giocato se va bene terzino, per quanto riguarda Coda non sempre avrà di fronte Capuano che guardava da un altra parte……

  • Nel frattempo la squadra (FeralpiSalò) del quale Pecchia aveva tessutole lodi dicendo “dirà la sua in campionato” è a zero gol con 7 papine al passivo….
    Occhio che questo Pèrmaaaa è strano, hummm hummmm

    • Amico mio Pederzoli é già Cremona da giugno. E ha anche lavorato bene, ha messo su una rosa instant team da vincere il campionato e tornare subito in A come il Genoa l’anno scorso. Bravo!

  • Complessivamente, a di gnir do bali acsì, caragnò visiè

  • Giusto per far parlare i fatti e non le opinioni, il Parma (a parte la sconfitta ai playoff a Cagliari, che sappiamo come è arrivata), l’ultima sconfitta risale al 18 marzo, con 6 vittorie e 2 pareggi, nella stagione regolare. Proprio numeri di una squadra allo sbando.

  • Sig. Rikman

    ma è proprio questo che fa sorridere perchè con Vazquez la fine della scorsa stagione The Pèrmaaa era più che competitivo, non a caso vincevamo due a zero a Cagliari prima che i due invertebrati, che molti di voi hanno osannato, facessero vincere gli avversari … due balordi che nemmeno in promozione li vorrebbero … e tutti ad adorarli … La squadra era già pronta e l’inserimento di Partipilo e di quell’ottimo giocatore che è Begic ha fatto il resto … e tutti a dare la colpa a Vazquez … ahhhh ahhhhh, quando la difesa è stata l’unica vera responsabile del super tracollo

    • Sig. Ugo
      Io non ho mai osannato né Osorio né Cobbaut. Ho sempre sostenuto la squadra, anche nelle difficoltà, ho apprezzato la società, che si è sempre dimostrata solida e seria.
      Ho sempre pensato che Vazquez fosse un peso e non una risorsa per il Parma, sono contento che sia andato via e altrettanto contento per come si sta comportando la squadra, a differenza di altri che hanno sempre sparato fango sulla società e sui giocatori, ovviamente in questo momento fanno fatica a trovare il fango o la pala.
      Comunque sempre con i piedi saldamente a terra,
      sempre
      Forza Parma

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