CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / LA TEORIA DI NON AVERE TEORIE
(Gianni Barone) – Mentre il calcio d’agosto si tinge di ufficialità, con l’inizio della Coppa Italia, e con la stagione dei ricorsi che volge al desio con l’ammissione in B del Lecco (anche se ancora non si sa di preciso se effettivamente così, dal momento che manca il pronunziamento del Consiglio di Stato) e l’esclusione della Reggina, che permetterebbe a molte squadre, Parma compreso, di fare una spesa intelligente, alla Einstein, con gli svincolati molto richiesti, perché a zero euro di emissione, succede che si aprono, a mezzo stampa e web, delle vere e proprie rivoluzioni culturali: quella delle donne, abbastanza deflagrante, della Nazionale Femminile fuori dal Mondiale per mano del SudAfrica col continente sugli scudi con ben tre formazioni alle fasi finali, e quella relative alle colpe dei procuratori tirati in ballo da Claudio Gentile, con un tempismo da lumaca, visto che si riferisce a quando lo stesso, e chi se lo ricordava più, aveva vinto un Europeo alla guida dell’Under 21 e ambiva a ricoprire il ruolo di C.T. della nazionale maggiore, per raggiunti meriti sul campo pratico e non delle teorie.
Assistiamo a qualcosa di sconvolgente nel calcio ,cioè qualcuno che ha il coraggio di dire quello che pensa su cose che non funzionano o che funzionano male, ormai da decenni, sempre conditi da onestà e verità mancanti, in un mondo come quello del calcio in cui, oltre a venerare e ad idolatrare i campioni che ci sono (sempre meno) o se ne vanno (vedi il tributo alla leggenda per molti, ma non per tutti di Buffon), ci si dovrebbe interessare anche di cose più serie. Tipo il fallimento delle Nazionali, maschile, femminile, Under 21, Under 20, e dello strapotere dei procuratori che fanno e disfano non solo il mercato, di cui sono, sine die, parte integrante, quanto dei destini di calciatori e tecnici che si rifiutano o non hanno l’agio, la fortuna e la possibilità di ricevere il loro abbraccio dorato.
La rivoluzione delle donne della nazionale è emblematica, nelle seguenti espressioni della portavoce Girelli “siamo convinte che avremmo potuto ottenere risultati diversi, se solo fossimo state messe nelle condizioni di poterlo fare e ci auguriamo un futuro più presente e all’altezza della crescita del nostro calcio”. Il testo recapitato al Presidente Federale contiene un attacco molto duro e non velato alla C.T. Milena Bertolini (fortunatamente non confermata) con accuse tattiche, di atteggiamento e gestione delle risorse; inoltre le azzurre di sono sentite “abbandonate” a loro stesse, vista la mancata presenza in Nuova Zelanda, di tutti i dirigenti federali, Gravina in testa. Se lon avessero fatto anche gli uomini dopo l’eliminazione del Mondiale del Qatar forse non saremo ancora qui a parlare, come ha fatto Gravina (la cui estate è e sarà altro che bollente) di “evoluzione”, con l’annuncio dei nuovi assetti delle Nazionali maschili che vedono Mancini, promosso a Supervisore dell’ U.21, U.20, oltre che saldamente in sella come C. T. della rappresentativa maggiore.
Nuovi assetti che hanno “evoluzionato” e non “rivoluzionato”, come asserito da Gravina, infuriato, per noi a torto, per quanto affermato dalle calciatrici azzurre, che hanno portato al ridimensionamento di poteri del coordinatore delle giovanili Viscidi, e all’esclusione dai quadri di Evani, ex secondo storico del Mancio, e di quel Mauro Sandreani, capo degli osservatori (benevolmente definiti da me “mangia franchi”) e già primo storico commentatore tecnico Rai, inventore della mitica espressione “tra le linee”, per identificare la posizione del trequartista d’antan o fantasista che dir si voglia…
Quello che non c’è ancora al Parma, tanto per intenderci, e che Pecchia sta ricercando attraverso il casting delle amichevoli e che al momento si può dire che si è in presenza, dopo il falso 9 dello scorso torneo, di un falso 10 da ritrovare all’interno della rosa, visto che i profili del genere nel mercato scarseggiano più che mai.
Ma non divaghiamo e concentriamoci su ciò che le azzurre hanno voluto certificare, vale a dire la mediocrità della guida tecnica della Bertolini, incapace di gestire al meglio, sotto ogni aspetto la squadra. Che non fosse un tecnico all’altezza, io l’ho sempre pensato, e qualche voltà l’ho pure scritto: quindi nessuna sorpresa, del resto anche come opinionista Rai, è sempre apparsa, banale, scontata, incapace di evitare luoghi comuni e di fare letture tecnico tattiche adeguate al ruolo. Ma non è la sola che incappa in tali inadempienze, purtroppo. Piuttosto mi sorprende l’indignazione di Gravina che, dopo il caso Lecco, in cui non è riuscito a evitare, posticipando il termine delle iscrizioni delle iscrizioni alla B, in seguito allo slittamento della finale play off di C, quel “pasticciaccio brutto” che ha rischiato, o forse rischia ancora di far slittare molto avanti l’inizio del campionato, se la prenda con chi ha abbandonato in momento delicato come la fase finale di Mondiale, finito male. Una beffa. Fossi stato in Buffon, prima di accettare l’incarico attribuito, ci avrei pensato non una, ma mille volte, visto l’andiamo di questi vertici federali.
Il caso Gentile non scalda molto l’interesse del pubblico, e devo essere sincero, neppure il nostro, visto che avrebbe potuto (dovuto) parlarne prima. Per le teorie del complotto, o giù di lì, in questo ambiente in cui tutti s’indignano, c’è sempre tempo e posto. Per le polemiche pure.
E intanto attendiamo l’ultima amichevole del Parma di stasera, per la quale non è annunziata alcuna ripresa tv o streaming e questo nell’epoca digital e social è davvero singolare, anche se l’auspicio è che la squadra ospitante possa all’ultimo momento proiettare qualcosa a beneficio della Comunità Crociata, assetata di immagini della nuova (più o meno) squadra che fa palpitare il cuore, prima della prima gara ufficiale col Bari, in cui l’unica teoria sarà quella di non avere teorie, ma senso pratico per tradurre sul campo quella sorta di “sincretismo” tecnico tattico che sembra essere stato deciso di attuare attraverso la convergenza di elementi ideologici (tattico-strategico) apparentemente inconciliabili in presenza di esigenze pratiche da cui non si può in nessuno modo prescindere. Tradotto – come il caso ablativo latino che raccoglie funzioni di ablativo, locativo e strumentale – nel calcio non conta la tattica, ma il modo di occupare il campo nell’attaccare e nel difendere con idee, ordine e anche con disordine quando serve a confondere l’atteggiamento avversario, senza ricorrere a nessuna teoria di gioco preordinata. Il proprio gioco deve dipendere anche dagli altri. Si tratta anche in questo caso non di “rivoluzione”, ma di “evoluzione”, con buona pace di tutti, Bertolini e Mancini in testa. Lasciamo in pace Gravina: ne ha già abbastanza di cose da pensare e da risolvere finché sarà chiamato a farlo…
P.S. Per quanto riguarda Buffon, visto che non ho potuto scrivere niente su di lui o in omaggio a lui, in quanto a fronte di 40 anni di giornalismo di Parma calcio non ho mai avuto l’opportunità di parlagli o d’intervistarlo, mi limito a stilare la classifica dei pezzi, infiniti, dedicati alla sua leggenda di mito in terra. In testa su tutti quello, dotto, di Savarese su Stadiotardini, seguito da Giancarlo Dotto (sic) sulla Rosea, terzo ma non ultimo quello di Alessandro Bonan sul Foglio. Nella vita i pezzi indimenticabili sono due o tre, tutto il resto fa volume… Gianni Barone


Leggo dalle ultime che stiamo vedendo Cobbaut senza rimpiazzarlo con nessuno.
Come sempre, mercato fatto alla cazzo.
Anche oggi il mio idolo Paolo Grossi, unico Don Chisciotte contro la liturgia leccapomelli della stampa locale non le manda a dire. Continua a rimarcare i ritardi della inetta direzione sportiva, ribadisce l’esigenza primaria di uno stopper italiano di esperienza e di uno o due terzini veri, oltre che di un esperto centromediano. Sottolinea anche unico la totale non veridicità delle amichevoli con Scansuolo in ciabatte e Fiorentina allo sbando. Mi auguro che altri seguano Grossi e facciano capire a Perder sola che non abbiamo l’anello al naso.
Non solo Grossi ma anche il bagnino del bagno 48 la pensa così, tutti pensano che la difesa sia un settore da rinforzare e il centrocampo da puntellare. Assodato che Juric il meglio l’ha già dato tutto in una volta sola a San Siro e che Cobbaut il peggio lo dispensa ad ogni partita, con il colonnello a fianco che sembra paralizzato dal curaro, viene naturale cercare sostituti. Con la rosa più lunga del tour de france, dove stallano fior di bidoni, il gol societario è vendere, vendere, vendere, se vogliamo evitare che il campetto dove si allenano gli esclusi dal progetto … diventi una bolgia infernale.
Pederzoli tra 27 giorni dopo un altro mese di nulla si presenterà con la sua solita faccia di bronzo a parcularci come fa da tre anni (tanto da essere il solo Ds in Italia ad essere stato destinatario di uno striscione, ovviamente negativo, di una curva). Dirà che il difensore è un falso problema perché c’è Balogh e il terzino c’è Zagaridis. Poi parlerà di identità di cui rendere i tifosi orgogliosi e ghignando dentro di se come la Banda Bassotti quando sfuggono a zio Paperone ci darà appuntamento a gennaio. Dove ovviamente non farà nulla. Qualcuno lo cacci
Bravi continuate a prendervela col ds, quando lo sa anche il bagnino del bagno 48 (cit) che é un dipendente, come carli ribalta kalma fournier etc etc e lega l’asino dove dice il padrone, vuetor e grossi, fate pena leccapomelli de, mo mama
Se non seguisse la linea krause sarebbe licenziato come gli altri, totalmente d’accordo con stopaj
Ma quale sarebbe con pardon la linea Craus? Non fare mercato? regalare giocatori a quel pidocchio micragnoso di Corsi che campa coi compensi che si stacca in qualità di presidente dell’Empoli?Farsi parculare da Arvedi e dalla Cremerderse dopo essersi fatto fregare da Adl?
Se dopo tre anni non l’hai capita co vot cat diga, ha sctate carli e ciao
La squadra ha disputato un buon precampionato, sembra dare segnali complessivi di miglioramento.
Fino ad ora la società ha fatto il mercato più razionale degli ultimi anni, per completarlo in entrata occorre ingaggiare un centrale affidabile, un centrocampista che sappia fare anche l’esterno ed un attaccante.
A mio parere quello del centrale difensivo è l’acquisto più importante ancora da fare e quello dove avrebbe senso fare un sacrificio economico, per le altre due posizioni vanno presi giocatori italiani di categoria
buonanotte e sogni d’oro
Tanto hanno visto il mito Cyprien a Pèrmaaa che mangiava i tortel d’erbeta insieme a Sohm… un altro bidonawer della scuderia con contratto al 2025 …. aleeeeee
👍😆😂