mercoledì, Giugno 19, 2024
Bar SportCattivo CittadinoNews

CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / BISOGNA SAPER SCEGLIERE COSA VALE LA PENA MENZIONARE

(Gianni Barone) – Tra tutte le cose che emergono o si dicono all’indomani di una vittoria schiacciante per la critica ed esaltante per la tifoseria – quella non scettica, s’intende (la quale si astiene dal giudicare, per non perdere credibilità) – è sempre difficile saper scegliere o selezionare quelle cose che non vale la pena menzionare e quelle si, perché quelle che valgono ancora meno sono sulla bocca o sulla penna di tutti.
Gli argomenti ci sarebbero, dopo una goleada come quella di Catanzaro che nessuno avrebbe mai immaginato potesse assumere tali proporzioni, però il gusto di fissarsi o focalizzarsi sui singoli, tessendo le lodi del tale, e la crescita esponenziale del tal altro, non abbandonano chi non riesce o non vuole spingersi oltre individualismi da magnificare in uno un sport che individuale non è e non deve mai essere.
Tutti i discorsi, anche nei talk come Bar Sport, alla cui ultima puntata ho avuto l’occasione di partecipare (clicca sul collegamento ipertestuale per rivederla), avendo al mio fianco un illustre ex giocatore e tecnico Crociato come Gigi Apolloni, dopo tanti giri di parole sulla maturità dei giovani, della ritrovata capacità di attaccare con maggiore brillantezza l’area avversaria, e della scoperta della solidità difensiva, frutto della partecipazione di tutti, sono sempre naufragati nella contabilità di chi ha fatto bene, di chi ha fatto meglio degli altri e di chi potrebbe fare di più da qui in avanti.
Anche da casa chi partecipa al talk, con sms letti con puntualità in puntata dalla avvenente confermatissima Eleonora Antonico, non ci si schioda dal solito cliché, legato ai nomi a chi deve partire titolare e chi no, e soprattutto al fatto che senza Vazquez la squadra gioca meglio, è più libera e più bella e soprattutto più veloce.
Basta non se ne può più, con di questo tipo di paragoni fra il Parma avanti e dopo “Il mudo”, che affossano temi che sarebbe più pertinente e opportuno trattare ed approfondire, quale il senso di una squadra che nasce e si plasma sull’idea di adattarsi alle varie situazioni che si verificano sul campo, e soprattutto nel saper sfruttare le debolezze e gli errori degli avversari.
Qualcuno azzarda se sia meglio ripartire o se sia più logico in ottica modernista, costruire, impostare il gioco, menare le danze: il giochismo contro il giochiamo di rimessa, non parliamo di risultatismo, in quanto entrambe le filosofie, implicitamente dovrebbero inseguirlo, pur con mezzi, concetti e teorie, non solo in apparenza differenti, ma addirittura opposti se non contrastanti.
Dopo l’azzardo e gli accenni di cui sopra, ecco che i particolari senza senso, riferiti a quei singoli di cui si fa discutibilmente il tifo, prendono il volo e il via in ogni tipo di analisi che tecnica dovrebbe essere, ma che tecnica non è e non sarà mai. E’ mai possibile o porco di un cane / che le avventure in codesto reame / debban risolversi tutte con grandi puttane… ”, cantava De Andrè nel suo “Carlo Martello”, di ritorno dalle Crociate, su testo dell’amico Paolo Villaggio (al quale, nella a noi vicina San Felice sul Panaro, è dedicato ora il Villaggio Fantozzi). Noi, cambiando l’ultimo termine, riferito alle “meretrici”, che con il calcio non dovrebbero azzeccarci poi molto, potremmo dire “ma è mai possibile che tutti i discorsi sul Parma debban risolversi sempre con grandi puttanate…” riferite a Man che è un campione (e che lo dovrebbe dimostrare), Bonny lo potrebbe diventare, Beneck è cresciuto è maturato per non tacere di Sohm, Coulibaly, Circati, e chi più ne ha, più ne metta…. Anzi, si dovrebbe non averne e non mettercene, di giudizi individuali di questo tipo: il calcio non è tennis, non è golf, non è automobilismo o motociclismo (per fortuna…). Quindi: Basta! Chiusa! Non se ne può veramente più…
Ma parliamo di realtà vere, relative al gioco di squadra, del chi sa difendere bene o di squadra, e chi no, vedi il Catanzaro che, accecato dal possesso palla e dall’atteggiamento propositivo, pertinente forse in C, dove era superiore a tutti, ha tradito ed omesso tutti quei principi di gioco difensivo che in serie B, e non solo, non dovrebbero mai essere accantonati.
E allora, ecco che emerge «l’equilibrio» che dovrebbe essere sempre garantito e mai offuscato dalla brama di fare gioco, di andare a comandare le partite, come emerso dalle parole del Direttore Sportivo Magalini del Catanzaro che, su mia sollecitazione a Bar Sport, non ha negato che qualcosa va rivisto nell’atteggiamento non conservativo della sua squadra, dopo la scoppola subita per mano del Parma. Il Direttore dei calabresi ha poi concordato con noi sul fatto che l’aver affrontato il Parma, da primi della classe a pari merito coi Crociati, può aver influito con l’ atteggiamento sbagliato, poco equilibrato assunto, appunto, dai suoi che specchiandosi nel loro orgoglio «giochista» ad ogni costo, hanno finito per disunirsi fino allo smarrimento dei tanti gol subiti senza opporre la benché minima resistenza.
Certo, le belle statuine, ferme in area, sulle azioni del Parma, incuranti di posizioni e movimenti degli avversari, difficilmente potranno essere ripetute da altri e altre in successive occasioni, quindi ci saranno difficoltà anche per il Parma, perché essere o non essere capaci di difendersi dovrebbe essere un dilemma di facile risoluzione da parte di chi vorrà, d’ora in avanti, sbarrare la strada alla truppa di Pecchia, oramai, dopo i disastri ecologico-tecnici di Cremonese, Samp, Spezia, nobili decadute dalle A, e guidate da scienziati o presunti tali (uno già saltato), candidata a favorita numero uno, incalzata solo da qualche incollatura dall’equilibrato Venezia e dal «cityano» Palermo.
E per finire, nello studio di 12 Tv Parma, il conduttore Marco Balestrazzi si é avvicinato alle nostre posizioni e, oltre che in trasmissione, anche sulla Gazzetta di Parma, affermando: “è riduttivo etichettare con difesa e contropiede, ma pare evidente che la qualità del fronte offensivo Crociato, quando trova spazi, diventa letale”.
Non diciamolo troppo forte, perché riuscire a chiudere gli spazi, non dovrebbe essere esercizio tanto difficile da essere applicato da chi non vuole fare le fine di «Viva» Rini and company.
Resta il dubbio, irrisolto, di chi sarà il sostituto di Estèvez, non arrivato dal mercato: al primo raffreddore dell’argentino una sorta di Busquets di «barcelloniana» e «guardioliana» memoria che, in fatto di equilibrio apportato al club azulgrana, in piena era di «tiki taka» irresistibile, non aveva eguali e neppure sostituti all’altezza. La storia si ripeterà anche da noi? Non nel senso del tiki taka, s’intende, ma in quello che senza Estèvez si dovrà studiare qualcosa di nuovo. Bisogna studiare e non esaltarsi e basta per i singoli che fanno gol… Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

10 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / BISOGNA SAPER SCEGLIERE COSA VALE LA PENA MENZIONARE

  • Ma infatti. Godiamoci il momento senza per forza dover andare sempre a cercare il pelo nell’uovo. E basta su!

  • Triple-sec

    Non sono tanto d’accordo con quell’abitudine ormai comune di polarizzare sempre le discussioni e quindi neanche col domandare se nella costruzione di una squadra bisogna scegliere i calciatori sulla base della loro adattabilità a fondersi col “perfetto???” sistema di gioco deciso a priori dall’allenatore-santone (e in parte anche dai tifosi che vogliono vedere dello spettacolo) o se invece bisogna scegliere i giocatori più forti possibili per ruolo e poi costruirvi intorno un adatto (adattato) e magari già visto sistema di gioco. Alla fine, ciò che si mostra in campo (quando le cose vanno bene) è un prodotto finale reale ottenuto o con sapienza tattica o attraverso giocatori eccellenti o più verosimilmente dalla combinazione delle due cose. Non dimentichiamoci però che il progetto principale (e condizionante) uguale ad ogni latitudine è vincere (o al limite giocare bene) per fare guadagni (nella consapevolezza che se continui a perdere anche le tue entrate presto diminuiranno). Quindi? Quindi in una società senza grandi possibilità di compravendite (come la nostra) il mister dovrebbe creare ex novo, come un demiurgo, un sistema di gioco sulle caratteristiche dei calciatori a disposizione. Non vedo tante altre possibilità. Questa cosa Pecchia a Parma -l’anno scorso- ed il suo maestro Benitez quando era al Real (quindi per altre ragioni vista la enorme disponibilità economica della squadra spagnola), mi pare non siano riusciti o non l’abbiano voluta tanto realizzare… preferendo seguire la strada di uno studio tattico o “scientifico” scritto magari molto tempo prima a 4 mani a tavolino. E adesso a Parma cosa si potrebbe fare? Il progetto green è stato solo propagandato ma non è mai partito e forse non saremo mai attrezzati per iniziarlo. Se vogliamo quindi migliorarci dovremmo affidarci anche ai migliori giocatori possibili (le individualità..) che il nostro budget ci consentirà di raggiungere (anche in prestito, vedi Frosinone). Con i talenti arriva più facilmente anche la fortuna.
    Alla fine, il calcio è uno sport individuale giocato in 11. Sembra un collettivo ma poi basta inserire un Cyprien qualsiasi per scoprire che quello che si vede in campo deriva più dalla sommatoria delle qualità individuali che da un trattato di tattica. Concluderei così con le parole di Brera che diceva che in ogni squadra ci vogliono almeno “due punteros agili e coraggiosi”… e con un’osservazione personale…Il Mudo anche quando zappa il terreno fa sbocciare assist e meraviglie

  • Delprato, potrebbe se ce ne fosse bisogno sostituire Estèvez.!!!!

  • Pencroff

    Logorroico

  • Se c’è una cosa che detesto tanto quanto l’enfasi micragnosa e provinciale data al “derbi” è la fola dei “gemellagi”. Io disgusto tutte le altre squadre allo stesso modo. Non odio di più la Reggiana e non odio di meno la Scansdoria o l’Empoli di Corsi – che come da manuale dopo due anni in A programma la retrocessione per incassare il paracadute (di lì si spiegano Pezzella e Grassi, perfetti per retrocedere). La Scansoria non ha mai esitato a farci il culo anche in momenti per noi drammatici, Scansdoria che in un paese serio non sarebbe dovuta nemmeno essere iscritta al campionato. Occupa un posto in modo abusivo. Sono pieni di debiti come l’Argentina, hanno fatto transazioni col fisco indegne di un paese civile e Radrizzani è un tragattino del livello dei vari Cellino (da cui ha acquistato il Leeds e non aggiungo altro e con cui adesso è in causa), Saladini & C.. Mentre a noi nel 2015 hanno affondato, il sistema ha trovato il modo di farli stare in piedi (passare da Ferrero a Radrizzani è come passare da Macchia Nera a Gamba di Legno). Quindi lasciamo li con biglietti, gemellaggi e cazzate varie e pensiamo solo a demolirli. Mi auguro che facciano la fine del Benevento e della Spal, anticamera al fallimento.

    • Skaramacai

      Come scritto in un altro commento che non so se colpa del mio telefono o cosa non è passato,credo per Grassi e Pezzella sia l ultimo anno in A. Intanto son contento che Stroppa alla presentazione abbia tirato fuori la storia della A2,vediamo se arriva a gennaio cosa gli comprano ma ad ora sa che non riescono a salire

      • Più che ultimo anno in A direi una B1…
        Con la Roma hanno sfoderato una “prestazione” che se invece di Empoli fosse Foggia non sarebbero tornati a casa prima di tre giorni.

    • Figa Davide… Disgusti le altre squadre, disgusti quella per cui tifi… Guarda che esistono altri sport oltre al calcio! Rilassati e riprenditi.

      • Io tifo solo per il Parma, non per Scansdoria e Empoli che per me sono come Reggiana e Cremerdese. E tifo la maglia, non la società

  • Consiglio anche a Pirlo di andare dal barbèr perchè ne ha davvero bisogno. E nel suo caso ad fèr anca la bèrba, bèrba e cavì.

I commenti sono chiusi.