mercoledì, Luglio 24, 2024
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IL GALLO DI CASTIONE / BEVI LA COCA COLAK CHE TI FA BENE…

(Il Gallo di Castione) – Non ho ancora capito quale categoria mi fa ridere di più, se i comici o i maestri di vita che si moltiplicano sui social: voci demenziali, comiche, nichiliste, e spesso politicamente scorrette; invece io amo proprio quelle persone che se ne stanno “all’angolo in fondo, in silenzio”. Che forse sono i cosiddetti giusti di una poesia di Borges, le persone silenziose, che non amano apparire e che fanno il loro giusto dovere senza incollare manifesti di “quelli che stanno salvando il mondo”.
Poi amo le donne, perchè una donna ha sempre le idee chiare. Sa perfettamente ciò che vuole e ciò che non vuole anche se a volte le due cose coincidono, ma non è importante. La donna Ikea è quella perfetta: è svedese, costa poco, la porti subito a casa e la monti in 5 minuti.
Dio creò l’uomo, poi creò la donna. Poi creò di nuovo l’uomo, che l’altro era scappato: le donne sono un problema indispensabile, ma ho smesso di perdere tempo per le cose che non vanno mai come devono andare e non è rassegnazione, è ottimizzazione dell’unica vita che ho.
Ho smesso di farmi domande del tipo: ma Gesù era davvero capace di moltiplicare pani e pesci, o era solo bravo nel fare le porzioni? Sicuramente al Petitot non funziona moltiplicare le porzioni: se ci sarà la “rivolta dei maiali” si vendicheranno di sicuro.
Gli m&m’s verdi, nella dieta, valgono come verdura, giusto?
Stiamo preparando il derby, se son rose fioriranno, se son birre finiranno: giornate in cui mi sento come una strana figura mitologica metà ansia e metà anziano, un ansiano, ma mi consolo perchè con l’età arrivano tre cose. La prima è che perdi la memoria, le altre due non le ricordo, a mali estremi, bevi e rimedi.
Come dici Majo? Mi perdo via troppo e non parlo della partita? Arrivo, arrivo… Del resto la struttura del mio cervello non è adatta al pensiero, ma lui non lo sa e continua a partorire cretinate.

Dunque, una cosa che non ho mai fatto è dare voti. Ho criticato la scorsa partita i due novantenni (kg, mica età) e proprio loro hanno confezionato un gol da giustificare le due ore di viaggio; poi il nostro 11 (preso dalla serie C e non dal campionato belga) ci rifà un’altra magia coronata da un quasi assist che ci ha tolto l’umidità di dosso.
La squadra ha pressato, difeso e attaccato (Delprato nell’area avversaria al 94′ docet) per tutta la partita e non ricordo tanti abbracci e festeggiamenti per un gol come quello di martedì.
Che cosa voglio dire? Che la squadra gioca, soffre e gode tutta insieme e che chi ci gioca dentro trae beneficio dal lavoro di tutti. Poi se ci sono (e ci sono) gesti tecnici eclatanti, allora ci mettiamo anche la ciliegina sulla torta, che non guasta mica.
Colak si è studiato di nascosto i vecchi video del Parma e ha emulato storiche ramate barbutiane, così come Begic, entrando di prepotenza nella hit parade del gradimento dei tifosi Crociati.
Sono veramente contento: mi spiace che l’ebanico terzino abbia fatto una merluzzata rischiando di rovinare la festa.
Il mister ha poi cambiato entrambi i centrali difensivi, ma l’unico gol del Pisa lo ha regalato l’arbitro. La cui moglie stava festeggiando il compleanno in una spiaggia nudista dopo un grande aperitivo offerto alla spiaggia tutta: il tromba party dopo il pasticcio di viagra ha visto la signora sugli scudi. Questi direttori di gara non son mica delle volpi, piuttosto dei cervi…

Ma facciamo una breve cronaca della trasferta: ero a Pisa che cercavo di regolare il processo entropico, ovverosia di pareggiare l’umidità esterna della pioggia con quella interna della birra. Mi ha scaldato la progressione dello svizzero col passaggio al manzolone (simpaticamente detto) che con un dribbling e una spallata si è presentato solo davanti al portiere e lo ha battuto con uno scavetto.
Poi si è messo a piovere davvero e il vantaggio si è assottigliato, prima quello dei giocatori, poi pure il punteggio. Ero combattuto fra il desiderio che finisse presto la partita, ma poi l’ho proprio detto: ma se ballasse una palla in area, ora che un bomber ce lo abbiamo lì dentro? E mi è venuto: bevi la Coca Colak, che ti fa bene… Fatti la Coca Colak che ti fa gioire…

Ci sono momenti in cui va bene tutto: non ti spaventare, non dura. Ho parlato del derby e dei testa quadra con la mia mamma novantenne (stavolta di età) e lei mi ha detto: l’importante è che non me li porti a casa.
Di quanto sentiamo l’importanza della prossima partita fatico a spiegarvelo, chi non c’era nelle ultime dieci partite con la squadra d’oltr’Enza farebbe fatica a capire anche se ce lo spiego, ho cercato di fare il quadro della situazione, ne è uscito l’urlo di Munch.
Spero che la cronaca “nera” non superi la cronaca sportiva: purtroppo l’universo è formato da: protoni, elettroni, neutroni e coglioni.
Le vie del Signore sono infinite: è la segnaletica che lascia a desiderare. I violenti e i cerebrolesi che vogliono fare le guerre non dovrebbero mai rovinare le competizioni sportive, oltretutto si sentono eroi o guerrieri, ma sappiate che sarete importanti come la trama di un film porno e tutti vi guarderanno come una multa sul loro parabrezza. Buon derby a tutti. Il Gallo di Castione

Stadio Tardini

Stadio Tardini

3 pensieri riguardo “IL GALLO DI CASTIONE / BEVI LA COCA COLAK CHE TI FA BENE…

  • Sono finiti i soldi 💰

    • Bravo

  • E dopo averla bevuta, vorrei ruttare in faccia a quel cervo dell’arbitro di Pisa.

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