venerdì, Luglio 19, 2024
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L’INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DEL PALLONE di Luca Tegoni / QUANDO L’INCREDULITA’ LASCIA SPAZIO ALLA CONTENTEZZA (HIGHLIGHTS)

(Luca Tegoni) – L’incredulità (la mia e, forse, anche quella di molti altri) lascia spazio alla contentezza quando Charpentier alza le mani per esultare dopo aver segnato. Una bella progressione, dinoccolata e potente, di Hernani crea il varco per il compagno che, dopo aver controllato il pallone, lo calcia in rete verso il palo opposto.

Sul due a zero la partita sembra spegnersi e il Parma mantiene il controllo delle azioni. Poi verso lo scadere del tempo, come è successo anche nel primo tempo, il Como prende il sopravvento e per poco non riesce a pareggiare. Dimezza lo svantaggio e poi torna a casa.

Il primo tempo comincia con un pressing molto insistente del Parma che costringe il Como a disfarsi in malo modo della palla ogni volta che riesce ad impossessarsene. È quindi il Parma che esercita una netta supremazia e sviluppa una grande mole di gioco che riesce a finalizzare molto presto con Man che entra in area da destra ed infila il portiere che non copre adeguatamente il palo più vicino. Il Parma insiste e mantiene il possesso della palla portandosi molte volte a ridosso e dentro l’area senza però riuscire a tirare con efficacia. Molte volte i tiri vengono intercettati dai corpi dei difensori che si barricano in area. Anche Colak non riesce mai a liberarsi per un tiro pulito anche se è spesso ben posizionato. Mi sembra che la logica offensiva con Colak anziché con Bonny non sia cambiata. Il Parma cerca più spesso le vie interne anziché i cross in velocità dal fondo e questo limita le doti da centravanti di Colak.

Un paio di azioni sul finire del tempo del Como tengono in apprensione il Parma. La partita non è chiusa.

Il secondo tempo è particolarmente disordinato e noioso. Il Como sembra tentare la rimonta ma la difesa del Parma, soprattutto con Circati e negli ultimi minuti con Chichizola, non lascia possibilità di offesa. Poi il gol del Parma e i pericolosi tentativi del Como segnano il finale di partita.

Gli sbandamenti degli ultimi minuti in entrambi i tempi evidenziano che per vincere il campionato, in qualsiasi serie si giochi, è indispensabile mantenere la concentrazione sempre ai massimi livelli.

Buona prestazione del Parma che vince con merito due a uno con gol di Man nel primo tempo e di Charpentier nel secondo. Luca Tegoni

Stadio Tardini

Stadio Tardini

2 pensieri riguardo “L’INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DEL PALLONE di Luca Tegoni / QUANDO L’INCREDULITA’ LASCIA SPAZIO ALLA CONTENTEZZA (HIGHLIGHTS)

  • Triple-sec

    Ottima analisi leggera, essenziale ma analitica e molto condivisibile del confronto. Di seguito il mio contributo.
    Qualche giorno fa decisi di passare il pomeriggio alla casa del cotechino e lì incontrai Caio un amico d’infanzia di Pecchia e di Porta. Ricordo di essermi seduto al suo tavolo e che, dopo qualche fetta di insaccato nostrano e qualche bicchiere, mi confidò che il mister era turbato. A quelle rivelazioni risposi con segni d’intesa riferendole, tra me e me, alla pericolosità del Venezia e del Palermo. Il mio interlocutore però non si curò di me e lasciò cadere le domande che seguirono. Piano dondolò il capo e poi anche lo Scotch prese ad ondeggiare tracciando archi stretti nel bicchiere. Capii allora che non erano quelle le cause della sofferenza del mago di Formia. All’improvviso Caio dopo aver trangugiato in un sol sorso l’acquavite rimasta, mi raccontò tutto d’un fiato che P and P avevano il vizio del gioco…che tutti gli anni a Ferragosto e Natale si riunivano con amici e familiari (e P-ederzoli) ad Anzio a giocare a Tombola… e che temevano che se il P-aparazzo l’avesse scoperto e poi rivelato a P-ardo, avrebbero potuto subire qualche P-rovvedimento. Sollevato, lo rassicurai dicendogli che non stavano facendo niente di male. Caio non mi rispose, si alzò e se ne andò portando con sé immutata la smorfia di preoccupazione che poco prima gli era comparsa in viso e resa ancora più severa dal toscanello che si era acceso camminando. Io invece decisi di rimanere tra gli insaccati… Misi Fripp in cuffia e provai a pensare. Si stava bene ma fu solo dopo due ulteriori fette di cotechino e un bicchiere di gin tonic ghiacciato che mi ricordai di quel giorno di fine estate quando incaricato di lavare il Suv di Pecchia, vidi a terra, proprio sotto la porta del conducente, una piccola borsina di velluto gialloblù siglata FP che subito raccolsi e consegnai (non prima di averla, curioso, ispezionata) ad Oliver, nominato dopo il matrimonio nuovo custode di Collecchiello. Ricordo bene che quel sacchetto conteneva 26 bussolotti numerati e 38 cartelle con spazi vuoti disposti su 4 file (4 alla base poi 2, 3 ed infine 1 in alto). Non ho però mai capito a cosa potessero servire. E perché erano 26??

    Tornando a ieri….forse non il migliore 11 iniziale e cambi che solo chi è Pecchiano o crede nel caso e nella tombola può capire. Allenatore sfrontato che invece di terminare la partita, ha smontato la squadra per concedere qualche minuto ai giocatori meno utilizzati e molte sofferenze ai tifosi, lasciando che la contesa si riaprisse e fosse salvata nel finale da Chichizola. Alla fine però abbiamo portato a casa il jackpot non grazie al rigorista (quante palle perse…) e neanche grazie al Ranger o a bon da Bo-nny ma grazie all’improbabilissimo.. Charpentier (10) eroe per caso (a giudicare dagli scricchiolii provenienti dalle sue articolazioni). Ps Questa scelta verrà contabilizzata come mossa Tattica o di Kulo… di Pecchia? Bò di Bonny… Ma va bene di benek così. Mi aspetto che molto presto sia Cyprien di Cippa a togliere le castagne dal fuoco al mister e il posto a Bernabè (7)… che insieme a Lupo-Circati (7) e Chichi (7) è stato il migliore in campo. Io però continuo a rimpiangere Jack Mudo Frusciante uscito dal gruppo e a pensare che Zappa-DelPrato non sia un centrale visto il doppio lavoro che ha dovuto sostenere il suo giovane compagno. Resta ancora da capire come entrare in area avversaria.

  • A me Colak piace, ma bisognerà trovare un compromesso per farlo rendere con il gioco di Pecchia, che appunto prevede pochi cross (anche perchè non abbiamo grandi crossatori).

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