lunedì, Marzo 4, 2024
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CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / FINE DEL DE-COSTRUZIONISMO (EX CATENACCIO)

(Gianni Barone) – Una volta, non tanto tempo fa, il SudTirol, per mano e mente del suo condottiero, aveva un’identità precisa che la contraddistingueva e la distingueva da tutte le altre squadre della serie B, al punto che lo stesso Pecchia così l’aveva descritta in sede di presentazione “è una squadra che vuole difendersi fino allo stremo per poi giocare in ripartenza e lo fa con grandissima qualità”. Nel senso di strenuamente. Parole di circostanza, verrebbe da dire, vedendo come la compagine altoatesina abbia subito il primo gol del Parma, dopo solo pochi minuti di gioco, lasciando a Bonny una prateria libera e incontrollata fra sé e l’area di rigore, favorendo la staffilata vincente del francese senza opposizione alcuna.
Incredibile, ma vero: se anche il roccioso SudTirol, bestia nera dei Crociati che mai avevano vinto contro di loro e che mai avevano avuto l’agio di segnare un gol, non resiste “all’approccio veemente”, come lo stesso tecnico gialloblù lo aveva definito, vuol dire proprio che qualcosa sta per cambiare e qualcosa di veramente nuovo ed inedito sta per accadere.
«La vita è ciò che ti succede quando sei impegnato in altri progetti», cantava John Lennon: per il Parma sta succedendo ciò che la sua vita sembra aver progettato in anticipo o strada facendo. Che importa? Crolla il de-costruzionismo del SudTirol, frana il difensivo acuto e convinto di chi se n’è sempre infischiato dell’estetica corrente e ha convintamente portato avanti un discorso “ontologico” di difesa serrata e del contropiede quasi “metafisico” nelle intenzioni e ha creato agli avversari esuberanti e supponenti fastidi e complicazioni oltremisura.
Anche l’ultimo dei difensivisti convinti ha alzato bandiera bianca e si è avviato verso una sorta di pentimento o di ravvedimento operoso verso più comodi o esegetici risvolti di calcio manovrato pseudo offensivo quasi propositivo tout court o mezzo court. Tutta questa metamorfosi inattesa si è manifestata al cospetto del Parma leggero nell’animo, ma potente nello spirito come non mai.
Questa la sentenza del Tardini, dove il famigerato “pullman” metaforico che tutti attendevano si è defilato ed è uscito dalla vista di tutti e si è indirizzato dritto, dritto verso il deposito di un’incauta resa. Dal canto suo, Pecchia, nell’imbarazzo della scelta, ha optato per le solite sorprese, sconvolgendo le certezze di chi vorrebbe titolari e riserve assolute e non si capacita mai di accettare tutta questa tendenza a cambiare faccia, fisionomia ad ogni partita. Balogh e Begic, nessuno li avrebbe mai attesi o pronosticati dall’inizio, come nessuno si sarebbe mai immaginato di vedere Bonny sotto punta alle spalle di Colak (anche se molti lo hanno laicamente predicato con laudi televisive), invece anche chi come Hernani, Camara contro il Lecce aveva riposato non ha trovato spazio immediato. Il tutto per creare imbarazzo a chi aveva il compito di prevedere le contromosse ideali per arginare le gesta della capolista.
Ne é venuta fuori, dopo queste premesse, la solita prestazione condita di ritmo, intensità, verticalità e velocità allo stato puro, scombinando i piani degli avversari costringendoli a snaturarsi in un gioco per cui, finora, non parevano essere tagliati al punto giusto.
L’aver superato con orgoglio anche chi solitamente rappresentava, stante ai risultati passati, un ostacolo insormontabile, restituisce un surplus di fiducia e autostima che concorrono a rendere più spedita e sicura la marcia dei Crociati in questo mirabolante inizio di torneo.
Anche la fase difensiva, ultimamente sotto accusa, ha funzionato e la coppia difensiva giovane, tempo fa contestata, ha dimostrato di essere all’altezza della situazione, nel processo di maturazione individuale al servizio della squadra.
L’aver scavato un solco con la terza piazza della classifica garantisce quella sicurezza necessaria per affrontare il prossimo impegno con un Lecco rilanciato e rinfrancato che dovrà essere affrontato con quella dose di umiltà che, a fronte del primato in graduatoria, non dovrebbe mai essere dismessa o ignorata.
Anche la coppia di mediani tanto diversi tra loro per caratteristiche e doti, quanto complementari per compiti espletati, convince e garantisce supporto continuo ed efficace agli avanti.
Anche chi entra dopo o chi non entra o chi lo fa per poco, continua a non sentirsi escluso o fuori dalla fiducia, e tutto questo rappresenta un valore e una forza aggiuntive in un momento brillante che tutti vorrebbero non finisse mai per contrastare tutto quello che gli altri non dicono e per assecondare tutto quello che il campo continua a rivelare e a esaltare partita dopo la partita, con la consapevolezza che a furia di tenere i piedi per terra si possa cominciare o tentare di volare senza offendere nessuno e senza offuscare quel senso di squadra unita e convinta che produce entusiasmo e stima. Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

19 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / FINE DEL DE-COSTRUZIONISMO (EX CATENACCIO)

  • Un pensiero a Paperino Carra..a Catania la situazione è calda..ma d’altra parte in bassa Italia ed in Trinacria gli animi sono più focosi che dalle nostre parti e le cannelle là hanno le gambe corte. Se non arrivano i risultati, le pressioni non si limitano a critiche sui forum (cosa che dalle nostre parti sembra ormai vietata nell’ottica del pensiero unico shhhhhhhh come diceva quello sui trampoli davanti alla Banca dell’UPI), ma gli animi si “scaldano”….
    Dorial alè alè, il 25 aprile..

    • IPSE DIXIT

      Un pensiero anche al Mago di Stoccarda, per le 4 pere prese mercoledì in Coppa Italia da una squadra di “giovani di belle speranze col gioco dal basso”…
      Sempre nel lecito, checché se ne dica.

      • Ricordati che quel signore lì ci ha salvati con Scozzarella, Ceravolo, Grassi, Cicirotto, Dezi, percependo uno stipendio da operaio della vetraria e col contratto in scadenza. Per me resta un genio assoluto

    • Ossessione

      Davide ci spieghi perché odi così tanto la vecchia gestione del Parma? Ti han trombato mojera?

      • No a naso forse tirava la volata anche lui al cineasta. Poi sappiamo tutti com’è finita.

    • saresti un perfetto emigrante al sud, senza industrielleini di tomacche, buslottari, parsutai: vai in quelle terre più degne della tua esuberanza e della tua produzione di testosterone aggressivo

      • 🤣😂😆

      • E soprattutto terre dove esistono i barbieri.

  • Siberianhusky

    Non è che il SudTirol abbia cambiato filosofia di gioco, nell’occasione del vantaggio del Parma si è allungato un po’. Contro altre avversarie se lo può permettere, ma il Parma ha tanti giocatori veloci e l’azzardo è stato pagato caro.
    Nei minuti precedenti qualche piccola crepa difensiva del Parma aveva ingolosito la squadra di Bisoli…che comunque ha fatto vedere qualche buon elemento.
    Odogwu è un giocatore molto sottovalutato che farebbe comodo anche al Parma l’anno prossimo e Tait è un centrocampista valido.
    La vittoria di ieri è molto importante perché è stata chiara, ottenuta contro una squadra che non regala nulla e che probabilmente a fine campionato disputerà i play-offs

    • Skaramacai

      Ma l anno prossimo siamo in serie a,la rosa è da puntellare con Odogwu?io spero proprio che Krause abbia imparato la lezione, e se ascolta Pecchia mi sa che degli Odogwu non ne arrivano

      • Odogwu io me lo ricordo nell’alto vicentino in serie d, lì segnava un sacco di gol…

  • Concordo in pieno con te su Tait (che io avrei preso in estate e correrei a prendere a gennaio per tappare il buco a centrocampo che sicuramente non può colmare Cyprien che non sta neanche in piedi) e Odogwu, ancora un pò grezzo, ma fisicamente “da premier”. A me non dispiace neanche Casiraghi, che vorrei vedere allenato da qualcuno che non sia Bisoli (di cui invece prenderei il figlio che è un mio pallino). Anche in casa Salernitana, già retrocessa, ci sono un paio di esuberi interessanti. A gennaio occorre muoversi perchè le dirette concorrenti lo faranno, sperando che Pederzoli abbia finito da Arvedi e abbia qualche ora da dedicare a Craus.

    • Sicuramente Tait è un buon gregario ma va per i 31 anni, sicuramente discreta pedina di ricambio per la B (non adatto per la A) ma dissento sulla sua utilità alla causa gialloblu, primo perchè il centrocampo del Parma ha tutti uomini di qualità, con una tecnica individuale molto alta, su precisa scelta dell’allenatore che per sviluppare il suo gioco ha bisogno di centrocampisti che sappiano palleggiare (da noi anche il portiere deve saper giocare bene la palla), secondo perchè il centrocampista meno tecnico che abbiamo (Hainaut) è più forte, più giovane e più duttile di Tait eppure riesce solo raramente a trovare posto in rosa (a Lecce è suo il merito sul primo gol di Sohm) e terzo perchè abbiamo comunque tanta abbondanza a centrocampo ed abbiamo ampiamente dimostrato di avere equilibrio anche senza Estevez. In ultimo Pecchia sta facendo crescere il talento della primavera Haj che è aggregato alla prima squadra e va spesso in panchina. E’ un ragazzo di prospettiva con gamba e tecnica, meglio puntare su di lui.

      • Infatti noi abbiamo bisogno di un gregario di esperienza che possa rimpiazzare e far rifiatare Estevez. Non penso Tait abbia un costo da Bellingham, nè un ingaggio alla Benzema. E’ un ottimo rincalzo appunto e sarebbe utilissimo alla causa, per un girone di ritorno da fare in apnea serve gente pronta e tosta.

      • Siberianhusky

        Spiego perché ho citato i due giocatori del SudTirol.
        Il Parma ha ormai un’identità di squadra ben definita, per affrontare il prossimo campionato ( ormai è chiaro che la promozione possiamo buttarla via solo noi ) non ci sarà bisogno di massicci interventi sul mercato.
        Perciò credo sia meglio cercare profili abituati a lottare con il coltello tra i denti nelle categorie minori, disposti a svolgere inizialmente un ruolo non da protagonisti, ma in grado di consentire a Pecchia soluzioni utili in determinati frangenti delle partite.
        Gente alla quale non deve insegnare le
        cose dal principio, abbiamo visto quanto c’è voluto per impararle a giocatori che adesso stanno facendo
        molto bene.
        In Serie A non ci sarà tempo e se per mezz’ora ti serve un centravanti boa, meglio un Odogwu dello Zirkzee di tre anni fa, se ti serve un centrocampista affidabile il Tait di oggi è più utile del Sohm di allora.
        Quando il Parma di Scala fu promosso, gli unici innesti “strutturali” furono quelli degli stranieri, Cuoghi era un po’ quello che potrebbe essere un Tait o chi per lui. Un giocatore valido, per il quale molti pensavano che la carriera non potesse più avere dei picchi.
        Non scordiamoci che ormai le partite si giocano in 16 e che avere a disposizione dei giocatori specializzati da utilizzare quando tatticamente è necessario, diventa indispensabile.
        Ormai bisogna valutare i giocatori non solo in base al loro valore assoluto, ma per quanto possano essere utili all’occorrenza.

  • Triple-sec

    Elogio della ragion pratica. Se con l’Ascoli il Parma ha giocato per me la miglior partita, con i Tirolesi abbiamo assistito forse alla miglior gestione della squadra in gara, di Pecchia, in 2 anni.
    Finalmente il mister ha fatto riposare Benek (nelle ultime partite inespressivo) e ha proposto l’atteso Colak-9 questa volta dall’inizio. A quel punto, automaticamente, per non rinunciare all’irrinunciabile.. ovvero a super Bonny, bisognava necessariamente dare al ragazzo la maglia da 10 e mezzo (forse il suo ruolo naturale) a costo del sacrificio di Sohm. All’allenatore restava quindi solo da decidere chi tra Mihaila e Begic-Rock mettere sulla sinistra orfana del Polacco. La scelta è caduta sullo Sloveno (discreta partita la sua), giocatore più di relazione rispetto al Rumeno. Nessuna sorpresa in difesa con la necessaria conferma di Zappa-DelPrato esterno (ruolo da lui prediletto…che ha ripagato il mister con il secondo assist in 2 partite consecutive e cross e coperture..) e, vista l’assenza di Osorio, con l’indispensabile presenza nell’11 di Balogh (dato che, aspettando il rientro di Valenti, i centrali di ruolo sono 3). Sorprendente invece il timing delle sostituzioni (molto buona la decisione di far entrare Ansaldi ed Hernani subito ad inizio di 2° tempo) ed ineccepibili le scelte dei successivi cambi. Direi quindi che l’unica vera rotazione è stata quella di Benek mentre l’entrata di Colak è stata solo anticipata rispetto al solito per poterlo vedere insieme a Bonny. I 2 mediani, i tenori, gli esterni difensivi e il portiere sono i soliti noti.
    I tenori come al solito hanno fornito un’ottima prestazione e Bon-da-Bonny, giocando forse nel suo ruolo prediletto, ha dato un super rendimento con gol incluso. Deve solo stare attento a non perdere l’umiltà che finora lo ha accompagnato, a non eccedere in virtuosismi. Questa formazione ha avuto il merito di riuscire ad allargare i margini del campo e contro una squadra razionale ma senza fantasia e non rapida come i Tirolesi la nostra tecnica individuale, la nostra pratica (o conoscenza) e la nostra energia, ci hanno permesso di prendere il controllo della partita e di mantenerlo per tutti i 90 minuti. Anche questa volta per una frazione di gara il Parma ha alzato Bernabè e ne abbiamo tratto beneficio. Credo che solo squadre molto veloci potrebbero metterci in difficoltà. L’unica mia preoccupazione al momento è che penso che siamo già a tutto gas.
    Ps in un’intervista Pecchia ha lodato Bonny, Colak e Balogh. Certamente un lapsus per lui…(subito corretto).

  • pecchia for ever salvaci tu...

    PECCHIA è un MAGO con la bacchetta magica inesauribile ad ogni turno estrae un coniglio di colore diverso dal cilindro. E’ un pozzo di San Patrizio di idee sempre vincenti che ha trasformato le zucche in carrozza ed è l’autentico mattatore di questa squadra.
    Chi avrebbe scommesso dei tanti soloni del giorno dopo e dei tanti rosiconi anonimi in un avvio così trionfale da marcia dell’Aida, direi faraonico, di una rosa più volte criticata e derisa dai pennivendoli e da tantissimi altri, forse nessuno.
    I tanti brutti anatraccoli e rospi vari trasformati in pedatori di prima classe dal nostro Potter sono una prova delle sue prodezze e del suo valore, teniamolo stretto.
    Grazie a lui la cenerentola è ora una una regina.
    Forza Parma

    • Aggiungerei che se dovesse stravincere il campionato a mani basse lui si che farebbe un vero miracolo sportivo con quei scappati di casa presi con l’algoritmo che si trova per le mani.

  • Ora con il Lecco bisognerà evitare di ripetere quello che è successo a Venezia. Vincere prima della sosta sarebbe un altro bel messaggio dato al campionato.

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