martedì, Aprile 23, 2024
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GIAN CARLO CECI L’HA VISTA COSI’: “CON UNA PROVA DI FORZA CONTINUA LA MARCIA DEL PARMA”

(Gian Carlo Ceci) – Continua la marcia del Parma che, battendo, con una nuova prova di forza, il SudTirol dopo 12 partite è arrivato a quota 29 in classifica e ora ha cinque punti di vantaggio sulla seconda, il Venezia, e sei sulla terza, il Palermo.
E’ un Parma da record, primo attore e assoluto protagonista del campionato: vince e convince e, giustamente, questo fa ben sperare che sia proprio l’anno buono per il ritorno nella massima serie.
Anche l’esame SudTirol, temuto per i precedenti della scorsa stagione (con i Crociati aveva vinto in casa e pareggiato al Tardini senza subire gol) è stato brillantemente superato: oltre a far segnare un maggior possesso palla, la squadra di Pecchia ha concesso poco agli avversari e in attacco è stata letale come dimostrano le conclusioni dei Crociati che hanno centrato la porta tre volte, realizzando due gol.
Contro la squadra di Bolzano si è visto, per continuità e superiorità, il miglior Parma della stagione, una nuova molto positiva prova della compagine cara al presidente Krause che, diversamente dal recente passato quando ha mostrato di calare nella ripresa, è sempre stata padrone del campo.
La squadra impressiona per sicurezza e determinazione e con il SudTirol è addirittura apparsa, in certi momenti, fin troppo leziosa con molti singoli che, come poi ha detto Pecchia in conferenza stampa, hanno ecceduto in colpi di tacco e preziosismi e spesso, anziché affondare e giocare in verticale, hanno preferito mantenere il possesso palla retrocedendo per poi far ripartire, con una manovra molto elaborata, l’azione dal basso.
Tutto questo, giusto sottolinearlo, contro avversari che, tecnicamente, sono apparsi nettamente inferiori, ma non peggiori di altre squadre precedentemente affrontate: gli altoatesini hanno cercato di limitare i Crociati anche con le maniere forti, come testimoniano i 5 cartellini estratti dall’arbitro (non 8 come poi si è lamentato, per giustificare la prova della sua squadra, Bisoli che probabilmente aveva preparato sulla difensiva, ma ha dovuto modificare le intenzioni dopo il gol di Bonny) che, per essere più precisi, ne ha risparmiato uno all’autore del fallo da rigore su Bernabè, Davi, che, già ammonito nel primo tempo, avrebbe dovuto essere, come prevede il regolamento, nuovamente sanzionato e quindi espulso per somma di ammonizioni.
Anche con il SudTirol Pecchia, schierando subito Colak e chi da qualche tempo vedeva iniziare la partita dalla panchina, Balogh e Begic, ha nuovamente sorpreso tutti, sia con l’undici iniziale che per l’impostazione tattica: un turnover imprevisto, se non fosse che il tecnico cambia sempre la formazione. Per la prima volta si sono visti in campo due punte anche se poi Bonny, che sfruttando l’ormai solito travolgente inizio ha firmato una strepitosa rete, ha svariato e spesso è retrocesso agendo alle spalle della prima punta.
Imprevedibile anche lo schieramento tattico con un centrocampista in meno e un attaccante in più e questo 4-4-2, che spesso diveniva 4-2-4 e alle volte 4-1-4-1, deve aver trovato impreparato il polemico Bisoli e la sua squadra che ha molto subito e dimostrato difficoltà a contenere le pericolose iniziative dei Crociati che, oltre al gol, hanno creato molte azioni pericolose.
Nella ripresa Pecchia ha nuovamente modificato il sistema di gioco della squadra: inserendo Hernani per Begic, ha rinforzato il centrocampo e ancor più evidente è stata la superiorità del Parma che, mantenendo sempre senza grandi problemi il controllo del gioco e alto il ritmo, a tratti ha dato spettacolo e, oltre il rigore del 2 a 0, ha creato altre occasioni da rete.
Con la bella e meritata vittoria sul SudTirol questa squadra, che non finisce di stupire e appare sempre più in crescita, conferma di essere in forma anche atleticamente e di avere grandi possibilità: al Tardini ha fatto vedere nuovamente, e in maniera più continua, quanto e come è capace di imporre il proprio gioco e questo dovrà dimostrarlo e ripeterlo anche domenica prossima a Lecco (dove il Parma sarà privo di Man: premiato dall’AIC come miglior calciatore del mese in serie B, il rumeno si è infortunato alla fine della partita con il SudTirol) contro un avversario da non sottovalutare perché, a dispetto della classifica, i lariani appaiono in crescita di rendimento.
Da quando l’ex Crociato Emiliano Bonazzoli si è seduto in panchina al posto di Luciano Foschi, esonerato alla nona giornata, la squadra lombarda da quattro turni è in fase positiva: ha superato in rimonta Pisa e Palermo e pareggiato a Reggio Emilia e in casa, nel recupero infrasettimanale, con lo Spezia. Con questi risultati i neroazzurri sono risaliti in classifica e hanno distanziato di tre punti Ternana e FeralpiSalò che attualmente occupano le ultime posizioni in classifica.
Il Lecco gioca con uno schema 4-3-3 che diventa un 4-5-1 quando difende, costruisce dal basso e ha problemi in fase offensiva, specie fra le mura amiche, dove ha segnato solo quattro gol e ne ha subiti dieci: in casa non ha ancora vinto una partita e si augurano che questo si ripeta i tifosi del Parma che, vedendo le prestazioni della squadra di Pecchia. possono sognare e, a dimostrazione tanto entusiasmo, già a metà settimana avevano esaurito la disponibilità dei biglietti, ottocento, riservati agli ospiti. Gian Carlo Ceci

Stadio Tardini

Stadio Tardini

12 pensieri riguardo “GIAN CARLO CECI L’HA VISTA COSI’: “CON UNA PROVA DI FORZA CONTINUA LA MARCIA DEL PARMA”

  • Luca Ermacora

    Domenica a Lecco una bella prova del 9. Forza ragazzi, dimostriamo che non siamo primi a caso.

  • Shhhhhhh 🤫 silenzio 🤐 come diceva quel signore sui trampoli davanti alla Banca dell’UPI in piazza
    Bocche cucite non si sa nulla..di Man si apprende dalla Romania, di Partipilo si sono perse le tracce…

    • Triple-sec

      Solita roba. E il silenzio sul nuovo direttore Inglese? krause vuole solo direttori. Leggendo l’organigramma uno pensa ad una società con centinaia di persone invece tutti questi dirigenti non hanno nessuno sopra di loro (a parte il divino) e nessuno sotto di loro. Io mi chiedo ancora perché sia stato silurato il povero Galli…e dismessa la sua area metodologica. In fondo anche questa era rappresentata solo dalla sua persona…che fastidio dava?

      • Era amico di Romagnoli

        • 😄😁😆

  • Triple-sec

    Sì, sono d’accordo a parte la critica di leziosità alla squadra. Bonny in un paio di occasioni ha ecceduto in virtuosismi ma sono stati episodi e io non mi sono accorto di svenevolezze sistemiche. Il problema adesso di Pecchia sarà quello di sostituire Man. Le opzioni, anche se di livello inferiore, non mancano a partire da Benek, Hainaut, Camarà (forse non ancora in forma). Io però rivedrei volentieri la formazione che ha affrontato i Tirolesi e la soluzione più semplice potrebbe essere quella di proporre Coulibaly al posto del Rumeno col piccolo rischio di avere in campo entrambi i terzini destri.

  • Al posto di man io farei giocare begic

  • Triple-sec

    Anatomia di una rosa. In tutti gli sport di gruppo ci sono titolari e riserve e, nello sport agonistico, è la cosa più normale del mondo. A Parma però ci dobbiamo distinguere, non vogliamo (chissà perché) questa suddivisione e attribuiamo al mister il merito di averla abolita. Ma sarà vero? E’ molto interessante vedere come le parole dell’allenatore (dette solo per tenere unita la squadra) con il sostegno dei media, ci abbiano fatto credere che davvero Pecchia stia utilizzando una rosa allargata ed intercambiabile….dove tutti hanno le stesse probabilità di giocare e dove ognuno può essere considerato titolare (e magari aspira a percepire anche lo stesso stipendio….). Ma questo al momento NON è vero. Basterebbe dedicare un po’ di tempo ad analizzare i minutaggi. Potremmo invece eventualmente sostenere che tutti vengono fatti sentire titolari… Anche quest’affermazione però andrebbe soppesata… Non serve aver fatto parte di squadre di calcio per comprendere che chi gioca meno non riuscirà mai a considerarsi titolare (e perché mai dovrebbe…?). Possiamo invece (con un po’ di prudenza) credere che il gruppo sia unito (e non sarebbe poca cosa).

    Metodo: Banalmente consideriamo titolari i giocatori che su 1080 minuti (12 partite) ne abbiano giocati almeno la metà. Diciamo dai 500 min in su. Definiamo non titolari quelli che hanno giocato da circa 300 minuti in giù. (300 minuti sono 25 minuti a partita….). Quelli che sono stati utilizzati dai 100 minuti in giù li eliminiamo dall’analisi (sono gli infortunati, le super-riserve etc.etc). Analizziamo adesso le prime 10 squadre in classifica (ad esclusione della Cremonese per cambio allenatore) e vedremo che tutte le formazioni si equivalgono in quanto ad utilizzo della loro rosa.
    La prima cifra rappresenta il numero di giocatori utilizzati dai 500 minuti in su. Il secondo numero gli altri. Segue poi il loro rapporto percentuale. Maggiore è il numero dei primi e più grande è la loro percentuale, maggiore sarà l’impiego (omogeneo) della rosa.

    Parma 12-8 (60/40%) /// Modena 11-9 (55-45%) /// Tirolo 12-9 (57-43%) /// Cosenza 12-10 (55-45%)
    Bari 11-7 (61-39%) /// Venezia 13-5 (72-28%) /// Palermo 14-6 (70-30%) /// Como 12-9 (57-43%) /// Catanzaro 12-9 (57-43%) etc etc

    Come si vede non c’è nessuna differenza nell’impiego dei giocatori nelle prime 10 squadre (quasi tutte hanno utilizzato 12 giocatori, che arrivano a circa 20 considerando il secondo gruppo) e anche il rapporto percentuale è identico. PS Se andiamo nei dettagli… per avere la situazione di massimo utilizzo della rosa (24 giocatori con uguale minutaggio…) tutti avrebbero dovuto giocare 500 minuti. Nel Parma invece il minutaggio medio dei “titolari” è di 770 vs una media di 848 delle altre squadre. Quindi le rotazioni/intercambiabilità di Pecchia hanno influito risparmiando ai “titolari” 6.5 minuti a partita……. (o detto in altro modo facendogli giocare 1 partita in meno su 14….) rispetto alle altre squadre. Fa ti. Inoltre, nel Parma il gruppo dei titolari gioca il doppio dei minuti del gruppo riserve come nelle altre squadre.

    Risultato finale: Nel Parma il monte minuti delle 12 partite è stato giocato per 2/3 da 12 giocatori (i titolari) e per 1/3 dagli altri 8 (i non titolari). Normalizzato per giocatore il gruppo titolari nel Parma gioca il 2,13 volte di più del gruppo riserve. Nelle altre gioca 2,38 volte di più

    In sostanza FINORA le categorie Titolari/Non titolari continuano ad esistere anche nel Parma.. se è vero che c’è un gruppo che gioca più del doppio di un altro. Nelle altre squadre i titolari rispetto alle riserve giocano solo un po’ più di noi (2.38 vs 2,10 volte, cioè circa 10-11min su 90). E questa è la “rivoluzione” di Pecchia… Credo pertanto che si possa dire che a parole… abbiamo solo stabilito che per definizione i nostri sono tutti titolari anche quelli che il mister fa giocare poco o non fa giocare.

    Cmq, sono convinto al 100% che continueremo a dire che Pecchia è un mago anche perché sta utilizzando, a differenza degli altri, tutti i giocatori che ha a disposizione indifferentemente ed intercambiabilmente … Eppure non è vero.
    PS questa volta Pen-croff hai ragione. Lo scritto è un po’ lunghetto….

    • Quindi???

      • Triple-sec

        Niente… volevo solo dire che anche noi siamo come tutte le altre squadre con titolari e non titolari e che nell’arco di un campionato (in caso di infortuni o cali di forma) le seconde linee dovranno dimostrare di valere come i titolari.

        • Meno di tre righe, bastavano!

    • Triple-sec

      Ps Purtroppo ho commesso un errore. Riscrivo i risultati finali. Nel Parma le 12 partite sono state giocate per il 78% da 12 giocatori (i titolari). Nelle altre squadre per l’85% dai 12 titolari. La normalizzazione per giocatore che avevo scritto non è corretta. Questi sono invece i dati revisionati. Un titolare nel Parma gioca circa 70 minuti a partita e 77 nelle altre squadre. Una riserva nel Parma gioca una media di 27 minuti a partita e 17 minuti nelle altre squadre. La sostanza però non cambia.

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