martedì, Febbraio 20, 2024
Giovanili Parma CalcioNews

GIAN CARLO CECI L’HA VISTA COSI’: “EVITATA UNA SCONFITTA BEFFA…”

(Gian Carlo Ceci) – “E’ bene ciò che finisce bene”, e visto come si erano messe le cose al Tardini con il Modena, è andata bene al Parma che ha evitato una sconfitta beffa. Perché beffa sarebbe stata se, in pieno recupero, con un gol realizzato dopo una delle tante mischie in area modenese dal poco entrato Partipilo, i Crociati non fossero riusciti a chiudere in parità un confronto che, sicuramente, non meritavano di perdere dopo la notevole reazione al gol degli ospiti che si è concretata in tre parate straordinarie di Seculin (portiere trentatreenne dal modesto passato che ha giocato perché Cragno, il titolare, era infortunato): un salvataggio sulla linea, un rigore sbagliato, una traversa, e sette pericolose conclusioni contro una dei modenesi, il gol.
E proprio la rete degli avversari merita un discorso e una puntualizzazione a parte, perché non doveva essere concessa e si è trattato di un clamoroso errore arbitrale collettivo che ha avuto ampia risonanza e farà storia. Il gol del modenese Duca era da annullare perché, come hanno mostrato le immagini televisive, il giocatore su un lancio dalle retrovie di Tremolada era in posizione regolare, ma in fuorigioco dopo che è intervenuto sulla traiettoria, con un colpo di tacco, il compagno Falcinelli che, come ha riferito in conferenza stampa da Delprato, avrebbe ammesso di aver toccato la palla.
Una deviazione decisiva evidentemente non vista dall’arbitro l’internazionale Chiffi (che era vicino e che, forse perché indisposto dalle protese dei Crociati, segnatamente di Man, nel primo tempo ha fischiato otto falli al Parma contro solo uno dei modenesi), ma anche – e questo è ancora più grave – da chi era comodamente seduto in sala VAR e aveva a disposizione tutte le immagini, Serra e Baroni che, escludendo logicamente la malafede, probabilmente si sono limitati a osservare la parte finale e non l’inizio dell’azione. Un’ipotesi che può trovare conferma dal fatto che, differentemente dalla massima serie, in serie B non esiste il fuorigioco automatico e la sospensione per far convalidare il gol è durata pochi minuti.
Bene, quindi, che Pecchia sia riuscito a pescare, dal mazzo delle sostituzioni, la carta vincente Partipilo e così ha evitato la prima sconfitta casalinga e premiato l’ottima reazione dei Crociati che, dopo essere andati in svantaggio, hanno preso d’assalto e schiacciato in area l’undici allenato da Bianco.
Questo, però, non deve far passare in secondo ordine una prestazione, nella prima parte di gara, non convincente che ha mostrato, e non è la prima volta, un Parma che non si vorrebbe mai vedere. Per un’ora la squadra ha giocato lentamente, a basso ritmo e sotto tono con poco pressing alto e, solo dopo la rete degli avversari, anche per l’ingresso di Camara che ha dato velocità e incisività alla manovra, si è come risvegliata e, cambiando passo ,è riuscita a mettere in difficoltà il Modena. Sono stati assalti continui, asfissianti con gli avversari schiacciati in area e si è visto un bellissimo Parma, uno dei migliori della stagione, con momenti di gioco spettacolari che hanno ricordato quelli che, con un’azione arrembante e incisiva nei primi minuti, ha mandato in crisi molte delle squadre affrontate.
Nella non felice prestazione iniziale del Parma, si deve tenere conto di un Modena molto accorto che, come la Reggiana (evidentemente i Crociati non riescono a vincere i derby) con marcature azzeccate e chiudendo le linee di passaggio, ha inizialmente imbrigliato, senza molta fatica, l’azione dei Crociati e cercato, poco nel primo tempo più all’inizio della ripresa, di ripartire in contropiede e il gol, irregolarità a parte, è arrivato su una ripartenza che ha trovato impreparata la difesa dei Crociati in difficoltà specie negli esterni.
Già nei primi minuti si era visto che la mossa offensiva di Bianco di modificare il suo classico 4-3- 3 spostando il terzo centrocampista, Duca, sulla fascia, creava problemi di marcatura ai Crociati, indecisi se contrastarlo con un centrocampista o un terzino. Pecchia non è intervenuto per modificare la situazione e il gol è stato realizzato proprio da Duca che ha ricevuto la palla, relativamente libero, quando si è inserito sulla sinistra e poi è riuscito a puntare, e superare, un Coulibaly che ha mostrato tutte le sue carenze difensive.
Quindi, in sostanza, per il Parma un risultato positivo che consente di mantenere la testa della classifica, però resta l’approccio e l’insufficiente prova, per un’ora, della squadra e di molti singoli (il “Chi l’ha visto” Sohm, i terzini in difficoltà che non spingevano, l’evanescente Bonny e i sempre bloccati Benedyczak e Man che, per “impreziosire” la prova, non è riuscito a trasformare il rigore) che, è augurabile, possano essere incappati solo in una storta, infelice giornata e non accusino un preoccupante calo di condizione.
Che non sia uno scadimento di forma, i Crociati dovranno dimostrarlo sabato prossimo a La Spezia contro una squadra con qualità individuali importanti, in estate inserita fra le favorite, ma ora in crisi: occupa il terzultimo posto, ha ottenuto molti pareggi, sette, e vinto una sola partita in settembre. Un cammino insoddisfacente che ha portato i dirigenti a decidere per il cambio della panchina. Esonerato Alvini, è subentrato un allenatore di categoria, Luca D’Angelo, che ha esordito con una sconfitta a Genova, 2 a 1, contro una Sampdoria in crescendo.
Il nuovo tecnico ha modificato tatticamente la squadra schierando due trequartisti, Verre e Antonucci, dietro la prima punta e, mantenendo molto arretrato il centrocampista centrale, Salvatore Esposito a rafforzare una difesa apparsa svagata su i due gol dei blucerchiati e debole nel gioco aereo.
Dopo il confronto con lo Spezia il Parma dovrà affrontare mercoledì, in Coppa Italia, la Fiorentina e questo impegno probabilmente condizionerà le scelte di Pecchia che, al Picco (uno stadio che ricorda ai tifosi Crociati recenti momenti felici: l’ultima promozione in serie A) avrà l’occasione di prendersi la rivincita su D’Angelo che, lo scorso campionato, alla guida del Pisa, contro i Crociati ha pareggiato in toscana e vinto al Tardini. Gian Carlo Ceci

Stadio Tardini

Stadio Tardini

5 pensieri riguardo “GIAN CARLO CECI L’HA VISTA COSI’: “EVITATA UNA SCONFITTA BEFFA…”

  • Non è mai facile giocare contro i “catenacciari”. Nel complesso quindi ottimo punto che fa morale. Perdere sarebbe invece stato un disastro, soprattutto dal punto di vista psicologico.

  • Va tutto bene Madama la Marchesa

  • Una curiosità ma Lucarelli è ancora alle dipendenze?

  • Grazie 🙏

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