martedì, Luglio 23, 2024
Il Gallo di CastioneNews

IL GALLO DI CASTIONE / COME IN TUTTE LE FAVOLE, C’E’ IL LIETO FINE…

(Il Gallo di Castione) – Un giorno rideremo talmente tanto di questo 2023 che ci abbracceremo io e la camicia di forza… Nel frattempo ci sono parole che non uso più, perché se ne sono andate insieme alle persone che me le avevano fatte venire in mente. Ora mi mancano quelle parole perse nell’aria, ma dato che oltretutto con la sintassi son messo male e che la mia grammatica insufficiente è la premessa di una filosofia confusa, non cercate di capire troppo, perché a sforzarvi ci capireste ancor meno.
Che bello sarebbe vivere di quello per cui moriresti, mi piacerebbe non assomigliare troppo al vissuto, che poi non ti resta altro da fare, oltre che d’esistere o desistere, mi sa che denuncerò il carpe diem per stalking, ti distrai un attimo e sbagli binario, treno, stazione, epoca, destinazione, lavoro, moglie, candeggio, amici, vita: voglio scendere! Aiuto, buon anno…
Dovevo ascoltare i consigli di chi sa sempre dirti dopo cosa avresti dovuto fare prima, cretino che sei! Chi sa sempre tutto. Anche insegnarti a nuotare per corrispondenza. Ma continuerò a improvvisare: compito dell’immaginazione è la redenzione della realtà, del resto son convinto che Dio è la condizione trascendentale dell’assurdità dell’universo.

A sproposito, abbiamo poi fatto la trasferta di Santo Stefano, ci era anche il Ferrari che fu Presidente e il Guerra che fa il Sindaco, e ci siamo divertiti. Il primo tempo è stato il più emozionante, con il destino che ha giocato a favore, il tiro di Bernabè che prende il palo e va dentro (un grazie ai sonnecchianti difensori bresciani) e il marcatore di Man che blisga lasciando il via libera verso le gambe aperte (per una volta non vi entra la coniuge-arbitro) del portiere e lo infila. Poi per una volta arbitro e Var non fanno errori marchiani e così due fuorigioco e un rigore-non rigore completano il primo tempo, con tante occasioni non sfruttate un po’ da entrambi i fronti.
Il secondo tempo della partita è stato tecnicamente migliore, e se fu vero quel che disse il saggio, cioè che la partita perfetta finisce zero a zero, abbiamo attaccato poco, ma subito meno.

Che cosa dobbiamo dire sui singoli? Bernaman, il supereroe fra i Balcani e i Pirenei ha colpito come già successe prima di Natale, con due reti ravvicinate che hanno demoralizzato i lombardi e spianata la strada ai Crociati. Cyprien ha giocato al pallone (fatto per nulla scontato sino a un mese fa), bene il soldatino baffuto in patria che era contento del lavoro difensivo della squadra. Circati perfetto, l’ungherese coi soliti brividi, Kuly sempre più imperioso, atleticamente, ma anche come applicazione tattica.
Pecchia non ci deve stupire stravolgendo la difesa ad ogni partita: ci ha già conquistato dando un gioco alla squadra e, sbagliando festività, resuscitando giocatori che per troppo tempo erano fantasmi svaniti nella nebbia padana che ormai latita, sostituita da ventose e calde giornate che col Natale nulla hanno a vedere.
Il rumeno di destra alterna partite strepitose ad altre anonime, ma quando è in giornata si veste da campione ed entusiasma il popolo Crociato con giocate superlative, con partite travolgenti, da favola. E come in tutte le favole ci è il lieto fine, il regalo che KK avrebbe voluto donare ai suoi tifosi, quelle vittoria prenatalizie e postnatalizie piene di promesse per il futuro.

Quando senti rumore di zoccoli pensa ai cavalli, mica alle zebre, che quelle c’han brutti colori, tra l’altro… Insomma, bisogna pensare ovvio, che i pensieri strani vengon da soli. Così se il Parma è primo in classifica con 6 punti di vantaggio è un buon auspicio per il nuovo anno, che invece di 19 restan solo 17 partite. Voglio dire che all’ultima di campionato potrebbe non servire la vittoria, se non fosse che sarà Derby e festeggiare a casa loro sarebbe fantastico, ma questa è un altra storia.
Intanto, con una trentina di punti andiamo dritti alla promozione, così basterà vincere con Spezia, Cremonese, Modena, Venezia, Reggiana e poche altre per fare un buon anno. Basta poco, che ci vuò? Scommetto che dal canto suo l’anno che viene spera che sia la gente a essere migliore, così i tifosi, i dirigenti e la squadra che non sono mai stati così uniti si aspettano di costruire insieme grandi risultati, per festeggiare non solo il Capodanno, ma anche tante gioie sportive che partono dal divertirsi ad ogni partita.

Parlando di società riprenderei il caso dell’influencer coi suoi panettoni, non è mica colpa sua, è lo spettacolo stesso a dettare modi e tempi in cui il sistema (politico, culturale, sociale) deve agire. In quella società già degradata che ricordavo, il vero era un momento del falso, mentre in quella odierna vero e falso sono direttamente svaniti nell’irrilevanza. Per lasciare spazio a cialtroni, opportunisti influencer e politici incapaci. In vista del 2024 possiamo solo pensarci salvi, volendo riprendere uno slogan proprio di Ferragni, perché nella realtà siamo belli che bolliti. Per il 2024 vi auguro di cuore che si realizzino tutti i miei sogni. Il Gallo di Castione

Stadio Tardini

Stadio Tardini

8 pensieri riguardo “IL GALLO DI CASTIONE / COME IN TUTTE LE FAVOLE, C’E’ IL LIETO FINE…

  • Oggi la carta da culo rosa del nasone indebitato, dopo il Como ha dedicato le solite paginate all’altra squadra “in vista”, ovvero il detestabile Venezia, che nonostante le 3 sconfitte in 4 gare resta sempre li a rompere storicamente la balle. Col suo cacatoio di stadio in mezzo ai canali di scolo con il puzzo di fogna e una tifoseria simile a quella della Triestina o del Delta Rovigo. Noto anche sul mercato tutti si muoveranno parecchio, auguriamoci che dopo 4 anni chi di dovere abbia capito che il buco è strettissimo e che visto il momento va sfruttato…ergo tappare le falle che abbiamo e sistemare la difesa che fa cagare.

    • Luca Ermacora

      Ma chi se ne frega degli articoli dei giornali! Io non leggo quasi mai i giornali sportivi italiani e vivo benissimo.

  • Forse abbiamo un sogno collimante, il Parma in serie A e vorrei che un Babbo Natale qualsiasi in ritardo, mi portasse una sorpresa dal mercato di Milano, una chicca che andrebbe bene pure per la A…se lo dovessi dire chi è…non si avvererebbe…
    Intanto BUON ANNO a cominciare con l’Ascoli e finale col botto a Reggio..fingers crossed !!!

    • Ti leggo sempre volentieri, ma per via dei rinforzi dopo che il carpentiere e l’incipriato son tornati ad essere giocatori del pallone, dopo che il formaggio svizzero e il rumeno di destra son sembrati grandi calciatori, per non parlare dello yogurt greco che giocava anche lui, mi sa che ci manchi solo un qualche sedicenne della primavera che sale e segna per poter parlare dellacqua di lourdes che mettono nei gin tonic degli spogliatoi crociati. Al mercato non compriamo nessuno, al più arriva il campione da Malta o dal Lussemburgo, che li hanno buoni vivai.

  • Ricordiamo però sempre che la Serie B è un campionato difficile, che la classifica si guarda in primavera e che prima o poi bisogna affrontarle tutte. Doria alé alé!

    • Aggiungerei che la porta è rettangolare, il pallone è rotondo e l’arbitro è cornuto – cit.

      • Biuffon però affaticato per i mesi di duro lavoro con la Nazionale (dopo due anni di ferie è un trauma lavorare) tra un bicchiere di Moet e uno di Ferrari ha detto che le porte sono sì rettangolari ma vanno allargate così Chichisola prende più gol e a Como vanno in serie A.

  • Come sempre gli espertoni, commentatoroni, siti e portali locali si stanno rivelando per quello che sono: ridicoli e talmente ridicoli da oltrepassare la sottile linearossa pirandelliana per giungere nel grottesco. Trattando del tema mercato infatti (mentre di Pederzoli come sempre nei mesi del mercato non si hanno segni di vita, essendo probabilmente impegnato a puntellare la rosa della Cremerdese per tentare un recupero in stile Genoa della passata stagione) da più parti si porta avanti l’assunto o meglio il dogma (ovviamente anche ampolliniano) del “siamo fortissimi così, non serve nulla” (ovviamente dimenticando le costanti amnesie difensive spesso costate anche caro). Poi però gli stessi che propugnano la ferrea convinzione della squadra completa e fortissima “mettono le mani avanti” e già paventano l’Ascoli (squadretta da serie C) come un avversario “da prendere con le molle” e via solito treno di banalità e cazzate sulla serie B che solo a leggerle ancora mi viene l’orchite, un prolasso anale e l’imbastigo. Se sono fortissimo come i mammasantissima del pensiro unico sostengono, una squdretta come l’Ascoli non mi fa nemmeno il solletico, la polverizzo e poi vado a Genova dai falliti Doria alé alé (irregolarmente iscritti al campionato grazie a Gravina, alla real casa bianconera e grazie allo stralcio scandaloso delle tasse a spese nostro) e faccio lo stesso (non stanno neanche in piedi hanno preso 3 pere dalla Feralpi Salò). Quindi cari maitre a penser del dogma comune decidetevi. Se siamo forti l’Ascoli ci fa un baffo, se invece dobbiamo temere ogni insidia qualcosa fa sistemato. E in difesa più di qualcosa.

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