venerdì, Luglio 19, 2024
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CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / IL PARMA VA IN… BIANCO

(Gianni Barone) – Il Parma sul ponte di questa giornata, un po’ maledetta, e sul campo del Braglia, da sempre ostile ai suoi colori (ultima vittoria risalente a più di 41 anni fa, allorché io ero presente su quegli spalti, come imberbe cronista radiofonico di Radio Emilia) ha dovuto alzare bandiera bianca al cospetto di un Modena, tenace, aggressivo, motivato che, secondo le aspettative del suo tecnico, doveva sfoderare la partita della vita, la partita perfetta o quasi, per aver ragione di un Parma innocuo, inerme, sterile e poco convinto sin dall’avvio, incapace di reagire e di rientrare in partita dopo aver capitolato tre volte in maniera sin troppo facile e sin troppo semplice.
Un Parma che va metaforicamente in Bianco, di fronte ai canarini modenesi guidati da un Bianco, l’allenatore questa volta, che si rivela oltre che profeta, menagramo, per quanto affermato, alla vigilia, circa la forza dei Crociati sicuramente, a suo dire, destinati alla serie A, anche e soprattutto ottimo stratega per la capacità con cui, disponendo al meglio la sua squadra in campo, secondo quei principi di occupazione ottimale del rettangolo, da lui sempre tenuti sempre in grande considerazione, è riuscito a mettere il freno, se non ad annullare, tutte le bocche da fuoco parmensi, tarpando le ali alla creatività e al talento di chi, finora, aveva, quasi sempre, incantato per bravura e abilità tecnica sopraffina, fra tutti Bernabè e Man, ridotti ai minimi termini grazie ad una rete preventiva di marcature, controlli e raddoppi degli stessi, riusciti sempre con puntualità ed efficacia, oserei dire, quasi perfetti. Quasi, perché la perfezione non esiste nel calcio, e seppure il Parma sia stato vittima della sua stessa superiorità tecnica, che per una volta lo ha tradito, si può tranquillamente affermare che la squadra di Pecchia, in questa occasione troppo brutta per essere vera, priva di lucidità, idee e mordente, è stata un vero e proprio elogio all’imperfezione, per non aver avuto lo stesso atteggiamento dimostrato in altre situazioni in cui, pur andando sotto di uno o più gol, aveva avuto la forza e il furore agonistico per reagire e non soccombere in maniera così disarmante.
Questa volta no: e cosa, allora, non ha funzionato? Tutto o quasi. Mentre verrebbe da chiedersi: ma, allora, cosa ha funzionato davvero? Niente o quasi. Un quasi che non deve essere una scusa, ma che deve far riflettere tanto, in fase di analisi tecnico-tattico-strategico dell’incontro affrontato con scarsa incisività, con cattiveria molto limitata, e con determinazione insufficiente. Nessun processo ai singoli questa volta e neppure alle scelte in quanto, forse per la prima volta, è stato proposto l’undici iniziale pressoché identico a quello della partita precedente, con l’eccezione dell’assenza del solo del Delprato dovuto ad infortunio dell’ ultim’ora, altrimenti i fautori del “posto fisso”, inteso come formazione base da schierare sempre e comunque, sarebbero stati, per loro sommo gaudio, finalmente accontentati.
Niente di tutto ciò, però occorre fare alcune riflessioni in vista del prossimo impegno con l’inseguitore Venezia, in quanto sono emerse, in occasioni dei gol subiti e non solo, alcune discrepanze di natura tattica, fra cui l’inferiorità in mezzo al campo che rende vulnerabile la zona centrale, in cui i difensori sono colti d’infilata dalle percussioni e verticalizzazioni avversarie, unite al non perfetto sincronismo in occasione delle diagonali difensive degli esterni come dimostrato dalla dinamica con cui si è concretizzato il terzo gol subito.
Ha colpito la facilità con cui, in occasione della prima segnatura, Battistella, giovane riserva sconosciuta fino a pochi turni fa, sia riuscito a trovare lo spazio e tempo giusto per la conclusione vincente, e non si può non rimarcare, riferendosi alla seconda rete, il fatto che Balogh, ancora non del tutto maturo per gli scontri di un certo tipo e di un certo vigore, abbia dimostrato una fragilità spiccata nei confronti dell’altro Carneade, anch’egli fino a poco fa, del Modena, Abiuso che, facendo a sportellate con l’ungherese del Parma, ha messo in mostra ben altra forza, grinta e cattiveria, che qualcuno, inguaribile e ostinata vittima del potere arbitrale anti Crociato, ha voluto ad ogni costo intravedere un principio di azione irregolare.
Giustificare certe lacune non serve, neanche appellarsi ad ingiustizie fittizie, e di conseguenza inesistenti, può motivare una sconfitta meritata, dopo una gara condotta con qualche superficialità di troppo. Serve fare esercizio di umiltà e non considerarsi anzitempo già in serie A, perché l’odierno atterraggio sul terreno di questa imprevedibile e imprevista, dannata, per certi versi, serie B, dopo elogi e proclami giunti da più parti che al momento lasciano il tempo che trovano, è stato duro, ma deve essere, in alcun modo, traumatico, allo scopo di non ripetere rovesci di tale portata anche in futuro.
Lo spazio per ulteriori errori di percorso si restringe sempre più: quindi, d’ora in poi, pochi svolazzi e più concretezza, per non andare in Bianco ancora e non solo contro questo Bianco, inteso come allenatore del Modena, che ha dimostrato di avere studiato molto bene la lezione su come si possa riuscire a fermare questo Parma: la squadra più forte, e più attrezzata, la quale, secondo voi o secondo noi, imparerà la lezione per studiare gli altri che si prefiggono di arginarla e di bloccarla? Ai posteri l’ardua sentenza, a partire già da sabato prossimo al Tardini, in cui ogni distrazione dovrebbe essere bandita con forza. Riusciranno i nostri eroi nell’impresa di metabolizzare al meglio il tutto ciò? Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

5 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / IL PARMA VA IN… BIANCO

  • Luca Ermacora

    Mah…finora tutte le sconfitte erano state di misura e lottando fino alla fine. Qui invece non siamo mai stati in partita. Rischia di essere una mazzata pesantissima.

  • Ma no, siamo fortissimi tanto forti che solo noi non abbiamo bisogno di fare nulla sul mercato, tanto forti infatti che abbiamo “ucciso” il campionato e siamo a più 12 sulla seconda. Bonny, Benepippa, Balogh ci stanno facendo lustrare gli occhi e in Romania parlano di un interessamento dell’Atletico Madrid per Mihaila.

  • terza partita persa, poca roba. Quello che mi sembra è che il Parma di ieri non fosse particolarmente diverso dal Parma che vince. Differenza sta solo nel Modena che ha interpretato la partita con il modulo anti-crociati. Raddoppi, marcatura sugli uomini chiave, attacco in velocità sui difensori imbranati che schieriamo, tiri da fuori per fregare un portiere che non è mai in porta, chiusura in difesa con 10 giocatori…. è questa la ricetta anti-Parma fino a che il Mr deciderà di cambiare tattica.

    • Siberianhusky

      Il modo di utilizzare il portiere che abbiamo ricorda l’hockey su ghiaccio, dove quando una squadra è sotto di un goal nell’ultimo minuto di gioco lo fa uscire per inserire al suo posto un giocatore di movimento.
      È la mossa della disperazione, la partita è quasi persa e si tenta il tutto per tutto.
      Farlo nel calcio sullo 0-0 equivale a cercarsi guai decisamente evitabili, perciò sarebbe bene smettere con questa soluzione che già in diverse occasioni si è rivelata autolesionistica.
      Ieri, in una partita piena di prestazioni opache da parte dei nostri, una condotta improntata al realismo poteva evitare la sconfitta. Siamo stati leziosi e presuntuosi, la sconfitta è per gran parte dovuta ad un atteggiamento sbagliatissimo per la Serie B…è auspicabile… che i tri sarucch… ci riportino sulla terra

  • PECCHIA FOR EVER

    La sconfitta di ieri fa temere che sia scoccata la mezzanotte e la carrozza torni una zucca ed i destrieri ridiventino ronzini ed il cocchiere modesto traghettatore.
    Pecchia giocando a dadi ogni volta ci sorprende tutti però qualche volta si dimentica la formula magica ed i rospi freschi di rinnovo in tasca non si trasformano in principi così il lago smeraldo diventa un deserto in cui i vari qualunque di turno scorrazzano indisturbati.
    Per me rimane un Houdini ma se diventa anche Narciso mi devo ricredere, c’è un limite anche per il più abile prestigiatore, superato il quale si naviga in terra incognita che può essere una bolgia o le sabbie mobili.
    Ma non voglio fare la Cassandra che ci prendeva ma non le credeva nessuno e termino augurandoci che Circati, tanto per dirne uno, non sia mai più relegato in panca.
    Forza Parma

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