martedì, Aprile 23, 2024
Carmina ParmaNews

FRANZ CHIAMA, GIGI RISPONDE: IN PARADISO SI RIGIOCA LA PARTITA DEL SECOLO, di Luca Savarese

Riva come Galilei: ha portato verso l’infinito il cannocchiale del suo mancino

(Luca Savarese) – Gigiriva, una sola parola, è stato quello che prima di lui furono Meazza e Piola: il football, il calcio che diventa ingresso, a testa alta, in area di rigore,  dribbling, tiri e rete, perché gol era inglese e noi siamo italiani.
Ciao Gigi, ti sia lieve la terra, tu che dolce hai reso quelle zolle di prato prima della riga di porta e lì, nelle tue stoccate fulminee, ma sagge, tra la pelle ed i tacchetti dei tuoi scarpini, ci hai portato bambini, papà, nonni, mamme, tifosi, curiosi, poliziotti ed ingegneri, uscieri e droghieri.

Una giostra imperdibile di sussulti, sempre nuovi: ecco cos’era la tua cifra.
Tu, caro Rombo, hai creato un tuono: eccolo, detonatore in un firmamento pallonaro che prima di te aveva e viveva gli eroi, lontani bombardieri e dopo di te ha accolto gli attaccanti contemporanei, quasi che le gioie ed i dolori, le botte ed i garretti del centravanti, li avessi consacrati tu, sull’altare, del gioco più bello del mondo.

Ultimo dei semidei pedatori o primo degli superuomini della pelota di casa nostra? Interrogativo che coinvolse anche Kant: ultimo degli illuministi o primo dei romantici? Ma, più che al pensatore di Konigsberg,
tu, in fondo, sei stato per il calcio quello che è stato Galilei per la scienza. Il pisano direzionò il cannocchiale  in alto e si accorse di mondi prima inaccessibili; tu hai sguainato il tuo mancino e ci hai fatto scoprire meraviglie balistiche: 35 gioielli con la Nazionale, incastonati come  granchi rosa, uno più saporito dell’altro. Statistiche o stati di grazia?

E in un certo senso filosofico (non certo per osmosi con il tuo mister il filosofo Manlio Scopigno o forse un po’ sì) è stato anche il tuo stile, taciturno, peripatetico, ma invece che passeggiate preferivi sgasare con le auto, quando premevi forte sull’acceleratore, dopo averci dato dentro a tutta, in campo.

Ti bastava poco per essere felice: ecco il tuo tesoro,, è lì, nella tua Itaca Casteddu, sei stato un Ulisse, non di ritorno, ma di lì ed ora. Ecco il tuo cuore. Diglielo oggi a tutti i proci, che van di qua e di là, sguazzano nel troppo, ma non son felici di niente. Diglielo Gigi.
La tua felicità, da pragmatico figlio del Nord, con quel viso un po’ da Augusto, un po’ da marachella nel cortile e quel vocione che sapeva di nebbia nicotinica mista ad alba campestre, l’hai costruita su scelte solide: una squadra, sposata, dopo un anno di Legano, dal 1963 al 1977, riempendola di 315 presenze e regalandole 164 reti. Una maglia, un tempio, l’Amsicora, diacono umile in mezzo a tanti sacerdoti mercenari, vaso di ferro in mezzo a tanti vasi di terracotta, e poi ecco la messa solenne e feriale, algida ma umanissima, uno scudetto.

Franz Beckenbauer, salito al cielo il 7 gennaio, aveva voglia di riproporre, in paradiso, la partita del secolo ed ha scelto te, Gigiriva da Leggiuno, ma da Cagliari, ma da qualsiasi altra città e paese, perché tutti ti hanno amato e voluto essere una po’ come te, Rombo di tuono, in mezzo alle tempeste. Luca Savarese

4 pensieri riguardo “FRANZ CHIAMA, GIGI RISPONDE: IN PARADISO SI RIGIOCA LA PARTITA DEL SECOLO, di Luca Savarese

  • Rip rombo di tuono, sei stato un grandissimo

  • Triple-sec

    Gigi Riva, uomo esemplare dell’età dell’oro.
    “Gli uomini vivevano come dei, avendo il cuore tranquillo, liberi da fatiche e da sventure; né incombeva la miseranda vecchiaia, ma sempre, fiorenti di forza nelle mani e nei piedi, si rallegravano nei conviti, lungi da tutti i malanni: e morivano come presi dal sonno….”

    [Eppure…]
    “Chi ha bisogno dei secoli d’oro di Saturno?
    Questi nostri sono di pietre preziose ma Neroniani”

    Ora divenuto per sempre cavaliere con indosso una scintillante armatura come quando nel fiore degli anni correva di notte con la sua Alfa d’acciaio.
    “Ma dopochè la terra ebbe nascosto i loro corpi, essi divennero spiriti venerabili sopra la terra, buoni, protettori dai mali, custodi degli uomini mortali, e sorvegliano le sentenze e le opere malvagie: vestiti d’aria, si aggirano su tutta la terra, datori di ricchezze: essi ebbero questo onore regale“.

  • Il più grande attaccante italiano della storia. Prova nè che nessuno ha ancora battuto il suo record di gol in Nazionale. Ti sia lieve la terra leggenda.

  • Grandissimo in tutto e uomo diverso dai soliti quaraquaqua, capace di grandi decisioni esistenziali. Tanto unico il calciatore quanto unica la persona, con la sua bella faccia leale. Ciao Rombo di tuono

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