lunedì, Febbraio 26, 2024
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L’INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DEL PALLONE di Luca Tegoni / CHARPENTIER CERCA SUBITO LA PORTA, BONNY CI GIRA INTORNO (HIGHLIGHTS)

(Luca Tegoni) – Un’ora di calcio rapido e incisivo hanno permesso al Parma di continuare con decisione il cammino verso la serie A.
I primi 15 minuti hanno invece evidenziato che, se un solo giocatore non entra in partita al posto giusto, Sohm, la squadra avversaria prende il sopravvento. Bene Chichizola che si fa trovare pronto.

Gli ultimi 15 minuti hanno evidenziato che la concentrazione sulla gestione della partita non deve mai venir meno per evitare di dover soffrire fino all’ultimo istante. Poi è vero che la sofferenza è inversamente proporzionale al numero di minuti che rimangono, ma la sfiga ci vede benissimo e la palletta che colpisce una innocua manina è sempre li pronta a scaturire una rimonta.

Quindi, la partita è stata rimessa in gioco per aver spostato Bernabè sulla mediana e messo Sohm in avanti nella condizione di non produrre danni. Pur senza creare grandi occasioni da rete, solo un paio di fughe in avanti di Mihaila, il Parma ha preso il controllo della partita senza più lasciare possibilità bellicose ai doriani.

Da sottolineare la prestazione di Di Chiara che riprende a giocare a pallone dopo un paio di prestazioni penose. E così proprio grazie ad un tiro di controbalzo di Di Chiara, intorno al quarantesimo, da fuori area, che il Parma va in vantaggio. La palla finisce contro un difensore che la devia in calcio d’angolo. Ma qui scatta l’occhio di falco di Delprato che allerta l’arbitro di un possibile contatto con l’arto superiore sinistro del difensore. Gli ispettori del VAR dopo un paio di minuti di verifiche suggeriscono all’arbitro di andarsi a guardare la tv in campo. L’arbitro ha, evidentemente, avuto la certezza che la palla entrasse in contatto con la mano del difensore della Sampdoria e perciò decreta il rigore. Continuo a pensare che la classe arbitrale che si sta generando nell’era del VAR sia molto scarsa e confusa da regole bizzarre. Comunque, rigore affidato a Man che realizza nonostante l’intuizione del portiere.

Passano due minuti e Bernabè inventa un tunnel per liberarsi dalla marcatura e scarica per Bonny che lancia Man sulla destra, nel mentre Mihaila converge verso centro area e arriva in tempo ad anticipare il difensore sull’assist del connazionale e raddoppia. Bellissima azione che consente al Parma di andare al riposo con un cospicuo vantaggio e a Mihaila di meritarsi almeno il 6 in pagella.

In apertura di ripresa Balogh per poco non spedisce la palla in rete, ma Chichizola evita l’autogol. Il Parma mantiene il controllo delle operazioni e si rende pericoloso con le giocate di Man anche se va al tiro solo una volta con Sohm il cui tiro viene ribattuto da un difensore. Poi entra Charpentier e serve l’assist per il bel tiro al volo di Estèvez che finisce a fil di palo sulla sinistra del portiere. Tre a zero e partita virtualmente terminata a venti minuti circa dal termine. Come detto dopo il terzo gol il Parma perde un po’ di concentrazione e subisce la volontà della Sampdoria di arrivare almeno a segnare un goal.

La partita finisce con una buona prestazione del Parma che continua ad avere percentuali realizzative altissime ed insolite. Bene così. Comunque quando Charpentier entra in campo cerca subito la porta, Bonny invece ci gira intorno.

Parma vince a Genova contro la Sampdoria per tre a zero con reti di Man su rigore, Mihaila e Estevez. Luca Tegoni

Stadio Tardini

Stadio Tardini

6 pensieri riguardo “L’INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DEL PALLONE di Luca Tegoni / CHARPENTIER CERCA SUBITO LA PORTA, BONNY CI GIRA INTORNO (HIGHLIGHTS)

  • Luca Ermacora

    Contro squadre di bassa classifica come sono Ascoli e al momento la Sampdoria il segreto è segnare per primi, altrimenti poi diventa durissima. Il rigore è stato fondamentale.

  • Forza Regia, Caressa merda!

  • La Cremerdese è on fire. Dopo Falletti chi arriverà?

  • Triple-sec

    Un Parma efficace adotta la regola del tre (3 punti – 3 gol)

    Pecchia ancora una volta ha sorteggiato i nomi dei giocatori da schierare. Porta che è stato destinato, per contratto, all’estrazione delle biglie dalle nuove gabbie meticolosamente progettate da Benitez (una per le partite casalinghe l’altra per quelle in trasferta), fin da bambino non ha mai creduto al caso. Per questa ragione segretamente ha “segnato” la biglia 98 e la 10. E così Man ancora una volta ha potuto dimostrare il suo talento in una categoria in cui figura peso massimo tra i medi. Il nostro 10 invece è dovuto indietreggiare perché Sohm nelle retrovie non stava giocando bene. Rivedremo questa mossa? Cioè è meglio arretrare Bernabè o è preferibile sostituire lo Svizzero? Nel dubbio, verrà messo anche questo a sorteggio. Sulla nostra fascia sinistra invece abbiamo lasciato troppo campo ai Doriani che l’hanno utilizzato per esercitarsi nei cross. Dopo il rigore però la partita è finita e le nostre reti che sono seguite, sono state di ottima fattura.

    Secondo i dati storici quasi sempre con circa 70 punti si va in serie A. Potrebbe quindi essere sufficiente fare nei restanti confronti 1,5 punti a partita. Cioè nelle prossime due sarebbe sufficiente battere o il Modena o il Venezia. KK ha però rilanciato promettendo che se facciamo otto punti nelle prossime tre difficili gare paga una cena agli abbonati

  • Mercato ormai per il prossimo anno. Si vocifera che il Parma voglia fare una serie A di qualità. Ah si, non pensate nemmeno che non si debba salire altrimenti si smonta tutto il giocattolo e si buttano i pezzi.

  • Al solito l’articolo di Tegoni è il più preciso.
    Premessa: sono contentissimo dell’andamento del Parma, ma ho smesso di seguirlo anche per quanto scritto sopra, chissà forse me ne sarei pure andato a Genova a farmi un weekend e a mangiare pesce, se non avessero deciso di giocare al Venerdì sera, maledetti…
    Le regole del VAR dovevano dare chiarezza, a parere mio hanno ulteriormente indebolito un gioco che ormai gioco non è più. Oltre alle partite giocate in orari idioti, dal venerdì al lunedì, con calendari asimmetrici, spettacolarizzazione eccessiva, ecc. ecco che arriva questo occhio elettronico che sta facendo più danni che altro.
    Le regole sono cervellotiche. Se mi avessero dato contro il rigore di Venerdì sera sarei incazzato nero, ma è pur vero che, regole idiote alla mano, allora era rigore anche con l’Ascoli al 94°, e non ce lo hanno dato. Ho letto un commento “il VAR è soggettivo, non oggettivo”. Ma allora… cosa lo teniamo a fare? E’ tanto come prima.
    Tutto questo porta a disinnamorarsi di un gioco che è un po’ come la Formula 1, uno sport morto.
    Continuerò a essere felice se vinciamo e a dispiacermi se perdiamo, ma con una enfasi limitatissima rispetto al passato. Quando questo sport era una cosa seria.

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