lunedì, Aprile 15, 2024
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BRAVO MARTINES: PIACENZA IS NOT AN OPTION. MA SORBOLO VA VALUTATO…

(Gmajo) – L’aspetto, a mio parere, più interessante dell’intervista esclusiva concessa dal Managing Director Corporate del Parma Calcio Luca Martines al direttore della Gazzetta di Parma Claudio Rinaldi –  uscita su due pagine oggi, venerdì 23 febbraio 2024, sul quotidiano locale – è che in pratica, ufficialmente, ci ha dichiarato – e lo decliniamo in americano – che Piacenza is not an option. Eppure, fino ad una intervista fa, il Garilli era in pole position – assieme all’altra citata Bergamo – per ospitare le partite del Parma Calcio nella stagione 2024-25, in caso di inizio dei lavori alla fine di questo campionato. Mete che non risultarono gradite ai fedeli laici del rito, che non esitarono ad esporre nel tempio uno striscione ad orologeria (nello Sky Box cui era rivolto c’era il presidente Kyle Krause che se l’era fatto immantinente tradurre dal fedele collaboratore a suo lato, causando ad entrambi, immagino un travaso di bile) di dissenso.

Poi, dei provvidenziali ritardi – specie quello causato dallo stesso club per poter completare le 800 tavole della legge inviate, nella serata di lunedì 19 febbraio 2024, via Pec al Comune di Parma con destinazione finale la Conferenza dei Servizi – hanno causato un sostanziale momento di rivoluzione, portando, proprio come auspicato dal lenzuolo, al primo posto il “temporary” in provincia. Noi di StadioTardini.it non possiamo che rallegrarci per questo cambio d’idea o di programma – non sappiamo quanto dovuto alla pressione dei tifosi o delle opposizioni divisive, al caso o al fato, o al buon senso ritrovato – in quanto ci consentirà, proprio come da noi più volte auspicato, di poter vedere la prima ritrovata Serie A all’Ennio (così com’è) e poi le successive (se sapremo meritare, beninteso, dapprima la promozione al termine del presente anno scolastico, e saper mantenere la categoria in quelle successivi) in uno stadio provvisorio in provincia e non ospiti raminghi in fatiscenti impianti di territori limitrofi.

Via libera, dunque, al contest tra i vari comuni in gara per ospitare la struttura temporanea. Il fatto che, proprio ieri, il sottoscritto sia stato autore di una video intervista con il sindaco di Sorbolo Mezzani Nicola Cesari, non sta a significare automaticamente che debba per forza parteggiare per lui: però, al di là della modalità di candidatura diametralmente opposta a quella degli altri competitor (che, stando alle parole di Martines, si sarebbero auto-proposti. al contrario di lui che “ha manifestato la sua intenzione in forma mediatica ma mai con i diretti interessati”) credo che analizzare anche la sua disponibilità sia un dovere per il club, proprio al fine di poter fare la scelta migliore nell’interesse dei tifosi, senza scartare a priori, per motivi ideologici, un territorio che, tra l’altro, ha il vantaggio di poter quasi esser considerato un quartiere della città.

Prima ancora di leggere la replica di stamani di Cesari, affidata ovviamente ai social di cui è abituale fruitore (e che in parte sotto trascrivo), tra me e me mi interrogavo sul fatto di chi debba essere a fare il primo passo: l’istituzione pubblica o l’investitore privato? E mi consolava leggere su alcune chat WhatsApp di tifosi esplicite considerazioni del tipo: “Cazzo ma è la società che deve andare da Cesari mica Cesari da Krause… Sono loro che devono andare a casa sua… Il Parma ha chiamato Cesari? Perché deve essere lui a chiamare Krause?”. Nel dibattito, ovviamente, c’era anche la campana opposta: “E’ il Parma che deve andare a Sorbolo perché il Parma ‘vende’ la migrazione di tifosi in altro comune, se un comune è interessato ad acquistarli deve chiedere. Io la penso così anche perché cosa ne sa Krause se Sorbolo può ospitare o vuole ospitare il Parma?”.

Ed ecco come la pensa Cesari: “Quello che mi permetto di suggerire alla società è di fare attenzione ai ruoli. Che siano i Sindaci ad andare a proporsi agli imprenditore privati… mi lascia un po’ sgomento, perché se davvero questo corrisponde al vero, allora siamo davanti ad un ribaltamento dei ruoli pericoloso. Perché una società potrà anche avere 110 anni di Storia, ma i Comuni hanno una storia ben più antica e un compito ben chiaro, quello di portare avanti l’interesse di tutti e non quello di un Singolo. Ecco perché non sarò io a chiedere al Parma di venire a giocare nel comune di Sorbolo Mezzani, avendo io un ruolo ben diverso cioè quello di trovare soluzioni raccogliendo l’interesse dei tifosi e dei cittadini. Se il Parma Calcio comprenderà questo passaggio io sarò ben lieto di attenderli a Sorbolo nell’interesse di tutti”.

Da vecchio democristiano quale sono (purtroppo, al di là delle buone intenzioni, credo che la seconda e terza repubblica, basate sul bipolarismo, abbiano favorito quel clima di eterna campagna elettorale che porta solo a far propaganda e pochi fatti, in un’epoca che, viceversa, avrebbe bisogno di convergenza per risolvere i tanti problemi che ci sono e che finiscono in secondo piano per un futile cicaleccio quotidiano su quisquilie) inviterei le due parti, il Parma Calcio e il Comune di Sorbolo, di costruire ponti e non di abbatterli, accantonando l’orgoglio e i diritti di precedenza, appunto nell’interesse della Comunità Crociata. Strano lo sostenga un boomer come il sottoscritto, ma non credo che Cesari debba andare al rogo solo perché (ab)usa dei social, e che lui chiuda al club solo perché vorrebbe che fossero loro loro a fare il primo passo. Siamo adulti, dunque, e troviamo un punto di incontro, questa, in proposito, l’apertura di Cesari: “I legittimi interessi privati societari, a volte possono trovare un punto di incontro con gli interessi dei tifosi, che sono i principali “azionisti” della società sotto il profilo sociale del supporto alla squadra e lo sono in buona parte anche sotto quello economico”. La Società cosa risponde?

Purtroppo le parole di Martines alla Gazzetta di Parma fruttano il titolo di cui sopra di SportParma, che, appunto (per me sbagliando), taglia fuori l’opzione Sorbolo, lanciando solo Fidenza, Montechiarugolo e Noceto. Ieri, ai nostri microfoni, Cesari era stato abbastanza esplicito nel replicare, a distanza, a Fecci (il quale non mi pare gli sia poi così inferiore quando si tratta di apparire…) circa gli strumenti (consentiti dalla legge regionale del 2017) che Sorbolo (come Montechiarugolo, Sissa-Trecasali e Collecchio) avrebbe già pronto (il PUG), mentre Noceto dovrebbe ricorrere all’articolo 53 che comporterebbe, però, un consumo di suolo (destinabile, per altre attività importanti per il proprio territorio, come quelli di attività produttive definitive e non a uno stadio provvisorio da smantellare), appunto perché non considerato in origine per l’urbanizzazione“Avere un’area già classificata – ci diceva ieri Cesari – ti permette di saltare davanti a tutti in termini di tempistiche”. Questo dettaglio non mi pare sia stato valutato, assieme a tutti gli altri menzionati in una risposta di Martines a Rinaldi: “Il conto finale dipende da tanti fattori. In primis, da alcune condizioni preesistenti – dalle quali dipendono la fattibilità e i costi -, che vanno dalla viabilità all’esistenza di un impianto, dagli impianti fognari alla linea dell’alta tensione, ai pozzi d’acqua e tante altre…”. Io ne capisco poco della materia, ma credo che il PUG dovrebbe venire prima di tutto, non so cosa ne pensi chi armeggia con carta, compasso e livella…

Nella sua conclusione, il Managing Director Corporate del Parma sostiene: “Vogliamo regalare alla città il miglior stadio possibile. Lo abbiamo dimostrato con i fatti, senza chiacchiere. Dispiace, a volte, sentire voci divisive”. Nel recente passato StadioTardini.it ha parlato dei ritardi delle grandi opere (Tardini e Collecchio) annunciate, facendo riferimento, quanto al blablabla, alla formazione declinata dallo stesso Martines in una video intervista a Vanni Zagnoli: “Mi sono laureato in Scienze Politiche alla Sapienza, con 108/110. Ho fatto la tesi sulla Propaganda sovversiva e contropropaganda nazionale fra le due guerre, Mi ispiro a Thomas Sankara, un uomo politico nel Burkina-Faso degli anni ’80, un illuminato…”. Di chiacchiere, in passato, ce ne sono state parecchie, prendiamo atto della buona volontà dichiarata sul giornale, di passare ai fatti, che ovviamente saranno concreti quando saranno realizzati, prima restano sempre e solo parole. Gabriele Majo

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 60 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann. Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro"; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio" e "Franciao".

24 pensieri riguardo “BRAVO MARTINES: PIACENZA IS NOT AN OPTION. MA SORBOLO VA VALUTATO…

  • Cèsàri su questa vicenda sta avendo un atteggiamento che definire imbarazzante è un eufemismo. Ogni tre per due va su feisbuc a fare il gallo, straparla di continuo e poi però pretende che sia Craus a andare da lui col cappello in mano, come le (per chi se le ricorda) epiche “profumiere”, ovvero quelle signorine che si mostrano e fanno di tutto per farlo ma poi pretendono che sia il manico a fare il primo passo per poi dargli buca. Non è sicuramente un atteggiamento serio da sindaco. Sulla storia plurisecolare di Sorbolo Mezzani poi ci sarebbe da discutere a meno che non si confonda con Roma. Feccione tutta la vita! #stadioanoceto

  • Luca Tegoni

    Leggendo “l’allegato A Criteri infrastrutturali serie A 2022-23” dal sito http://www.figc/media/... mi sembra che lo stadio temporaneo non sia contemplato dalla casistica prevista per la costruzione di stadi di calcio per la serie A. Ovunque esso possa sorgere.
    Escluderei quindi questa suggestiva ipotesi per tornare al Tardini. Rifacimento a stralci o stadio completamente nuovo, non ci sono altre possibilità. Dando per scontato che la volontà della attuale proprietà è quella di farne uno completamente nuovo nell’attuale collocazione dove sorge il Tardini è indispensabile trovare uno stadio da affittare che ottemperi alle esigenze della serie A.

    • Caro Luca,

      intanto aggiorniamo con questo link più
      fresco https://acrobat.adobe.com/id/urn:aaid:sc:EU:a9b98411-d219-48ee-b38e-035a1706acef
      Ma al di là della data del documento,sullo stesso non va ricercata la definizione “temporaneo”, è sufficiente che l’impianto, al di là della sua data di scadenza, rispetti ed abbia ogni singolo punto previsto nei criteri. E ovviamente nel caso si seguisse questo percorso, sarebbe cura del club rispettarli.
      Cordialmente

      • Luca Tegoni

        Grazie per l’aggiornamento Gabriele. Sono d’accordo sul fatto che stadio temporaneo non sia una definizione da ricercare nella Norma, però, nell’articolo 19 del documento si legge[…] “Gli stadi di nuova costruzione non potranno avere tribune temporanee e non sono consentite deroghe” […]
        Resterebbe, al di là degli adempimenti edili da rispettare da parte del costruttore, il fatto che, una volta terminati i lavori di costruzione del nuovo Tardini, questo stadio da almeno 12000 posti rimarrebbe in gestione e manutenzione all’amministrazione comunale locale così come è stato costruito. Immagino che siffatto regalo garantisca costi di gestione non accessibili da parte delle casse di un piccolo paese.
        Con questo voglio dire che lo stadio in provincia non sia una soluzione economicamente sostenibile e che quindi, purtroppo, se rimarrà inalterata l’idea idea di stadio di KK a sua immagine e somiglianza ci toccherà migrare per alcuni anni.
        Visto il rendering dell’ultimo progetto proposto spero si rendano conto che le coperture delle curve siano ad alto rischio di pioggia, se c’è uno spiraglio l’acqua entra.
        cordialmente

        • Guarda Luca, l’articolo cui tu fai riferimento, è ovviamente riferito agli stadi “definitivi”. Il “provvisorio”, una volta passati quei 2-3 anni di utilizzo, sarà “ridotto” e resteranno, in dote alla municipalità che l’avrà ospitato, le sole opere essenziali (nel caso di Sorbolo, ad esempio, gli spogliatoi e parte della tribuna).

          Comunque, se Dio vuole, finalmente il Parma Calcio ha capito che i tifosi non vanno sottoposti ad un esodo in terra “nemica”, evitando di seppellire l’entusiasmo che si sta creando, vediamo ora di non creare allarmismi che non ci sono circa lo stadio provvisorio che si può fare (ovviamente nel rispetto di tutti i parametri richiesti).

          Cordialmente

  • Scusi Majo, lei recentemente ha accennato al progetto di rifacimento del Tardini presentato dalla vecchia proprietà. Considerato che era arrivato quasi alla Conferenza dei servizi, è possibile averne visione? Magari tramite un accesso agli atti da presentare al Comune di Parma.

    Nel caso lo facesse renderebbe un bel servizio alla tifoseria ed alla città, quantomeno per sviluppare un dibattito maggiormente focalizzato sul merito. Perché le dinamiche da “dopo di XY c’è il diluvio” mi puzzano sempre.

    • Buona sera Mario e grazie per il Suo intervento.

      Per essere precisi, il progetto della vecchia proprietà era stato depositato in Comune ed attendeva la dichiarazione di pubblica utilità dopo di che ci sarebbe stata la Conferenza dei Servizi. La delibera di pubblica utilità del nuovo progetto è arrivata ad Aprile 2023, mentre a quel punto il vecchio progetto, c’era già a Settembre 2020, prima di essere ritirato.

      Purtroppo, al momento, non ho documentazione pubblicabile al riguardo del vecchio progetto di rifacimento del Tardini, anche se mi piacerebbe, prima o poi, poter rendere alla Comunità il servizio da Lei richiesto, perché, in effetti, potrebbe contribuire ad arricchire e qualificare il dibattito.

      Personalmente ritenevo la prima stesura più consona alle esigenze del territorio – del resto era stata redatta da chi il Tardini lo conosce davvero molto bene, senza tirare a mano studi professionali forestieri rinomati e costosi – purtroppo, però, quel progetto è stato ritirato senza neppure esser guardato, poiché la nuova proprietà – in maniera pienamente legittima, per carità – ha preferito produrre un qualcosa più a propria immagine e somiglianza. Resta il rammarico – ed è il motivo per cui mi sono permesso di parlarne qui in qualche occasione – per i tre anni buttati via, che coincidono con tre anni di scarse soddisfazioni sportive, mentre, avvicinandosi al traguardo si paventava la possibilità di dover andare a giocare la serie A del ritorno in uno stadio lontano e non “nostro”, facendo scemare tutto l’entusiasmo che si è creato.

      Se sarà confermata (io sono sempre molto prudente…) l’opportunità di fare la prima serie A al Tardini e le seguenti in uno stadio provvisorio in provincia, credo che si possa accettare quello che Martines definisce “il miglior stadio possibile” da regalare alla città. Però che in effetti quello che si stia ipotizzando sia davvero, come sostiene lui, “il meglio possibile per la città, per la squadra e soprattutto per i tifosi, che sono i primi fruitori del Tardini”, sarà tutto da vedere. Anche se la sparizione delle “appariscenti” scalinate ed il maggiore spazio di respiro dopo la Porta Monumentale, sono indubbiamente dei segnali confortanti.

      Cordialmente

      • Se questo è il meglio possibile siamo messi male.
        Lo stadio è brutto, pacchiano in pieno gusto americano e con una struttura più adatta al baseball. Si salva solo l’ingresso.
        Allucinante per me come l’amministrazione non abbia sollevato nemmeno una critica nei confronti di questo progetto. L’investimento privato non autorizza ad erigere orrori in pieno centro.

  • Ma chiedere semplicemente ai tifosi dove vorrebbero giocare no, eh?

    • No, questa non mi sembra una idea geniale. C’è già anche troppo casino, ci manca pure una specie di “referendum popolare”. E’ giusto rispettare i tifosi dando loro la possibilità di fare il tifo per la propria squadra nel nostro territorio, ma, in democrazia elettiva, l’onere spetta a chi è stato eletto, ossia alla politica, fare il meglio per i propri amministrati. Per cui la scelta dovrebbe essere indirizzata dall’amministrazione pubblica e visto che chi paga è Krause, ovviamente con il suo pieno gradimento.

      • Poi forse ci sono molte altre valutazioni da fare che un tifoso nn sarebbe in grado di fare, del tipo vincoli territoriali e altro….mi sembra si parli un po troppo del progetto stadio senza avere la minima idea di cosa si stia dicendo. La società va lasciata lavorare in pace e con fiducia, mi sembra che i fatti le stiano dando ragione.
        Mi intristisce molto sentire ancora parlare del progetto di ristrutturazione della società precedente. Ma a voi uno stadio nuovo, pagato da un privato, fa così tanto schifo?
        Tanto è chiaro da tempo che durante il cantiere si sarebbe giocato in provincia….sarebbe da matti fare diversamente. È bastato un sopraluogo a Piacenza per far girare voci assurde senza senso…. d’altronde la stampa locale di qualcosa de e scrivere!

        • Salve Marco,

          ai tifosi non è richiesto di essere architetti, ma almeno di essere consapevoli di cosa comporti il proprio divertimento, come, ad esempio l’impatto di un nuovo stadio sulla comunità etc. Per cui, da parte mia, proseguirà – esattamente come nella migliore tradizione di questo quotidiano on line – una proficua opera di divulgazione anche extra campo, convinto di svolgere, peraltro gratuitamente, peggio: pagando, un servizio alla Comunità.

          Sul fatto che la Società vada lasciata lavorare in pace e con fiducia, mi consenta di non essere d’accordo: su temi un po’ delicati come quello de quo, penso che l’attenzione debba essere massima. E circa i fatti che starebbero dando ragione alla Società, vorrei sapere, da Lei, quali fatti, e ragione per cosa?

          Mi duole che si intristisca a sentir parlare del progetto di ristrutturazione della vecchia società: a me, invece, intristisce di più pensare che, in luogo di un progetto snello, poco invasivo e rapido come quello, debbano nascere mille complicanze con quello attuale, che, per la sua faraonicità e modalità di attuazione (distruzione/ricostruzione), comporta persino la necessità di uno stadio provvisorio per evitare l’assurdo esodo di tifosi: con buona pace di Martines, non mi pare proprio essere questa la soluzione migliore che accontenti tutti, come sostiene lui.
          Non mi fa affatto schifo che un privato paghi lo stadio nuovo, ma l’investitore deve essere opportunamente guidato dalle amministrazioni pubbliche, i cui rappresentanti sono stati eletti dal popolo che dovrebbero rappresentare.
          Che fosse chiaro da tempo che durante il cantiere si sarebbe giocato in provincia era chiaro solo a lei, che evidentemente ha doti di preveggenza, in quanto, fino all’intervista di stamani della Gazzetta di Parma, dalla società avevano fatto sapere che si sarebbe giocato a Piacenza o al limite a Bergamo. La virata odierna di Martines è frutto del ritardo dovuto alla proroga chiesta dal Parma per la consegna dei documenti chiesti, o aggiunti di propria sponte, e via pec fatti pervenire alla Conferenza dei Servizi, situazione che ha comportato lo slittamento dalla fine del presente a quella del prossimo campionato, così potremo goderci tutti, con lo stesso entusiasmo, la prossima serie A al Tardini. Che fosse da matti fare diversamente è l’unico punto che mi sento di sposare appieno del suo commento: ma fino a stamani, ribadisco, la scelta del Parma era giocare a Piacenza (o al limite Bergamo), come da intervista di Trupo a Martines di dicembre 2023. Quelle che lei definisce voci assurde e senza senso derivanti dal sopralluogo a Piacenza, nascono della molteplici dichiarazioni pubbliche al riguardo della società, che come ripeto, aveva identificato Piacenza come soluzione primaria. Lei dice che la stampa qualcosa deve scrivere: il mio auspicio sarebbe un aumento sia quantitativo che qualitativo di una offerta in questo senso.
          la saluto

          • Direttore, forse io sono troppo ottimista. Non ho mai pensato che si sarebbe finiti a Piacenza o Bergamo. Era normale valutare le opzioni disponibili fuori provincia ma nessuna società al mondo avrebbe fatto una scelta di questo tipo con un cantiere di due anni.
            Non vedo nulla di faraonico nel nuovo tardini, sono 4 gradinate con una copertura….. faraonico è il nuovo Bernabeu… non si faccia condizionare da qualche render luccicante.
            Hanno demolito Wembley e lei ha dubbi sul demire il Tardini?
            I fatti stanno dando ragione alla società per il semplice motivo che dalle macerie è stata, con fatica e dispendio economico, costruita una squadra che sta ottenendo buoni risultati ed ha di fronte a sé un ciclo di almeno 5-6 anni. Lei cosa si aspettava… di andare in Champions in 2 anni?
            Credo che tra amministrazione pubblica e società ci sia un ottimo dialogo. Ho fiducia nella serietà della società e personalmente ho dato, a suo tempo, fiducia a questa amministrazione. Per questo motivo, da cittadino mi sento in ottime mani! In effetti non è così comune in Italia che un cittadino si senta in ottime mani.
            La strada mi sembra tracciata e mi sembra si stia dando alla città la miglior soluzione, continuo a non capire cosa centra il progetto della vecchia società!?!? È come rimettere in discussione la localizzazione dello stadio. Per questo ritengo, che l unica spiegazione sia il dover trovare argomenti di cui scrivere a tutti i costi.
            Sicuro di sbagliarmi la saluto!!!

          • Guardi Marco, come sa, ho abbastanza conoscenza diretta di chi gestisce il Parma Calcio, per cui mi dichiaro sinceramente stupito dell’apertura di ieri di Martines all’impianto provvisorio, in quanto l’opzione, per stessa dichiarazione del managing director corporate a Trupo a dicembre, ma anche in altri contesti, era quella di giocare a Piacenza. E sono sinceramente contento che sia stata presa una decisione “normale”.
            Per quanto concerne l’impianto cittadino avrei preferito qualcosa di meno impattante che evitasse complicanze, tra cui la stessa necessità di ricorrere ad uno stadio provvisorio.
            La stessa gestione della comunicazione inerente l’impianto provvisorio per me è da stigmatizzarsi: secondo me avrebbe dovuto esser cavata fuori dal cilindro a idee chiare e non scatenare la guerra dei poveri tra sindaci.

          • Riprendo il ragionamento: lei dice che i fatti stanno dando ragione alla Società? Mi fa piacere che sia contento, si vede che i freschi successi le hanno cancellato il ricordo delle ultime tre deludenti annate. Non mi aspettavo certo la Champions come provocatoriamente mi dice, ma l’immediato debito saldato dopo la retrocessione mica l’avevo promesso io. E come spesso ricordo una prima squadra non è un settore giovanile dove puoi aspettare tre anni dalla semina. E cmq la analisi della gestione sportiva non è la mia specialità. Io bado soprattutto ad altrro.
            Sul progettò della vecchia proprietà non la tedio più: resta il fatto che oggi sarebbe già in funzione il nuovo Tardini pronto per ospitare la serie A.
            Infine sul fidarsi delle istituzioni e del club: io non sono mai stato favorevole al consociativismo e alle clientele e mi spaventa quando sento sindaci timorosi di parlare coi giornalisti per non disturbare il Parma ed altri non considerati appunto perché il Parma era disturbato dalla proposta mediatica anziché in altri luoghi che loro preferiscono.
            Saluti

          • Dimenticavo, infine, l’aspetto più importante: ma di quali macerie va parlando? A KK era stata consegnata una società modello ed anche su aspetto sportivo si è voluto demolire per poi ricostruire. Toh la stessa solfa dello stadio…

      • Mi sono espresso male: non è che decidono i tifosi, altrimenti siamo stile quelle democrazie peroniste sudamericane. Si tiene conto del loro parere, ma poi la sintesi e la decisione finale la devono prendere i rappresentanti, nel caso la società.

  • Mi scusi, società modello? Non ricordo un gran modello, ricordo l entusiasmo della rinascita dalle ceneri, quello si, è indubbio, ma una società modello è un altra cosa!!!
    Quella era una società cresciuta troppo in fretta, vista l inaspettata scalata dalla D alla A in 3 anni, con una squadra a fine ciclo.
    Su questo KK ha indubbiamente commesso errori, ma oggi dopo solo 3 anni abbiamo, come ho scritto prima, un potenziale ciclo quinquennale. Vede direttore KK agisce da Americano, cambia senza paura di commettere errori e poi se necessario aggiusta il tiro. Noi, x paura di sbagliare, x paura delle critiche, perché i gradoni in cemento della Petitot sono troppo belli, non facciamo nulla!!! Poi però si vedono i risultati: la serie A è diventato il terzo o quarto campionato d Europa, a Roma (la capitale) si gioca con la pista d atletica, in Romania, no dico Romania non Romagna hanno stadi moderni e molto più confortevoli dei nostri….
    Però i gradoni della tribuna Petitot , in cemento (non in marmo di Carrara), sono belli!!!
    Su direttore accetti il cambiamento senza paura e con entusiasmo, in Italia, soprattutto non solo nel calcio ne abbiamo un gran bisogno!!! 😅
    Dia anche un occhiata ai risultati delle giovanili…. 3 anni fa il ns settore giovanile era quasi scomparso, oggi c’è la giochiamo con tutti!!! Questo è il miglior investimento che una società possa fare.
    Un saluto

    • Il mondo è bello perché è vario, quindi non le sto a replicare anche per non diventare antico a rioetere le stesse cose, però se mi parla di settore giovanile mi scappa da ridere. Perché i risultati odierni mi paiono lontani parenti di quelli di pochi anni fa nonostante gli investimenti cospicui. La primavera è a distanza siderale dalla cremonese, le squadre sotto sono lontane dalla zona che conta. Vedremo poi i prodotti sfornati, quando oggi ci godiamo chi lancio’ Pizzi con due borri spesi…

  • Massari che è anche capo provinciale del Pd (quindi per fortuna lo spettinato con la testa sporca non rappresenta il parere dei Pidini) oggi sulla Rudarola usa sagge parole. Forza Massari faccio il tifo per te e naturalmente per Feccione. Io sul progetto stadio dei piocioni al di là dell’impostazione misera che diciamo rappresenta l’oculatezza degli imprenditori del Territorio mi sono sempre chiesto una cosa. Ma se sapevano di mollare li tutto perché “non imprenditori calcistici” (era agosto e Craus è arrivato a settembre), che senso aveva il progetto stadio sapendo di andarsene? Classico 🌫️ negli occhi per edulcorare la pillola dell’annuncio che erano finiti si soldi. Tutto qui

  • Dopo aver letto diverse cose il mio pensiero sullo stadio è semplice, l’unica strada è ricostruire il Tardini attraverso una demolizione totale per avere la durata più breve possibile del cantiere (inizio lavori primavera 2025), andare a giocare in uno stadio “prefabbricato” da costruirsi in provincia, possibilmente in una zona strategica dal punto di vista logistico (per me Sorbolo è molto interessante per via del collegamento ferroviario che alleggerirebbe di molto il traffico veicolare).

    • A Sorbolo ci sono i sens’ossi e poi è vicino a Reggio m…a, il 25 aprile, etc..
      Noceto e Fidenza 4ever. Forza Massari, forza Fecci!!!!

      • Buttarla sulla sfida tra territori non è il massimo. Servirebbe una convergenza parallela….

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