giovedì, Febbraio 22, 2024
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CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / CAMARA CON VISTA (SULLA SERIE A)

(Gianni Barone) – Qualcuno, giocando col dialetto e col nome dell’autore del gol perfetto, per esecuzione e importanza, alla fine del match, disputato bene da entrambe le formazioni, sotto ogni profilo, questo occorre sottolinearlo, se n’è uscito con “la Drissa Camara”, nel senso che una partita che si stava avviando verso forse un giusto pareggio, per come le compagini l’avevano saputa interpretare con le rispettive forze e/o scelte di campo, è stata raddrizzata proprio al tramonto del centesimo minuto di gioco, con una prodezza degna di nota e di ammirazione, per la quarta volta in stagione, da un subentrato a gara in corso, proprio all’ultimo soffio, all’ultimo respiro, quando, cioè, tutto diventa irrevocabile e immutabile.

Per cancellare il rovescio di Modena, Pecchia, aveva ideato un assetto di squadra molto offensivo, rinunciando all’equilibratore, nonché incontrista principe del suo organico, Estèvez, per schierare una mediana fluida, più di manovra che di controllo, con Bernabè ed Hernani liberi di agire e inventare spunti a ridosso di una linea offensiva a quattro, in cui il tourbillon dovuto a continui cambi e scambi di posizione degli avanti, avrebbe dovuto – e in parte lo ha fatto, in occasione del bel gol di Mihaila, bravo a scattare sul filo dell’off side – creare imbarazzi e difficoltà alla linea difensiva avversaria a quattro, diventata poi a cinque nella ripresa, proprio per contenere cotanto movimento atto a produrre imprevedibilità e apprensione continua.

Un Parma d’assalto che, però, al primo vero affondo avversario ha ceduto su uno di quei traversoni, che, di solito, sulla carta dovrebbero essere innocui, ma che viceversa Pohjanpalo, uomo d’area letale propriamente detto, ha sfruttato al meglio eludendo la pigra presa di posizione di un Osorio sorpreso e inefficace nell’occasione.

Poi la partita si è stabilizzata e ha messo in mostra la bontà tattica e tecnica di entrambi gli schieramenti, con una ripresa più equilibrata in cui, dopo il cambio di sistema, operato dall’attento e preparato Vanoli (il quale in conferenza stampa ha appunto correttamente menzionato alcune volte il cambio di sistema di gioco e non, come si dice volgarmente, di modulo), poteva succedere di tutto, come in effetti è stato, oppure poteva indirizzarsi su un’inerzia, propedeutica alla parità, che, se fosse compiuta, non avrebbe scandalizzato nessuno e sarebbe stata accolta con favore da entrambe le contendenti.

Due squadre forti che, affrontatosi a viso aperto, senza rinunce o tattiche ostruzionistiche di sorta, meritano, entrambe, di giocarsi la promozione diretta in A.

Ha invece, poi, prevalso l’imprevedibiltà di questo gioco, sempre vittima o in balia di episodi non preventivabili a priori in nessun modo, allorché, per una controversia di visione tra arbitro e Var (che ieri ha funzionato ed ha arriso a favore dei Crociati, allontanando le istanze dei soliti dietrologi infuriati), sull’espulsione di Di Chiara, poi revocata, che ha permesso col prolungamento della gara, giusto per quei secondi necessari, utili a Camara per la sua prodezza che, in un colpo solo, cancella l’amarezza della sconfitta di Modena, e proietta il Parma sempre più in alto rispetto al Venezia, ma con vista verso il traguardo, non trascurando le altre due, Como e Cremonese, che non demordono.

La quale Cremonese, sempre di corto muso come direbbe Allegri, e di rigore con il solito Coda infallibile, ha vinto in trasferta a Lecco – dove Inglese si è riaffacciato in campo dopo una vita trascorsa ai margini – mettendo in mostra, non snaturando l’assetto a quanto pare, ma non ne siamo sicuri, dietro o a fianco di Falletti e Coda, per sopperire all’assenza dello squalificato Vazquez, quello Johnsen (che, come volevasi dimostrare, ha già inciso, procurandosi il penalty vincente) vero oggetto del contendere e dell’indignazione post mercato e pre gara che ha costretto il tecnico del Venezia, Paolo Vanoli, a mutare l’assetto e il sistema di gioco in corso, come già evidenziato prima, per opporsi alle evoluzioni offensive dei Pecchia boys, ieri in giornata di particolare frenesia agonistica.

Anche il Como, vincendo sempre di misura in trasferta a Terni, ha beneficiato al massimo dai favori ricevuti dal mercato, visto che la tradizionale bestia nera dei Crociati, da tempi immemori e prolungati, Strefezza è andato subito a segno in maniera decisiva per il successo. Della serie: non occorre distrarsi e se, in fede al nostro titolo, il Parma grazie alla perla dell’ivoriano, può vantare una “Camara con vista sulla serie A” privilegiata, per non correre rischi, deve continuare su questi ritmi di gioco e risultati ancora per un po’, di sicuro nei prossimi tre turni contro Cittadella (ufficialmente in crisi con tre sconfitte di seguito), Pisa (ancora inespresso) e soprattutto Como che non vorrà certo spianare la strada alla capolista con facilità.

Ciò che emerso, ancora una volta, ritornando alla vittoria non banale col Venezia, è che il tecnico “latino” (definizione del geniaccio Majo, nel senso di Formia, che è in provincia di Latina) sembra abbia, nelle sue scelte iniziali, ristretto la gamma delle soluzioni, che paiono, al momento, escludere l’impiego nella batteria offensiva di Partipilo e Colak, vere punte di diamante del mercato estivo, ora un po’ ai margini delle gerarchie, nelle rotazioni.

Potrebbe essere una suggestione del momento, però se si vuole assistere ad inizi frenetici e d’assalto alla diligenza, come quello messo in mostra contro i lagunari, servono la freschezza atletica, la corsa, la velocità e la rapidità dei movimenti dei prescelti di giornata, vale a dire Man, al quale muoversi dallo scolastico compito di ala destra, secondo noi, giova e lo rende meno prevedibile, stesso discorso per Mihaila, che rende di più quando percorre traiettorie oblique e per vie centrali, mentre la forza veloce di Benediczak e i virtuosismi, che non dovrebbero essere sempre fini a sé stessi, di Bonny, combinati insieme, qualora i due risultassero più determinati nelle conclusioni a rete, sarebbero in grado di produrre maggiori pericoli per le difese avversarie più stantie.

Tutto questo per dire che anche alla difesa, che non può prescindere, arrivati a questo punto dalla presenza di Circati, dovrà essere richiesta maggiore attenzione e concentrazione al fine di evitare quelle amnesie e discrepanze che paiono, al momento, congenite. Gianni Barone (foto in evidenza di Corrado Benedetti)

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

Un pensiero su “CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / CAMARA CON VISTA (SULLA SERIE A)

  • Dobbiamo uscire da febbraio con ancora 6/7 punti sulla terza. A quel punto sarebbe quasi fatta per la promozione. Ma meglio non pensarci troppo e giocare ogni gara al 200%.

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