martedì, Aprile 23, 2024
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CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / COSI’ E’ SE VI CAPITA…

(Gianni Barone) – “Quando si vuole giocare a calcio capita”, ha detto Pecchia alla fine della partita. Capita cosa? Che si deve insistere nel rischio della costruzione dal basso sempre, per forza, per obbligo o per decreto?
Capita che si debba concedere il pareggio solo per vanità e presunzione e vergognarsi di calciare lungo perché esteticamente controindicato (al di là di un inestetico campanile, poi, di Chichizola…)?
Capita che, dopo un primo tempo in cui si poteva chiuderla, non lo si è fatto?
Capita che nel finale, più che credere nello spirito messo in atto in altre occasioni, si sia preferito frenare e mettere in campo uno schieramento più conservativo con tre mediani (due dietro, Hernani ed Estevez, e uno sulla trequarti, Cyprien) e in attacco con un’ala (Partipilo), un centravanti (Charpentier) e addirittura un terzino (Coulibaly) schierato alto a marcare un altro terzino quello avversario (Sala) che non avanzava mai?
Capita di assistere a mosse tattiche, non alla Pecchia, come detto prima, dopo aver cercato di non sfigurare sul piano della propositivà del gioco con la solita sciagurata costruzione dal basso di cui sopra (che nessun dottore obbliga di attuare), solo per non essere da meno di fronte al tandem di tecnici avversari (Fabregas e Roberts), storicamente giochisti per vocazione?

Quindi capita tutto ciò in serie e in seguito, a un Parma che nasce “incendiario” e muore “pompiere”, nell’ accezione migliore della metafora per intendersi e per accettare, di buon grado, come sono andate a finire le cose? Nel senso che si nasce propositivi, per vezzo, e non per elezione, e si finisce per caso, o per necessità, chissà, a diventare quasi catenacciari o turisti dello stesso tipo di atteggiamento, senza un perché o senza sapere il perché o addirittura per sbaglio?

Un Parma che rinuncia al finale sprint, non credendo alla vittoria da raggiungere fino alla fine e oltre anche nel recupero, frenando oltremisura, per difendere, cosa alquanto rara o inedita, il pareggio ottenuto, o meglio concesso per tanta, troppa, mancanza di ragione o di prudenza che dir si voglia.

Siamo passati dalle 4 punte senza intenditori in mezzo, visti nel primo tempo col Pisa, contrabbandati, da qualcuno, come strategia atta a stancare gli avversari in vista della ripresa, ad un Parma, nel finale di Como con quattro inconstristi (3 in mezzo e uno largo) e due sole punte avanti isolate e lunghe, per prudenza o per paura di perdere davvero una partita, dopo averne vinte tante all’ultimo soffio di vento.

Cos’è che è cambiato per far “capitare” tutte insieme così tante cose? E cosa si nasconde dietro le entusiastiche lodi di Pecchia per la prestazione dei suoi che nessuno, a fine gara, ha voluto contestargli? Essere contenti del pareggio al momento paga, e ha fatto conquistare un punto uguale a quello perso in classifica nei confronti della terza posizione.

Tutti a magnificare la partita di Mihaila, ma poi l’averlo sostituito, negli attimi decisivi, cosa rappresenta e cosa significa?

Ci si era tutti abituati bene, ai risultati ed era proprio questo il momento di dovere cambiare, davvero, la mentalità?

Partipilo perché mai dal primo minuto, e perché qualcuno dice che ha avuto un buon impatto (Romenghi, come seconda voce nella radiocronaca di Radio Parma di Balestrazzi) e per qualcun altro, Carlo Chiesa, su diretta live a 12 Tv Parma, invece no?

Tanti troppi interrogativi e voi vi chiederete il perché? Se non ve lo chiedete ve lo dico io, se vi va: semplice, io, per motivi di lavoro, essendo impegnato per altri servizi sportivi, non ho potuto vedere per intero la partita. Ho seguito trenta minuti del secondo tempo, per radio: non mi capitava da una vita, per non dire mai, e il restante quarto d’ora più recupero in Tv in diretta NOW, quindi, per esprimere giudizi in merito, mi son dovuto fidare dei commenti altrui, talvolta discordanti fra loro. Avrò fatto bene? Di sicuro no, visto i tanti interrogativi che mi sono posto e ho riversato in questo pezzo. Di sicuro spero la qual cosa non si ripeterà, spero mai più, a cominciare da martedì prossimo in casa con il Cosenza, in cui sarò presente anche nel post partita Tv, con commenti che mi auguro contengano qualche certezza in più rispetto a quelli di oggi scaturiti da ciò che altri hanno avuto l’agio o l’ardire di profferire al solo scopo di certificare se la visione della partita del Parma li abbia divertiti o meno. Per non fare la fine di colui il quale, ai microfoni del decano Ceci, nostro autore, nella famosa rubrica “L’hanno vista così”, alla specifica domanda postagli in merito, aveva risposto: “Se mi sono divertito lo saprò domani dopo aver letto la Gazzetta di Parma”. Quindi attendiamo con ansia, di sapere, se almeno Sandro Piovani, ce lo svelerà davvero, sempre che si sia, a sua volta, divertito, lui… Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

10 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / COSI’ E’ SE VI CAPITA…

  • Tentare l’assalto finale in trasferta è diverso dal farlo in casa, eh. Giusto per dire. Bene quindi non aver perso.

  • Fabrizio

    Melanconico post partita ieri su tv parma,con il duo a dissertare se fosse colpa del “pallone amico”,o non piuttosto della paura dei moderni difensori a non fare gesti “inestetici ” ,scagliando la sfera verso il lago limitrofo

  • I calabri vanno asfaltati e senza prendere gol perché sta storia dei gol presi ha veramente devastato le balle. O lasciamo ancora punti a Gargamella?

    • Ma Strefezza non doveva farci un culo come una capanna? E la Cremonese non doveva vincerle tutte 1-0? E ad oggi qual’è la squadra che il palazzo vuole in A? Sei partito con la Sampdoria e rischia i playout (hai voglia citare Perdersoli e il Vicenza…), il Venezia con la cloaca del Penzo, la Cremonese di Arvedi (che da quando ha fatto il tuo super mercato di gennaio non ne ha imbroccata più una..) e ora il Palemmo. Se fossi un tifoso del Catanzaro mi toccherei i maroni per paura di essere citato in questo spazio commenti… Ah e i romeni sono ancora da mandare via a sbarate?

    • No alt ferma fanciulli. Cerchiamo di essere obiettivi. È bello ed è magnifico essere in testa ed è bellissimo che lo sia dalla prima giornata. È quasi bello andare a Como e fare la partita… Ma.
      E ora un po’ di onestà. Una squadra definita da qualche addetto ‘da mezza serie A’ vince 2-0 alla fine del primo tempo. Una squadra ‘da mezza serie A’ non prende un gol da nadari come lo abbiamo preso noi. Punto.
      Poi possiamo disquisire sui gol del sabato, su prestazioni degli avversari (ci sono anche loro) e arbitri incapaci.
      Non è un Parma da mezza serie A, ma il resto della serie B vagamente scarso. Ne è la riprova che il Palemmo è la peggiore squadra vista al Tardini quest’anno e a momenti porta via tre punti, e a Cosenza, nonostante Hainault ha fatto la doccia anzitempo , si poteva ampiamente portare a casa.
      Brodo grasso per ora non ci sta.
      Se prendo in giro Davide è solo perché quest’anno è diventato uno iettatore importante e Nostradamus gli fa un baffo, visto che se impreca contro uno dei nostri , questo diventa decisivo, e quanto tira a mano gli avversari questi incappano in prestazioni di menta.
      Ma qualche volta si fa fatica a dargli torto.

      Davide mi devi una birra.

  • Manda la Scansdoria ai pleiof e poi vedi…a meno che non ci sia il Palemmo ovviamente. Anche se Gravina si è speso molto per Radrizzani e Manfredi bisognerebbe capire chi tra Gravina pro Doria alé alé e Casini pro Palemmo l’avrebbe vinta. Sicuramente il Palazzo sognerebbe in A Palemmo, Como, Venezia o Doria alé alé. La Cremerdese è come noi ovvero i figli della schifosa, infatti Arvedi che lo sa con il supporto di Pederzoli ha messo su la squadra nettamente più forte del campionato per fortuna nostra allenata da uno sfigato e con un eunuco (il Mudo) nel motore.

    • Ma la Cremonese non doveva vincerle tutte 1-0? E il Palazzo non voleva la Doria alè alè in A diretta? E Strefezza non doveva farci un culo a capanna?

  • Credo sia ora di smettere di criticare una squadra prima in classifica dalla prima di campionato e con 8 punti di vantaggio sulla terza. Lo strapotere del Parma è evidente a tutti ed un pareggio in casa di una diretta avversaria non è certo risultato da buttare. Criticare Pecchia è da incompetenti. È tempo di veder le cose belle che è riuscito ad ottenere da giocatori che sino allo scorso anno erano giudicati dalla maggior parte dei giornalisti competenti (o presunti tali). solo dei “brocchi” .

  • Andrea Volpi

    Attenzione a continuare sempre a lamentarsi del brodo grasso…..!

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