martedì, Aprile 23, 2024
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CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / L’ANIMA DEL PARMA BATTE IL PISA BELLO E IMPOSSIBILE

(Gianni Barone) – La bellezza senz’anima conta poco o niente nel calcio di oggi, ma forse anche di ieri o ieri l’altro, e lo spettacolo di un Parma-Pisa con le due squadre che giocano quasi alla pari, solo per un tempo, ce lo hanno confermato in pieno .
Infatti dopo lo schieramento “monstre” del Parma, in cui i Crociati – sempre meno tali in fatto di maglia indossata – a preminente vocazione offensiva, con quattro punte, senza centravanti, e con mediana senza mediani di compito e di ispirazione, non ha mostrato nell’economia di una frazione aperta ad ogni sviluppo, quell’anima che serve per completare quell’ideale di bellezza a cui ambisce ogni conventicola di esteti ed esperti che si rispetti, comprese le nostre avanguardie parmensi, composte da alienatori, allenatori analisti di match, o giornalisti ideologi idolatrati dalle folle di tifosi disperse nell’aere del web.
Il cenacolo di coloro i quali anelano a quel gioco propositivo che tanto fa chic, che non riesce ad arrendersi al fatto di dovere essere credibili anche nella fase difensiva, e al fato che i risultati non si possono ottenere solo con l’estetica da loro blandita con sussiegosa baldanza o superiorità.

Ed elogiare il Pisa, del suo timoniere che mette in campo un centrocampo a 4 su due livelli, in una sorta di quadrilatero stile anni 60, pre catenaccio, con due mediani bassi (Velodo e Marin), e due mezzali più alte (Valoti e Toure) e non a 3 come qualcuno, confondendo le masse disarmate di cultura e concetti, ha avuto l’agio di affermare, risulta essere la maniera migliore per disorientare chi crede ancora che ci si debba per forza divertire solo con il gioco d’attacco o presunto tale.

Essere “bella senz’anima”, come cantava Cocciante, per una squadra di calcio non può bastare e gli elogi al Pisa e al suo tecnico dovrebbero indurre a più accurate riflessioni circa l’importanza di altri fattori, altri canoni per esprimere giudizi di merito in materia.
Un Pisa “bello” (sic), come molti hanno voluto farcelo apparire, ma impossibile, per come si è fatto infilare (pur non essendo il solo in stagione, ma purgato due volte su due, andata e ritorno, in pieno recupero, vorrà pur dire qualcosa…) non poteva non perdere e lo ha meritato (di perdere) per l’atteggiamento blando e passivo con cui tutta la squadra ha affrontato i secondi finali a loro fatali.

Non c’è (grande) bellezza che tenga, e non ci sono nemmeno gli elogi o gli appelli alla sfortuna per giustificare tutto ciò che si verificato, come non ci sarebbero stati appelli o considerazioni assolutorie, se il Parma del primo tempo, offensivo sulla carta, bello per la conventicola di cui sopra, ma senz’anima, per il resto nel carattere e nello spirito conservativo, se avesse subito qualche gol in più, vista la facilità con cui gli avversari, per ben tre volte, si sono presentati, soli, a tu per tu col portiere, a e a tu per tu con la porta libera e sguarnita come nella clamorosa occasione di Torregrossa che ha graziato il Parma, in maniera incredibile e clamorosa.

Poteva succedere di tutto nella prima frazione, ma è successo qualcosa, solo in parte, mentre nella ripresa quel tutto di cui sopra si è verificato in pieno e con gli interessi, per la gioia e la soddisfazione di un Parma, che non importa se lo si può considerare non sempre e non solo bello.

La possibilità di avere un’anima non è da tutti, ma in questo momento il Parma dimostra di poterla avere meglio e più degli altri. Non vi sono dubbi. Un Parma che si scopre non solo quello di Man e Bernabè, ma anche quello di Hernani, con la sua percussione che ha portato al gol di Man, su tacco di Charpentier, o quello di Partipilo che ha buttato in area quel pallone, poi vincente, con tutta la rabbia, con tutta la forza che lo stare tanto (troppo) tempo in panchina gli ha procurato e gli ha preservato, ed infine Delprato che da difensore diventa prezioso con l’assist a Benediczak e cecchino infallibile con la sua zampata vincente alla Paolo Rossi.

Questa la vera forza del Parma, la sua “grande bellezza”: avere un cuore, un’anima (ànema e core) che danno spirito, coraggio, forza in un tutto per tutto fino all’ultimo sospiro o respiro.
Ultimo sospiro o respiro che non hanno ancora avuto: Cremonese (-8), Palermo, Como, Venezia, tutte a -9, distanza più che di sicurezza.
Il quale Venezia, nello scontro con l’altra squadra (oltre al fanalino di coda Lecco), che battuto in stagione il Parma, cioè il Modena ha pareggiato con i gol di Pohjampalo (2) per i lagunari e Gerli e Palumbo per i canarini: tre giocatori che semmai arrivassero a Parma non farebbero di certo male.
Ma di questo e tanto altro se ne andrà parlando nei prossimi giorni e mesi.
In attesa di sapere cosa succederà su quel ramo del lago di Como, sabato prossimo, i Pecchia boys si godono le vertigini, positive, della vetta raggiunta con tutta la forza dell’anima e del cuore (matto) possibile e inimmaginabile alla vigilia anche da parte del più inguaribile dei visionari. Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

7 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / L’ANIMA DEL PARMA BATTE IL PISA BELLO E IMPOSSIBILE

  • Il pisano che ho ospitato a casa mia nell’ambito dell’iniziativa “pisani al Tardini” promossa dalla società (si poteva fare meglio la sud non era bella piena di pisani un altro migliaio di biglietti si sarebbero potuti mandare in Toscana) si è detto non pienamente soddisfatto dell’ospitalità ricevuta. Dice che il sole in faccia è fastidioso e che il Mapei è più bello.

  • pecchia for ever salvaci tu...

    A Como quale formazione estrarrà dal cilindro è un vero mistero per tutti noi …bravi ad elogiare dopo le vittorie pronti a ..io l’avevo detto nelle sconfitte…Bonny Sohm in forte calo ..vedremo che farà cmq vada sarà sempre un grande allenatore ed un grande uomo, cui si deve veramente tanto riconoscimento.
    Se saremo promossi , sufficiente non perdere a Como, un bel pezzo di A è suo.
    Forza Parma.

  • Oppure anche un bel “Parma Letale”…per gli avversari!

  • Sempre interessante.
    Ragguaglio ornato e raffinato nella allocuzione irreprensibilmente forbita della disamina tecnico-tattica ineccepibile.
    Solo un appunto: sabato i nostri non si recheranno su “quel” ramo del Lago di Como, ma su quell’altro.
    Su “quel” ramo, all’ombra del Resegone, ci siamo già stati e ne abbiamo presi inopinatamente 3 dall’ultima in graduatoria.
    Ma… “non rivangare quello che non può servire ad altro che a inquietarti inutilmente ” (A. Manzoni)

  • Se andiamo a Como con la formazione del primo tempo ne prendiamo tre. È la gara più importante dell’anno assolutamente da non perdere. Mi auguro che vengano accantonate cazzate, esperimenti, tutto dentro e robe così. E si vada con Hernani e Estévez in mezzo.

  • Chi facciamo giocare in difesa tra osorio e balogh?

    • Te l’ho detto. È come scegliere tra la stitichezza e la sciolta. Qualsiasi delle due è perniciosa.

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