giovedì, Febbraio 22, 2024
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CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / SOTTOPUNTA, DISCORSO SUL METODO

(Gianni Barone) – Molti avrebbero preferito un bel discorso sul modulo e sui moduli che cambiano, si trasformano, si idealizzano, si confondono, si confutano e si mistificano: io, invece, “cartesianamente” parlando, vorrei introdurre un discorso ben diverso, legato al metodo e ai metodi con cui ogni squadra andrebbe inquadrata e giudicata in base all’assetto.
Io sono un fautore – per il momento insieme al solo Paolo Bianco, allenatore del Modena, e pochi altri che non conosco, perché non si sono ancora palesati, che ha messo in difficoltà, forse il solo in questo campionato, in maniera tanto netta, il Parma di Pecchia, e sotto, sul profilo, squisitamente tattico – del tramonto dei «moduli», e del crepuscolo dei «sistemi di gioco», in luogo di un più arioso e rispondente alla realtà effettiva degli atteggiamenti e degli approcci, tout court, discorso improntato sulla strategia di gioco, di cui solo pochi, al momento, parlano, la quale è legata alla capacità di lettura del gioco, nelle varie situazioni, e alla copertura e occupazione del campo nelle varie fasi di gioco, sia di possesso che di non possesso, in maniera completa ed adeguata.
Una sorta di ordalia dei sistemi e moduli, sempre intesi nell’accezione corretta dei concetti e dei termini, riferiti, gli ultimi al tipo di marcatura a uomo o di controllo a zona, per un sorta di apocalisse post moderna della tattica partendo da quella individuale fino a quella di squadra (collettiva), passando per quella di reparto.

Quando si smetterà, finalmente, di dare, fare o indovinare i numeri, relativi all’assetto tattico prescelto o praticato, e di farlo completamente, all’oggi, sembra difficile, anche se non impossibile, saperlo.
Intanto tutti, nessuno escluso, si adoprano a cercare di scoprire all’inizio di ogni partita, del Parma (ma anche di tutte le altre squadre), stando al nostro ambito, come gioca e come si schiera in campo la squadra al fine di trascriverlo sul tabellino, stando ai giornalisti, e di ricordarlo stando ai tifosi impegnati oltre che a tifare, appunto, gioendo o imprecando, a seconda dei casi, allo scopo di comunicarlo via social, a parenti e amici, per stabilire un contatto con loro e anche con chi, di sfuggita, passa per caso dal web o giù di lì.
La domanda ricorrente, a cui tutti sembrano in grado di rispondere, risulta essere sempre la stessa e cioè: – Come gioca oggi il Parma? E l’avversario? Le risposte, tra le più varie, non si discostano molto tra loro e/o dalla realtà, perché la conoscenza, il capire tattico si sono, negli anni, molto sviluppati e diffusi anche negli strati meno didatticamente preparati, perché impossibilitati nella frequenza di corsi e di accademie preposte.
Tutti sembrano in grado di distinguere un 4-3-3 da un 4-4-2 o scorgere una disposizione di difesa a 3 che diventa a 5, però nell’ultima gara contro il Venezia, aldilà del sistema che qualcuno ha battezzato 4-2-4 in luogo del più usuale 4-2-3-1, in pochi hanno capito o azzeccato le posizioni esatte dei 4 disposti in avanti vale a dire Man, Mihaila, Benediczak, Bonny. Questo, per il semplice fatto che nessuno dei quattro aveva una posizione precisa, ben delineata, dovuta, appunto, alla scelta “strategica” del tecnico di volere attaccare l’avversario senza dare punti di riferimento precisi derivati da consolidate e/o scolastiche posizioni in campo, a loro volta, legate ai canonici ruoli di esterno/ala, punta centrale e “sottopunta”, termine ultimamente prediletto da chi ritiene di volere apportare al lessico e al linguaggio gergale, novità per dimostrare di essere più figo, competente, chic o engagé, ma inviso a Schianchi, che nell’ultimo Bar Sport ha detto di non sopportare, e di lasciarlo in uso a quelli di Dazn). Ma chi era la punta? E chi la sottopunta, alias il trequartista di qualche tempo fa?

Ma cosa importa sapere questo? Ciò che conta, e ha contato, non è stato forse il modo con il quale i quattro hanno tagliato, aggradito gli spazi, come si sono mossi o interscambiati? Movimenti e fluttuazioni che hanno indotto a cambiare assetto e sistema passando alla retroguardia a 3 centrali con 2 esterni bassi larghi, il tecnico avversario, Paolo Vanoli, che qualcuno, come il nostro direttore titolare, vedrebbe bene sulla tolda della panchina Crociata nel post Pecchia, qualora i meriti acquisiti in Crociato, valgano al tecnico latino, una chiamata di una grande squadra italiana o estera.

La cosa che fa sorpresa, invece, è stato il cambio di schieramento, che qualche visionario ha descritto come 4-1-3-2, quasi inesistente in natura, del Venezia, in seguito alla mancanza di un giocatore (Johnsen) ceduto in circostanze, a quanto pare, non dico ignote, ma di sicuro controverse, stando alle ultime affermazioni diffuse a mezzo stampa dall’interessato.
Pare che il Venezia lo abbia venduto a sua insaputa, mentre il ds ha motivato la cessione con presunti “capricci” dell’atleta in merito al rinnovo del contratto. Lo stesso giocatore andando a Cremona, invece, pur incidendo con una buona prestazione ed un rigore procurato che ha fruttato la vittoria, non ha comportato nello schieramento grigiorosso, guidato da Stroppa (integralista del 3-5-2 fino a prova contraria) nessun tipo di stravolgimento, visto che il norvegese, oggetto della discordia in laguna, è stato schierato, toh, sottopunta, al posto del Mudo Vazquez, assente per squalifica, dietro al riferimento centrale, cecchino dal dischetto Coda, che qualcuno vorrebbe ancora a Parma (e Davide squalificato…). A fare che? Non si sa, visto che il movimento o tourbillon collettivo voluto da Pecchia, non sarebbe per nulla congeniale all’attuale capocannoniere del torneo, notoriamente uomo d’area poco avvezzo al movimento lungo tutto il fronte d’attacco. Come sta capitando ai vari Colak, Charpentier e Partipilo, indietro, vieppiù, nelle rotazioni offensive, dall’inizio, operate da Pecchia, forse per l’identico motivo di cui sopra.
Il tutto in ossequio a quel principio di “occupazione dinamica degli spazi” che nei concetti e nelle teorie dovrà soppiantare, come metodo, ogni altro e stantio discorso legato ai sistemi che variano e che sfuggono ai disattenti e ai moduli, che da quando tutti giocano a zona e non a uomo, non sono cambiati mai e mai cambieranno più.

Ciò che cambia sono le panchine in B: al contrario non muta l’abitudine di esonerare i tecnici, quando le cose non volgono al meglio, come confermato a Bari, in cui gli attori sono tutti ex Crociati, situazione che vede, non so se per la prima volta, che il tecnico prescelto e quello scartato siano frutto della volontà popolare, in una sorta di democrazia diretta, alquanto inusuale nel mondo del pallone, in cui le decisioni societarie, di solito, non tengono conto di quanto pensino i maggiori fruitori, paganti, di questo sport/gioco cioè i tifosi. Al posto del pluri-esonerato Pasquale Marino (detto Bazquale) incredibilmente sempre molto quotato nelle alte sfere, è stato preferito al Campione del Mondo 2006 Fabio Cannavaro, ritenuto dalla piazza inesperto o inadeguato (chissà?, o semplicemente troppo napoletano), benché illustre, il più sanguigno e meno nobile, ma ritenuto più pragmatico ed utile alla causa, Beppe Iachini che a Parma non aveva certo incantato o lasciato rimpianti di sorta ad alcuno.
Non sappiamo se sia positivo o negativo questo ricorrere alla coscienza collettiva delle masse nelle decisioni importati.

Intanto, sotto sotto, una prima punta, prima o poi potrebbe servire anche al Parma in determinate partite. Chissà se così sarà? I social, più informati e tatticamente preparati cosa dicono in proposito? Che strategie suggeriscono? Ma la sottopunta chi l’ha fatta infine? Io dico Nessuno. Qualcuno dice Ulisse (Chi? Quello di Polifemo…) altri Mihaila, seguendo un proprio metodo per raggiungere la ragione, quella che, talvolta, manca. Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

3 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / SOTTOPUNTA, DISCORSO SUL METODO

  • Alla fine tanti paroloni, ma nel calcio vince sempre chi la butta dentro una volta in più degli avversari 😉

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  • Io continuo a chiedere. Ma Coda quando viene squalificato per la vicenda scommesse o è già tutto finito a tarallucci e vino? Fosse capitato a un nostro giocatore Cataplano sbraierebbe ogni giorno sulla Rudarola rosa, come minimo avrebbe già preso 3 anni e noi pure qualche punto di penalizzazione. Continuo anche a chiedere cosa sono stati presi a fare Partipilo e Ciolac. Se se ne conoscevano le caratteristiche incompatibili con il casino organizzato di Pecchia perchè Pederzoli (una volta chiuso il mercato della Cremerdese che aveva la sua priorità) non è andato su profili congeniali? Che senso ha avuto la NON campgana acquisti se hai preso 3 giocatori in croce e manco utili alla causa?

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    • Triple-sec

      E’ evidente che è stato fatto un mercato utilizzando “presìdi” di Intelligenza artificiale. E’ questa la differenza epocale del corso Americano rispetto al passato. Purtroppo non viene dichiarato il nome della società fornitrice del servizio…. Sarà stata utilizzata l’italianissima Wyscout inglobata nell’Americanissima HUDL? Presto toccherà all’allenatore, preparati Pecchia che arriva l’analista….

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