lunedì, Aprile 15, 2024
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CATTIVO CITTADINO, MERCATO EDITION / ATTIVISMO O CALMA PIATTA

(Gianni Barone) – Essere una delle poche, se non addirittura l’unica, squadra di serie B, ad aver disertato il mercato di gennaio, non so cosa possa significare o rappresentare. Eppure il Parma è riuscito, fino in fondo, a mantenere il suo ruolo e la sua missione, avendo cura, per gli acquisti, di non lasciarsi influenzare o impressionare, nemmeno di fronte ai movimenti altrui, segnatamente a quelli relativi alle squadre che lo inseguono e che ambiscono alla promozione diretta, tipo Como e Cremonese, tanto per non fare nomi, e neanche in presenza di quel colpo a vuoto andato in onda, qualche giorno fa, al Braglia contro il volitivo Modena. Niente: nessuno è riuscito a smuovere e a scuotere l’immobilismo in entrata apprezzato e condiviso da stampa locale (all’unanimità) e tifoseria (quasi, qualcuno escluso) dettato da quella sorta di supremazia e superiorità che tutti gli attribuiscono, in virtù di un cammino e di una identità riconosciuti per meriti passati acquisiti, e futuri, supposti.
La Società, con tutte le componenti tecniche e non solo, non ha mai vacillato, per l’intero mese, in cui si sono sviluppate e concluse tutte le trattative che le altre (iscritte al famoso albo a cui i Crociati hanno sempre negato con forza e per forza la loro adesione) e non si è fatto mai ingolosire e non ha mai (ufficialmente) cercato nessuno per ora, nel breve, e neanche per il dopo, nonostante gli inviti di qualcuno che avrebbe voluto vedere, anche in proiezione futura, qualche rinforzo in alcuni settori, leggi difesa e mediana stante le impercettibili crepe evidenziate di recente, suggerite anche, a mo’, di consigli per acquisti, da chi, come noi, prima d’ora si era mai permesso di fare. Fra gli altri avevamo avanzato il nome di quel Dennis Johnsen del Venezia, che la Cremonese ha sottratto alla squadra lagunare prossimo avversario proprio del Parma, indebolendola, stando alla logica e ai dati di fatto, che nel calcio, non sempre e non necessariamente, trovano asilo, lascando spesso e volentieri, ad uso e consumo di qualche inguaribile romantico o di qualche inesauribile audace, quel pizzico di imprevedibilità e stupore che non guastano mai per rendere il tutto speciale, non banale, non scontato e vivaddio entusiasmate e interessante come non mai.
Tutto ciò premesso e tutto ciò considerato, arrivati a questo punto, preme sapere, constatare o «sciamanamente» indovinare o supporre se un atteggiamento di questo tipo sarà quello giusto e appropriato per il raggiungimento di quell’obiettivo che tutti danno già per scontato e acquisito. Ha fatto bene, il Parma, a non farsi travolgere dalla furia delle voci, degli spifferi di mercato, imitando le altre per rimanersene nel suo cantuccio, nel suo cantone, nel suo angolo dorato, a non fare niente, godendosi, nel suo mare della tranquillità (per ora) quella calma piatta, prerogativa solo per pochi eletti.
Il solo Cittadella, lo ha imitato, per scelta e per filosofia o forse, solo, per necessità, mentre il Venezia che lo stava seguendo, stando al blocco della Fifa che pesava sui suoi eventuali acquisti, ha dovuto incassare una cessione eccellente: il già citato attaccante esterno norvegese Dennis Johnsen che avrebbe fatto al caso proprio del Parma che di fatto lo favorisce per la gara domenica con la sua assenza, ma che in ottica futura potenzia quella Cremonese, già pronta alla risalita sfruttando il contributo anche di Falletti, ex Ternana, trequartista che Stroppa, in osservanza di quel sistema 3-5-2, che fatica ad abbandonare, schiera da mezzala alle spalle del nobile duo Coda e Vazquez. E con il nuovo arrivo cosa farà? Cambierà sistema di gioco, per accogliere un attaccante esterno, virando sul 4-4-2 o 4-3-3, o adatterà il norvegese a seconda punta al fianco di Coda o da esterno a tutta fascia come alternativa all’ex Crociato, che molti dopo le suggestioni dello scorso hanno già belle che dimenticato, vale a dire Zanimacchia?
Questi gli interrogativi che arrivano quando si cambia o quando si vuole inserire qualcuno che potrebbe mutare gli equilibri, rischio che il Parma, non ha voluto in nessuno modo correre in questa sessione in cui molte squadre di bassa, di media e di alta classifica, tipo il Como, hanno optato per vere e proprie mini o maxi rivoluzioni di organico, alcune necessarie, altre meno, che non si sa quanto potranno essere benefiche e produttive, alla luce di quei problemi di inserimento, cambio di assetto e di creazione di nuovo amalgama, che scaturiranno in mancanza di tempo per consolidare il tutto. Questo è il problema del Como che ai noti Goldaniga (difensore) e Strefezza ala, storicamente bestia nera dei Crociati già ai tempi della Spal, ha inserito in ogni reparto volti nuovi, quindi con problemi di adattamento, tipo Gioacchini, Braunoder, Nsame, Ballet, tutti stranieri, tranne Fumagalli attaccante, bomber in C con la Giana Erminio.

Non stiamo ad elencare i nuovi del Lecco, eccezion fatta per Inglese che firma proprio sul gong a pochi attimi dalla chiusura, che lascia il Parma e va nel versante del Lago Como, in cui le acque paiono alquanto agitate, con il rischio del cambio di panchina per chi dovrà assemblare, praticamente, oltre dodici rinforzi, che si dovranno rivelare tali, solo con pochissimo tempo a disposizione. Impresa non facile e situazione non certo invidiabile.
Acquisti mirati per il sorprendente FeralpiSalò, attualmente la più in forma del torneo, che il Parma dovrà affrontare a Piacenza, in quel campo che i tifosi non vorrebbero diventasse mai lo stadio provvisorio, quando decollerà il progetto nuovo Tardini, semmai decollerà.
Qualche ritocco per Palermo, importante come quello Chaka Traore dal Milan (ex Parma), e Modena, dove nel centrocampo, già forte, arriva Santoro dal Perugia e in avanti strappa al Lecco il quotato Di Stefano, e per la difesa prende Guarino dall’Empoli.
Per il resto doverosi gli acquisti e le cessioni per le nobili decadute Samp: dentro l’ex pallino di Mancini in azzurro il laterale Piccini, e soprattutto Spezia, con la piazza sempre in tumulto, che ha preso dal Pisa Nagy e Jureskin, per innervare la mediana e le fasce e Di Serio per l’attacco.
Ha stentato la Reggiana, molto fumo con tanti nomi accostati e pochissimo arrosto in termini di elementi acquisiti in avanti dove si accontenta di Okwonkwo dal Bologna in luogo di Moro.
Al Cosenza arriva il talentuoso Antonucci che ha deluso a Spezia , mentre ad Ascoli, niente Inglese che piaceva a Castori e dentro Duris e Zedadka (chi li conosce é bravo), con SudTirol, Pisa, che hanno fatto quello che hanno potuto e non quello che avrebbero voluto.
Pochi spazi di manovra per Brescia e Catanzaro, che non avevano urgenze.
Ed infine, dopo tanto attivismo descritto, chiediamoci se la tattica temporeggiatrice per l’oggi, e ritardatrice per il domani, del Parma che si é chiamato fuori standosene a guardare con le proprie stelle al riparo, sarà quella giusta, quella che non genererà rimpianti con la sublimazione del gruppo in cui non sempre tutti tendono a credere.
Il Parma vende solo Inglese che non giocava sin dall’inizio, ma non chi ha giocato poco e non ha “attenzionato” ( termine orrendo, da questura anni 80) nessuno, se questo è un record poco ci manca, sicuramente rimarrà un ricordo che non si ripeterà più o ancora. O no ?
Cala il sipario sul mercato e ora inizia davvero un nuovo campionato, alla luce di quello che emerge con molte squadra che hanno cambiato davvero molto. Como e Lecco in testa. Per il resto si vedrà. Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

2 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO, MERCATO EDITION / ATTIVISMO O CALMA PIATTA

  • SSSSHHHHHHHHHHH Silenzio!!!!!! Silenzio da là dentro….
    Come diceva quel tale sui trampoli davanti alla Banca dell’UPI in Piazza Garibaldi

  • Io avrei preso solo un terzino/centrale, poi basta.

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