martedì, Maggio 21, 2024
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DIARIO CROCIATO / DIARIO BLU

(Gmajo) – Dispiace, all’indomani della sesta memorabile rimonta in zona Cesarini, che ora tende ad essere ridefinita zona Parma, per via della piacevole abitudine distruggi coronarie, di far gol in pieno recupero, magari anche dopo averne subito uno un minuto prima, abitudine cominciata, guarda un po’, nella gara d’andata con il Pisa dei Corrado’s (al 94′ Colak), ed era la terza giornata del campionato asimmetrico…

…passando attraverso Modena (93′ Partipilo), Spezia (94′ autorete Moutinho), Palermo (91′ Mihaila, 95′ Charpentier), Venezia (100′ Camara), appunto per chiudere (per il momento) il cerchio col Pisa (95′ Delprato, vedi video sotto che con un certo fiuto abbiam documentato facendo partire l’amatoriale macchina da presa, poco prima, intuendo cosa stava per accadere, e che immediatamente è diventato virale, entrando in pieno diritto nella memoria collettiva della Comunità)…

… dicevamo, per ripigliare il lungo filo del discorso, che dispiace, all’indomani di quanto detto sopra, dover essere un po’ pedanti e ritirare a mano, per la terza volta nel giro di un mesetto, i dettami del compianto professor Massimo Zannoni, circa gli elementi fondanti per garantire il radicamento di una squadra nel territorio: tra di esse, come potete (ri)leggere nella grafica sotto, sono menzionati anche i colori sociali e la maglia, ma, visto quanto accaduto ieri al Tardini, per quanto concerne questi due elementi fondanti, siamo andati male male, dal momento che le due squadre in campo quasi se li sono scambiati, generando nei più disattenti e non solo nel marziano di Pif, confusione…

Cosa è successo? Secondo quanto è stato boffato a StadioTardini.it, da fonte informata sui fatti, la richiesta di giocare con la casacca blu con bordi gialli sarebbe partita proprio dal Parma Calcio, e gli ospiti si sarebbero, di conseguenza, adeguati. Fatto sta che in campo, con la maglia giusta, non c’era nessuna delle due squadre: ci fosse stato come radiocronista di Tutto il Calcio Minuto per Minuto il bravo (e portafortuna) Giuseppe Bisantis, avrebbe sicuramente bacchettato, dal momento che sovente lo abbiamo più volte sentito discettare a tema, ed esser un po’ nostalgico, come noi, del calcio di una volta, quello che seppe imporsi come vero e proprio sport popolare, identificativo della nostra nazione, a differenza di questo surrogato da salotto che è stato colpevolmente creato dopo che è piovuta sul movimento la pioggia dorata dei diritti televisivi e, a seguire, la dittatura del marketing con le proprie scelte dettate più dal soldo che dai sentimenti…

…E così ieri, fin dall’ingresso in campo e cerimoniale d’inizio, ci si è posti la domanda: ma chi è il Parma? chi è il Pisa? Interrogativi complicati – non solo per chi ha poco diottrie, ma anche per i normodotati – dal fatto che il Pisa avesse i colori gialloblù, ossia i primi alternativi al bianco-Crociato, che è bene ricordare agli scolari sucloni, essere quelli principali del Parma Calcio, mentre, viceversa, i nostri teorici portacolori, indossavano un pigiama in tinta unita simil colori degli ospiti, eccezion fatta per quelle striscioline gialle sui bordi. Ohibò. Meno male che, per ora, almeno, ci han lasciato un altro, degli elementi fondanti fissati dal professor Zannoni, ossia l’Inno…

…ma temiamo fortemente che anche il povero Forza Parma dei Cadetti di Gigi Stok, scritto da Franco Dini, nome d’arte di Albino Orlandini, e in auge dal 1970, nella revisione riformista dei moderni, avvezzi a questa damnatio memoriae delle tradizioni della Comunità, possa esser presto sostituito da qualche diavoleria musicale ritenuta più consona ai tempi, così come la rotazione di maglie insignificanti, che, sotto il pessimo esempio dei club più commerciali della Serie A, tende anche a non osservare il principio sancito dalle stesse leghe, di avere colori fissi per gli incontri casalinghi (maglia home) e in trasferta (maglia away). Le terze casacche, inizialmente, nacquero per evitare confusioni tra club dagli stessi colori distintivi, ed erano considerate delle vere e proprie rarità nell’utilizzo, dal momento che nel rito laico del pallone le sacre divise errano immutabili. E un certo fascino derivava anche da questo. Ve lo immaginate il Subbuteo oggi, quando tutti fanno gara ad esser Arlecchino?…

Ci sono momenti, come quelli di ieri, che restano scolpiti nella memoria di ogni fedele della Comunità, perché battere al 95′ una squadra che aveva pareggiato al 94′, è un qualcosa che, se non ti ammazza, ti consolida e fortifica nella fede. Ma nella fede in chi? Nei blues? Mentre la Nord intonava “Magico Parma” (pensa, intanto, come bruciavano i Corrado’s, non solo per la sconfitta, ma anche per il plagio del claim), i Crociati avrebbero dovuto avere, come da listino, appunto la casacca bianca con la croce nera, che rende pressoché unica al mondo la storica società che ha appena compiuto 110 anni e che mi riferiscono (in quei giorni ero ancora in altre faccende affaccendato) avesse celebrato, clamorosamente, la ricorrenza con la stessa anonima casacca di ieri, anziché la Crociata come sarebbe convenuto per la data tonda…

…Basta osservare l’immagine qui sopra per avere un’idea di quanto senso di identità possa trasmettere, dal momento che l’unico, come ha scritto il Distinto Riccardo Schiroli, ad avere la maglia del Parma era il portiere Leandro Chichizola. Mi sarei aspettato, nelle sue Annotazioni Crociate, qualche geremiade in più dallo specialista Fabrizio Pallini, autore, ai tempi di Onda Emilia, di una vera e propria campagna a favore della maglia Crociata, quando era stata accantonata ad inizio Anni Ottanta. E fu lui, che, attraverso la distribuzione di bandierine Crociate, a spese sue o della sua associazione di riferimento I Nostri Borghi, che in giorni a noi più vicini, riuscì ad imporre il ritorno dell’antico vessillo che si pensava, e sperava, non venisse più messo in discussione…

…Come sono lontani i tempi in cui la scelta tra prima, seconda e terza divisa, vedeva solo il cambio o l’alternanza di tinte, ma sempre con il tratto caratteristico della croce, fosse nera su fondo bianco, o gialla su fondo blu o financo, blu su fondo giallo, dell’epoca Amministrazione Straordinaria di Bondi, Angiolini e soprattutto Baraldi, che re-introdusse l’amato simbolo, fin dai tempi della Champions, con la variabile blu-notte della croce, per approdare, poi, all’Erreà, che avrebbe diffuso sul territorio e non solo molteplici varianti della maglia Crociata. Ed è curioso che, nonostante il cambio dello sponsor tecnico – con tutti gli antipatici strascichi che ha comportato – si arrivi ad un punto della stagione in cui si fa fatica a reperire le taglie per completare le mute per scendere in campo con i veri colori sociali, anche perché la blu sarà anche il remake di una maglia d’antan, ma non dimentichiamoci sempre usata, anche allora, perché era stata messa al bando la Crociata…

E mentre a Parma ci si perde dietro alla presunta divisibilità del simbolo della croce – ci vorrebbe qualcuno, finalmente, che spiegasse per bene ai forestieri che non è così – negli anni abbiamo assistito dalla Fiorentina di cui sopra, all’Inter, Genoa e diverse altre, al ratto della Crociata… Insomma la maglia del vicino (o lontano) è sempre più bella… Ai tempi di Settore Crociato tale Lefebrve sovente richiamava i poco osservanti al rispetto delle tradizioni, ricorrendo anche alle classifiche di utilizzo delle prime maglie da parte dei vari club, oggigiorno, invece, questo ingrato compito di romper le scatole al manovratore resta al già poco simpatico grillo parlante che sta componendo, sperando, come da vignetta sotto, che qualcuno non lo voglia schiacciare…

…Delle tradizioni dei bei tempi andati, almeno, ci è rimasto quel bel “Parma… Parma… Parma…” che i ragazzini dell’Academy intonavano dallo spicchio più a Sud della Petitot Ovest: peccato che al vento garrissero solo i colori gialloblù e non quelli Crociati. A proposito di tifo: va riconosciuto che gli ospiti, presenti in gran numero nei settori loro dedicati, siano stati forse anche più continui dei nostri nel sostegno alla propria squadra, come del resto per loro è consolidata consuetudine, ma soddisfacente anche il tifo della Nord, con stupenda coreografia in accompagnamento alla Marcia Trionfale dell’Aida…

…Di solito il mio Diario Crociato, nell’occasione da ribattezzarsi Diario Blu, si apre con il racconto delle mie degustazioni eno-gastronomiche precedenti la partita. Come già occorso prima di Parma-Venezia, ho approfittato del Casino Petitot, dove, l’anfitrione Maurizio Marchinetti, ha riservato ai suoi accoliti il seguente menù: salumi del territorio, mozzarella in carrozza, polenta pasticciata al ragù, ossobuco coi piselli.

Mentre Marchino (sopra a sinistra) reclamava un mio servizio sul rugby pulito, dopo le ultime disavventure patite dalle Zebre, di cui è appassionato, per la compagnia, tradendo gli amici fidentini, al tavolo dei quali mi ero seduto due settimane fa, per poi andare assieme anche a  Cittadella, stavolta ho optato per quello dove sedeva Edoardo Porcari (foto sotto la firma) con i suoi amici, anche perché sono ospite della sua chat WhatsApp e gli dovevo una presenza per aver bucato, per non essermela sentita di presenziare, ad un suo invito di qualche settimana fa quando, ancora, la cicatrice non si era formata. Gabriele Majo

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 60 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann. Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro"; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio" e "Franciao".

13 pensieri riguardo “DIARIO CROCIATO / DIARIO BLU

  • Gallo di Castione

    Dei brunch al Petitot ne riparleremo, essendo ormai tradizione consolidata del popolo Crociato. Il Casinò di caccia della matresse, pardon, della Duchessa risuona ad ogni partita di urla festanti. E noi ne siamo felici, il terzo tempo lo facciamo prima della partita.
    Per via della stessa vi rimando ad altro articolo, posto appena prima della partita successiva perché sia di stimolo e di aiuto al mister ad impostare la partita.
    Il buon Majo stia comunque tranquillo, le intemperanze retoriche non solo sono concesse, ma in qualche modo auspicabili, perché qualcuno lo deve pur dire, se il re è nudo.

  • Maurizio

    Effettivamente ieri ad inizio partita un po’ mi confondevo, concordo con l’articolo Gabriele

  • Io vado fuori dal coro. Faccio notare che con la terza maglia del marchio del Territorio solitamente e regolarmente si prendevano imbarcate storiche, per non parlarle delle “maglie celebrative” (mai vinta una partita con una maglia celebrativa). Tanto che fin dall’estate ho plaudito al cambio di sponsor tecnico essendo quello precedente un porta sfiga clamoroso. Con la terza maglia Puma (molto bella anche), fin dall’estate e passando dalla inutile Coppa Italia, Brescia etc.. siamo sempre scapusati in gare favorevoli. La giornata di ieri era in premessa una merda, come poi in effetti è stata, con 2300 pisani (complimenti alla società per gli inviti mi raccomando con la Cremerdese ne vogliamo il doppio di “ospiti”) e la scelta scaramantica della terza maglia per invertire un flusso di sfiga incipiente e imminente ci sta assolutamente. Con la crociata avremmo perso perché era nell’aria.

  • E poi Direttore, già che siamo andati a prendere 2300 pisani aprendogli anche la sud, come facevamo a non accontentarli sulla richiesta della maglia? Che ospiti siamo? Suvvia un po’ di ospitalità! Io avrei anche messo a loro disposizione lo store

  • Si, mi sono confuso anch’io in effetti, ma amen. Tre punti e si vola!

  • Discutere della maglia mi sembra veramente dover trovare a tutti i costi qualcosa che non va.
    Forza Parma anche in pigiama!!!!

    • Mi sembra un pensiero molto semplicistico il tuo: mi pare di aver argomentato il perché debbano essere rispettati territorio e tifosi. E in ogni caso, quale direttore e proprietario del sito, credo di aver diritto di esprimere il mio pensiero

  • Io mi ero già espresso a suo tempo quando avevo criticato le divise di quest’anno che sicuramente classificherei tra le meno azzeccate dal punto di vista cromatico degli ultimi 30-35 anni (orizzonte temporale che corrisponde più o meno da quando ho cominciato a vedere il Parma).
    Detto questo per me l’unica vera maglia è la crociata perchè (oltre ad essere bella, ma queste sono questioni di gusti personali) penso che ci caratterizzi in modo univoco, è la nostra storia (nel senso che è stata di gran lunga la più usata dalla nascita del club ad oggi). Ciò senza dimenticare il giallo ed il blu che sono i bellissimi colori della nostra città e che compaiono nello stemma del club che guarda caso è per metà crociato e per metà giallo blu. Sono due anime che però si uniscono per formare un tutt’uno inscindibile, noi siamo crociati e giallo blu.
    Siamo tutti uomini di mondo per cui penso che nessuno si possa scandalizzare se per questioni commerciali vi sia, durante l’anno, una rotazione delle tre maglie. D’altra parte durante l’epopea Parmalat si decise togliere la croce per fare risaltare meglio lo sponsor.
    Venendo alla partita con il Pisa, confermo il mio disorientamento all’ingresso in campo delle squadre che poi è passato dopo un paio di minuti quando la partita è iniziata.
    Ogni anno faccio un proposito, se la stagione mi ha soddisfatto alla fine compro una delle maglie a ricordo di quella stagione (ed anche quest’anno farò così nonostante la critica sopra espressa) perchè mi resti un qualche cosa di tangibile che si leghi ai risultati conseguiti, lo consiglio a tutti di fare (peraltro a fine stagione fanno pure i saldi!!). Oggi ho accumulato circa una ventina di maglie segno comunque che le annate belle sono state tante.
    Forza Giallo Blu Crociati

  • Mariella

    Purtroppo ben altri “valori fondanti” abbiamo già perso e perderemo noi cittadini e, di conseguenza, anche la nostra (o, meglio, la loro) Squadra. Ce ne accorgeremo se e quando verrà attuato il progetto dell’ecomostro, passato come nuovo stadio “accessibile” (termine attualmente molto in voga e che va bene in tutti i casi per sdoganare varie assurdità) nel centro città da parte di una società che ha come unico scopo i propri interessi, non certo quelli del territorio e dei cittadini. E questo, se non giustificabile, sarebbe consentito provarci, ma, quel che è grave, è che lo stesso comportamento di parte lo hanno anche i nostri amministratori, appoggiando e consentendo il non consentibile ad imprenditori d’assalto come Krause.

  • Signora mia, chi come Lei ama le cerate gialle, gli stivaloni verdi da caccia belli pieni d’acqua, il sacco del rudo in testa, il sole in faccia, i cessi con i liquami che ricoprono il pavimento e scorrono fuori verso il così detto “bar”, le cacate di piccione, i tubi innocenti, le reti da campo profughi del Sud Sudan a separare i “distinti” dallo spicchio riservato agli ultrà “ospiti”, nel caso si facesse mai il nuovo Tardini avrebbe solo l’imbarazzo della scelta in caso di nostalgie. Le consiglio Venezia col suo cacatoio, il Bentegodi, Ferrara, Como, Catanzaro, Cosenza, Ascoli, Empoli, Spezia, insomma ce n’è di cacatoi per placare la nostalgia dei cari vecchi annni 80.

    • Mariella

      Io amerei una città più a misura d’uomo, che non di krause o UPI o amministratori “distratti”, “distanti” anni luce dai veri interessi dei cittadini, che, credendo alle loro promesse elettorali, li hanno votati (o non votati). Se lo Stadio nuovo è così indispensabile, lo si faccia in una zona più adatta ad accogliere un ecomostro ed orde di tifosi (molte volte) anche devastatori e disturbatori, travestiti da tifosi, che devono essere scortati come delinquenti dalle forze dell’ordine. Queste ultime utilizzate per impedire l’accesso al Centro? anche alle poche auto utilizzate per l’assistenza domiciliare a disabili e anziani ivi residenti. Anche togliendo così agenti, che sarebbero più utili altrove, per svolgere interventi più urgenti ed importanti per i cittadini.
      Questa è la città che vorrei.
      🎵Vorrei tornare negli anni ’80…🎶

  • Luca Battaglia

    Solitamente una qualsiasi opera si giudica quando questa è ultimata, perciò definire “ecomostro” il nuovo stadio è una forzatura un pò prevenuta.
    Il nostro stadio attuale ha delle criticità non facilmente superabili, come settori scoperti, servizi inadeguati, vie di fuga assolutamente inadeguate: provate ad immaginare la necessità di lasciare la tribuna petitot velocemente, con scalinate ripide e le uscite solo in basso….. la tribuna est con tubi innocenti dove quando piove ci si bagna. Se non si interviene sullo stadio fra poco tempo sarebbero necessari lavori a carico del proprietario, il Comune di Parma, che difficilmente stanzierebbe fondi a questo proposito. Poi ognuno può continuare a pensarla come vuole, ma se si frequenta un pò lo stadio, certe criticità si riscontrano ad ogni partita.
    Buona serata

    • Mariella

      Non metto in dubbio le criticità di una struttura che già dove è collocata ancora oggi dal secondo me è assurdo, visti i problemi e le criticità di viabibità e sicurezza (per tutti i cittadini e non solo per i tifosi) che già crea. Ma voler far passare come “adeguamento di pubblica utilità” un progetto che prevede, oltre allo stadio, servizi, centri commerciali e parcheggi a favore di una società privata che ne trarrà gli utili, mi sembra quanto meno incredibile.
      Se si vuol fare un nuovo stadio lo si puó fare in una zona che, d’accordo con chi ci abita, possa sopportare un simile consumo di suolo e di inquinamento ambientale, visto che è stato definita “sostenibile”… Ma questo al”mecenate” Krause non va bene, vero? Lui ci deve pur guadagnare, poverino! Lui guadagna in soldoni e noi in inquinamento ambientale, come se ne avessimo bisogno. Per l’ecomostro la invito a consultare il progetto, che, ovviamente, una volta attuato non potrà e non vorrà essere modificato.
      Buona giornata.

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