lunedì, Marzo 4, 2024
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DIARIO CROCIATO / E VENNE ANCHE IL GIORNO DEL RITORNO AL PETITOT

(Gmajo) – E venne anche il giorno del mio ritorno al Petitot. Su gentile invito dell’anfitrione Maurizio Marchinetti – noto su queste colonne ed altrove come “Il Gallo di Castione”, dalla ridente località fidentina, sovente meta delle camminate a piedi del povero umarèll che Vi scrive –

dopo anni di forzata assenza, in quanto in altre faccende affaccendato, ho potuto di nuovo salire i gradini del Casino, (non nell’accezione di casa di tolleranza, beninteso), ossia quel piccolo edificio, dalle forme neoclassiche, che domina Piazzale Risorgimento e che si scambia amorevoli sguardi con la Monumentale dell’Ennio, unico elemento architettonico che dovrebbe salvarsi dall’imminente (quanto poi davvero imminente non so…) tabula rasa per la costruzione della Krause Arena.

Se tra quindici giorni, il prossimo 19 febbraio 2024, saranno depositati i documenti per la Conferenza dei Servizi (il Sindaco Guerra dal salotto di Parma Europa ha asserito di non aver dubbi che sarà rispettata, beato lui…), poi inizierà quella marcia forzata che potrebbe portare alla demolizione dell’altro elemento storico sinora salvato o almeno preservato dalla Soprintendenza, ossia la vecchia Tribuna Centrale, che, come noto è stata imbragata negli anni 90 dal prefabbricato che ancora oggi si chiama Tribuna Centrale Petitot, regolarmente funzionante, così come la opposta Est in tubolari, da cui ieri, per queste colonne, pagandosi regolarmente il biglietto, vi ha scritto il nostro ritrovato Riccardo Schiroli, egregia penna forgiatasi in Onda Emilia prima, per poi passare alla fu Teleducato, indi onorare il proprio percorso in sedo alle massime istituzioni nazionali ed internazionali della palla a base.

A proposito di giornalisti attempati, ho anche scambiato due chiacchiere, a fine gara, con Gian Luca Zurlini ancora per qualche tempo alla Gazzetta di Parma, prima della forzata pensione anticipata, proprio sul Tardini che fu e che sarà: egli mi ha ricordato come, nel precedente restyling in Era Calisto, non si procedette, come c’è ora in animo di fare, a scavi, in quanto a tutt’oggi, ad esempio, c’è ancora l’antico fossato che delimita il terreno di giuoco: sicché, abbiamo convenuto, è altissimo il rischio che si possano rinvenire – al di là di preziosi reperti – ordigni bellici, con ulteriori stop a un cantiere che tarda a partire.

Torno, scusandomi per la digressione, al tema centrale di questo Diario Crociato, ossia il mio ritorno al Petitot: sì, c’è stato, contestualmente, anche quello al Tardini (per la prima volta da fresco ex, con l’occasione di incontrare tanti colleghi, così desiderosi di riabbracciarmi e salutarmi, ed altrettanto vale per me), però l’ultima volta in tribuna stampa, anche se ero ancora in servizio per il club, era stata in occasione del derby Parma-Reggiana al calar dell’estate, quindi, in realtà, non troppo tempo fa. Quella volta, preferii rispondere all’invito di Cristian Colombi e recarmi, nell’attesa, all’Indomita, salvo poi assaggiare il gelato gialloblù al Petitot, ma senza entrare all’interno della struttura.

Varcare quella soglia mi ha fatto provare veri brividi di emozione: quel perfetto anfitrione del Gallo, sarà forse il clima di San Remo, mi ha presentato stile Pippo Baudo i cantanti del festival della canzone italiana nei mitici anni 80: “Signore e Signori, ecco a Voi Gabriele Majo”, e via scrosci di applausi dagli astanti, quasi come quando negli anni ’70 li avevo raccolti nella mia scuola media, introdotto dal Consigliere Scolastico del San Benedetto, Don Umberto Pasini, non ricordo bene in quale contesto (forse un Palio di Maggio) e documentati in una audio cassetta (non quella altrettanto celebre ai miei compagni di allora, di Mingori) da cui poi li estrassi per farne un jingle per Dedichevolissimevolmente, prima edizione, ossia quello radiodiffuso by night da Radio Emilia nel ’78, prima dell’edizione cult, più o meno un decennio dopo su Onda Emilia, nella fascia 14-16.

Rispetto alla mia ultima presenza, che si perde nella notte dei tempi, l’interno del Petitot è di molto cambiato: ora la gestione, infatti, è appannaggio di una associazione musicale, per cui sui muri interni (rinfrescati) non troviamo più gli antichi cimeli calcistici esposti dal mitico Baroni, bensì raffigurazioni ed immagini di strumenti ed affini…

Quella che non è mutata, invece, è l’accoglienza eno-gastronomica, in concomitanza con i match casalinghi, dei sub-appaltati dell’Associazione Petitot: ieri antipasto con salumi del territorio, tra cui una sublime culaccia, passando attraverso le lasagne verdi casalinghe, e giungere al piatto forte, ossia il cappello del vescovo (sarebbe del prete, ma date le dimensioni è passato di grado…) e poi la sorpresa delle varie ed eventuali: nell’occasione cotiche e fagioli.

Tutti i commensali hanno ovviamente gradito, ed il padrone di casa ha quasi rischiato l’indigestione con l’ultimo piatto…

Di solito, proprio i peccati di gola sono i preferiti del nostro, tuttavia ieri si è premurato di farci sapere che l’aspetto più bello della sua giornata è stato l’altro piatto a sorpresa, quello servito, al 100° minuto da Drissa Camara, gol che lui, il Gallo di Castione, aveva poco prima chiamato, e che il prodotto del settore giovanile (gestioni Pizzi/Piazzi) avrebbe poco dopo mirabilmente realizzato, per la gioia di tutti i Crociati… Gabriele Majo

 

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 60 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann. Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro"; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio" e "Franciao".

5 pensieri riguardo “DIARIO CROCIATO / E VENNE ANCHE IL GIORNO DEL RITORNO AL PETITOT

  • Gallo di Castione

    Mi preme di evidenziare che i buoni rapporti col buon Majo risalgono ormai alla notte dei tempi, credo che la prima volta che mise i piedi al Petitot si sentivano ancora gli echi dello scalpicciare dei cavalli, nel Petitot di caccia della Maria Luigia, dov’ella suoleva intrattenersi con gli stallieri.
    Spero che questo “ritorno al passato” sia stato un ennesimo richiamino ai legami che solo il tempo e il rispetto possono cementare, però se non lo seppi seppilo, se fossi uso utilizzare termini depauperati dal cattivo uso, amicizia potrebbe andar bene per definire ciò che ci unisce. Ovviamente dopo questa melensa dichiarazione delirante mi urge aggiungerci una parolaccia, cazzo. Abbiamo vinto ancor prima di giocare la partita ma il fato ci ha regalato il gollonzo, il gol della domenica a tempo scaduto. Che la festa continui.

  • Bel racconto di vissuta crociata!

  • Mi sa che il Professorino si sia attirato l’ira funesta non del pelide Achille ma di Pizzarotti (quello che comanda non del peritino o Topo Gigio che dir si voglia). E mi sa anche che plotoni di avvocatoni e dottoroni sarano schierati dal potente industrialone contro il cmó. A questo punto gli oneri d’urbanisasió del nuovo stadio faranno molto comodo al burocratico Ente dei portici del grano per tamponare anche in piccolissima parte il maxi risarcimento che il potente ex magnifico 7 otterrà.

    • guarda che il comune per lo stadio non richiede nessun onere di urbanizzazione, tutto aggratis…

  • Comunque vi invidio. Riuscire a beccare preti, mariole, cotghèn, pasta con le cotiche, ciccioli prima di una partita. Io inizio a stare male dalla mattina, a pranzo ho lo stomaco chiuso e idem la sera se la partita è andata male. Per me è una sofferenza. Bonny poi a vederlo cendolare senza fare un gol da mesi mi fa venire anche un prolasso intestinale che mi rende il giorno in cui gioca il Parma una vera tortura. Per fortuna Doria alé alé

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