giovedì, Luglio 25, 2024
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FEMMINILE, PER IL PARMA SLIDING DOORS COL BRESCIA

(Gmajo) – Se qualcuno pensava che le Crociate fossero col morale sotto i… tacchetti dopo le tre sconfitte in stecca negli ultimi tre turni, che paiono aver compromesso l’obiettivo immediato ritorno in A, si deve ricredere: infatti è bastato a Gago & C. vincere una partitella in famiglia per esultare con tanto di trofeo alzato al cielo, il tutto documentato sul profilo social dell’attaccante francese che nell’ultimo turno aveva le polveri un po’ bagnate. Del resto venivamo da giorni di pioggia battente (nel secondo tempo particolarmente fastidiosa anche durante la partita col Freedom, le cui giocatrici, probabilmente, avevano fatto una danza propiziatoria per il successo in rimonta poi incredibilmente materializzatosi): speriamo col ritorno al sereno (nel senso di tempo atmosferico) che le micce si possano regolarmente innescare per un rapido ritorno alla vittoria delle nostre portacolori, ora piuttosto attardate rispetto alla battistrada Ternana (-9), alla seconda Lazio (-7) e alla terza, l’outsider Cesena (-6). In quel momento sarà più consono darsi alle pazze gioie anche pubblicamente: un boomer come il sottoscritto, cresciuto a pane e… Cinquini (che inorridiva per le interviste, immaginarsi per le bimbominkiate social), infatti, pensando a cosa sarebbe potuto accadere se ci avessero provato i maschietti dopo una striscia non positiva a gioire per aver vinto la coppa dei campioni infrasettimanale (andate a chiederlo a un Dezi d’annata, ad esempio), ha un po’ storto il ciranico naso nel vedere in rete siffatta immagine: poi, però, piacendomi mettere nei panni degli altri, cercando di interpretarne le strategie, ho pensato che poteva trattarsi di un modo per fare gruppo e tener le tristezze lontane, dopo ore sicuramente non facili per tutto il gruppo squadra e la dirigenza che, non a caso, aveva subito fatto una spremuta di cervelli dopo l’inatteso patatrac con le piemontesi, direttamente domenica al Noce, tornandosene verso casa a tramonto ormai da mo’ terminato (immagine poetica perché i rossi tramonti nocetani mi sono rimasti nel cuore, ma considerata la giornata talmente uggiosa da sembrare urticante – dovrò riconoscere i diritti d’autore a Mister Pecchia per non incorrere nell’infamante accusa di plagio… – il sole, non essendo mai sorto, un po’ come le nostre, domenica scorsa non è mai tramontato…).

Il momento non è dei migliori, come ho avuto modo di analizzare martedì scorso sui 102 e 104 megacicli di Radio Parma, ospite di Alberto Dallatana in un collegamento per Palla in Tribuna. che su queste colonne è già stato sintetizzato e comunque ne è rimasta traccia audio (i non boomer la chiamerebbero podcast) in una clip montata da Luca Casoni, sicché la si può comodamente riascoltare: ma parto dalle conclusioni che avevo tratto allora a caldo, per ragionarci su più a freddo ora: Krause “ora che il Parma è così attardato cosa potrà fare? Lasciare tutto così? Prendere un classico provvedimento all’italiana, e in tal caso scotterebbe la panchina di Mister Colantuono, o un provvedimento all’americana, e in tal caso rischierebbe soprattutto il direttore sportivo Domenico Aurelio?. 

Le sliding doors passano (ancora) attraverso la gara di domenica  18 febbraio 2024 con il Brescia (Stadio “Il Noce”, kick off ore 14:30) che, già all’andata, si rivelò fatale per le immediate ambizioni di risalita del Parma Femminile: l’inaspettata battuta d’arresto (2-1) costrinse le ducali ad una corsa ad handicap rispetto alle due capolista (Ternana e Lazio)  culminata con l’aggancio riuscito solo domenica . Stavolta l’imperativo per le gialloblù è il ritorno al successo, per allontanare la crisi, non solo di risultati, e pensare, comunque, alle rimanenti 13 gare (non poche) che ancora mancano a chiudere la stagione, puntando su quel restante, forse un po’ ottimistico, 30% di possibilità di salire, qualora qualche intoppo capitasse alle tre davanti, cosa non probabile, ma pur sempre possibile.

Viceversa si torna al ragionamento di cui sopra: quattro sconfitte consecutive, infatti, oltre ad essere tante, troppe, ragionevolmente potrebbero far credere davvero concluso il progetto di risalita immediata, che, sia pure non conclamato, era quanto ragionevolmente era lecito attendersi dal profluvio di investimenti del patron. Come si potrebbe aspettare ancora dopo un poker del genere dagli effetti del ciapanò, senza farsi prendere da un certo giustizialismo un po’ da processo sommario? Ma che fare? Avrebbe senso cacciare l’allenatore? Di solito il provvedimento, molto italiano, servirebbe a dare la scossa: ma di solito la scossa è necessario darla nel minuto in cui hai l’obiettivo ancora alla portata, se no a cosa servirebbe un ribaltone? E in più: dal momento che in estate è stato dato l’input di mantenere una rosa di 23-24 calciatrici, ci sarebbero, ora, risorse a disposizione per un’uscita straordinaria come quella per un nuovo allenatore? Vero che di solito, quando c’è Krause di mezzo, i soldi non sono un problema, ma chi li amministra per interposta persona (e la piramide apicale, al Parma, è particolarmente ricca di professionalità) li metterebbe a disposizione?

E una soluzione interna? Ossia affidare la squadra ad Ilenia Nicoli, coach della primavera, ed unico allenatore (tra maschile e femminile) ad aver portato non uno, bensì due trofei in palmares nell’era Krause? Sì certo, per lei sarebbe una grandissima gratificazione per tanti motivi che intrecciano la sua carriera da Cittadella a Parma, però, perché andare a guastare la squadra Primavera che sta funzionando piuttosto bene (domenica ha pareggiato con la Fiorentina dopo ben 4 successi consecutivi, con anche vittime illustri, durante il cammino, come Milan e Juventus) per un rimedio in corsa in prima squadra se l’obiettivo lo dai per perso con alcuni mesi di anticipo? Piuttosto potrebbe avere un senso se venisse deciso di sceglierla per un progetto a medio-lungo termine, ossia per centrare l’obiettivo la prossima stagione, partendo con sei mesi di anticipo (o di ritardo che dir si voglia). Vero che quattro sconfitte consecutive sarebbero oltremodo pesanti, ma razionalmente potrebbero essere un capo d’accusa sufficiente per allontanare un allenatore che, pur con il problema sistematico della assenze di calciatrici da inizio stagione (e ben quattro top player negli scontri diretti decisivi), aveva saputo dare un’impronta unica alla squadra, decisamente a lungo la migliore della categoria per la qualità del gioco offensivo (e che aveva pagato dazio per pesanti errori individuali della retroguardia)?

E, scelta molto americana, prendersela con un dirigente, ossia il direttore sportivo Domenico Aurelio, che già ha sulla coscienza, quale capo-macchina, il peso del fallimento sportivo della scorsa stagione, culminata con una inopinata retrocessione? Io l’ho definito plenipotenziario, perché, a differenza del pari grado Pederzoli nella maschile, ha un po’ più di libertà d’azione, essendo anche l’unico, lato sport, specialista della materia, eccezion fatta per quello che si sta rivelando essere il suo braccio destro, ossia il responsabile del settore giovanile femminile Federico Pangrazi con il quale si è instaurato un rapporto di feeling/fiducia. Due flop consecutivi, certamente, potrebbero giustificare una rivoluzione: ma, razionalmente, quanto può aver senso ripartire da zero, per la terza stagione consecutiva, dopo quella della A costruita in 25 giorni (un grattacielo senza fondamenta) e la B di quest’anno, su cui han pesato anche le possibilità di ripescaggio, ventilate anche ad alto livello, per via delle vicende Sampdoria?

Ecco perché le sliding doors col Brescia, per allontanare tutti questi discorsi, non possono che aprirsi in una sola direzione, quella della vittoria, nonostante Mister Colantuono, come consolidata consuetudine, dovrà ancora da fare i conti con le pesanti assenze consolidate di Vien Beil, delle due Caterina Ferin e Fracaros, dell’ultima aggiunta Szandra Ploner, anche se, forse, potrebbe recuperare Laura Peruzzo, defezione dell’ultimo momento che aveva ulteriormente rimaneggiato la squadra opposta al Freedom domenica scorsa al Noce. Gabriele Majo

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 60 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann. Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro"; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio" e "Franciao".

2 pensieri riguardo “FEMMINILE, PER IL PARMA SLIDING DOORS COL BRESCIA

  • Non sono esperto di calcio femminile, ma non mi pare un calcio in cui ci possano essere le grandi rimonte a differenza di quello maschile. Promozione ormai andata.

  • Forse del lavoro di Nicoli iniziano a vedersi i frutti anche perché essendosi salvate l’anno scorso, per poco, ora è ormai un anno e mezzo che sta lì e quindi è riuscita a dare continuità. In prima squadra invece cambiare il terzo allenatore in meno di due anni, tanto più uno che ha appena ricevuto la panchina d’argento, sembrerebbe più uno scarico di responsabilità che forse stanno a monte.

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