giovedì, Febbraio 22, 2024
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L’INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DEL PALLONE di Luca Tegoni / A LEZIONI DAL MAGO FORREST (HIGHLIGHTS)

(Luca Tegoni) – Un dinamismo strabordante dei giocatori del Parma non viene corroborato da un numero sufficiente di occasioni per segnare, cioè pochi tiri e di malavoglia; meglio passarla indietro, cercare l’assist, esaltare la folla con dieci passaggi al volo tra tunnel e colpi di tacco.

Ciò nonostante il Parma, che appare nei primi venti minuti di un’altra dimensione rispetto al Venezia, passa in vantaggio, con merito, ancora con una accelerazione di Mihaila che scatta a tempo (VAR ribalta la bandierina dell’assistente di linea) sulla splendida intuizione di Hernani.

Dopo pochi minuti, però, il Venezia approfitta di una leggerezza collettiva del Parma per pareggiare. Di Chiara si accascia a terra dopo aver perso palla, i compagni attendono che il Venezia butti la palla fuori dal campo, ma ciò non avviene e quegli istanti di indecisione sono fatali allo schieramento difensivo che viene colto alla sprovvista. Il centravanti del Venezia tocca la palla per deviarla in rete dopo un colpo di testa mancato di un compagno. Un centravanti… a che cosa servirà mai?

La dottrina Pecchia in merito all’utilizzo di un centravanti vero, cioè che cerchi di andare a tirare per fare gol è drastica: non più di quindici minuti a partita. Poi uno dei due buoni meglio tenerlo il più indietro possibile, troppo vicino alla porta può fare danni, potrebbe far finire la partita troppo presto…

Il Parma dimostra un’ottima condizione fisica e cerca di riconquistare campo con tanto agonismo, riprende il controllo della partita anche se il Venezia si dimostra squadra di una certa pericolosità quando attacca in velocità. L’occasione più importante che esemplifica le caratteristiche degli attaccanti del Parma capita su un’incursione di Man che, all’interno dell’area di rigore con un buon angolo di tiro col piede sinistro, preferisce passare al compagno in ipotetico rimorchio. In pochi secondi si sviluppa un’azione tanto incredibile per pericolosità quanto deludente per concretezza e la partita rimane sul pari.

All’ultimo secondo del tempo Benedyczak non riesce a controllare il pallone che l’avrebbe portato davanti al portiere in solitudine.

La formazione iniziale del Parma è apparsa molto ambiziosa con due soli centrocampisti di cui uno Bernabè. La prestazione è stata buona, ma poco fruttuosa.

Il secondo tempo inizia senza sostituzioni, il Venezia appare più attento a non farsi rubare palla come nel primo tempo e la partita del Parma si fa più faticosa, pochi sbocchi al centro e sui lati. Rimarchevole il tentativo di Man sul finire di partita che riesce ad anticipare al limite dell’area un avversario e ad andare al tiro con forza e precisione, ma il portiere del Venezia si distende sulla sua destra e devia in angolo. Poi il ricupero, foriero di punti preziosi che scavano solchi o “solchini” o “solchetti” con quelle dietro.

Inizia il centesimo minuto e il Parma batte un corner, la palla viene allontanata dall’area, ma non a sufficienza. Camara è appostato appena oltre la riga di confine, si coordina per colpire quel pallone spiovente che gli cade perpendicolare al movimento di tiro, ne scaturisce un contatto che genera una parabola che finisce in rete nonostante il tuffo del portiere.

Festa in campo e sugli spalti. Il Parma vince con merito due a uno con reti di Mihaila e Camara. Luca Tegoni (foto in evidenza di Corrado Benedetti)

Stadio Tardini

Stadio Tardini

5 pensieri riguardo “L’INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DEL PALLONE di Luca Tegoni / A LEZIONI DAL MAGO FORREST (HIGHLIGHTS)

  • Chissà le rosicate dei cornacchioni al gol di Camara :D. Forza Parma sempre!

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  • Triple-sec

    Condivido tutti i commenti espressi e mi sembra ottima l’idea di completare gli highlights con highlights di contenuti video (soprattutto perché si è vinto).

    Aggiungerei solo qualche piccolo “flash” per sottolineare l’ottima prestazione di Circati, la solida prova tra i pali di Chichizola che in altra sede avevo avvicinato a Frey e un’esaltante (almeno per me) propensione di Arsenio Mihaila a rubare palloni (dopo averne constatato in altre occasioni l’attitudine a divorarli). Anche i lineamenti della nostra ala (?) evocano il ladro gentiluomo Lupin (almeno quello creato da Kazuhiko Katō) e, sintonicamente a questo accostamento, mi sembra che si possa definire “inafferrabile” ogni giudizio sul Parma che vada oltre la prestazione del momento. Credo che questo merito vada a Pecchia l’oscuro (soprannome nell’antichità riservato al già nominato divino Eraclito) il cui “discorso” assumeva la forma di enigmi “in un gioco espressivo oracolare” (cit)… E’ proprio così….A mio parere non può che rimanere misteriosa ed insondabile la ragione che ha consigliato.. il divino P a tenere 7 volte in panchina Circati, a chiedere a Chichizola un gioco volante, a collocare l’illuministico Bernabè troppo a Sud perchè riesca a far luce davanti, a dare così poca fiducia a Begic da dimenticarsene il nome (e quindi da scordarsi di convocarlo) e così tanta fiducia al polacco formalmente attaccante ma geneticamente terzino, ad aver ormai paura di affidare una maglia ad Hainaut..(tanto da lasciarlo in tribuna..(altro che recuperarlo). Eraclito, a cui voglio lasciare l’ultima parola, sosteneva che sorgere e tramontare si coappartengono….e il nostro mister ha imparato la lezione del maestro…e, ad Efeso come a Parma, la vittoria (questa) e la sconfitta (quella della settimana scorsa) , si co-appartengono e gli opposti finiscono per coincidere. In fondo c’è sempre una molteplicità di modi di vincere

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  • ragas, chilù l’ha fat al clasic al Romagnosi, etor che bali!tuti il volti lè una lesiò. Che sia un eraclitoridiano?

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    • Triple-sec

      Ohh là… finalmente il mio amico bancroft il tennista è tornato a palleggiare….

      Per risponderti: Romagnosi…Acqua /// lesiò… mai date /// ma soprattutto se io ero-clitoridiano
      tu sei-clitoridiano (garantito al limone)

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