venerdì, Luglio 19, 2024
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QUELLA COL PISA (ANCHE) DEI CORRADO’S NON E’ UNA PARTITA COME TUTTE LE ALTRE

(Gmajo) – Quella col Pisa (anche) dei Corrado’s (oggi soprattutto di Knaster, patron del Parma Calcio mancato, ieri dell’highlander Ricci) non è una partita come tutte le altre: il motivo va ricercato negli accadimenti della primavera del 2015, allorché, sotto l’insegna “Magico Parma” papà e rampollo si misero a competere con “Nuovo Inizio” per raccogliere l’eredità sportiva del compianto Parma F.C., defunto dopo il crac. In realtà i Magici, precedentemente, avevano illuso la comunità, persino la bandiera Lucarelli, sulle possibilità di un fantomatico salvataggio della preesistente svuotata società (contendendola a Mike Piazza, che poi, come meteora, varcò l’Enza per la Reggiana), salvo poi, al vedo finale dinnanzi al notaio Almansi, presentare una busta vuota, per così definire l’offerta non conforme.

 

E dire, che proprio a StadioTardini.it, il capostipite, in una intervista esclusiva che fece clamore, aveva di fatto bollato come industriali con la i minuscola quelli che stavano costruendo la storia che si sarebbe rilevata del “come noi nessuno mai”C’è da sorridere nel rileggere quelle profetiche parole, alla luce di come poi andarono effettivamente le cose: “Se c’erano degli industriali interessati alla serie D, direi che apparentemente non amano troppo il Parma! Un industriale con la I maiuscola non può essere interessato alla serie D, ma alla serie A, semmai. Non so chi fossero questi industriali che pensavano alla serie D come Domodossola, ma non si può essere interessati alla serie D, ma semmai costretti alla serie D, Non farebbe onore a un industriale di Parma, che vive e che opera a Parma, pensare alla serie D: un conto se ci si è costretti se non ci sono altre soluzioni, ma per me un industriale di Parma non può che essere interessato al Parma al più alto livello possibile, che adesso è la serie B come Bologna! Se no è solo una speculazione e gente che non ama il Parma e vuole approfittare di questa situazione. Non si può essere interessati alla serie D, né attrezzarsi per quello. Uno mica si attrezza per fare un funerale… Io, anzi, mi sarei aspettato che i media a conoscenza di questo stigmatizzassero questo fatto!  E’ come se uno malato malato va in ospedale e anziché curarlo si apprestano a fargli il funerale… Poi se uno muore è un altro discorso, ma fin che è ancora vivo non è proprio il caso. E, ribadisco, avrei voluto che i media dicessero che questa situazione non fa onore né alla città, né agli industriali. Un funerale non è mai una opzione da porsi fin che uno è in vita: poi, dopo che è morto, si farà sì che il funerale sia il più decoroso possibile. Io, onestamente, non so chi fossero quegli industriali, me ne hanno solo parlato… Io dico che bisogna fare le cose per bene, anche per evitare di fare due anni di gloria, per poi ricadere nella polvere. Una squadra come il Parma, che è una delle più blasonate a livello europeo e italiano negli ultimi 20 anni e che ha raccolto risultati importanti, merita un palcoscenico adeguato. Se uno ama il calcio e la città deve dire: io ci provo. Ed è quello che sto facendo io: vediamo se riesco riesco a mettere insieme come me, altre persone che come me hanno questo hobby del calcio. Ma pensare alla D, è brutto segnale e  mi auguro che non succeda””.

C’è da sorridere perché, al di là delle tre promozioni consecutive dalla D alla A, delle due salvezze nella massima serie, incluso un nono posto, poi centrate da Nuovo Inizio, non va dimenticata l’incredibile virata di Beppe, successiva al suo mancato accollo del Parma F.C., verso un progetto di ripartenza dalla Serie D, proprio quella che pochi giorni prima riteneva, con sdegno, non fare onore a un industriale di Parma, che vive e che opera a Parma.

Al sottoscritto che aveva fatto notare questa sua evidente contraddizione – suggerendo, peraltro, un’ultima possibilità, passata agli annali come la “pazza idea”, quella, cioè, di sfruttare la finestra rimasta aperta dell’affiliazione non revocata in FIGC (nonostante il giudice Rogato avesse nel frattempo già staccato il respiratore del grande malato) per consentire ai Giovanissimi Crociati di giocare la Finale di Chianciano e diventare davvero il salvatore del Parma F.C. in B – venne riservata una gogna mediatica (nell’incontro pubblico del 27 giugno a Villa Ducale, persino peggiore di quella di un Ghirardi d’annata, quando mi bollò “nemico del Parma” (anche se poi Giovanni si scusò).

Non solo l’evidente incoerenza di cui sopra: ai Corrado’s si può anche imputare, per via del loro comportamento divisivo, una certa frattura anche in seno alla tifoseria ducale, divisasi, sia pure non in parti eguali, tra i loro sostenitori e quella degli altri, con un bipolarismo da fare invidia alle moderne fazioni politiche italiche. Ma se questo era comprensibile in sede di campagna elettorale, decisamente meno dopo, quando sarebbe stato lecito attendersi, da chi professa il proprio amore per il Parma, un sostegno incondizionato, nonostante avesse prevalso, peraltro come era logico accadesse, il partito opposto.

E, invece, per tutta la gestione della Fenice, un manipolo di giapponesi simpatizzanti della fazione opposta, ormai in tutt’altre faccende (di tinte nerazzurre) affaccendata, avrebbero approfittato di ogni situazione per mettere in moto la macchina del fango e del sospetto, l’aspetto più sgradevole durante la gestione dei parmigiani (e magari anche ingrediente di contorno nel confermare il successivo passaggio di mano ad un vero imprenditore calcistico come Krause, (al di là delle contingenti difficoltà, legate al Mall e non solo, di Pizzarotti, l’unico tra i 7 o i 5 che avrebbe potuto diventare socio di maggioranza, qualora fossero rimasti).

Un certo populismo era stato il tratto caratterizzante dell’approccio al calcio di papà e figliolo, unito anche ad alcune intemperanze, poco consone al galateo istituzionale (come forse ricorderà il malcapitato assessore comunale allo sport pro tempore Giovanni Marani, depositario di alcuni loro pesanti strali), che li rendeva diametralmente opposti rispetto ai Magnifici 7, i quali, probabilmente, non avevano così fatto breccia nei cuori, poiché anziché lasciarsi andare ai proclami, che tanto piacciono al popolino, e che garantiscono nell’immediato del proselitismo, preferivano la politica del fare, e, solo dopo aver fatto, presentare i risultati. L’esempio stadio potrebbe essere esemplificativo: il progetto degli imprenditori parmigiani, ad esempio, era stato rivelato alle folle solo dopo che si era effettuato un certo percorso (poi fu Krause a ritirarlo), mentre il duo trapiantato a Pisa aveva iniziato a prometterlo, prima ancora di piantare le tende in loco. “Un’Arena rinnovata per un Pisa da Champion’s”, titolava La Nazione pochi mesi dopo il loro insediamento.

Poi sarebbero arrivati rendering, cartelli in città (“Il sogno è realtà”) e varianti urbanistiche ad hoc, ma alla fine l’Arena Garibaldi, dedicata a Romeo Anconetani ospita ancora le partite del Pisa in condizioni fatiscenti, con rimpalli di responsabilità tra società privata ed ente pubblico sul nuovo impianto, in luogo del grande feeling iniziale.

E a conferma della par condicio nella dialettica hard con le istituzioni locali, è della scorsa settimana un comunicato ingastrito del Pisa Sporting Club in risposta alla nota diffusa giovedì 8 febbraio 2024 da Palazzo Gambacorti, sede del Municipio della città della torre pendente, relativa alla concreta possibilità di recuperare l’agibilità di 500 posti nel settore denominato ‘curvino’ in Curva Nord: “Il Pisa Sporting Cub, dopo aver letto le dichiarazioni del vice sindaco Raffaele Latrofa, prende atto con soddisfazione e stupore che in tempi brevi, e con investimenti molto contenuti, la Curva Nord dello Stadio Arena Garibaldi potrà essere ampliata. La soddisfazione deriva dall’apprendere che, finalmente, la richiesta della società, avanzata e rinnovata negli anni, potrà essere accolta. Sorprende però che la soluzione ipotizzata, da sempre considerata dal Comune ipotesi non percorribile per limiti strutturali dell’impianto, oggi sia diventata percorribile”.  E poi: “Un ulteriore motivo di stupore deriva poi dal fatto che il vice sindaco abbia nel suo comunicato sottolineato che ‘l’amministrazione ha deciso di intraprendere i lavori di ampliamento solo da pochi mesi in quanto è chiaro che il nuovo stadio non è più un orizzonte vicino’; il vice sindaco dimentica (o probabilmente non ne è a conoscenza) dei settimanali appuntamenti che la società, da mesi, sta portando avanti con i vertici del Comune per la risoluzione del problema stadio”. E infine: “Il Pisa Sporting Club, nelle continue interazioni con il Comune, ha prima suggerito e poi apprezzato la volontà del primo cittadino di considerare un’alienazione dello stadio e ha più volte ribadito la necessità di provvedere ad una valutazione dello stesso che rispecchiasse le pessime condizioni in cui versa la struttura che, allo stato attuale, non offre le garanzie minime previste dalla convenzione e, certamente, non è l’impianto su cui il Pisa Sporting Club può traguardare il proprio futuro. Alla luce dello stato attuale delle cose e del poco tempo disponibile, il Pisa Sporting Club sarà, pertanto, disponibile a valutare ogni opportunità e ogni alternativa per trovare la miglior soluzione possibile per il futuro prossimo del Club”.

Non solo lo stadio, anche il training center, è oggetto di una certa dialettica con l’ente locale: “Il Pisa Sporting Club coglie anche l’occasione per sottolineare con preoccupazione e rammarico come ad oggi, nonostante il deposito del progetto del Pisa Training Center avvenuto in data 13 dicembre 2023 e le rassicurazioni più volte ricevute, non sia stato ancora affrontato l’argomento in sede di Consiglio Comunale. La speranza è quella di veder quanto prima l’argomento discusso in sede consiliare così da rispettare le tempistiche di approvazione promesse dall’attuale amministrazione comunale”.

Dal punto di vista sportivo, mentre Nuovo Inizio scolpiva la storia del Parma, quella del Pisa dei Corrado’s non si è rivelata altrettanto memorabile: dopo la retrocessione nella stagione 2016-17, due terzi posti in serie C, l’ultimo dei quali (2018-19) valso, dopo la vittoria dei play off, la promozione in Serie B, e poi in cadetteria, nell’ordine: un 9° posto, un 14°, un 3° (fuori ai play off) e un 11° nella passata stagione, dopo una prima parte di stagione molto confortante. Cinque anni in serie B consecutivi, restano, comunque, la miglior striscia del post Anconetani.

E il feeling con la tifoseria? Indubbiamente la piazza è calda e passionale (basti pensare che sono andati a ruba, in un giorno, i primi 1.113 biglietti, per la partita, non come tutte le altre, col Parma di sabato 17 febbraio 2024, kick off ore 14:00, quantitativo che aveva portato al sold out del primo blocco del Settore Ospiti del Tardini, motivo per cui, il sodalizio Crociato, da ieri mattina ha messo in vendita ulteriori 1.700 biglietti del Settore Ospiti) e meno snob e freddina della nostra, considerato poi che, il post Anconetani era stato costellato da proprietà non entusiasmanti (eufemismo) persino con un cane presidente (e non presidenti cani, come talora succede altrove) non poteva che scoccare la scintilla con dirigenti altrettanto accesi, ma, come avviene anche per i partiti politici che occhieggiano al populismo, dopo il voto di protesta, spesso si rimane delusi perché poi non è che concretamente si ravvisino chissà quali fantasmagoriche novità concrete dopo le promesse di esser diversi e migliori. E il parlare senza peli sulla lingua o freni inibitori, raccogliendo a piene mani dall’armamentario del complottismo, porta ad una dialettica indubbiamente franca, che piace, ma che può comportare la controindicazione di doverla poi a propria volta subire, anche se forse, nel conto del dare e l’avere, sono ancora lontani dall’aver subito quanto profuso agli altri.

Leggendo “il pensiero, a metà con un vero e proprio articolo” con cui Michele Bufalino su Sesta Porta, si è rivolto direttamente alla società nerazzurra, chiedendo di scendere dalla propria torre d’avorio, e di fare un passo indietro con la municipalità, senza la minaccia di portare il Pisa a giocare altrove (tutto il mondo è paese, ma ogni paese ha la sua squadra), si coglie che l’ambiente se non proprio una polveriera, certo non è tranquillo. Crisi del settimo anno? Può darsi se si presenta, sia pure con tutte le buone maniere del caso, il conto degli errori commessi anche da chi si sente intoccabile: “Il Pisa forse subisce per la prima volta in 7 anni delle vere e proprie critiche per il suo operato. Sarà a causa dei risultati non entusiasmanti delle ultime due stagioni, ma a conti fatti, nonostante la narrazione porti alla creazione di veri e propri “fondamentalisti” allergici alle critiche, la società non è stata messa in discussione da nessuno. Nessun vero tifoso, nessun giornalista, nessun membro di istituzioni o dei ‘salotti’ della città sta dicendo che il Pisa sta svolgendo male il proprio lavoro a livello imprenditoriale. Sono stati fatti degli errori, giustamente vengono criticati perché siamo in democrazia, ma nessuno sta chiedendo la testa di chi gestisce la società e se esiste qualcuno che lo sta facendo è solo perché è frustrato dal momento e va contestualizzato, perché fa parte del gioco. Chi compra una squadra di calcio non può non saperlo”. E poi: “Anche il Pisa dovrebbe essere umile e riconoscere qualche errore commesso. Perché l’errore fa parte di un percorso di crescita e nessuno è perfetto. Non c’è niente di male a dire che qualche scelta è stata sbagliata, sul mercato così come nelle strategie di comunicazione. Come nella scelta di aumentare le tariffe dei biglietti allo stadio, i più onerosi di tutto il campionato di Serie B, una scelta criticata trasversalmente da tutti. Deve solo spronare a far meglio, deve spronare a mettere il Pisa nelle condizioni di migliorarsi. Non a rimanere confinato in questa strana e insensata torre d’avorio, a mettere il broncio per qualche critica…”

Il 1° Marzo 2023, il Pisa profanò il Tardini, vincendo 0-1: sappiamo bene quanto sia importante continuare a fare bene per il raggiungimento dell’anelato obiettivo finale, ma, aggiungiamo anche le ragioni di cui sopra, non è una partita come tutte le altre, per sperare di non assistere ad una replica di quello spettacolo. Gabriele Majo

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 60 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann. Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro"; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio" e "Franciao".

25 pensieri riguardo “QUELLA COL PISA (ANCHE) DEI CORRADO’S NON E’ UNA PARTITA COME TUTTE LE ALTRE

  • Mah…rivangare sui fatti di 10 anni anche no.
    Sinceramente mi fa piacere non essere finito nelle mani di Corrado, ma da qui a considerarla una partita stile Reggiana proprio no.

  • Io non sono magico

    Direttore, a me invece piace tantissimo quando abbandona la cronaca per lanciarsi negli amarcord, raccontandone i retroscena. Il calcio non è solo la partita che si giocherà nel turno successivo, ma soprattutto storia.

    Per questo mi sono goduto la sua ricostruzione dell’epopea Corrado’s e mi ha fatto riflettere soprattutto un punto che ha ben evidenziato: la creazione di una forte divisione tra tifosi.
    Ricordo benissimo quel periodo. Corrado fu davvero cinico nel gestire la vicenda come una campagna elettorale. Demonizzo’ i competitor, accese i toni, grido’a complotti e scandali, invoco’ gli immancabili poteri forti ostili, instauro’ rapporti con alcuni arruffapopolo, a cui fece persino balenare, a sentire loro, la prospettiva di collaborare con la nuova società.

    Il risultato fu quello di creare un nutrito manipolo di pasdaran, anche se non maggioritario, più tifosi del Magico Parma dei Corrado che del Parma Calcio che sarebbe nato. Gli attacchi su social e chat alla fazione avversa erano insistenti, furono creati gruppi e petizioni. All’assegnazione del titolo sportivo a Parma Calcio1913 ci fu addirittura chi propose di fare un’altra squadra alternativa, da far giocare a Fidenza, pur di non rinunciare al sogno magico.

    La spaccatura non fini’ con la nascita della nuova società. Inizio’ la stagione dei veleni digitali, il rifiuto di entrare al Tardini, la convinzione che sarebbe stata “Lega Pro a vita”. Ma anche esposti ad organi di controllo, lettere anonime, il cosiddetto fuoco amico.
    Per fortuna, con tre promozioni consecutive, i risultati fiaccarono col tempo la guerriglia dei giapponesi e la spaccatura nella tifoseria e’ oggi solo un ricordo.
    Ma in assenza di risultati immediati, la storia sarebbe stata molto diversa e il sentimento unitario della comunità crociata minato nel profondo.

    E’ questo il vero peccato originale di Corrado. Non aver compreso e rispettato il valore fondamentale dell’unità della tifoseria crociata ed averci giocato sopra in modo molto cinico. Del resto, era quello che ci si poteva aspettare da uno sfegatato gobbo juventino.

    • Gentilissimo,

      Ringrazio per la sua ulteriore testimonianza e per il gradimento della mia “produzione”che forse resta di nicchia, ma in questi tempi di fast food. Penso che il dimenticato approfondimento, nell’era del mordi e fuggi e della informazione fai da te. Possa essere un buon tratto distintivo. Nell’attesa di trovare il modo di risolvere il problema di come reperire i contributi per poter andare un giorno ancora molto lontano in pensione, grazie a questo sito ho l’occasione di proporre un alternativo modo di raccontare le cose, svolgendo una funzione credo importante per la comunità. Capisco che molti non siano incoraggiati ad addentrarsi in certe complesse articolesse che possono spaventare anche gli addetti ai lavori che ci tengono d’occhio e mollano la lettura dopo i primi due paragrafi (e fanno male perché io, sapendolo, gli pongo quel che cercano dopo il terzo), ma non penso ci sia bisogno di aggiungersi ad altri che lavorano sulla notizia spicciola. Penso che l’approfondimento del passato ci aiuti a comprendere meglio il presente. Cerco di invogliare alla lettura almeno con un racconto che spero riesca frizzante e simpatico, che semplifica la comprensione del popolino senza far inorridire il letterato. Ringrazio per questo mia mamma Leyde, apprezzata professoressa di lettere che mi ha trasmesso le sue qualità poi perfezionate dai miei insegnanti come l’austero maestro Casalini alle elementari, Don Pasini alle medie al San Benedetto, Mons Delsante e Don Igino Marchi al Liceo Ginnasio Sant’Orsola. E Carlo Drapkind che è stato il mio maestro di giornalismo. Di solito non lo menziono quasi mai, perché con la vocazione artistica c’entra poco, ma se sono onesto intellettualmente, corretto e con la schiena diritta lo debbo a mio padre Giuseppe, maresciallo dei carabinieri, che ha forgiato tanti ufficialini appena usciti dall’Accademia, conquistandoli e facendosi amare. Bravi anche loro a comprendere che, al di là del grado, anche dai sottoposti c’è da imparare specie quando si è alle prime armi e si ha la fortuna di avere persone vere da cui attingere il sapere e il sapersi comportare
      Cordialmente

  • Continuo a chiedere perchè si debba riempire la curva ospiti per consentire maggiore tifo al Pisa, esattamente come l’anno scorso. Siccome (spero) che Craus non campi con gli aggiuntivi 1700 biglietti perchè non chiudere i rubinetti dopo i primi 1300 biglietti? Perchè dobbiamo sempre tirarci le mazzate sui coglioni da soli? I pisani non vanno allo stadio a casa loro e li invitiamo noi? Perchè continuiamo imperterriti a fare sempre le solite cazzate in queste cose esattamente come sul mercato?
    Per quanto riguarda Korrado su una sola cosa ha sempre avuto ragione: “Un industriale con la I maiuscola non può essere interessato alla serie D, ma alla serie A”, come anche Manfredi e Radrizzani Doria alé alé hanno dimostrato. Poi anche lui talmente ingenuo da pensare di battere i 7 in casa loro…faceva quasi tenerezza. Mi permetto di ricordare anche che la “cavalcata” come noi nessuno mai è stata favorita da una dose di culo abnorme (che abbiamo pagato con gli interessi dal 2020 e che speriamo di aver finito di pagare cambiando anche il nefasto sponsor tecnico), basti ricordare Frosinone Foggia, Parma Pordenone, etc..

  • pencroff

    parafrasando Corrado, un Uomo con la u maiuscola non può essere interessato alla Bice ma a CharlizeTheron. Mighe facil veh, a tribul anca con la Bice, figurot ti
    firmato
    un omè

  • Andiamoli a prendere noi coi pullman della Tep e offriamogli anche il pranzo al sacco perché no? Anzi gli do anche il mio posto già che ci siamo

    • Offrilo a me. Cosa lo offri agli altri? Piocione.

  • L’unica Corrados che si salva e’ la Matilde, la sorella di Giovanni che se non sbaglio aveva presenziato alla dimenticabile presentazione dei logo fatti da lei e le sue amiche

  • Simone T.

    Caro Davide, se bastasse il numero di tifosi al seguito per vincere le partite, avremmo vinto il derby col Modena 3 a 0…e invece il 3 a 0 ce lo siamo buscati noi senza mai entrare in partita. Quindi che vengano pure, chissenefrega..

    • Ma sì andiamoli a prendere direttamente noi che fa…in omaggio anche un bel panino col parsutto e una punta di 24 mesi

  • Direttore ha visto che la Rudarola “on lain” ricorda la partecipazione al Gf della “parmigiana” Rosy Maggiulli con tanto di intervista?

    • Si grazie. Infatti ho redarguito l’amico Razzini per non avermi coinvolto nella amabile conversazione…

  • Furbacchione Razzini…

  • #bastabigliettiaipisani

  • Tra l’altro la tifoseria pisana è sempre una delle più rumorose, tanto da coprire facilmente la Nord dando l’idea di giocare fuori casa. E noi geni che facciamo? Gli apriamo tutta la curva e stendiamo tappeti rossi

  • come procede l’esodo dei pisani?Vaiens e Martines hanno predisposto un servizio navette per prelevarli gratuitamente a Spezia? Sono stati istallati maxischermi al Petitot per quelli che saranno sprovvisti di tagliando? Lo store del parma calcio sabato avrà un corner dedicato alla vendita delle casacche Adidas nero azzurre?

    • IPSE DIXIT

      Direttore, sono un po’ preoccupato.
      Stando a quanto dice Davide sono attesi almeno 80/85 mila pisani.
      Non è che ci tocca andare a giocare a San Siro per contenerli tutti? Mi dovrei organizzare nel caso.
      Lei ha notizie in merito?
      Grazie per una rassicurazione…

  • pencroff

    e le pisane?

    • stando all’opinione dei livornesi sono di costumi allegri e poco morigerati…

      • pencroff

        allora “venghino” a frotte, le accoglieremo!

  • DOMANI SCADONO I CONTRIBUTI. SIAMO APPOSTO ANCHE LI COME PER IL MERCATO? O FACCIAMO UN’ALTRA CAZZATA COME L’ANNO SCORSO E PRENDIAMO PUNTI DI PENALIZZAZIONE?????? QUALCUNO CHIAMI IL RAGIONIERE E SE NE ACCERTI

    • pencroff

      Davide, vagh a der ‘n’ocieda va’, ti nominiamo revisore

      • O sindaco? Acsé a feg tut i control

  • Sperema be’, am fid poc…

    • Appunto…siccome siamo ancora in tempo qualcuno chieda a chi di dovere o al ragioniere se è #tuttoapposto

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