domenica, Aprile 21, 2024
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CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / ABOLITO IL «SE» RESTA IL «QUANDO»

(Gianni Barone) – «Dimmi quando tu verrai; dimmi quando, quando, quando…», con questa canzone un po’ retrò chissà cosa si aspettava di vedere il poliedrico cantante anni 60 Tony Renis: restava in spasmodica attesa di un qualcosa, di positivo, di un «Godot» allegro, bene augurante e felice per sé, per il suo animo, e per il suo cuore supponiamo, al pari di quei tifosi, che lo esprimono compiutamente e con vigore…

…pochi, perché la scaramanzia (che è la scaramansorela della scaramanmedra mia come declamava l’attore dialettale Mario Bertoletti via etere, prima che da, giornalista politico-sindacale chiedesse all’interlocutore se Bossi «devergesse» da Scalfaro, col malcapitato che gli rispondeva ) sempre in agguato la fa da padrona, e non permette loro, a otto giornate dal termine, di abolire il dubitativo (di moroskiana memoria) «se» andrà in serie * (vocale ancora impronunciabile per ovvie ragioni dagli esitanti in doppio petto) che paralizza ogni discorso legato al tempo e alla non opinabilità di quella branchia della matematica, che la maggioranza non ama, perché ostica e non alla portata delle menti più umanisticamente disposte verso altri orizzonti eterei del sapere, cioè l’aritmetica che permetterebbe di far tramutare i sogni in realtà.

Tutta questa infinita gran «circumnavigazione»  del globo mentale Crociato per dire se fuori dal nostro ambito, quello dell’ex ducato preunitario, tutti, compreso il «B-ologo» della rosea Nicola Binda – che a detta di molti della serie cadetta se ne intende una cifra, o forse anche più – il dubitativo se è stato abolito già da mo’, e già si riflette di numeri, leggi punti che mancano ancora per arrivare all’agognato traguardo della promozione diretta, perché non farlo anche noi seppur confinati ancora nel perimetro ducale di cui sopra che ci angustia non poco e che non permette ottimismo di comodo e neppure realismo di maniera?

Or dunque, e mi sia concesso, in assenza di lirismo da epopea, qualche orpello di esposizione aulico, quando il Parma potrà veramente festeggiare e mettere da parte le varie frasi che infarciscono il vocabolario delle conferenze stampa di allenatori e calsciatori (come li pronunzia il prode CT azzurro Spalletti, che vanno dal «non abbiamo ancora fatto niente», attraversando «nulla è ancora deciso» e soprattutto vanno a sfociare nell’ormai trito e ritrito, seppur doveroso per le ragioni di cui sopra «la partita più importante è sempre la prossima».

Ma signori miei, e qui scomodiamo un ras della politica che non citiamo perché un po’ in ribasso nelle preferenze e nei sondaggi, come si fa a non essere tranquilli – come ribadito da Nicola Binda a Bar Sport su 12 Tv Parma, ormai la sola «Telekabul» del tifo in salsa crociata – dopo che una squadra come il Parma, che ha dominato dalla prima giornata il campionato, ha dimostrato di non aver rivali in grado di avvicinarla da vicino, proprio in primavera, quando a detta di tutti gli esperti e non solo, si decidono i giochi e le sorti di una intera stagione?

Quindi, tutto ciò premesso, non resta altro di porre fede a chi sempre dagli studi dell’emittente cittadina che batte bandiera «bianconero crociata e affini» come Lorenzo Fava di Sport Parma, sempre pronto a sganciare siluri di statistiche e di numeri (una volta li chiamavano telearchivisti), il quale ci dice che mancano solo 14 punti, e ci fidiamo di lui, per arrivare al punto, perché non servono tutti gli studi di geometria analitica, trigonometria, analisi matematica o geodesia che hanno costellato e riempito di numeri la nostra giovinezza, per affermare che manca poco (che c’è vo’? direbbe Giobbe Covatta) e che sia solo questione di tempo e nulla più.

Però, per non annullare tutto e restringere il campo delle discussioni, sempre accese, a cavallo tra la terra della Tv, e il cielo del web, con chat e whatsapp al seguito, dire che è già fatta, finisce per svilire tutto quel vociare e quel baillâmes che, oltre far volume fa anche share, ascolto per chi confini li vuol varcare solo a Chiasso, a Domodossola o al Brennero per fare turismo o gli affari suoi e non con la nostra cara lingua già abbastanza vilipesa da chi con cattiveria atavica la deturpa su quelle colonne (non infami).

Quattordici punti vuol dire 3 vittorie 2 pareggi su otto partite, secondo il teorema Fava, con il lusso di perderne addirittura tre: lo stesso numero di sconfitte fin qui maturate in trenta lunghissime giornate. Pensate un po’! Le quali tre sconfitte, se si pensa con chi sono arrivate, se si esclude quella di Venezia, poi vendicata al ritorno con la vittoria all’ultimo respiro al Tardini, viene quasi da dire: ma ciò come può essere stato possibile?

Tre gol da film subiti contro il Modena alla ventiduesima, che di lì in poi non è stato capace di vincerne una, e contro il Lecco che, dopo aver affondato i Crociati in una gara assurda, ha cominciato a calare a picco, come un galeone affondato, verso la C, ed stato messo in vendita dal vulcanico patron Di Nunno che se ne vuole disfare a causa dell’ingratitudine ricevuta dall’ambiente tutto. E noi qui a fare ancora processi, si fa per dire, su chi deve giocare titolare e chi no, sul fatto che le voci di mercato danno fastidio e non permettono alla squadra di lottare per l’obiettivo, che Man non si tocca (chi lo dice?, e perché?)

…e neppure Bonny, che Pecchia non se ne può andare dopo aver creato un universo Crociato così perfetto, grazie alle sue idee di inclusione continua, spesso criticata dai soloni della prima ora, dimenticando che, memore dell’esonero dopo la prima sua promozione in A, con il Verona, non ha voluto replicare, giusto due campionati fa, con la Cremonese, preferendo tornare indietro tra i cadetti, a risollevare, ma allora non si poteva sapere come sarebbe andata, il Parma di Krause.

Che possa fare il bis anche qui da noi, potrebbe essere possibile anche se stavolta le richieste (?) da club di prima fascia in A, o giù di lì potrebbero non mancargli. Che vada via Pederzoli, in scadenza di contratto, sembra non importi a nessuno e nemmeno del suo sostituto, al momento in lecitine e ancora inibito Cherubini.

E come ha detto uno dei nostri autori, la new entry Vincenzo Bellino, sempre a Bar Sport «Questa non è la la B dei top player in campo, ma è quella dei top coach in panchina», e ha citato ovviamente Pecchia, oltre a Vanoli, che potrebbe essere il suo sostituto, come da nostra indicazione, ed infine Vivarini prossimo avversario col Catanzaro, che all’andata, scordandosi completamente della cura della fase difensiva non fece certo una bellissima figura, pur riabilitandosi, con qualche alto e basso, in seguito. Oltre ai tre coach elencati, tutti gli altri, anche se Pirlo, sta cercando di risalire la china, tanto top non sembrano, se vogliamo candidarli al salto di categoria.

Stesso discorso per i calciatori, visto che sembrano già iniziati, nell’immaginario collettivo dei tifosi i casting per il prossimo anno, quando il dubitativo se sarà infranto, una volta raggiunti quei numeri, che l’unica ipotetica tabella finora azzardata, ci ha consegnato. Al momento tra tutti i singoli che si sono visti, pochi sembrano pronti per la serie maggiore, e fra questi la maggior parte gioca già nel Parma, quindi la ricerca andrebbe fatta altrove.

Sembra inutile dire Pohjampalo, Coda, anche noi, sbagliando, avevamo detto il duo del Modena, Zaro per la difesa, Palumbo per il centrocampo: niente di tutto ciò, occorre, forse, dare già un occhio alla serie A attuale, come qualcuno molto opportunamente ha già suggerito, soprattutto tra quelle squadre che rischiano di retrocedere. Ma prima di fare ciò, ecco che il dubitativo se ritorna, bisognerebbe sapere, se qualcuno veramente potrebbe partire. Sì, ma quando? Ci risiamo… Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

9 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / ABOLITO IL «SE» RESTA IL «QUANDO»

  • Come Zurlini gode nel vedere il progetto stadio andare a picco così Barone godrebbe nel vedere Pecchia andare via, visto che tra le righe della intricata prosa la mena sempre con sta fola di Pecchia che se ne va. Premesso che non me ne frega nulla è comunque curioso come taluni godano a rovinare le feste o andar via col pallone.

    • Caro Davide non è che le tue sensazioni siano verità rivelata: nel caso di Zurlini, parliamo di un giornalista molto ferrato sul tema stadio, avendolo seguito molto da vicino per il suo giornale e che non è che goda se lo stadio non si fa, semplicemente informa il pubblico, come suo dovere fare, sulla tortuosità di un percorso che va molto al di là del facile ottimismo di certi amministratori pubblici e privati;

      Barone, come il sottoscritto, ha una profonda stima di Pecchia, peraltro essendo stato il primo in assoluto, su piazza, a capirne e a spiegarne, con opportuna opera di divulgazione, le novità positive apportate, non solo il “tutti dentro” ripetuto dal latino fino alla noia (assieme a leggerezza e diverimento) ma anche sulla disposizione in campo dei giocatori che talora occhieggia il posizionale. A Barone, semmai, sta sulle scatole la sicumera di altri colleghi su piazza, per i quali sarebbe impossibile che Pecchia vada via: ma posso garantire che, come me, sarebbe felicissimo se rimanesse al Parma, essendo in prima persona l’autore di questa stupenda stagione.

  • Direttore, tutto corretto in teoria. Ma la pratica è molto diversa. C’è modo e modo di informare. Si può informare che il percorso è tortuoso sprizzando piacere da tutti i pori per questa tortuosità, anzi sollecitandola e facendo il tifo per chi causa questa tortuosità, titillando problemi, scavi, reperti, conferenze, ligeidi, sorci, olmi (ho sentito io Zurlini alla radio parlare di consumo di acqua, non mi risulta sia anche geologo) o si può informare che il percorso è tortuoso criticando chi è causa di questa tortuosità. Zurlini col suo bel cardigan da Nino Mandredi che beve il caffè con la Peppina nel 1981 rientra pienamente nella prima categoria. Solo non ha le palle per schierarsi e dirlo chiaro e si gorna dietro lo spigolo del “giornalista” che informa, così come non ha le palle di dare del facilone a tutti gli amministratori pubblici e lato Parma Calcio che invece hanno manifestano e manifestano una visione più ottimistica e meno “grigia” sulla partenza del progetto.
    Sul discorso Barone, premesso che al contrario dello stadio non me ne frega nulla se Pecchia resta o meno perchè si può vincere anche con Baroni, D’Aversa, Nicola o chi volete se ci sono i giocatori (che nel nostro caso non ci sono), oltre a essere antipatic e malmostoso con ste puntualizzazioni vale per lui lo stesso atteggiamento che critica. Lui sa che Pecchia andrà via? Lo scriva, se non sa niente scrivi di altro.

  • Crociato1970

    Quattordici punti vuol dire 3 vittorie 2 pareggi su otto partite….. 3 vittorie e 2 pareggi fanno 11 punti……

  • Il calamaio
    Indiscutibilmente è (sarà) una gioia festeggiare la promozione ottenuta grazie al contributo di tutti. Proprio per questo credo che le ultime perplessità vadano pronunciate prima che cali la beatificazione a divinis che solitamente imporpora i traguardi e uniforma le differenti opinioni calcistiche. Le mie esitazioni sono nei confronti del mister. Le scriverò per punti

    Si parte sempre dal CV per evidenziare gli studi, gli avanzamenti i successi conseguiti. Sinteticamente: 2, quasi 3 promozioni dalla B alla A (un autentico mister B…superato solo dall’ex Iachini tra gli allenatori in attività). 1 unica stagione in serie A conclusa all’ultimo posto. Un paio di esoneri e 2 anni come massimo periodo in carica. Sono stati invece 4 gli anni trascorsi come vice di Benitez (che ai tempi mi sembra già praticasse un prototipo di calcio posizionale, talvolta, il suo..anche noioso)
    Al Parma: l’anno scorso ha mancato una promozione diretta pur avendo a disposizione (per me) la miglior squadra del campionato. I continui cambiamenti di ruolo ai giocatori hanno confuso i più scolastici osservatori (come il sottoscritto) e forse anche qualche giocatore (paradigmatiche sono state alcune scelte di campo come il posizionamento di Vazquez mediano o il bassissimo ed inspiegabile minutaggio concesso a Bonny e Circati)
    Scarso utilizzo del nostro vivaio. In 2 anni non ha fatto mai esordire né ha introdotto in prima squadra nessun giovane della Primavera. Inoltre con i giovani impiega spesso più il bastone che la carota (vedi le annullate.. convocazioni di Hainaut e Begic testimonianza di autoritarismo alla romana?)
    Quest’anno ha guidato una cavalcata straordinaria resa ancor più unica dal fatto che al Parma è bastato giocare bene un tempo per sbaragliare la concorrenza. E questo, da una parte significa che abbiamo una squadra nettamente superiore alle altre, dall’altra che non ricordo che sia mai successo che abbiamo giocato bene per più di 45 minuti
    Alcune frazioni di gioco quest’anno sono state esaltanti ma vorrei che qualcuno mi dicesse se in serie B ci sono giocatori (magari presenti nella stessa squadra) migliori dei nostri fantastici 4 o elementi che garantiscono la continuità di rendimento che DelPrato ed Estevez assicurano da 2 anni. (Da qui il titolo calamaio al mio intervento….Pecchia ha intinto la penna in un inchiostro luminoso ed indelebile…(non in acqua di mare….)
    Da un certo punto di vista i cambiamenti di ruoli (come ad es DelPrato, Balogh centrali, Bernabè mediano, coppia di centrocampisti Sohm-Bernabè etc etc) e di formazioni…consentono di definire il calcio di Pecchia come euristico. Ovvero il suo calcio, al secondo anno, ha ottenuto (sta ottenendo) un ottimo risultato ma il procedimento necessita di una validazione più rigorosa che si potrebbe avere solo in serie A.
    I canonici due anni del mister sono però a scadenza…e in tanti già si chiedono se Pecchia rimarrà visto anche le offerte che il Napoli (anche se non credo che ADL gli affiderà la sua squadra senza la supervisione di Benitez) o il Bologna stanno presentando.
    Pecchia veleggerà dunque verso il golfo di Napoli perpetrando un tradimento (cioè navigherà come / trasformandosi in… cata-marrano) o rimarrà all’ombra del Tardini? Per me dipende dalle scelte di mercato di kk e il mercato Crociato è fluido (in 79 hanno calcato l’erba del Tardini) e in una certo senso dipende dall’esito della battaglia ai comitati… Nell’attesa mi piacerebbe che Oliver o il direttore Belga opzionassero, prima che qualcun altro lo faccia, Vanoli (un super coach…….) e a kk consiglierei di lasciar perdere l’angioletto (Cherubino) bianconero.

  • Premesso che non sapevo di esser diventato così popolare da prestare il mio nome ad un teorema (né ambivo a tanto)… ringrazio Stadiotardini.it e l’autore del pezzo Gianni Barone per questo momento di inaspettata popolarità 😂
    Premesso che non sono amante di tabelle e calcoli aleatori, soprattutto a così tante giornate dal termine…

    L’altra sera, a BarSport, mi sono limitato a rispondere una domanda a brucia pelo di Marco Balestrazzi e ho asserito che mancano, aritmeticamente, 14 punti per la Serie A (e verosimilmente anche per il primo posto). Non sono mai stato forte in matematica (anzi!), ma qui i conti sono più facili di quelli che ero obbligato a fare al liceo.
    I punti che restano sono 24, quelli di vantaggio sulla terza (che si scontra con la seconda) sono 9 – l’equivalente di tre partite che il Parma potrebbe permettersi di perdere…
    Se la Cremonese fa 24/24 punti (arrivando a quota 80), logica conseguenza è che il Venezia ne può fare solo 21 (e quindi il totale massimo per i Lagunari sarebbe 78). Il Parma può perderne due e pareggiare lo scontro diretto con la Cremonese e con 14 punti è sicuramente primo posto 😉
    Ma vedrete che ne basteranno anche meno!
    Buona giornata a tutti,

    LF

  • Non ho capito se il sig. Barone vorrebbe eventualmente sostituire Pecchia con Pirlo in A. Spero di aver letto male perchè altrimenti sarebbe una cazzata immane.

    Pecchia deve rinnovare subito. Stop.

    • La proposta condivisa della gerenza Di Stadiotardini.it (Barone ed io) per una eventuale sostituzione di Fabio Pecchia è Paolo Vanoli

      • D’accordo con voi

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